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Il benessere nasce sempre da un equilibrio tra il corpo ricevente e l’ambiente circostante.

Uno degli elementi naturali che certamente dona benefici ineguagliabili è senza dubbio l’acqua, specialmente se di tipo termale.

I trattamenti legati ai benefici derivanti dall’acqua termale e in generale dall’acqua declinata in ogni forma: liquida, solida (ghiaccio) e gassosa (vapore), sono certamente riscontrabili nei tanti e differenti trattamenti dell’Idroterapia (la terapia dell’acqua).

All’interno della vasta gamma dei trattamenti di Idroterapia, quelli che analizzeremo in questo articolo sono l’Hammam e il Bagno Turco.

Di seguito tutti i dettagli.

DEFINIZIONE E CARATTERISTICHE

L’Hammam indica in Arabo e in inaltre lingue affini, il complesso termale in cui i musulmani effettuano il ghuṣl, o lavacro maggiore, o il wuḍūʾ, o lavacro minore, per conseguire la ṭahāra, o purità rituale, indispensabile per poter poi adempiere all’obbligo canonico della ṣalāt giornaliera (la preghiera islamica giornaliera).

Il termine viene anche identificato come un rito di benessere tipico dei Paesi Mediorientali, praticato anche in Occidente che si sviluppa in un vero e proprio percorso per la purificazione e il rilassamento di corpo e spirito con elementi simili alla sauna e al bagno turco.

L’Hammam è un percorso di benessere e spirituale che aiuta a mantenere in salute l’organismo, originario del mondo Arabo ma che ottiene nel tempo piena diffusione anche in Occidente, diventando parente stretto della forma più semplice del Bagno di vapore: il Bagno Turco.

Questo rituale di benessere sfrutta sfrutta il passaggio dal caldo al freddo e il vapore, portando numerosi benefici all’organismo.

L’Hammam è simile al Bagno Turco, con cui condivide i benefici del vapore caldo, ma si differenzia per la presenza di 2-3 zone con diverse temperature e gradi di umidità, un’area massaggio e una fontana per le abluzioni.

Per il Bagno Turco si intende il concetto riconosciuto con il termine internazionale di Steam Room, ossia la Stanza del Vapore, mentre con Hammam si intende l’ambiente al cui interno devono essere presenti almeno due/tre zone con differenti temperature ed umidità, un’area massaggio (gobek tasi) e qualche fontana per le abluzioni.

Di veri Hammam o Hamam con una sola “m” (come lo si chiama in buona parte della Turchia) ne esistono di vari tipi, i più conosciuti sono quelli della cultura araba e principalmente il turco e il marocchino; nascono entrambi nel tentativo da parte dei legionari romani in terre straniere di ricreare le terme le quali successivamente diventarono punto focale della cultura araba e momento di purificazione per la religione islamica.

Se paragonato ai trattamenti di Sauna e Bagno Turco considerati dei Trattamenti del benessere dell’Idroterapia, l’Hammam acquisisce un valore aggiunto in quanto rappresenta un vero e proprio rituale diviso in varie fasi che devono essere rispettate rigorosamente.

STORIA dell’Hammam

L’origine dell’Hammam ha radici antiche, passando dai primi edifici termali in Siria dei Bizantini nella prima metà del VII secolo d.C. agli edifici poi ereditati dagli Arabi nei secoli successivi che ne fecero dei veri e propri luoghi di culto, aggregazione sociale, purificazione e preghiera, dove fondere la spiritualità con i benefici dell’idroterapia.

L’Hammam nasce più precisamente ad Istanbul, che all’epoca si chiamava Costantinopoli.

Quando la città venne conquistata dall’impero Ottomano, i turchi sfruttarono le terme costruite dai romani per creare luoghi di aggregazione tra donne e uomini di ogni ceto sociale.

Furono inoltre utilizzate anche come punto d’incontro prima di eventi importanti della vita come matrimoni, nascite e circoncisione: fare il bagno significava purificarsi prima del grande evento.

Nel panorama culturale dell’Oriente e Medio Oriente il fascino del Bagno Turco o bagno di vapore e dunque anche della Hammam è ben radicato nella cultura popolare che ritroviamo come esplicito riferimento a questa pratica all’interno della raccolta di novelle, di varia provenienza, costituita a partire dal X secolo e nota come Le mille e una notte.

Sherazade, la narratrice de: “Le mille e una notte”, il libro famoso in tutto il mondo di provenienza del Medio Oriente, affermava “che una città non possa dirsi completa se non possiede un Hammam”.

Un altro aspetto da sottolineare è che gli hammam erano sparsi su tutto il territorio arabo e non solo nei centri delle grandi città, come avveniva con le terme

Questo aspetto sottolinea come i califfi dimostravano di dare le stesse possibilità a tutti gli abitanti di diverso ceto sociale di avere accesso a questo rituale di purificazione e centro di aggregazione sociale.

STRUTTURA E FUNZIONI dell’HAMMAM

A livello sociale l’Hammam in ambito romano, greco, bizantino e poi arabo ha ricoperto un notevole nodo focale di aggregazione sociale come luogo ideale per incontrarsi, passare piacevolmente il tempo, curando o prendendosi cura del proprio corpo, sviluppando anche affari di lavoro vantaggiosi.

Con la separazione dei sessi vigente come regole da rispettare, l’apertura dell’Hammam era sancita essere disponibile ugualmente per lo stesso numero di ore per entrambi i sessi.

La manutenzione di tali impianti è tale, che è richiesto l’impiego di un grande numero di addetti una parte incaricata delle caldaie dove l’acqua veniva riscaldata per essere immessa, tramite tubazioni, nelle sale, una parte addetta al massaggio dei corpi, una parte incaricata della depilazione (assai diffusa tanto fra le donne quanto fra gli uomini) tramite una pasta depilatoria – la nūra – di cui non si conosce perfettamente la formula, e una parte infine che si occupava di portare generi di conforto agli utenti che, sovente, si intrattenevano a lungo nei locali per tutto il tempo consentito.

