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sport sul ghiaccio

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Uno tra gli sport invernali più suggestivi e meno praticati qui in Italia, ma molto considerati in altri parti del mondo, è certamente l’hockey sul ghiaccio o più semplicemente hockey.

Questo sport consiste in una disciplina di squadra disputata sul ghiaccio in cui i pattinatori attraverso l’utilizzo di un bastone ricurvo indirizzano il puck (o anche detto “disco”) nella porta della squadra avversaria. È considerato uno sport veloce e fisico.

Sport nazionale del Canada, è molto diffuso anche in Svizzera e venne praticato anche in Italia durante il periodo fascista (durante il quale venne chiamato disco sul ghiaccio).

È uno sport molto popolare in tutti i paesi a clima rigido nei quali le basse temperature favoriscono la formazione di uno strato di ghiaccio come copertura naturale negli ambienti esterni, tale da poter sopportare lo svolgimento del gioco, quali il Canada, la Repubblica Ceca, la Lettonia, i paesi nordici (in particolare Finlandia e Svezia), Stati Uniti, Russia, Slovacchia e Svizzera.

Grazie all’avvento della costruzione di piste di ghiaccio artificiali questo sport ha visto uno sviluppo come pratica anche al chiuso, nei paesi a clima caldo enei mesi più caldi.

La sua diffusione maggiore è in Canada (dove è molto popolare) e Stati Uniti (molto diffuso) nei quali è per il primo, lo sport nazionale, per i secondi, uno dei quattro sport più praticati a livello nazionale e non a caso, a livello mondiale il campionato più importante è la National Hockey League (NHL), che raccoglie le migliori squadre degli Stati Uniti e del Canada.

L’ International Ice Hockey Federation (IIHF) è la “Federazione internazionale dell’hockey su ghiaccio”), sigla IIHF, fondata nel 1908 ed è il massimo organismo di governo dell’hockey su ghiaccio mondiale. Organizza i tornei internazionali e regola il ranking mondiale per squadre nazionali. Ha sede a Zurigo e comprende 68 squadre.

Di queste 68 quadre, sono le 6 migliori squadre (Canada, Russia, Repubblica Ceca, Finlandia, Slovacchia, Svezia, Svizzera e Stati Uniti) hanno conquistato il 90% delle medaglie attribuite durante i campionati mondiali.

Vediamo di seguito maggiori dettagli.

STORIA [1]

Le origini di questo sport sono antiche, poichè nasce come evoluzione dell’hockey su prato già praticato al tempo dei Greci nel V secolo a.C. presso le rive del Nilo con l’ausilio di mazze e palline.

La sua diffusione in Europa fu successiva e graduale e si spostò dall’essere praticata sul prato al ghiaccio in maniera molto naturale in quanto, nei paesi freddi a clima molto rigido, non vi era modo per lunghi mesi di poterlo praticare sul prato a causa del progressivo gelo dei terreni e dello sviluppo delle lastre di ghiaccio e se ne sviluppò così, la versione ghiacciata.

Una serie di pitture come testimonianze artistiche di derivazione fiamminga riportano lo sviluppo e la pratica di questo sport tra il XVI e XVII secolo.

Tra queste testimonianze si annoverano ad esempio i dipinti di Pieter Bruegel tra i quali il Vecchio, Cacciatori nella neve (1565) riporta alcuni personaggi si muovono sul ghiaccio con dei bastoni ricurvi.

Il termine hockey fu utilizzato per designare questo sport a partire dal 1785 e sebbene ancora prima ancora, nel 1527 invece si utilizzava il termine hockie, l’etimologia resta incerta.

L’origine del nome potrebbe derivare da dall’antico termine francese di origine germanico hoquet (bastone da pastore, gancio), o di quello olandese hokkie, diminutivo di hok (gabbia, ovvero la porta dove segnare).

Le dinamiche di questo sport si svilupparono dapprima sui campi, ma il gioco si sviluppò ugualmente anche sul ghiaccio, come visibile in alcuni dipinti di pittori olandesi del Seicento e sebbene si sia diffuso prima in Europa, tutte le basi del gioco moderno si fondarono in America del Nord.

I coloni inglesi difatti, portarono in America una notevole varietà di sport simili al moderno hockey, tra i quali ricordiamo quali lo shinty proveniente dalla Scozia, l’hurling irlandese e l’hockey su prato diffuso soprattutto in Inghilterra.

Tali giochi erano tutti adattati ad essere giocati anche sul ghiaccio e con l’influenza dello sport chiamato lacrosse praticato dalla tribù nativa degli Irochesi, si gettarono le basi per i concetti di gioco poi sviluppati nella definizione dell’hockey moderno, soprattutto per quanto concerne la fisicità in campo.

