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“AMATE LE PERSONE E USATE LE COSE, PERCHE’ IL CONTRARIO NON FUNZIONA MAI” (Cit. Minimalism: a documentary about the important Things).

Con questa frase si apre una importante riflessione che abbiamo scoperto per caso leggendo libri e guardando dei documentari sul Minimilismo: vivere meglio senza il superfluo. Prediligere la semplicità, la pienezza, la concretezza all’eccesso, al superfluo, al caos del troppo.

Cosa vuol dire essere minimalista?

“Essere minimalisti non significa non possedere uno smartphone, dormire in un van e vivere senza soldi. Il minimalismo si basa interamente su un concetto: eliminare tutto il superfluo. Vivere di ciò che è necessario ed escludere dalla propria vita tutto il resto”. (Mangiaviviviaggia)

Nella nostra società occidentale, moderna e consumista, piena di input, oggetti e comfort di ogni tipo che dovrebbero donarci appagamento e felicità la vera domanda che viene da porsi è:

SIAMO VERAMENTE FELICI CIRCONDATI DA TUTTI QUESTI OGGETTI?

Con tutti questi comfort e illimitate possibilità dovremmo essere il pianeta più felice del mondo, eppure molte persone si sentono lontane dalla felicità e anzi sono oppresse da ansia, depressione, agitazione, insoddisfazione e si sentono letteralmente ingabbiati in una società nella quale non si sentono liberi, compresi, felici.

Incredibilmente, in una società tanto ricca di tutto, siamo poveri dentro e i livelli di stress e insoddisfazione sono in continua crescita.

QUESTO PARADOSSO DA DOVE DERIVA?

Deriva dall’ECCESSO, DALLA SOVRABBONDANZA DI INPUT, OGGETTI E STIMOLI.

IL CONTROLLO DELLA MENTE CON OGGETTI E INFORMAZIONI

Le nostre vite sono letteralmente controllate dalle INFORMAZIONI E DAGLI STIMOLI: dalle notifiche degli smartphone, alle notizie dei mass-media, alle pubblicità, ai dati e stimoli dei contenuti social e multimediali. Tutte queste informazioni sono sempre in eccesso e spesso completamente inutili.

Siamo costantemente sotto controllo e anestetizzati dalle distrazioni alle quali siamo costretti ad assistere sottoforma di spot pubblicitari, informazioni e contenuti multimediali.

Siamo dipendenti dalla tecnologia e schiavi dell’eccesso di materialismo protagonista indiscusso delle nostre vite.

L’ECONOMIA DEL NOSTRO SECOLO

Se pensiamo alla storia dell’uomo non può non balzare agli occhi come negli ultimi 50 anni del nostro XX secolo l’economia abbia fatto un salto in avanti stratosferico in termini di produttività: produciamo sempre di più e per questo consumiamo sempre di più.

Ma perché consumiamo di più? Consumiamo di più affinché le grandi multinazionali possano arricchirsi sempre di più, crescendo come azienda e moltiplicando i loro profitti o perché’ veramente abbiamo bisogno di consumare di più?

Le domande che dovremmo porci sono:

  • Questa crescita esponenziale del consumismo è davvero sostenibile?
  • E possiamo crescere sempre di più all’infinito?
  • Dove ci porterà questo trend infinito di produzione e consumo sfrenato?

OVVIAMENTE LA RISPOSTA è NO: non è sostenibile produrre sempre di più e all’infinito: il pianeta e’ un sistema chiuso con risorse limitate e prima o poi (più prima che poi) dovremmo fermarci.

Dunque la vera domanda non è se smetterò di consumare in maniera compulsiva e irrefrenabile, ma quando smetterò, se su decisione propria personale o perché’ costretto dal collasso del pianeta.

Tutti prima o poi saremmo costretti a fare i conti con la malattia del nostro secolo: lo shopping e consumismo compulsivo.

SHOPPING COMPULSIVO & LA MANIPOLAZIONE PSICOLOGICA DELLA PUBBLICITA’

Siamo letteralmente invasi da oggetti e roba che compriamo: nelle nostre case, armadi, macchine, cantine, garage. Letteralmente i nostri spazi sono invasi dagli oggetti, per di più inutili e accumulati nel tempo solo per soddisfare il bisogno irrefrenabile di comprare tutto e subito in quel momento non perché veramente ne avessimo bisogno, ma perché CI È STATO FATTO CREDERE DI AVERNE BISOGNO.

