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sport acquatici

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L’eterna disputa tra gli amanti del mare e quelli della montagna va avanti fin la notte dei tempi.

La questione che qui vorremmo analizzare, non è tanto quale gruppo di sport sia meglio, piuttosto, quali siano le attività acquatiche da fare nello specifico al mare e il loro relativi vantaggi e svantaggi.

Attività da svolgere al Mare:

  • Nuoto: semplice, poco costoso, molto diffuso e facile da praticare, bisogna solo avere esperienza delle correnti, di come gestire il moto ondoso e rispettare le indicazioni di sicurezza: mai andare se il mare non lo consente, con il mare non si scherza!
  • Apnea: di per sé è molto semplice, la si pratica o senza maschera o con la maschera e pinne, la si può fare ovunque ed è anche poco costoso. L’unico suggerimento è quello di seguire un corso preliminare se si scende sotto determinate profondità in quanto può diventare pericoloso
  • Snorkelling: Relativamente comodo e pratico, necessita solo di maschera, boccaglio e pinne (a piacere), poco costosa e molto versatile, lo si può praticare in molti luoghi diversi e l’attrezzatura è facile da reperire, affittare, comprare e trasportare.
  • Sci nautico (con sci), Fly Board (con scarponi a spinta idrica con macchinario), Wake board (con tavola simile allo snowboard): tutti sport non di facile approccio, non diffusi su tutti i territori. Solitamente si pratica in posti precisi affittando i giri sulla barca che permette di essere agganciare gli scii/ scarponi/ tavola e di essere trainati. Abbastanza costoso.
  • Canoa, Kayak, Sup: sono già più complesse come attrezzatura rispetto alle due precedenti in quanto più costose. Se svolte nelle rapide è necessario aver seguito un corso o farsi guidare da una guida esperta del luogo.
  • Diving: può essere praticato in tutti i mari ma sempre seguendo le indicazioni di guide esperte del posto, istruttori o comunque indicazioni precise dei gruppi diving. Necessita di una attrezzatura molto complessa, costosa e composta da diversi componenti ed è tassativo seguire i diversi corsi e brevetti, si rischia molto agendo con imprudenza e avventatezza.
  • Surf, Kite Surf, Wind Surf, Vela: tutti sport che necessitano di attrezzatura di livello, molto costosa, con elevata manutenzione e dispendio di energie per mantenerla, trasportarla, conservarla, utilizzarla e custodirla. Il vantaggio indiscutibile è che questi sport così complessi sono molto particolari, unici e pieni di avventura.

 

 

Quante volte abbiamo sognato di poter volteggiare tra le onde come quei surfisti californiani o hawaiani.

Quante volte abbiamo sentito che il SURF non è solo uno sport, ma una FILOSOFIA, e viene spesso associato ad un concetto di forte legame spirito-natura attraverso la connessione che si instaura tra il surfer e l’oceano attraverso quel pezzo di legno tanto bizzarro chiamato tavola.

Il senso di libertà che traspare da quei volti baciati dal sole, sempre abbronzati, con i capelli arruffati e quell’area da “non ho bisogno di altro, ho tutto qui nella mia tavola” hanno fin da sempre suscitato un forte fascino su tutte le categorie di sportivi amanti della natura.

In fondo, surfare non è altro che danzare sull’acqua con l’oceano, e se pensiamo che ballare è già bello di per sé, immaginiamoci cosa possa voler dire farlo in sintonia con la natura.

Fare surf non significa solamente fare sport, ma significa riconnettersi con il proprio IO, introiettando la spinta a superare l’oceano, con la spinta a superare se stessi che in realtà è la vera sfida da superare.

E se è vero che “io credo che neanche tu hai ancora capito il vero spirito del surf. È uno stato mentale, dove prima ti perdi e poi ti ritrovi” (Dal film Point break), ognuno di noi dovrebbe provare almeno una volta nella vita questa esperienza; per crescere, per imparare ad affrontare le proprie paure, e soprattutto, per imparare a guardarsi dentro e conoscere meglio se stessi.

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