Un’altra influenza importante per l’hockey moderno deriva dal progenitore bandy, sport praticato in Inghilterra durante il XVIII secolo e simile al gioco del calcio, con due squadre da 11 giocatori su un campo completamente ghiacciato.

Il bandy raggiunse la popolarità in tutta l’Europa settentrionale e la Russia, ma solo nel 1891 fu fondata la National Bandy Association, che fissò le regole del gioco.

Tuttavia, solo l’arrivo degli immigrati e soldati britannici nelle terre nordamericane gettò davvero le basi di quello che conosciamo oggi come il gioco del hockey moderno, attraverso un lungo processo di formazione, la cui paternità è oggetto di scontro e dibattito ancora oggi tra cittadini, scrittori ed esperti per ben 4 città: Windsor, Montreal, Kingston e Halifax.

La Nova Scotia sembra essere in ogni caso, la maggiore influente dello sviluppo di questo sport il tuto testimoniato soprattutto dalla pubblicazione di numerosi articoli di giornale nei quali vi sono molte apparizioni di questo gioco.

Nella città di Halifax, grazie alla azione di una famosa associazione amatoriale la quale preparò nel 1872 le Halifax Rules che prevedevano la suddivisione della partita in due tempi da 30 minuti ciascuno con un intervallo di 10 minuti con ogni squadra composta da 9 giocatori e con il cambio di campo dopo ogni gol.

A Montreal, grazie alle gesta del giocatore ames George Alwyn Creighton, pattinatore e hockeista, l’hockey su ghiaccio divenne famoso e fece della città del Quebec il proprio punto di riferimento per questo sport.

La prima partita ufficiale di hockey su ghiaccio di cui abbiamo riferimenti precisi si disputò nel 1875 presso il Victoria Rink di Montreal, celebrato come un vero evento storico, con due squadre locali fidanti in partita di hockey, rispettando le regole Halifax.

Grazie alle riprese e la pubblicità dei media, l’evento ebbe un enorme successo e permise all’hockey di diventare sempre più popolare e simile alla connotazione moderna che oggi conosciamo tanto da spingere lo sviluppo un nuovo set di regole per migliorarne il regolamento, istituendo così, le nuove regole chiamate le Montreal Rules.

Nel 1883 venne organizzato il primo torneo ufficiale in occasione del Winter Carnival di Montreal.

Nel 1886 fu fondata l’Amateur Hockey Association of Canada e l’anno successivo iniziò il primo campionato ufficiale.

Nel 1890 vi furono alcune side tra Ottawa Rideau Rebels, Granite Club e Victoria’s Club caratterizzate da clamorosi gesti di violenza, tanto che l’hockey su ghiaccio rischiò l’abolizione: i dirigenti delle squadre principali dell’Ontario crearono perciò, una lega per controllare l’hockey nella Provincia e fu così fondata la Ontario Hockey Association, che fissò il numero di 7 giocatori per formazione: un portiere, due difensori, tre attaccanti ed un rover, una sorta di jolly che si spostava tra divesa ed attacco.

Fu così che l’hockey divenne il gioco invernale nazionale e fu fondata la Stanley Cup, un trofeo con cui premiare la migliore squadra canadese.

L’hockey su ghiaccio raggiunse la popolarità negli USA tra il XIX ed il XX secolo con la formazione delle prime leghe tra il 1901 ed il 1904.

A seguito della formazione di altre leghe, come la NHA (National Hockey Association), la PCHA (Pacific Coast Hockey Association) nacque la NHL, ovvero la National Hockey League, formata nel 1917, i cui massimi dirigenti, nel 1929 decisero di cambiare le regole del gioco, diventato ormai troppo noioso, legalizzando il passaggio in avanti, ammesso nella zona neutrale, ma anche nel terzo difensivo e nel terzo d’attacco, per poi aggiungere anche delle nuove regole sul fuorigioco, sulla liberazione vietata e sul rigore.

In Europa, la popolarità partì dalla Gran Bretagna e si diffuse in tutto il continente grazie anche alla fondazione della Ligue International de Hockey sur Glace, diventata qualche anno dopo l’International Ice Hockey Federation, da parte degli stati di Gran Bretagna, Belgio, Francia e Svizzera.

Due anni dopo fu organizzato il primo campionato europeo e nel 1920, l’hockey fece la sua prima comparsa nei Giochi Estivi di Anversa.

Quattro anni dopo, quando Chamonix ospitò i Giochi Invernali, i primi della storia, fu incluso nel programma anche l’hockey su ghiaccio.