Questo bisogno indotto nella nostra mente è alimentato costantemente 24 h su 24, 7 su 7 dalle pubblicità alle quali siamo bombardati su tutti i nostri dispositivi, internet, social media, radio, tv, cartelloni pubblicitari.

Ogni giorno siamo sommersi di messaggi pubblicitari che ci invitano a comprare questo o quell’oggetto facendoci credere che ne abbiamo VERAMENTE BISOGNO, per migliorarsi, per essere più alla moda e soprattutto perché senza non potremmo essere FELICI.

Gli esperti di marketing sanno perfettamente manipolare la psicologia umana giocando sull’ancestrale meccanismo del BISOGNO: se una cosa mi manca, ne sento il bisogno e farò di tutto per ottenerla.

Ci fanno credere ogni giorno di non essere adatti, di essere inadeguati, di non aver raggiunto ancora la felicità perché ancora imperfetti rispetto allo standard che ci propinano negli spot pubblicitari dove vediamo persone sempre bellissime, in forma, super felici, impeccabili, molto sensuali, di successo, accerchiate da oggetti di lusso.

La manipolazione avviene costantemente, attraverso le pubblicità nelle quali, mandando messaggi subliminali o facendoci vedere come dovrebbe essere la vita perfetta e felice con canoni e standard perfetti e progettati a tavolino ci rendono INSICURI, VULNERABILI E INSODDISFATTI, NON ADEGUATI, NON IDONEI e subito dopo ci regalano la SOLUZIONE proponendoci l’ultima uscita di un prodotto sul mercato, l’ultimo modello di macchina, casa, accessori, vestiti, viaggi e hobby di lusso, dispositivi elettronici e ci rendono SCHIAVI DEL CONSUMISMO introiettando nella nostra mente la malsana idea che SE COMPREREMO QUEGLI OGGETTI SAREMO FINALMENTE FELICI E APPAGATI.

E noi cosa facciamo? Andremo a comprare l’ultimo modello, riempendo la casa di cose inutili, che neanche ci servono per le quali proveremo appagamento al momento ma che dopo qualche tempo non ci daranno altro che frustrazione, perché ci avranno già stufato e ne vorremmo sempre di più o altro.

Il cervello umano funziona così: se soddisfiamo un bisogno ne veniamo appagati, ma solamente se abbiamo soddisfatto il bisogno con la COSA GIUSTA O NELLA MANIERA GIUSTA.

Se non ci riusciamo, il cervello formula un altro bisogno e ricomincia la ricerca dell’oggetto o del modo per appagare quel bisogno.

La domanda più giusta da porsi dunque sarebbe: QUESTO OGGETTO VERAMENTE È CIO’ DI CUI HO BISOGNO? MI FARA’ FELICE O POSSO FARE ALTRO?

Il problema di molte persone è che non riescono a capirne la risposta perché NON SI CONOSCONO ABBASTANZA: non sanno veramente chi siano, non conoscono i propri gusti e non sanno cosa desiderare per essere felici.

Questo incredibile non conoscenza di se stessi deriva da una mancanza di amore verso se stessi, da una mancato sviluppo di passioni, hobby o interessi che veramente siano NOSTRI, unici per noi, che ci rendano felici indipendentemente da quello che i mass media e i canoni sociali ci impongano.

Siamo schivi di cliché, di stereotipi che seguiamo alla lettera come automi pensando che così facendo raggiungeremo la vera felicità.

In realtà siamo solo prigionieri delle pubblicità, non sviluppiamo una coscienza, non abbiamo una nostra personalità perché è così che il mondo ci vuole: senza personalità interessi, senza un senso di appagamento ed equilibrio interiore siamo MANIPOLABILI, VULNERABILI, SOGGIOGABILI E CONTROLLABILI in modo da poterci inculcare tutti i bisogni possibili sempre nuovi e necessari per indurci a comprare e spendere sempre di più.

IL bisogno di sentirsi felici è uno di quei bisogni fondamentali al quale tutti aspirano, come anche il bisogno di amore e appartenenza: quando siamo bombardati dalle pubblicità siamo vittime a tutti gli effetti di una manipolazione psicologica che ci detta un vero e proprio dictat nel quale ci dicono come dovremmo essere, a cosa apparteniamo e chi siamo. In questo modo facendo leva sul nostro bisogno di amore e appartenenza ad una comunità ci plagiano come vogliono per adattarsi al canone di uomo medio che necessita tutti i prodotti che ci propongono.