Il rituale originale, soprattutto, in Europa ha subito diversi adattamenti nel corso del tempo ma, generalmente, il percorso si snoda in tre sale diverse:

  • Il trepidarium, una stanza dove la temperatura è tra i 30 e i 35 gradi: costituisce il primo step per abituarsi al calore ed ambientarsi. Segue poi la pulizia del corpo con il rituale del savonage, in cui il corpo viene interamente spalmato con sapone nero, antiossidante e ricco di vitamina E. Questa fase è un momento di riscaldamento del corpo ne avviene sostando in una o più stanze con temperatura e umidità crescente. Durante questo percorso ci si deve rinfrescare versandosi sul capo acqua fresca generalmente con un mestolo (abluzioni).
  • Il calidarium con umidità fino al 95% e temperatura da 30 a 60 gradi (in media ai 45C°), dove il corpo inizia la fase di sudorazione rendendo la pelle più luminosa. Dopo questa fase si prosegue con l’esfoliazione con il guanto Kessa e di nuovo il lavaggio del corpo. La terza fase è composta dai massaggi che sono generalmente drenanti e detossinanti, in alcuni casi vengono fatti anche altri trattamenti di bellezza al viso e ai capelli. Questa stanza è il vero cuore dell’hammam, dove ci si può sedere su panche e cospargersi di saponi profumati. Si perdono diversi liquidi quindi è importante non starci troppo a lungo e reidratarsi subito. In ogni caso, il più delle volte c’è una doccia o una bacinella per rinfrescarsi. In questa seconda fase ci si distende su un pianale di marmo per ricevere un energico massaggio ricoperti di sapone d’Aleppo più usato in (Turchia) o fanghi con olio di Argan (Marocco).
  • Il frigidarium è l’ultima stanza del percorso nella quale è presente una vasca di acqua tiepida che richiude i pori e tonifica, alla temperatura di 28 gradi. Questa terza fase è quella del risciacquo che va eseguito versando dolcemente l’acqua con un recipiente sfiorando la pelle in modo da non sentire il getto, con una temperatura di qualche grado inferiore a quella del corpo.

Dopo il passaggio nel Calidarium è consigliabile bere molto, soprattutto acqua, tisane, tè alla menta. Inoltre non guasta mangiare un po’ di frutta o qualche dolce dietetico.

Una bella doccia fresca può essere l’ideale per riprendersi, in ogni caso, come in ogni cosa, non bisogna strafare.

Dato che si perdono molti liquidi con la sudorazione indotta dal calore del vapore acqueo, è molto importante reintegrarli bevendo acqua o tisane che solitamente vengono messe a disposizione durante il percorso.

Nel mondo orientale l’Hammam non è un semplice rituale di bellezza e benessere, ma ha soprattutto un forte significato religioso perché la pulizia del corpo e la purificazione sono pratiche che avvicinano ad Allah.

Per questo motivo di solito gli Hammam sono situati vicino alle moschee, in modo che i fedeli possano purificarsi prima della preghiera.

Nel percorso tradizionale il trepidarium è un passaggio in una camera con fontane, zampilli e panche riscaldate dove il corpo è cosparso con sapone nero.

Inoltre, dopo essersi immersi nel vapore, è consigliabile sottoporsi a trattamenti benessere come: trattamenti viso, impacchi ai capelli, massaggi rassodanti e drenanti, il gommage e maschere.

Si possono utilizzare davvero tante sostanze per reidratare la pelle come olio di mandorle dolci, burro di karitè, olio di oliva e olio di Argan.

È importante sapere anche che questo rituale è il diretto erede delle terme romane.

Infine, questo trattamento si differenzia notevolmente sia dalla sauna che dal bagno turco per la sua complessità e per l’idea di dedicare il giusto tempo a più trattamenti che hanno l’obiettivo di prendersi cura del corpo.

BENEFICI DELL’HAMMAM

I benefici che l’hammam apporta all’organismo sono molti: le temperature elevate che arrivano fino a 50°C unite all’umidità al 100% sono un vero toccasana per il corpo.

I numerosi i benefici che tale rituale apporta al nostro benessere psico-fisico sotto diverse forme:

  • Caldo-freddo, freddo-caldo, un passaggio che porta a rigenerare la pelle e a riattivare la tua circolazione. Eliminerai cellule morte e tossine in un battibaleno;
  • Le mucose si liberanno, via il catarro: la respirazione sarà più agevole;
  • Effetto tonificante: un prezioso alleato contro la cellulite e la ritenzione idrica;
  • Relax assoluto e riduzione dello stress, tra musiche soffuse, gioco di luci ed ombre e massaggi di vario tipo;
  • Maggiore filtraggio dei reni;
  • Sviluppa endorfine per il benessere psicofisico,  rilassando la mente;
  • Scioglie le tensioni muscolari.
  • contribuisce a liberare il corpo dalle tossine grazie alla forte sudorazione;
  • elimina le impurità della pelle;
  • favorisce la microcircolazione sanguigna grazie al contrasto tra caldo e freddo;
  • abbassa i livelli di stress, in particolare perché ci si prende cura del proprio corpo concentrandosi solo sulle diverse fasi del rituale;
  • aiuta le pelli secche che tendono alla desquamazione;
  • idrata la pelle in profondità, grazie alla presenza di un tasso di umidità molto elevato;
  • aiuta ad eliminare la ritenzione idrica proprio grazie alla sudorazione.

Inoltre l’hammam aiuta anche chi soffre di problemi respiratori e problematiche legate al sistema immunitario, in quanto rinforza le difese naturali dell’organismo, lenisce i dolori muscolari soprattutto di natura reumatica.

Se si desidera provare il rituale dell’Hammam comodamente in casa propria facendolo diventare parte della propria routine di bellezza, si può provare ad attrezzare un percorso Hammam in casa, acquistando in erboristeria i prodotti come il sapone nero per il savonage, il guanto Kessa e installando una cabina riscaldata con il vapore nella quale regolare di temperatura a seconda delle proprie esigenze.

BAGNO TURCO: storia, definizione e caratteristiche[1]

Anche il Bagno Turco come l’Hammam ha origini antiche: dagli gli egizi, greci e romani.