La Gran Bretagna fu la prima potenza europea, che nel 1936 riuscì anche ad interrompere i successi canadesi, successivamente tuttavia, le altre nazioni quali la Svezia, Finlandia e Cecoslovacchia si imposero nelle competizioni internazionali, facendo arretrare i britannici.

Solo nel 1954 fece il debutto ai Mondiali di hockey su ghiaccio l’Unione Sovietica, la squadra più forte nell’entourage Europeo.

LE REGOLE DEL GIOCO[2]

Questo sport prevede due quadre sfidanti in campo ogni formazione ha a disposizione 22 giocatori, 20 in movimento e 2 portieri, sono solo 6 tuttavia i giocatori per ogni squadra che scendono in campo. L’allenatore ha a disposizione una numerosa formazione a causa delle molte sostituzioni che si effettuano solitamente durante una partita, in media una al minuto.

IL campo da gioco consiste in una pista”, una superficie ghiacciata rettangolare, con una lunghezza compresa fra 56 e 61 metri, ed una larghezza tra i 26 e i 30 m.

Intorno alla pista c’è una balaustra sopra la quale, a protezione del pubblico, c’è una protezione in plexiglas; dietro le porte si trova una rete di protezione supplementare.

Le porte hanno 122 cm di altezza e 183 cm, di larghezza mentre i montanti sono colorati in rosso.

Un incontro di hockey viene disputato in una partita di 60 minuti (divisi in tre periodi – chiamati anche “terzi” o “drittel” – da 20 minuti ciascuno).

Ogni interruzione del gioco comporta l’arresto del cronometro (si parla di minuti effettivi di gioco), e per questo, una partita dura in realtà circa il doppio del tempo effettivo.

Gli intervalli fra un tempo e l’altro durano 15 minuti.

L’incontro viene vinto dalla squadra che segna il maggior numero di goal.

Non esiste il pareggio e se al termine di una partita il risultato è ancora di parità, viene giocato un tempo supplementare, che può durare venti, dieci oppure cinque minuti, ma che termina immediatamente con il gol di una delle due squadre (col meccanismo della sudden death, simile al golden goal calcistico).

Di solito, i tempi supplementari vengono giocati con un numero ridotto di giocatori di movimento, 3 o 4 per squadra invece di 5. Se al termine del tempo supplementare nessuna delle due squadre ha segnato, la partita viene decisa ai rigori oppure, a seconda del campionato, i tempi supplementari possono proseguire ad oltranza.

Secondo il sistema di punteggio più diffuso, vengono assegnati 3 punti alla squadra vincitrice nel tempo regolamentare, 2 alla squadra vincitrice dopo il tempo supplementare o i rigori, 1 alla squadra sconfitta ai supplementari o ai rigori e nessun punto per chi perde nel tempo regolamentare.

I campionati vengono decisi quasi ovunque attraverso il meccanismo dei play-off, per il quale si qualificano le migliori del girone.

Normalmente, la migliore squadra della stagione regolare affronta al primo turno la peggiore delle qualificate, la seconda la penultima e così via.

Le vincenti passano al turno successivo, fino alla finale. Gli incontri avvengono su una serie di partite, chi ne vince – a seconda del regolamento – per primo 4 (al meglio delle 7), 3 (al meglio delle 5) o più raramente 2 (al meglio delle 3), si aggiudica il passaggio del turno.

È consentito spostare in avanti il disco con il pattino, ma non è consentito segnare in questo modo, a meno che non sia una deviazione. Vietato è anche giocare il disco col bastone alto (ossia col bastone al di sopra della spalla) – ma è permesso bloccarlo con la mano. I passaggi con la mano e le reti segnate con essa non sono valide.

Con l’avvento della cosiddetta “tolleranza-zero”, introdotta in tutti i principali campionati del mondo prima dei XX Giochi olimpici invernali del 2006, il gioco è divenuto più tecnico. Questa nuova regola, in realtà, non è altro che l’applicazione molto più rigida delle regole preesistenti.

In sostanza, ostruzioni, trattenute, colpi di bastone e agganci sono sanzionati in modo più puntuale, così da migliorare la fluidità del gioco, e favorire i gesti tecnici.

GIOCATORI E EQUIPAGGIAMENTO[3]

Una squadra di hockey su ghiaccio è composta al massimo di 22 giocatori, 20 di movimento e 2 portieri. Durante una partita possono essere sul ghiaccio al massimo 6 giocatori contemporaneamente. La regola prevede che siano 5 giocatori di movimento e un portiere, ma in situazioni particolari, il port Una squadra di hockey su ghiaccio è composta al massimo di 22 giocatori, 20 di movimento e 2 portieri. Durante una partita possono essere sul ghiaccio al massimo 6 giocatori contemporaneamente. La regola prevede che siano 5 giocatori di movimento e un portiere, ma in situazioni particolari, il portiere può essere sostituito da un sesto giocatore di movimento.

