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La Donna è Natura: in lei risiedono tutte le figure che la natura ha coniato per creare una continuazione nelle specie e per tessere legami relazionali.

Che sia una Donna  quale Madre, una Figlia, una Sorella, una Compagna, una Amica, una Amante, una Guerriera, una Donna in Carriera, che sia anche una Artista o una Scienziata premio nobel, la donna è troppo spesso criticata e sempre sotto i riflettori.

Oggi è la festa delle Donne, una festa che per molti è motivo di vanto e per altri, una sorta di raggiro in quanto la figura femminile sempre trattata con sessismo e con superiorità non dovrebbe essere celebrata quale minoranza, ma il suo valore dovrebbe essere riconosciuto ogni giorno.

In ogni parte del mondo la figura femminile ha un ruolo fondamentale, eppure ancora oggi, ci si imbatte in tantissimi pregiudizi e azioni sessiste che minano il ruolo delle donne nella società.

La donna ancora nel 2023 è vittima di sessismo, di disparità di genere e di continua critica soprattutto se parte della cerchia di ricchi, famosi o comunque in vista.

Che sia nella vita reale, sui social o negli ambienti lavorativi la figura femminile subisce continue pressioni, in ogni ambiente nel quale entra a relazionarsi.

La donna è spesso criticata in OGNI ASPETTO: se lavora troppo, se mira alla carriera, se non lavora, se lavora troppo poco, se ha studiato, se non ha studiato abbastanza, se fa figli, se non li vuole, se si sposa, se non si sposa, se guadagna tanto, se non guadagna abbastanza, se è gay, se è etero, se è fluid, se pensa troppo ai suoi bisogni, se si lascia andare e non pensa mai a se stessa, se vuole uscire con le amiche, se non ci esce mai, se ha tanti o troppo partner sessuali, se ne ha troppo pochi, se ama il sesso, se non lo ama, se ama avere hobby, se non ha hobby, se non è bella, se è troppo bella, se è rifatta, se non è rifatta, se è troppo frivola, se troppo simpatica, se troppo disponibile, se non è mai disponibile, se è troppo alta, troppo bassa, troppo grassa, troppo muscolosa, troppo magra, troppo sincera, troppo falsa, se parla troppo, se è troppo diretta, se non parla mai ecc. ecc.

IN OGNI CASO la donna viene SEMPRE CRITICATA O MESSA ALLA GOGNA QUALSIASI SCELTA ABBIA MAI FATTO.

La donna è una figura continuamente vessata da pregiudizi, ipocrisia e tante chiacchiere, troppe.

Ma se ci soffermassimo a pensare, capiremmo che la figura della donna è a tutti gli effetti, un vero e proprio mondo che racchiude in essa tutto il delicato equilibrio che si instaura nel dover gestire in una sola vita TUTTI gli ambiti della stessa: il lavoro, il marito, i figli,la famiglia, gli animali, la casa, le relazioni, le amicizie, la scuola, i parenti, le conoscenze, la carriera, la salute, gli hobby, e tutti gli ambienti sociali nei quali si entra a contatto.

La figura femminile è costretta ormai da tempo, sin dal momento della sua emancipazione nel corso del ‘900, a dover fare i conti con il continuo bisogno ancestrale di ACCETTAZIONE, CONSIDERAZIONE E RISPETTO da parte della figura maschile e ancora di più, dalla società e molto spesso dalle altre donne che sono non di rado le prime artefici di giudizi e pregiudizi.