Secondo tali popoli il bagno di vapore rinvigoriva e rigenerava non solo il corpo ma anche lo spirito.  Dopo la caduta dell’impero romano, gli arabi ripresero questa tradizione con dei bagni, chiamati ” appunto Hammam ” (“scaldare”).

I bagni destinati però al trattamento del Bagno Turco, simili a quelli romani, erano però più piccoli e con un numero di stazioni ridotto.

Il bagno Turco consiste in un trattamento che si svolge in un ambiente chiuso dove l’umidità relativa è molto alta (dal 90 al 100%).  La temperatura interna varia dai 40 ai 60°C ed aumenta procedendo dal basso verso l’alto.

La sudorazione è meno intensa rispetto ad un ambiente molto caldo e secco come la sauna, ma dato che la permanenza è più prolungata, il risultato finale spesso è che la quantità di sudore traspirato è superiore.

ll bagno turco ha diversi effetti benefici:

  • Favorisce la circolazione: il primo effetto del calore è la dilatazione dei vasi sanguigni, che favorisce la circolazione.
  • Favorisce una profonda pulizia e purificazione della pelle: Quando in un ambiente il contenuto di vapore è superiore alla quantità d’acqua presente nell’epidermide, si forma sulla pelle uno strato di umidità che apporta calore al corpo.Il calore  provoca l’apertura dei pori con relativo aumento della sudorazione. L’epidermide appare così più luminosa, elastica e morbida in quanto con il sudore si eliminano numerose tossine e si stimola il rinnovamento cellulare. A tale scopo può essere utile asportare le cellule morte tramite massaggio con guanto di crine.
  • Ha un effetto tonificante e rilassante e riduce lo stress: Il sistema nervoso viene aiutato a combattere lo stress e la tensione quotidiana.

Il TRATTAMENTO del BAGNO TURCO

La seduta avviene solitamente in due tempi:

  • inizialmente si entra in una stanza ricca di vapore acqueo riscaldato dove si sosta per circa 15 minuti.
  • successivamente si esce e ci si immerge in una vasca piena di acqua fredda per 30 secondi, in alternativa è possibile utilizzare una doccia.

E’ possibile ripetere più volte il percorso a cui seguirà una fase di ulteriore relax di almeno 20 minuti e un massaggio conclusivo.

CONSIGLI E CONTROINDICAZIONI del BAGNO TURCO

Per favorire la circolazione all’interno del bagno turco è preferibile stare sdraiati o mantenere le gambe più in alto rispetto al busto.

La pratica in oggetto è controindicata quando l’organismo risulta particolarmente debole, in presenza di disturbi cardiocircolatori, di malattie cutanee o veneree.

E’ necessario inoltre fare molta attenzione al tempo massimo di tolleranza al calore. Questo tempo è variabile da soggetto a soggetto. Un segnale che il nostro corpo ci trasmette in caso di calore eccessivo è il pulsare delle tempie.

Se avvertite questo sintomo uscite immediatamente dal bagno turco, fate una doccia fredda e ripetete il percorso.

Non mangiare mai un’ora prima del bagno turco, reintegrare sempre i liquidi persi usufruendo di bevande, succhi di frutta o verdure.

[1] mypersonaltrainer.it

Il benessere naturale è uno stato che viene anelato da ognuno di noi e che tutti possono raggiungere.

Come per tutte le questioni di benessere, non è immediato il raggiungimento dello stato di equilibrio psico-fisico ottimale, ma si necessita di una serie di azioni a tutto tondo per ottenere l’equilibrio su più fronti e con più mezzi al fine di ottenere un sistema olistico coordinato di benessere a 360° che ci faccia stare bene sia dentro, sia fuori.

Se pensiamo che il nostro corpo sia il nostro Tempio non risulta difficile capire che la depurazione, rigenerazione e alimentazione del proprio sistema psico-fisico siano azioni importantissime ed imprescindibili.

Per il nostro benessere, certamente, depurare l’organismo è molto importante e a questo scopo, oggi parleremo della Sauna, trattamento molto famoso, ma che spesso non viene sfruttato al meglio, poiché considerato solo come passatempo di una parentesi di fuga romantica di un we fuori in una SPA ad esempio, senza conoscerne invece gli immensi benefici.

Tra i trattamenti naturali della IDROTERAPIA, la Sauna e gli altri trattamenti naturali quali Hammam e Percorso Kneipp, Doccia Scozzese, Doccia Emozionale e simil, presenti all’interno di un ambiente SPA-Termale, hanno un potere benefico molto rilevante ed importante e a tal riguardo, per ognuno di questi trattamenti dedicheremo degli articoli specifici nelle prossime settimane, focalizzandoci oggi in particolare sul trattamento della Sauna.

 LA STORIA

La Sauna Finlandese o bagno di vapore secco, è una tradizione di origine scandinava che ebbe origine in queste terre fredde del Nord circa nel 1100 d.C.

Secondo alcuni studi e ricerche, la longevità dei popoli scandinavi deriva in buona parte dall’uso naturale dei trattamenti idroterapici di cui fanno uso quotidiano, tra i quali appunto, una protagonista indiscussa è proprio la Sauna.

Ancor prima dei popoli Scandinavi sembra che il bagno di vapore secco o bagno di calore sia stato sviluppato dal popolo Azteco, che lo utilizzava soprattutto nel momento del parto per anestetizzare i dolori e rendere l’ambiente sterile, sfruttando dunque i poteri del calore.

Questa cultura del calore e del suo relativo utilizzo ebbe dunque, origini antichissime, coniandosi poi presso gli Scandinavi nel concetto di Sauna come oggi lo conosciamo.

Difatti, meglio conosciuta come Sauna Finlandese, ha avuto nella storia una forte connotazione rituale per i popoli del Nord Europa, nei paesi Scandinavi, i quali hanno da sempre sfruttato le sue proprietà benefiche addirittura in una dimensione domestica, avendo una sauna circa ogni due abitanti nelle proprie abitazioni.

Nondimeno, per quanto sia riconosciuto il suo ruolo di benessere, nelle case finlandesi viene sempre prevista la costruzione di una Sauna interna, considerata vero e proprio luogo di socializzazione allo stesso modo di come venivano considerate le Terme per i Romani e l’Hammam per i Turchi e un vero luogo di benessere per depurare il corpo, rigenerarsi e svuotare la mente.