Normalmente si parla di “linee” – cioè diversi assetti nei quali attaccanti (due ali ed un centro) e difensori giocano sempre insieme. Una squadra tipo ha due portieri, quattro linee difensive (due difensori per linea, in totale otto) e quattro offensive (tre attaccanti per linea, in totale dodici). A disposizione restano solitamente un terzo portiere e due ulteriori difensori. Nell’hockey su ghiaccio degli albori c’era anche un sesto giocatore di movimento nella posizione definita “rover”, in grado di svolgere sia il compito di attaccante che di difensore.

In una squadra ci devono essere un capitano e due capitani alternativi. Come segno di riconoscimento portano sul petto rispettivamente una “C” o una “A” maiuscole. Fino agli anni 50 i giocatori dell’Unione Sovietica portavano in alternativa una “K” per il capitano. Ciò sarebbe possibile ancora oggi, ma questa possibilità viene utilizzata solo raramente. Il capitano è l’unico a poter chiedere spiegazioni sulle decisioni degli arbitri. I cambi dei giocatori di movimento sono possibili non soltanto durante le interruzioni di gioco, ma possono anche essere “volanti”. Il cambio di tutti i giocatori di movimento è possibile ed è definito “cambio di linea”.

Per evitare gli infortuni, uno dei maggiori rischi dell’hockey su ghiaccio, è prescritto un equipaggiamento protettivo completo. Oltre a particolari pattini da ghiaccio e il bastone, ne fanno parte un casco con visiera, guanti, protezioni per nuca, laringe e bocca, e il paradenti. Inoltre protezioni sono previste per le spalle e la cassa toracica. Poiché i portieri sono sottoposti a maggiori rischi, spesso infatti devono parare dischi a velocità altissime, hanno uno speciale equipaggiamento: oltre a speciali “pattini da portiere” ed un bastone leggermente più spesso, portano un casco dotato non di una semplice visiera, ma di una maschera a griglia, gambali, un guanto – quello della mano che regge il bastone – dotato di “scudo” ed un “guanto da presa”.

[1]  Albo d’oro del campionato mondiale maschile,

Definizione lessicografica ed etimologica di “hockey”,

Le origini dell’hockey, su sihrhockey.org,

Luogo di nascita dell’hockey,

Rendiconto di una partita disputata nel 1877 a Montréal,

Lord Stanley e figli, su nhl.com,

Storia della Stanley Cup.

[2] Regolamento ufficiale IIHF, Regolamento ufficiale NHL

[3] Regolamento ufficiale IIHF, Regolamento ufficiale NHL

In inverno spesso viene da pensare che ci siano molte limitazioni in fatto di uscite, gite fuori porta, sport all’aria aperta e in generale attività, sia a causa del mal tempo con fenomeni atmosferici quali pioggia o neve, sia per la mancanza di molte ore di luce durante la giornata.

Tuttavia, se rivalutiamo l’inverno in ottica di sport invernali, le occasioni di praticare attività belle, adrenaliniche, a contatto con la natura e anche molto stimolanti dal punto di vista fisico, non mancano affatto!

Tra gli sport invernali troviamo due categorie, sport sulla neve e sport sul ghiaccio.

Gli sport sulla neve sono praticati sulle piste o sui fuori pista, quelli sul ghiaccio si praticano prettamente o su piste artificiali ghiacciate o su piste naturali.

Di seguito riportiamo gli sport sulla neve e sul ghiaccio più interessanti, in voga e protagonisti dei nuovi trend dell’inverno.

Tra gli sport sulla neve oltre ai più famosi scii e snowboard troviamo numerose discipline:

  • Sci di fondo: uno sport invernale, appartenente al gruppo di sport dello sci nordico, molto popolare nei Paesi nordici, nelle regioni alpine e nel Canada. Si esegue aiutandosi con due solchi, praticati nella neve battuta, larghi poco più degli sci, detti “binari”; essi guidano lo sci senza bisogno che lo sciatore debba correggere la direzione, e creano una base d’appoggio efficiente per lo sci.
  • Sci alpinismo: è una disciplina sportiva sciistico-alpinistica, che si pratica in montagna durante i periodi di innevamento, tipicamente al di fuori da impianti e piste attrezzate ovvero su pendii “fuoripista”, mediante l’utilizzo di sci opportuni e pelli di foca, permettendosi di muoversi sia in risalita che in discesa, come attività a sé stante oppure come modalità di avvicinamento invernale a percorsi prettamente alpinistici.
  • Sci escursionismo: è una disciplina ricreativa dello sci nordico affine allo sci di fondo, dal quale si differenzia per l’uso di sci con lamine, seppure a tallone libero.
  • Salto con gli sci: sport in cui gli atleti muniti di sci ai piedi scendono lungo la rampa di un apposito trampolino al termine del quale spiccano un balzo, cercando di atterrare il più lontano possibile.
  • Combinata nordica: sport invernale in cui i concorrenti gareggiano in due distinte discipline dello sci nordico: lo sci di fondo e il salto con gli sci).
  • Carving: Il carving è una tecnica dello sci alpino introdotta negli anni novanta grazie all’introduzione degli sci “sciancrati”. La particolare geometria sciancrata dello sci carving consente di fa piegare lo sci in un arco, ed esso segue naturalmente questa forma per produrre un movimento di virata.
  • Sci freestyle: sci acrobatico o sci artistico. Si tratta di una disciplina sciistica nata come elaborazione dello sci alpino attraverso l’introduzione di salti, difficoltà di percorso e varie figure coreografiche.
  • Biathlon: è uno sport invernale, appartenente al gruppo dello sci nordico, i cui partecipanti competono in due specialità, il tiro a segno con la carabina (fucile di precisione) e lo sci di fondo.
  • Corsa con i cani da slitta o Sleddog: è uno sport invernale praticato su slitte trainate da cani e guidate da un conduttore, detto con termine inglese musher.  Nacque come metodo di trasporto e di copertura di grandi distanze nelle regioni artiche e siberiane ed ora è considerata una esperienza indimenticabile di escursione tra le nevi. Tra i paesaggi invernali la slitta viene fatta correre da una mutua di cani di razza nordica, come l’Alaskan Malamute, il Siberian Husky o il Samoiedo, solitamente utilizzati in numeri che vanno da un minimo di 8 ad un massimo di 20. Tale disciplina non è considerata come un semplice sport ma come un simbolo della secolare collaborazione uomo-animali molto istruttiva come esempio anche per i più piccoli di come i cani non siano mezzi ma compagni di viaggio veri e propri.
  • Snow bike o Ski bike: bici delle nevi dove al posto della ruota anteriore è inserito uno sci largo per poter scendere lungo le piste. Si può utilizzare con indosso i doposci, scarponi o footski. Si guida come una normale bici da città, accompagnando i movimenti con il corpo, proprio come sugli sci ed è adatta a tutti coloro che non sanno sciare.
  • Snow scoot: è un ibrido tra scooter, moto e sci ispirato alla BMX (Montain Bike = Bicycle Motocross, dove la X sta per cross). E’ composto da un telaio completo di manubrio e forcella e delle tavole, al posto delle ruote ha due sci molto corti e una piccola pedana sulla quale appoggiare i piedi al posto del sedile. Viene catalogato come uno sport invernale di scivolamento sul manto nevoso. Lo si pratica già a livello agonistico e non esistono corsi base, si può noleggiare e provare su piste facili con neve morbida. Si può guidare gestendo il manubrio come fosse quello della bici e mantenendo saldo l’equilibrio in appoggio allo sci posteriore. È un allenamento completo che stimola gli addominali (che sono sfruttati per non perdere l’equilibrio e sbilanciarsi) e la muscolatura posturale compresi i fianchi.
  • Fat Bike: (bici grassa o bici dalle ruote grasse), una bici di origine Mountain Bike, avente le ruote con copertoni la cui larghezza va dai 3.8 pollici in su che riesce dunque, ad attraversare sentieri ricoperti di neve senza sprofondare, superare i dislivelli e risalire i pendii. Interessante, è la variante e-Bike, la biciletta elettrica con la pedalata assistita che facilita la risalita delle salite con facile pedalata grazie alla spinta del motore elettrico.
  • Snow kite: consiste nel surfare sulla neve con una tavola da snowboard o con degli sci trainati dalla vela di Kite su percorsi pianeggianti e su pendii. La vela difatti, permette anche di risalire pendii con inclinazioni fino al 30% grazie alla azione del vento in base alla grandezza della vela e alla potenza del vento. Non è necessario essere boarder o sciatori professionisti, ma basta effettuare un corso base per saper gestire i terreni facili con vento leggero e saper sciare in maniera elementare. L’allenamento con lo snow kite è molto attivo a livello gambe, pettorali e dorsali incrementando anche lo sviluppo della percezione spaziale del corpo e la fluidità dei movimenti.
  • Air board o Snow Body Board: consiste in una tavola ad aria che permette di galleggiare sulla neve appoggiando il corpo disteso in orizzontale sulla tavola e lasciandosi scivolare. È lo stesso principio del Surf Body board, applicato però, sulla neve. Si utilizza su piste larghe e ampie e può raggiungere velocità maggiori di un bob e una slitta poiché produce un minor attrito rispetto al materiale di legno e plastica utilizzato nei due sport suddetti. Si raccomanda di stringere bene l’impugnatura delle maniglie al fine di rimanere ben aderenti alla tavola e mantenere sempre la posizione.
  • Ski archery: lo ski archery, o biathlon con l’arco, noto anche con l’abbreviazione ski-arc o come archery biathlon, è uno sport invernale che combina lo sci di fondo con sessioni di tiro con l’arco, praticato attualmente in Russia e fino al 2007 anche in Italia, Slovenia, Austria, Germania, Francia, Giappone, Stati Uniti con presenze anche della Polonia, Ucraina e Repubblica Ceca. Lo svolgimento delle gare è molto simile alle competizioni di biathlon. L’unica differenza significativa sta nello strumento sportivo usato, l’arco al posto della carabina.
  • Slittino su pista naturale: slitta da neve per scendere lungo i pendii montuosi innevati. Per guidarlo bisogna porsi in posizione quasi sdraiata in posizione supina afferrando con una mano la corda di guida davanti a noi e tenendo con l’altra il telaio dietro la schiena. Si frena piegando le gambe e puntando i piedi a terra.
  • Racchette da neve o ciaspole: sono uno strumento che consente di spostarsi agevolmente a piedi sulla neve fresca poiché aumenta la superficie calpestata e quindi anche il “galleggiamento”, tipicamente usate in attività di escursionismo su ambiente innevato.
  • Snow rafting: un vero e proprio rafting fluviale sulla neve, ossia una discesa con gommone non in acqua ma in pista, governato da una pagaia e avente dispositivi di frenata e direzione.
  • Nordic walking: consiste in lunghe passeggiate in salita o in discesa, con l’aiuto di due bastoni che danno il ritmo al passo e permettono di coinvolgere nel movimento anche spalle e braccia. Oltre a essere un’attività fisica molto intensa, il nordic walking distende la mente e aiuta a ritrovare il proprio benessere.