Non a caso nel ‘900 la spesa in pubblicità da parte delle multinazionali è passata da 4 miliardi negli anni 20, a più di 244 miliardi nel 2010 e i canali di comunicazione più utilizzati per la pubblicità si sono spostati dai mezzi quali radio e Tv al grande mondo di Internet e Social Media.

 I colossi come Google, Amazon e il Guppo Meta (FB, IG, WA) detengono il monopolio dei canali di comunicazione della pubblicità attraverso tutti i canali a loro disposizione e hanno sviluppato dei veri e propri strumenti per attuare una pubblicità intelligente e PREVENTIVA che ci studia, analizza e osserva da vicino in ogni momento della giornata, su tutti i nostri dispositivi e capisce e intuisce i nostri gusti, preferenze e da questi parte per plasmare la profilazione del nostro modello tipo al quale sottoporre oggetti e bene da comprare per i quali sicuramente cederemo all’acquisto.

In fin dei conti ci plasmano ad hoc, strutturano la nostra personalità senza che noi ce ne rendiamo conto e si insinuano nel nostro cervello e nella nostra vita facendoci credere che siamo noi a scegliere consapevolmente chi siamo, cosa desideriamo e come vogliamo vivere o essere; in realtà suggerendoci di continuo contenuti e instillandoci bisogni non necessari ci costruiscono a pennello in modo da renderci automi senza personalità fagocitati dal sistema che ci risucchia come un buco nero dal quale non possiamo risalire.

Da qui nasce l’insoddisfazione, da qui anche se compriamo migliaia di beni non ci sentiamo felici: perche? PERCHE’ NON LO ABBIAMO SCELTO NOI, non siamo stati protagonisti della nostra vita, non abbiamo strutturato il nostro pensiero, bisogno e non sappiamo neanche noi cosa davvero siamo e vogliamo.

Senza personalità, senza passioni, senza equilibrio interiore non si è LIBERI.

IL SOGNO AMERICANO: la grande illusione

Da sempre, ci insegnano che se vogliamo essere felici dobbiamo ESSERE DI SUCCESSO.

Ma cosa significa essere di successo? Secondo il canone della società occidentale essere di successo ci insegnano significhi avere una istruzione elevata, frequentare i migliori ambienti, avere un lavoro che ci permetta di spendere tanto, comprare case sempre più grandi, macchine di lusso, vestiti alla moda, accessori elettronici, spendere in locali di lusso, vacanze di lusso.

Una vita nella quale VIVIAMO PER LAVORARE E NON LAVORIAMO PER VIVERE: si lavora a ritmi sempre più frenetici, l’americano medio lavoro quasi 50 h settimanali, non riposa mai, ha a malapena 15 gg di ferie l’anno, non stacca mail lo smartphone, è sempre raggiungibile, non gli è permesso riposare, staccare, rallentare, bisogna essere sempre più produttivi, produrre e lavorare sempre di più per SPENDERE E CONSUMARE DI PIU’.

È un circolo vizioso un vero buco nero dal quale non si esce: LAVORIAMO MORE & MORE per poi spendere sempre di più in oggetti che neanche abbiamo il tempo di goderci, per indebitarci con la carta di credito o con finanziamenti per comprare, comprare e non avere soldi da parte per goderci il tempo o decidere di lavorare di meno e iniziare a VIVERE.

Tutto questo: SIGNIFICA VERAMENTE ESSERE FELICI?

Il sogno americano del successo illimitato, della crescita esponenziale senza misura, del volere ambire sempre al di più, all’oltre, non è altro che la BUFALA COLOSSALE più grande del nostro millennio che ci ha portato solo a GUERRE, CRISI FINANZIARIE, ECONOMICHE, SOCIALI, discriminazioni raziali, etniche, religiose, alla distruzione del pianeta e alla distruzione della nostra società come individui, in quanto non siamo più persone, ma mezzi con i quali arricchirsi, siamo a tutti gli effetti dei portafogli ambulanti dai quali succhiare risorse per produrre e poi altre risorse per spendere.

LA RINASCITA SPIRITUALE PER LA VERA FELICITA’

Questo deve avere una fine, dobbiamo aprire gli occhi e iniziare a pensare, a guardarci allo specchio e chiederci: chi sono io? Cosa desidero veramente?