La Sauna nella considerazione popolare finlandese ha assunto goliardicamente il nome di “farmacia per i poveri”, proprio perché permette di avere in casa propria un trattamento naturale curativo e rigenerante che al pari delle spese mediche affrontate spesso in medicinali acquistati in farmacia risulta ovviamente molto più economico.

CARATTERISTICHE E FUNZIONAMENTO

La Sauna (o Sauna secca) consiste in un trattamento attuato all’interno di un box di legno nel quale, alcune resistenze o bruciatori portano la temperatura tra gli 80 ed i 100 gradi centigradi grazie al progressivo riscaldamento di pietre (peridotite, olivine-dolerite e olivine) poste sulla fonte di calore portando l’aria ad un livello di assenza di umidità che la rende molto secca.

Per tale motivo è necessario umidificare ogni 10 minuti l’aria dell’ambiente versando dell’acqua sulle pietre poste sulla fonte di calore per riportare l’umidità ad un livello del 10-20%.

È consigliabile inoltre, entrare in sauna dopo una doccia al fine di idratare la pelle e di alternare durante il trattamento, alcuni minuti di Sauna con alcuni minuti in bagno turco o facendo altre docce.

Al fine di rendere l’esperienza della Sauna ancora più intensa dal punto di vista terapeutico è possibile disciogliere nell’acqua che viene versate sulle pietre, degli oli essenziali per creare un’atmosfera più rilassante e godere a pieno dei principi dell’aromaterapia.

Questa tipologia di sauna viene chiamata sauna finlandese ed è quella tradizionale e più comune.

Nella traduzionale finlandese si attuano dei massaggi durante il trattamento con delle frasche di betulla, mentre qualora non vi sia disponibilità di tale piante è comunque bene agire con una azione esfoliante tramite un guanto di crine, un guanto kessa (guanto marocchino per esfoliazione di origine naturale) o della luffa (una spugna vegetale).

Per una esperienza ancora più particolsare, è possibile sperimentare anche la Sauna ad infrarossi, nella quale la cabina di legno viene sostituita con uan cabina ad infrarossi con temperature più basse a circa 50-55°, i cui effetti benefici si ottengono grazie all’aumento della temperatura corporea indotto dai raggi stessi.

La cabina della Sauna classica si ottiene dalla lavorazione del legno di abete rosso o di pioppo, di ontano nero di pino del nord.

Al sui interno vengono inseriti una panchina ad uno o più posti, un secchiello con l’acqua e un mestolo.

Tutto il materiale è in legno non trattato per evitare che con il calore possano disperdersi nell’aria i composti chimici delle vernici.

Nella versione originale più autentica la cabina della Sauna non prevede aromi, né musica rilassante ed è poco illuminata ed è previsto solo l’uso di rami di betulla fresca, la “vasta”, un vero toccasana per la pelle, come strumento con il quale frustarsi leggermente il corpo.

La temperatura solitamente all’interno della cabina raggiunge un gap che oscilla tra gli 65°-80° ed è ottenuta grazie alla presenza di una stufa a carbone, a legna o elettrica, su cui vengono poggiate le pietre vulcaniche che poi diffondono il calore.

Al fine di creare un ambiente con la giusta umidità si utilizza un mestolo per prelevare l’acqua dal secchiello e versarle sulle pietre roventi.

La seduta solitamente ha la durata di 10-15 minuti, con il consiglio di entrare in cabina dopo aver fatto una doccia calda che aiuta la dilatazione preventiva dei pori e ad abituarsi alle elevate temperature.

Al termine della durata del trattamento è bene alzarsi molto lentamente per evitare svenimenti o capogiri e si consiglia l’immersione in una vasca gelata con acqua molto fredda per 30 secondi circa, o sotto una doccia molto fredda per ristabilire la naturale temperatura corporea in modo graduale, iniziando dai piedi e salendo piano piano, in modo da abbassare la temperatura del corpo senza scatti.

E’ consigliabile anche reidratarsi con l’assunzione di acqua, tisane e mangiare tanta frutta.

E’ possibile successivamente riprendere nuovamente il percorso con i suddetti passaggi da capo.

BENEFICI

All’interno della cabina della Sauna il nostro corpo sottoposto alle elevate temperature reagisce attraverso la dilatazione dei pori dell’epidermide ed aumentando la sudorazione per favorire la dispersione di calore verso l’esterno.

Sono notevoli e svariati i benefici che questo trattamento apporta al nostro corpo:

  • Dilatazione dei pori, pulizia e purificazione della pelle: i pori dell’epidermide si dilatano e questo consente di purificare la pelle, eliminandone le tossine.
  • Eliminazione dei liquidi: si stima che la sudorazione aiuti a disperdere circa un litro d’acqua, favorendo l’eliminazione di liquidi che tendono a ristagnare nel nostro corpo, con effetti benefici anche per la cellulite.
  • Vasodilatazione: un beneficio immediato è la vasodilatazione, con conseguente aumento del battito e della sudorazione, che non sono legati alla pratica sportiva, ma aiutano il rilassamento muscolare.
  • Migliore circolazione: il calore induce la dilatazione dei vasi sanguigni ed un rapido aumento delle pulsazioni cardiache poiché lo sbalzo di temperatura migliora il sistema circolatorio centrale e periferico il quale riporta numerosi benefici per rafforzare il sistema immunitario.
  • Rilassamento con effetto tonificante-rilassante e riduce lo stress: l’aumento della temperatura corporea si ripercuote sulla muscolatura inducendola al rilassamento e alla diminuzione della tensione accumulata. Agisce come ottimo antistress.
  • Effetti psico-terapeutici combattendo dolori, ansia e depressione: favorisce il senso di rilassatezza e serenità.
  • Effetto lipolitico indiretto: non ha effetti sul dimagrimento ma l’aumento della circolazione sanguigna e lo smaltimento di tossine possono favorire indirettamente la riduzione dell’adiposità soprattutto in zone colpite da cellulite. La riduzione di peso che si nota a fine seduta normalmente è dovuta solamente alla perdita di liquidi e non di massa grassa.