Gli sport sul ghiaccio includono invece: 

  • Hockey su ghiaccio: è uno sport di squadra disputato sul ghiaccio in cui i pattinatori attraverso l’utilizzo di un bastone ricurvo indirizzano il puck (disco galleggiante di gomma) nella porta della squadra avversaria. Viene definito generalmente uno sport veloce e fisico.
  • Hockey su slittino: sport di squadra giocato sul ghiaccio. È la variante dell’hockey su ghiaccio riservata alle persone con disabilità permanente nella parte inferiore del corpo a causa di traumi di vario genere, ma che hanno buone braccia, un buon controllo del tronco, e normali capacità coordinative.
  • Bob: anche detto guidoslitta, è uno sport invernale nel quale delle squadre composte da team di 2 o 4 persone, eseguono discese cronometrate lungo una pista ghiacciata, stretta e tortuosa, a bordo di un mezzo dotato di pattini sterzanti, spinto all’avvio dai membri della squadra e successivamente dalla forza di gravità con ridottissimo attrito. Il bob tocca velocità di 130 km orari e di solito è composto da un equipaggio di un pilota, un frenatore e altri due componenti che avviano la spinta iniziale.
  • Curling: sport di squadra nel quale si gioca sul ghiaccio con pesanti pietre di granito levigate, dette stone (pietra in inglese), dotate di un’impugnatura. I giocatori, suddivisi in due squadre, fanno scivolare queste pietre su un pavimento di ghiaccio verso un’area di destinazione, detta “casa” (home), contrassegnata da tre anelli concentrici.
  • Pattinaggio di velocità: una forma di pattinaggio su ghiaccio nel quale i concorrenti devono percorrere una determinata distanza sul ghiaccio nel minor tempo possibile. Sport simili sono lo short track e il pattinaggio di velocità in linea.
  • Short track: un tipo di pattinaggio su ghiaccio basato sulla velocità. In questo tipo di gare un certo numero di pattinatori pattina contemporaneamente su una breve pista al coperto lunga 111,12 m.
  • Pattinaggio di figura: sport invernale individuale, di coppia e di squadra in cui gli atleti, dotati di pattini, eseguono sul ghiaccio degli esercizi composti da figure, passi, trottole e salti, su una base musicale. Una vera e propria danza sul ghiaccio
  • Skeleton: lo skeleton è uno sport invernale individuale in cui gli atleti scendono lungo una pista ghiacciata su una slitta dotata di pattini, stando sdraiati in posizione prona con la testa in avanti e i piedi indietro.
  • Slittino su ghiaccio: è una piccola slitta per una o due persone, sulla quale si viaggia in posizione supina con i piedi in avanti e su piste ghiacciate. È una disciplina olimpica e viene disputato solitamente su piste artificiali con lunghi rettilinei.
  • Vela su ghiaccio: uno sport invernale riconosciuto, chiamato anche ice flying, che viene praticato grazie a scafi dotati di pattini e una vela da windsurf. Viene solitamente praticato in Polonia sui laghi ghiacciati e consiste in una alternativa alla barca a vela applicata su ghiaccio. Consiste in una slitta a vela (ice boat) in grado di scivolare sui laghi ghiacciati ed ha una struttura diversa dalla barca a vela in quanto viene creata appositamente per l’ambiente delle piste su ghiaccio. Per eseguirlo in sicurezza è necessario che vi siano temperature sotto lo zero per diversi giorni che permettano al ghiaccio di solidificarsi in maniera importante raggiungendo lo spessore di almeno 10 centimetri.
  • Ice cross downhill: uno sport praticato in discesa libera su pattini da ghiaccio, lungo un canale ghiacciato, nel quale i pattinatori spesso viaggiano a oltre 70 km\h. Per questo motivo, i pattinatori devono avere lo stesso tipo di protezioni dei giocatori di hockey, che come loro si urtano in maniera continua. Un mix di pattinaggio, Snow Board Cross (è una competizione di snowboard in cui un gruppo di atleti parte contemporaneamente su un percorso in pendenza e quindi gareggia per raggiungere la linea di arrivo) e downhill (sport ciclistico classificato come “Sport Estremo”. Consiste nel correre con la bici una “Run” cioè una gara singola totalmente in discesa).