Per tale motivo, la donna a partire dalla sua ascesa verso degli orizzonti più liberi per l’emancipazione, ha dovuto fare i conti con il fardello dei suoi lati femminili e spesso li ha dovuti storpiare, distorcere o eliminare del tutto diventando spesso una caricatura: o è diventata una barbie stupida e senza talento, una donna oggetto il cui valore le viene riconosciuto solamente dalla sua bellezza e dal suo fascino o dall’aver saputo “cogliere l’occasione giusta” oppure, la donna  ha dovuto “maschilizzare” del tutto la sua figura, soprattutto in ambito lavorativo e di carriera nel quale, se si è “troppo femmine” si viene screditate, si viene reputate stupide e frivole, non si viene rispettate e non si viene valorizzate per ruoli di leadership o comando.  Per essere una donna in carriere o brava nel lavoro si deve avere “gli attributi” e chi invece non vuole rinunciare al proprio ruolo familiare di moglie e madre viene scartata, messa da parte, subisce bullismo e mobbing, spesso ridotta a part time o riduzioni di stipendio e dimenticata del tutto, perché riconosciuta debole, senza palle e poco ambiziosa.

Le donne in ogni ambito, anche fuori dal lavoro sono diventate spesso MASCHI: in palestra notiamo sempre più donne iper muscolose, quasi maschi mancati, quasi che se si volesse un corpo femminile si verrebbe reputate meno in forma, o anche nell’ambiente dell’arte, della moda, spesso il confine tra uomo e donna è molto diminuito e alcune volte non si capisce davvero se il modello sia maschio o femmina e stessa cosa nel cinema o nel teatro dove la donna viene sempre più spesso presentata come “dura, tosta, una vera super woman”, spesso scurrile e poco femminile; o nel mondo della movida nel quale notiamo delle vere e proprie cacciatrici di uomini che ad ogni età dall’adolescenza all’età d’oro delle milf, adescano uomini su uomini, li corteggiano, li portano a letto, li sfruttano per soldi, per vantaggi, per sesso, o solo per il gusto della conquista, per tutte le fascie d’età, dai teneri fanciulli di 20-30 anni con i quali si fanno love story da toy boy, agli uomini maturi dai quali ottenere potere, vantaggi economici o esperienza.

Il punto principale, dopo aver appurato come la figura della donna sia così cambiata è: come è possibile VALORIZZARE DAVVERO LE DONNE SENZA INCORRERE NEL PECCATO DEL PREGIUDIZIO E DEI CLICHE’ secondo i quali ogni cosa la donna faccia sia sempre CRITICABILE?

Forse dovremmo tutti fermarci a riflettere che le donne NON DEVONO giustificarsi per ogni scelta facciano, non devono per forza rispecchiare dei canoni e che come per gli uomini, essi possono essere definiti tali, proprio perché LIBERI DI SCEGLIERE ed AGIRE senza alcun limite, anche le donne dovrebbero avere eguali diritti in merito!!! E che non serve ogni volta lottare per ottenere tale diritto ma dovrebbe essere la normalità.

Se ricordassimo a noi stessi che ogni donna ha il DIRITTO di essere se stessa come vuole, secondo la sua indole, secondo i suoi gusti, le sue particolarità e i suoi desideri e che nessuna donna dovrebbe scegliere mai e per forza a quale categoria di donna appartenere e dunque, scegliere se essere più femmina, più madre e moglie o attribuire a se stessa dei ruoli più maschili solo per essere rispettata in società.

E proprio in questa giornata dedicata alle donne il gesto più bello che potremmo volgere ad una donna è senza dubbio il ricordare sempre che ESSERE DONNE non è un dovere né una scelta, ci si nasce, ma un PRIVILEGIO e che  essere donne come si vuole è un DIRITTO, che nessuno dovrebbe mai dimenticare.

 

 

 

Febbraio è un bellissimo mese invernale breve ma ricco di opportunità.

Le attività da svolgere sono sempre tante, ma certamente per chi ama l’aria aperta, quelle in mezzo alla natura innevata sono sempre le più affascinanti.

Che sia in coppia, da soli o con amici, viaggiare, sperimentare nuove attività sportive, culturali e artistiche sarà comunque molto interessante.

Di seguito riportiamo alcuni spunti divertenti da poter provare per questo febbraio 2023.