 CONSIGLI E CONTROINDICAZIONI

E’ tassativamente sconsigliato entrare in cabina a stomaco pieno o dopo aver bevuto caffè o altre bevande eccitanti (the, coca cola ecc.), perché queste causano un aumento del battito cardiaco.

Come tutti i trattamenti anche la Sauna ha delle controindicazioni soprattutto per chi ha problemi ed  è affetto da particolari patologie a carico del sistema cardiocircolatorio.

Vi sono delle recenti ricerche che notano tuttavia, degli effetti positivi sul cuore come la recente ricerca pubblicata su Jama ha evidenziato che la Sauna avrebbe un effetto protettivo sul rischio cardiaco e un’altro studio comparso sul sito del National Center for Biotechnology Information americano ha evidenziato un miglioramento anche per chi è affetto da patologie cardio-vascolari.

Nonostante queste ricerche, è’ comunque sconsigliata per chi soffre di epilessia, presenta malattie cutanee o patologie a carico dei polmoni. E’ sconsigliata anche per le donne in dolce attesa.

Inoltre, la pratica della sauna ha le seguenti controindicazioni:

  • Se ne sconsiglia l’uso in caso di ipertensione, in presenza di disturbi cardio-circolatori, durante stati febbrili, in caso di fenomeni infiammatori cutanei, in gravidanza e durante il ciclo mestruale.
  • Al termine della seduta per riabituare il fisico alla temperatura ambiente è bene indossare un accappatoio ed asciugare il sudore con un asciugamano.
  • La vasodilatazione provoca una diminuzione della pressione arteriosa. E’ pertanto opportuno alzarsi in piedi lentamente e una volta usciti sdraiarsi per qualche minuto sopra un lettino.
  • Infine, è consigliabile reintegrare i sali minerali persi con il sudore assumendo bevande, succhi di frutta e verdura.

Quando si parla di “andare al nocciolo della questione” si intende spesso capirne l’essenza.

Difatti, capire fino in fondo un ambito specifico e recepirne la parte più recondita e interna è sicuramente un obiettivo che ricopre diversi ambiti della nostra vita, sia in termini di conoscenza, sia in termini di benefici.

Per analogia, oggi vogliamo scoprire insieme la categoria degli Oli Essenziali, che come suggerisce il nome, sono sostanze preziose che racchiudono l’essenza stessa delle piante, racchiudendo la carica energetica della pianta dalla quale vengono estratti.

La loro creazione avviene attraverso la distillazione in corrente di vapore o estrazione mediante olio vettore, mentre gli oli di agrumi sono prodotti per spremitura.

Da sempre considerati affascinanti e molto efficaci, gli oli essenziali estratti dalle piante aromatiche sono sostanze davvero pregiate, conosciute ed utilizzate in molte culture di differenti popoli fin dai tempi antichi.

Il loro uso può essere applicato a molti ambiti e la loro assunzione avviene tramite inalazioni, assunzione orale e per assorbimento epidermico grazie a massaggi e pediluvi.

Sono sostanze molto concentrate il cui uso deve essere consapevole in quanto, se non bene diluite possono risultare aggressive sulla pelle data l’alta concentrazione di sostanze in esse contenute.

Le loro potenzialità sono sconfinate e il loro utilizzo varia a secondo della necessità e modo d’uso.

Spesso sono utilizzati come additivo per creme corpo e viso e prodotti per capelli per trattamenti di cura e bellezza per corpo e capelli, vengono impiegati tramiti diffusori o umidificatori nella aromaterpia per rendere più piacevole l’atmosfera degli ambienti, profumare i locali e per allietare il corpo e la mente attraverso un’azione di sollievo da vapore alleviando dolori muscolari e diminuendo ansia e frustrazione.

Altre volte sono utilizzati nei massaggi, per predisporre la pelle ai movimenti e alla ricezione delle sostanze nutrienti, nel trattamento di dermatiti ed eczemi, nel trattamento di insonnia, disturbi nervosi, stress e nelle affezioni delle vie respiratorie (raffreddori, sinusiti, bronchiti e tosse) per donare maggiore relax e benessere e anche per valorizzare le pietanze con azione aromatizzante.

Per la loro conservazione si suggeriscono solitamente flaconi di vetro scuro, con tappo sigillante, al fine di evitare la fuoriuscita della essenza, al riparo dalla luce e lontano da fonti di calore al fine di preservare le loro proprietà.

Di seguito riportiamo maggiori informazioni e dettagli.

DEFINIZIONE e CENNI STORICI

Fin dall’antichità l’uomo ha intrapreso l’arte antichissima di estrarre e catturare le essenze aromatiche o odorose delle piante e conservarne il profumo.

L’intuizione dei nostri antenati sul potente effetto degli aromi venne canalizzato fin dalla prima scoperta in molti ambiti della vita religiosa e culturale di vari popoli: nelle cerimonie religiose, nella preparazione di profumi e unguenti e come primi rimedi terapeutici, attraverso fumigazioni di legni aromatici e resine, per indurre calma e rilassamento o euforia.

Gli oli essenziali o eterici sono i prodotti naturali ottenuti per estrazione dal materiale vegetale ricco in “essenze” appartenente alle erbe e piante officinali, cosiddette “aromatiche”.

Dopo l’estrazione risultano come sostanze oleose, liquide, volatili, e profumate come la pianta da cui provengono.

Sebbene vengano definiti “oli”, la loro struttura molecolare e consistenza non corrisponde a quella dei normali oli vegetali che siamo abituati ad utilizzare.

Difatti, la loro composizione si presenza come molto più complessa proprio perché tale struttura rappresenta l’essenza stessa della pianta sottoforma di piccolissime gocce dei petali dei fiori o nella buccia del frutto della pianta, nella resina e nella corteccia degli alberi e nelle radici delle erbe e piante aromatiche.