 

Le attività invernali più belle sono legate per ovvie ragioni al rapporto con la neve, il ghiaccio e la montagna in generale.

Sono numerosi gli sport invernali molto interessanti da praticare e ancora più interessanti sono gli eventi legati a queste discipline.

In questa ottica, vogliamo ricordare un evento che ricorre ogni anno, ogni terza domenica del mese, chiamato appunto, la Giornata Mondiale della neve.

Questa ricorrenza prende parte come evento del festival internazionale della neve, il World Snow Day, un festival annuale dedicato principalmente ai bambini e alle loro famiglie. Nondimeno, l’evento fa parte della campagna avviata nel 2007 dalla Federazione Internazionale dello Sci (FIS) “Portiamo i bambini sulla neve“.

Oggi domenica 16 gennaio 2022, ricorre il decimo anniversario della Giornata mondiale della Neve.

Questo evento è una ricorrenza patrocinata dalla Federazione internazionale dello Sci che mira a sensibilizzare il pubblico dei più giovani, specialmente i bambini, ad imparare, conoscere e praticare gli sport invernali sulla neve e sul ghiaccio.

Istituita nel 2012, è un evento organizzato in maniera capillare e vanta un calendario ricco di eventi (per la precisione 151 eventi in 44 Paesi del mondo).

L’obiettivo di questo colossale evento è accrescere l’interesse e la partecipazione agli sport sulla neve, da parte di bambini, ragazzi, studenti e le relative famiglie in ottica di divertimento puro ed autentico sulla neve e di sponsorizzare i valori dello sport e il rispetto per l’ambiente come valori essenziali per lo sviluppo dei giovani.

Tale intento è rafforzato dal voler condividere con il pubblico dei più giovani e meno giovani, la profonda convinzione che sia importante sponsorizzare ai neofiti della neve un rapporto sano con l’ambiente e un approccio più spirituale alla concezione classica della montagna (promossa troppo spesso dai media e vista dal pubblico, solo come ambiente per vacanze esclusive e lussuose e non come luogo dove allargare gli orizzonti e sviluppare il proprio spirito in relazione allo spirito della montagna).

Oltre a questo proposito, vi è anche l’intento di promuovere lo sci e gli altri sport invernali come rilevanti esempi di sport salutari, ottimi per rafforzare lo stato fisico generale e il livello di allenamento del corpo.

Diversi sono gli effetti benefici dello sci e degli altri sport invernali:

  • Equilibrio e coordinazione: lo sviluppo di equilibrio e coordinazione viene costantemente applicato negli sport invernali ed aiuta fortemente ad essere più consapevoli del proprio corpo e a migliorare la postura.
  • Socializzazione: praticare gli sport invernali permette di socializzare, fare nuove amicizie, interagire con persone diverse e iniziare a capire le regole sociali che si usano nel rispetto degli sciatori e della montagna per la salvaguardia e sicurezza di tutti, sia per gli adulti, sia per i bambini.
  • Contatto con la natura: la vista di splendidi paesaggi, cime e pendii innevati, il senso di purezza e mancanza di contaminazione, aiuta a sviluppare maggiormente un contatto, amore e rispetto per la natura.
  • Esperienza outdoor: gli sport invernali sono per forza di cose sport che costringono anche i più pigri ad uscire stimolando così la propensione alla attività, all’esercizio fisico e conseguentemente ad una salute migliore.
  • Fiducia in se stessi: gli sport sulla neve e sul ghiaccio donano una propensione naturale al self control e alla fiducia in se stessi, aumentando la consapevolezza del proprio corpo. Inoltre, raggiungere gli obiettivi prefissati, apprendere una nuova abilità donerà orgoglio e fiducia di sé e proprio il misurarsi con lo sport e la neve porterà tali sensazioni.
  • Esercizio fisico al top: sciare e praticare sport sulla neve o sul ghiaccio è certamente una attività molto divertente ma anche fisicamente impegnativa che aiuterà non solo il sistema cardiovascolare ma anche la forza e il benessere generale del corpo. E’ un ottimo allenamento e produce effetti benefici sul riposo.

Gli effetti benefeci dello sci e degli altri sport invernali sono da ritrovare negli effetti benefici della neve e del freddo.

Sono numerosi gli effetti che la neve promuove attivamente, nonostante spesso sia tacciata come fonte di disagio per le strade con il conseguente aumento di stress e cortisolo per i guidatori che la incontrano lungo il loro cammino e che sono costretti a guidare in condizioni di tempesta o ghiaccio stradale:

  • Purificazione dell’aria: la neve ha un indubbio effetto purificatore dell’aria poiché ogni fiocco di neve ingloba ed intrappola al sui interno le sostanze nocive di polveri sottili (quali azoto e ammoniaca) altamente inquinanti. Per questo, respirare in zone con la neve a pieni polmoni è certamente un’ottima azione.
  • Tonificazione del derma: grazie alle basse temperature il freddo attua un’azione restringente dei vasi sanguigni con conseguente beneficio e tonificazione della pelle.
  • Brucia grassi: qualsiasi attività praticata sulla neve, che sia sci, snowboard, ciaspolate o anche lo slittino, determinano un movimento maggiore per via delle difficoltà riscontrate nel muoversi sul manto nevoso, che comportano dunque, un dispendio maggiore di calorie e un’azione brucia grassi con conseguente perdita di peso corporeo.
  • Migliora l’umore: last but not least, l’azione benefica della neve si ritrova anche a livello di comportamento e umore, in quanto il contatto con la natura, il divertimento, l’adrenalina e lo stupore di vivere una esperienza in mezzo a paesaggi innevati stupendi, aiuta certamente il nostro sistema nervoso a rilassarsi e produrre ormoni positivi e ad essere più rilassati e felici.
  • Spiritualità: infine, anche la nostra sfera spirituale ne risente positivamente, in quanto fare le attività sulla neve fa sì che il nostro spirito si sintonizzi con il campo energetico dell’ambiente di montagna aiutando così il nostro sistema energetico e il nostro spirito a ricaricarsi e ad immergersi in una concezione più intima ed introspettiva.

Al fine di gestire la montagna e il rapporto con essa, l’Organizzazione delle Nazioni Unite, il Comitato Olimpico Internazionale, il progetto “Protect Our Winters” e ad altre ben dieci federazioni sportive sovranazionali le cui attività riguardano l’ambito della montagna, hanno diffuso il “Mountain 10”, un manuale costituito da 10 pratici consigli, su modello del manuale “10 Regole FIS per la Condotta di Sciatori e Snowboarder”, su come gestire la propria esperienza in montagna:

  1. Scegli un resort più ecologico: ricerca opzioni di alloggio con politiche e pratiche ambientali forti.
  2. Scegli abbigliamento e attrezzatura migliori: cerca abbigliamento e attrezzatura realizzati in modo sostenibile e riparalo ove possibile.
  3. Rendilo riutilizzabile: prova a rendere l’intero viaggio privo di plastica monouso.
  4. Riduci la tua impronta di viaggio: scegli il trasporto pubblico o il car sharing, ove possibile.
  5. Rimani sul percorso: attieniti ai sentieri segnalati e ai campeggi stabiliti per rispettare la fauna selvatica.
  6. Scatta solo foto: la natura sta meglio sulla montagna che nel tuo soggiorno.
  7. Non lasciare tracce –Porta con te tutto il cibo e la spazzatura a casa.
  8. Mantieni l’acqua pulita – Non usare detersivi o shampoo nei fiumi o nei laghi.
  9. Acquista meglio, compra localmente – Sostieni le piccole imprese e le comunità montane.
  10. Parla per le montagne: usa la tua voce per incoraggiare un cambiamento positivo.
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