Capire chi siamo, cosa vogliamo, sviluppare una propria personalità, dei propri interessi scegliendo le attività, le passion e gli hobby che ci fanno stare bene e rendere felici è LA CHIAVE PER RICOMINCIARE E SCOPRIRE CHE IL VERO BENESSERE PARTE DA DENTRO E NON DA FUORI.

Lavorare tanto per avere sempre più soldi non porta altro che frustrazione e insoddisfazione, non lascia spazio al TEMPO DI QUALITA’, CI IMPEDISCE DI STARE CON LA FAMIGLIA, con LE PERSONE CHE AMIAMO, con GLI AMICI, CI IMPEDISCE DI DEDICARE TEMPO PER NOI STESSI, ALLE NOSTRE PASSIONI, HOBBY, GRUPPI DI INTERESSE.

NON DOBBIAMO PER FORZA GUADAGNARE TANTO O AVERE TANTE COSE PER ESSERE FELICI: L’ESSENZIALE È LA VERA RICCHEZZA.

Questo ci insegna il minimalismo: avere il giusto, avere ciò che veramente ci fa stare bene ci rende felici; questo non significa vivere da eremita, isolato e senza nulla, ma significa fare pulizia nella propria vita, togliere il superfluo e vivere di ciò che veramente ci appaga.

Possedere tutte le cose che si accumulano nelle nostre vite ci rende schiavi, non liberi e genera solamente confusione, ansia, caos e insoddisfazione.

Se provassimo ad aprire le nostre cantine, armadi, sgabuzzini e la casa in generale, troveremmo una miriade di oggetti inutili che non ci servono realmente e che magari neanche ricordiamo di possedere e ci renderemmo del senso di stress e confusione che tutto quell’accumulo ci suscita e paradossalmente, più accumuliamo più ci sentiamo vuoti, non appagati: svuotiamo i nostri conti, le nostre carte, ci riempiamo di oggetti e poi ci sentiamo vuoti, non ci sembra mai abbastanza e quindi cerchiamo più oggetti, spendiamo più soldi e non siamo mai felici.

LESS IS MORE

Se per la maggior parte delle persone è impossibile riconoscere di essere vittime del consumismo e dell’eccesso, per il quale siamo completamente controllati e dipendenti dagli oggetti, per altri si è aperto un nuovo spiraglio di luce con l’accettazione di uno stile di vita chiamato appunto Minimalismo, uno stile dove less is more, un lifestyle più vero, autentico, basato sulla sostanza e non sull’apparenza, basato sugli affetti, sentimenti, passioni e non sulle cose, sugli oggetti.

Si abbandona il senso di frustrazione confusione e preoccupazione che l’entrata di un nuovo oggetto può suscitare, per una scelta consapevole degli oggetti che realmente ci rendono felici.

Si abbandona il sentiero del consumismo, nel quale siamo vittime dei nostri oggetti, che umanizziamo e rendiamo protagonisti della nostra vita, per i quali proviamo preoccupazione e timore di perderli, romperli o rovinarli e di cui ce ne occupiamo e prendiamo cura quasi fossero persone.

Siamo fagocitati, soffocati e vittime dei nostri oggetti, che si trasformano inevitabilmente da fonte di piacere in fonte di stress.

Pensiamo di possedere gli oggetti ma sono loro che possiedono noi.

Il materialismo diventa dunque un diversivo da quale i minimalisti fuggono.

“Il minimalismo è un vero e proprio movimento che sta prendendo sempre più piede soprattutto in quelle nazioni come gli Stati Uniti d’America, dove il consumismo sfrenato è diventato quasi una religione per gran parte della popolazione.

Adottare una mentalità minimalista significa iniziare una piccola rivoluzione della propria vita.

In realtà non si tratta di niente di straordinario. Non fatevi ingannare dallo stereotipo che vuole i minimalisti come degli eremiti che vivono ai confini della società”.[1]

ESCLUDERE IL SUPERFLUO

Scegliere di eliminare l’eccesso facendo a meno del superfluo permette di svuotare la mente, liberare i pensieri e ci rende LIBERI di scegliere di cosa abbiamo veramente bisogno e cosa ci faccia piacere.

Quando possiedi solo il necessario hai modo di riflettere su chi sei, cosa sei e cosa desideri veramente ed inizi a fare selezione nella tua vita delle cose che davvero contano per te: elimini non solo gli oggetti in eccesso, ma fai una vera e propria pulizia spirituale dentro te stesso e degli ambienti che ti circondano.