Come sostanze, gli oli sono elementi:

  1. Estremamente volatili.
  2. Altamente solubili alle sostanze grasse quali oli e burri vegetali, e in altre sostanze di origine naturale quali argilla, sale, latte, miele, ma non in acqua nella quale riescono tuttavia a diffondere il loro aroma.
  3. Hanno odore o profumazione caratteristica detta AROMA.
  4. Hanno consistenza oleosa e liquida.
  5. Possono risultare colori o incolori.
  6. Al gusto hanno sapore intenso, acre e piccante.
  7. Posseggono proprietà mediche non indifferenti:
    • PROPRIETA’ ANTISETTICA (bergamotto, eucalipto, lavanda).
    • PROPRIETA ANTIVIRALE– IMMUNOSTIMOLANTE (tea tree oil).
    • PROPRIETA FEBBRIFUGA (eucalipto, camomilla, melissa, bergamotto).
    • PROPRIETA ESPETTORANTE (eucalipto, sandalo, bergamotto)
    • PROPRIETA’ VARIE: proprietà molto specifiche adatte a trattare precisi disturbi e per determinate finalità, detenute da ogni olio, che vanno ad agire, influenzare, stimolare, sedare il funzionamento di ogni singolo apparato corporeo quali l’apparato respiratorio, apparato digerente, apparato circolatorio, pelle, e per i quali si necessita della guida di un esperto erborista che possa aiutare nella scelta dell’olio essenziale migliore per il trattamento della patologia specifica.

La quantità di oli essenziali estraibile dai vegetali dipende dalla specie, clima e dal tipo di terreno.

LE FUNZIONI DEGLI OLI ESSENZIALI NELLE PIANTE

Le funzioni che gli oli essenziali svolgono per le piante sono numerose e si attuano per sollecitazioni chimiche ed ormonali:

  • Attrazione degli insetti impollinatori responsabili del trasporto del polline da un fiore all’altro, tramite l’odore emanato che attua una vera e propria simulazione degli ormoni sessuali secreti dagli insetti.
  • Conservazione della specie mediante l’antagonismo tra vegetali differenti: attraverso la pioggia, gli olii essenziali si posano e penetrano nel terreno, impedendo a piante diverse di germogliare, preservando così la propria specie.
  • Conferimento di sapori sgradevoli alle piante, per impedire che vengano mangiate da animali erbivori.
  • Difesa dai parassiti, attraverso l’azione ormonale che l’essenza svolge sull’organismo degli insetti.
  • Protezione dalle infezioni di batteri funghi e muffe, favorendo anche la cicatrizzazione dei tessuti vegetali lesionati.

PROPRIETA’ E APPLICAZIONI

  1. INALAZIONE: uso in Aromaterapia-il rapporto con la sfera psico-emozionale

Solitamente gli oli essenziali sono direttamente collegati al concetto di INALAZIONE.

Difatti, inalare profumo significa di fatto trasformare uno stimolo chimico in impulso nervoso: annusare il profumo emanato da una pianta comporta la ricezione all’interno della cavità nasale nella parte della mucosa olfattiva ricoperta di ciglia, delle molecole aromatiche provenienti dall’aroma emanata da una pianta.

Le cellule olfattive della mucosa nasale sono le dirette responsabili della trasformazione dell’odore, ossia lo stimolo chimico, in impulso elettrico che raggiungendo il cervello si lega ad una impressione olfattiva memorizzata nel “database” del cervello restituendo indietro delle emozioni specifiche.

Solo con l’inalazione si ha una applicazione diretta ed immediata dell’aroma in quanto la corteccia cerebrale viene raggiunta direttamente solo dalle stimolazioni olfattive, che sono le uniche a non subire il filtro dal centro recettore del talamo per una analisi preliminare prima di arrivare alla corteccia.

Per tale motivo, questa connessione diretta tra odori, profumi e cervello è la spiegazione per la quale inalare delle essenze riesce ad evocare ricordi, sensazioni ed emozioni in maniera così evocativa e istantanea.

L’inalazione permette proprio di rivivere dei ricordi in maniera vivida anche se trascorsi da molto tempo, poiché più che ripescare un ricordo e riproporlo in maniera statica, il cervello attua una vera e propria esperienza evocativa nella quale si rivive l’esperienza passata in maniera quasi dinamico-attiva.

Non a caso, l’intensità di un ricordo scaturito dall’inazione di aromi è molto più intensa di quella scatenata da una immagine o un suono.

Per tale motivo, l’aromaterapia permette di sfruttare questa proprietà degli oli essenziali per riequilibrare la sfera psichica ed emozionale.

Gli oli essenziali indubbiamente influenzano l’emotività donando felicità, euforia e agiscono inoltre sul comportamento, moderano l’appetito, liberando ormoni sessuali, abbassando lo stress e diminuendo i livelli di dolore fisico.

Solitamente l’aromaterapia viene impiegata tramite diffusione ambientale attraverso i diffusori di essenze per respirare letteralmente i benefici delle proprietà degli oli, profumando al tempo stesso l’ambiente e scacciando eventuali insetti nocivi (zanzare e tarme). Per tale utilizzo gli oli essenziali più indicati sono la Citronella, il Geranio, il Tea Tree.

Per profumare gli ambienti invece, gli olii essenziali più indicati sono arancio, cannella, limone, lavanda, rosa, verbena da utilizzare specialmente nella stagione fredda.

 della essenza o tramite bagni aromatici, suffumigi o saune.

Per bagni aromatici intendiamo un bagno a base di oli essenziali disciolti nell’acqua della vasca da bagno, utilizzato per il relax, la stimolazione e il benessere, ideale per fare una pausa.

Con questa modalità l’assorbimento degli oli essenziali sarà duplice: sia cutaneo per mezzo dei follicoli dilatati per via del calore, sia inalatorio attraverso il vapore acqueo.

Vi sono diverse tipologie di bagni che si possono programmare in base alla propria esigenza e in base ad essi l’utilizzo di specifici oli essenziali:

  • bagno RILASSANTE: arancio amaro, bergamotto, geranio rosa.
  • bagno TONIFICANTE: pino vetiver, eucalipto.
  • bagno ANTICELLULITE: indichiamo il ginepro, angelica, rosmarino, limone.

Si parla di suffumigi – o fumenti – per indicare l’inalazione di fumi o vapori a scopo terapeutico, solitamente impiegati in presenza di alcune affezioni che possono interessare il tratto respiratorio e le orecchie.

I suffumigi sono indicati anche per la cura della pelle impura e acneica e si consiglia per quesya problematica, l’utilizzo di Timo, di Lavanda o di Limone, o il più adatto Tea Tree che svolge una potente azione antibatterica e che può essere applicato direttamente sulla pelle tramite creme o gel con unae percentuale di olio al 10% circa.

Il Tea Tree ha anche proprietà antimicotiche e antivirali, quindi può essere utilizzato anche in caso di micosi della pelle e delle unghie e per contrastare a livello locale l’herpes labiale, contro il quale risulta essere molto efficace.

Le saune sono bagni di vapore asciutto nelle quali vengono fatti evaporare gli oli essenziali.

Con l’inalazione degli oli essenziali l’assorbimento da parte del corpo è totale.

Difatti, tramite l’inalazione degli oli essenziali, le molecole raggiungono non solo i polmoni, ma anche il sistema circolatorio e di conseguenza tutto l’organismo, grazie alla penetrazione dai polmoni ai capillari ad esse adiacenti che indirizzano le molecole ai principali vasi sanguigni.

Si consiglia di aggiungere qualche goccia in una pentola piena di acqua molto calda e respirare i vapori balsamici che vengono sprigionati.

Questa modalità di inalazione è un vero e proprio rimedio antico, usato un tempo dalle nonne che, in caso di raffreddore e tosse, usavano i suffumigi, per liberare le vie respiratorie, decongestionare e liberare il naso e sciogliere il catarro.

Tale rimedio risulta essere molto efficace sia per ridurre i fastidiosi sintomi del raffreddore, sia per per rimediare a quei disturbi derivanti dall’uso eccessivo che a volte si fa dell’aria condizionata o del riscaldamento negli ambienti.

In questo caso gli oli essenziali più adatti saranno ad esempio quelli di eucalipto, timo, pino, cajeput, lavanda.

Un altro metodo per l’inazione degli oli essenziali è l’inalazione secca, che si attua versando alcune gocce di olio essenziale su un fazzoletto e respirando profondamente.

  1. ASSOBIMENTO EPIDERMICO: i massaggi con gli oli essenziali

Le applicazioni degli oli essenziali oltre che tramite inalazione sono numerose anche per assorbimento diretto del corpo attraverso l’uso topico mediante massaggi con oli essenziali, o diluizioni in oli vegetali, creme, unguenti e lozioni o più semplicemente in bagni, docce, pediluvi ecc. per un assorbimento epidermico totale.

Difatti, avendo gli oli essenziali una grande affinità con i tessuti del corpo, attuano una capillarizzazione completa nella cute attraverso il passaggio nei follicoli piliferi ed entrando in circolo nel sangue o tramite la linfa e liquido interstiziale.

Per il migliore assorbimento possibile, vista la proprietà vettoriale del derma di trasporto diretta delle proprietà degli oli, si consiglia di diluire uno o più oli essenziali in una crema o, meglio ancora, in un olio da massaggio vegetale come l’olio di Mandorle, o l’olio di Semi di Vinaccioli, olio di Jojoba.

Il dosaggio può variare da 50 a 100 gocce d’olio essenziale per 100 ml di olio da massaggio.

Vista l’alta concentrazione degli oli essenziali, prima dell’utilizzo è consigliabile testare la propria tollerabilità cutanea, applicandone una goccia sulla pelle, per verificare che non provochi reazioni indesiderate ad esempio di tipo allergico.

È possibile potenziare l’effetto del colore nel massaggio aggiungendo oltre agli oli essenziali, dei pigmenti colorati di origine naturale, non tossici.

  1. ASSORBIMENTO INTERNO: ingestione diretta orale degli oli essenziali

È possibile inoltre, utilizzare gli oli essenziali attraverso il consumo diretto diluendo l’olio essenziale nel cibo (per esempio nel miele) al fine di sfruttare tutte le proprietà antisettiche antivirale e antibiotiche per il sostentamento e rafforzamento del sistema immunitario.

Difatti, nonostante la grande varietà di proprietà specifiche possedute da ciascun tipo di olio, quali proprietà balsamica, rubefacente, digestiva, cicatrizzante e rilassante, depurativa e altre, tutti gli oli posseggono le proprietà antisettiche e antibiotiche.

Seguendo la consulenza di un esperto è possibile dunque sfruttare gli oli anche tramite assunzione orale.

Solitamente, gli oli vengono utilizzati per aromatizzare l’olio d’oliva trasformandolo così un eccellente e sempre diverso condimento.

In questo caso di utilizzo, gli oli essenziali più indicati sono: rosmarino, di timo o maggiorana, di menta, di limone o di arancio, il finocchio, l’anice, il coriandolo.

In particolare, il rosmarino, lo zenzero, se utilizzati per uso interno apporteranno benefici all’ apparato digerente, sono indicati in caso di gonfiore di stomaco e di cattiva digestione, e migliorano le funzioni epatiche.

L’olio essenziale di Menta è indicato per alitosi, nausea, mal d’auto.

Ricordiamo che in caso di uso interno degli oli essenziali, data la loro concentrazione e la loro potenza, è necessario attenersi scrupolosamente ai dosaggi prescritti, poiché a dosaggi eccessivi possono avere controindicazioni ed effetti dannosi.

  1. CROMOTERAPIA: la terapia del colore

La cromoterapia si annovera nell’insieme di quella terapia naturali che sfruttano la luce e le proprietà dei colori per ottenere benefici di benessere psicofisico.

Solitamente, la cromoterapia viene associata agli oli essenziali in quanto, gli oli essendo sostanze organiche volatili ottenute dall’estrazione da fiori, frutti e foglie mediante distillazione con solventi o spremitura; racchiudono in essi le note cromatiche delle piante dalle quali sono stati estratti.

Questo potere degli oli essenziali deriva dal fatto che la luce del sole catturata dalle piante dalle quali vengono estratti gli oli, si converte in vibrazioni cromatiche assorbite dalla pianta e di conseguenza dall’olio essenziale di sua provenienza.

Ogni olio quindi, possiede uno specifico colore derivato dalla nota cromatica di assimilazione della pianta dalla quale è stato estratto.