Impari a selezione le attività che vuoi svolgere, impari a prioritizzare il tempo, ad organizzare al meglio la giornata come realmente ti soddisfa, impari a selezionare non solo gli oggetti ma anche le persone e i gruppi di cui fai parte, iniziando a prediligere le persone vere, gli amici sinceri, le relazioni sane e vantaggiose, che apportano valore e crescita personale, che ti fanno sentire amato, compreso, accettato e supportato.

Inizi a scartare le persone e gli ambienti negativi che tolgono solo tempo, risorse ed energie alla tua persona, prediligendo persone ed ambienti positivi che tirano fuori il meglio di te e ti fanno migliorare, conoscere più a fondo e ti rendono felice.

Diventi selettivo in ogni ambito della tua vita, prediligi la sostanza alla forma, inizi a capire cosa conta ed è importante per te e cosa non lo è.

Dai valore al tuo tempo, alla tua persona, alle persone che incontri, alle tue relazioni, rendi il tuo tempo un tempo di qualità.

Prediligere il necessario, scegliere il giusto permette di attuare una vera e propria pulizia spirituale e di ritrovare se stessi, la nostra essenza e di raggiungere un equilibrio interiore tale da sentirci felici ed appagati diventando la migliore versione di noi stessi non perché qualcuno ce lo impone dall’esterno ma come scelta personale fatta da noi per noi.

Finalmente hai la possibilità di scartare la distrazione e concentrarti su te stesso, su ciò che ti rende davvero felice prediligendo il presente, il momento, il qui ed ora.

Il minimalismo non è altro che un vero e proprio atto di minduflness: vivi il momento, elimini le cose inutili e vivi di emozioni, pensieri e non più di oggetti.

RIPRENDERE IL CONTROLLO DELLA PROPRIA VITA

Scegliere il minimalismo significa riprendere il controllo della propria vita.

Nei momenti di sconforto quando hai la sensazione di non vivere la tua vita a pieno, se pensi di vivere ogni giornata senza lasciare il segno, se non ti senti appagato o protagonista della tua esisstenza, avere meno ti permette di rendertene conto prima che sia troppo tardi.

“Senza le distrazioni tipiche degli oggetti e l’effimera sensazione di piacere che danno subito dopo averli comprati, ci si ritrova a tu per tu con la propria vita.

E quando sei con le spalle al muro, solo con te stesso, non puoi scappare comprando qualcosa di cui non hai bisogno o attaccandoti a uno smartphone”[2].

3 STEP PER DIVENTARE MINIMALISTI[3]

Diventare minimalisti inizia con  semplici azioni: eliminare tutto il superfluo.

Tutto ciò che non serve a nulla va allontanato dalla tua vita.

 Si può iniziare questo percorso seguendo 3 step:

  • Elimina tutte le app inutili dal tuo smartphone. Successivamente, disattiva le notifiche di tutte quelle app che non hanno alcun valido motivo per distrarti: il widget del meteo, l’email secondaria, i social network etc.
  • Prendi tutti i vestiti e gli accessori che non utilizzi mai e mettili in uno scatolone. Non buttarli, perché al termine del tuo tentativo di diventare minimalista potrai regalarli ed evitare sprechi inutili.
  • Prendi tutti gli oggetti che fanno parte della tua vita quotidiana (dagli occhiali da vista alle penne per scrivere) e determina quali sono davvero necessari. Elimina almeno il 50% di questi oggetti.
  • Dopo aver fatto pulizia, molti provano un senso di grande libertà.

 Hai la sensazione di tornare a respirare, di avere più spazio intorno a te. Sembra di poterti finalmente concentrare su ciò che hai accantonato nel corso degli anni. La tua vita è finalmente sotto controllo.

VIVERE MEGLIO VIVENDO CON MENO[4]

Vivere minimalista è una scelta molto personale.

Non è una formula magica per la felicità, ma è un buon modo di fare ordine e tornare ad avere spazio intorno a sé e nella propria mente.

Serve a farti capire se la tua vita sta andando nella direzione che hai scelto oppure se ti stai facendo trascinare da altri. Che siano persone, oggetti o distrazioni.

In fondo non abbiamo bisogno di molto per stare bene. Si può vivere meglio vivendo con meno.

[1] Gianluca Gotto

[2] Gianluca Gotto

[3] mangiavivviviaggia

[4] mangiaviviviaggia

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