L’utilizzo di aromaterapia unita alla terapia dei colori (la cromoterapia) è un connubio perfetto portatore di benessere a diversi livelli:

  • Coinvolgimento emotivo e stimolazione di memoria, emotività e sensibilità attraverso la percezione di odori e colori.
  • Cura di disagi fisici ed emozionali.

Ovviamente, per massimizzare l’effetto della cromoterapia è fondamentale conoscere il linguaggio dei colori, e sapere dunque, che ogni singolo colore ha peculiarità differenti nell’ influenzare un determinato aspetto psicologico o fisico.

Ad esempio, il colore rosso e il colore blu avranno caratteristiche diverse tra di loro, quindi per sedare uno stato di agitazione userò un olio essenziale scegliendolo tra i BLU, al contrario, se c’è una situazione di carenza fisica e mentale, ricorrerò all’utilizzo di un olio ROSSO.

CARATTERISTICHE DELLE NOTE OLFATTIVE degli OLI ESSENZIALI

Comunemente gli oli essenziali a seconda delle caratteristiche, dal punto di vista aromatico vengono distinti in 3 note:

  • Note di testa: consistono nei profumi che si avvertono per primi e si dissolvono velocemente. Hanno alta volatilità e hanno una vibrazione molto alta e sottile, che agisce dal basso verso l’alto. Possono essere essenze fresche o fruttate come quelle degli agrumi, con effetto calmante sul sistema nervoso, o pungenti e mentolate come quelle degli oli balsamici, dai benefici effetti sul sistema respiratorio e circolatorio.
  • Note di cuore: sono caratteristiche delle essenze morbide e floreali, dalla volatilità media e ampia che porta verso il cuore, con effetto riequilibrante e vitalizzante, attiva soprattutto nei momenti di forte agitazione o tristezza. Sono le note dolci e leggermente aspre ottenute dai fiori e dalle foglie.
  • Note di base: sono le profumazioni calde e pesanti, dalla minore volatilità, ricavati da legni, resine e spezie e hanno effetto tonificante, rubefacente e corroborante. La vibrazione è bassa, pesante e profonda, porta verso la terra: sul piano psichico aiutano a dare stabilità e forza.

L’ESTRAZIONE

La tecnica di estrazione varia a seconda della parte utilizzata (droga) della pianta da cui si ricava e la giusta procedura è fondamentale per garantirne la massima qualità.

  • La spremitura: consiste in un processo di estrazione di tipo meccanico che si esegue a freddo e non comprende alcun trattamento chimico. Si usa per ottenere l’essenza presente nella scorza dei frutti, principalmente gli agrumi.
  • La distillazione in corrente di vapore: si tratta di uno dei metodi più usati per l’estrazione degli olii essenziali dalle parti più resistenti delle piante, che tollerano di più il calore, come legni, cortecce, resine e foglie. Si effettua mediante l’uso del distillatore che consiste in uno strumento dove sono presenti più contenitori stagni, un generatore di vapore e una serpentina di raffreddamento. In questo modo è possibile separare le sostanze volatili, sfruttando l’evaporazione.
  • L’enfleurage: è il metodo usato per estrarre gli oli essenziali dai petali e dalle parti molto tenere delle piante, che altrimenti si danneggerebbero facilmente in presenza di calore. I fiori vengono appoggiati su lastre ricoperte di grasso purificato, sfruttando la capacità dei grassi, di assorbire gli odori. I fiori cedono al grasso il loro profumo e sono sostituiti con altri fiori, finché il grasso non si satura di profumo. Successivamente si scioglie il grasso con alcol e quindi si separa l’olio essenziale.
  • Estrazione con uso di solventi: questo tipo di estrazione si impiega per le piante aromatiche pregiate, come la rosa e il gelsomino, con essenze che non resistono al calore. Consiste nel fare attraversare un solvente, che estrae l’essenza per poi rimuoverlo.

STORIA E ORIGNI DEGLI OLI ESSENZIALI

Numerose testimonianze tramandate riportano il loro impiego in India, Cina, nel Medio Oriente e in Europa.

Sebbene il loro utilizzo sia antico, storicamente, durante il periodo classico (Greci e Romani) il profumo delle piante non veniva prodotto nella sua forma pura, cioè sotto forma di olio essenziale, ma era sempre veicolato da un solvente, un olio vegetale o una sostanza grassa come pomate e balsami

Nei documenti di origine mesopotamica ed egizia, e poi greco-romana, si riportano i profumi o gli oli profumati come oleoliti (estrazione delle essenze tramite macerazione in olio) o come resine grezze (ad esempio incenso, mirra, sandalo, ecc.).

Gli utilizzi medico-religiosi o razionali delle piante aromatiche in antichità si riferiscono all’utilizzo della pianta in toto e non all’olio essenziale.

Tuttavia, gli Egizi erano molto abili nell’uso delle piante aromatiche e adottarono le loro fragranze nei cosmetici, così come nei medicinali ed inoltre, conoscendo la loro potente azione antisettica e antibatterica, li adoperavano nella laboriosa procedura della mummificazione, per preservare i corpi dei faraoni e bloccarne il processo di putrefazione.

I Greci ereditarono in maniera entusiastica l’uso delle essenze dagli Egizi, per aromatizzare i loro cibi e bevande oltre ai loro corpi e ai vestiti.

I primi a estrarre le parti più volatili e sottili, furono gli Arabi con l’invenzione dell’alambicco, che permetteva, infatti, di estrarre l’essenza aromatica della pianta, nella forma più pura, mediante distillazione.

Oggi l’aromaterapia è la branca della fitoterapia che cura le malattie e preserva la salute e il benessere, sfruttando le virtù degli olii essenziali, estratti dalle piante.

Questa è considerata a tutti gli effetti una disciplina olistica, in quanto la loro azione non è mai solo qualcosa di limitato e altamente specifico per un organo o un apparato, ma essi hanno piuttosto un’azione più generale sull’organismo in tutte le sue affezioni.

Il chimico francese, Renè Maurice Gattefossé, a cui è attribuita l’invenzione del termine “aromaterapia ” nel 1928, contribuì alla rinascita dell’interesse dell’uso degli olii essenziali a scopo terapeutico.

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