VIAGGI NELLE CAPITALI EUROPEE

Al primo posto citiamo i viaggi romantici nelle capitali europee che di inverno diventano ancora più affascinanti perché spesso innevate, che ricordano un clima natalizio di luci colori e magia.

Tra tutte suggeriamo Vienna, sempre romantica ed elegante, Porto, molto pittoresco, Budapest, Praga e Venezia (chicca tutta italiana molto apprezzata anche all’estero).

TERME

Altra opzione molto interessante e anche indicata per il proprio benessere è concedersi una giornata o meglio un we alle terme, ad una spa, magari con massaggi e trattamenti annessi.

Tale attività è una esperienza rigenerante sia per la mente, sia per il corpo e permette di riconnettersi con se stessi e svuotare la mente.

ARTE E CULTURA

Con l’inverno si può approfittare di tutti quegli eventi teatrali, mostre, spettacoli e concerti che solitamente in estate risultano a volte troppo claustrofobici. Sfruttare il freddo per eventi culturali, artistici, gastronomici e simil è un ottimo modo di passare del tempo di qualità a febbraio.

LA NEVE & GLI SPORT ALL’ARIA APERTA:

Ultimo ma non meno importante, la relazione con la NEVE: sicuramente tutti gli sport all’aria aperta che siano in mezzo ad una natura innevata sono meravigliosi e perché non approfittare di questo mese freddo per provarli?

Il 2023 è finalmente arrivato, e come ogni anno nuovo porta con sé la consapevolezza di tirare le somme dell’anno appena trascorso, essere consci degli errori del passato, incassare le sconfitte, portare a casa i risultati ottenuti e cercare la motivazione e l’ispirazione per proporre dei nuovi OBIETTIVI da raggiungere.

Il problema più diffuso tuttavia, risulta speso l’incapacità nel tempo di rispettare tali obiettivi e di iniziare con delle ottime intenzioni che poi scemando nel tempo vanno a sfumare e vanificano gli sforzi intrapresi sino a quel momento.

Perché se è vero che porsi dei buoni obiettivi e capire cosa vogliamo e come lo vogliamo è di per sé un primo trampolino di lancio per attuare una vera strategia di successo, l’importante non è tanto scegliere buoni obiettivi ma saperli rispettare nel tempo.

La cosa difficile non è scegliere cosa voler raggiungere, ma essere costanti nel tempo.

Di tutti i campi nei quali l’arrivo del nuovo anno sprona a fissare degli obiettivi, lo sport e il relativo allenamento sono certamente un ambito importante delle nostre vite, insieme alla alimentazione, cura di sé e dunque, del benessere in generale.Il 2023 è finalmente arrivato, e come ogni anno nuovo porta con sé la consapevolezza di tirare le somme dell’anno appena trascorso, essere consci degli errori del passato, incassare le sconfitte, portare a casa i risultati ottenuti e cercare la motivazione e l’ispirazione per proporre dei nuovi OBIETTIVI da raggiungere.

Se riflettiamo bene, l’unico vero ambito della nostra vita nel quale dovremmo veramente impegnarci è la ricerca del proprio benessere ed equilibrio interiore ed esteriore e per questo, focalizzare le nostre energie nella ricerca della propria autorealizzazione anche e soprattutto nel SENTIRSI bene con noi stessi e di conseguenza anche in mezzo agli altri è certamente uno degli OBIETTIVI più RILEVANTI che dovremmo considerare.

Di seguito focalizzeremo la nostra attenzione su come attuare una buona strategia per il raggiungimento degli obiettivi in campo sportivo.

COME FARE UNA BUONA STRATEGIA PER UN ALLENAMENTO EFFICACE

I buoni propositi dell’inizio dell’anno sono certamente importanti come abbiamo detto, per avere una occasione di fissare una strategia per migliorare il proprio benessere.

Sia che fissiamo piccoli o grandi obiettivi di fatto non conta la tipologia di obiettivo, ma il fatto stesso di volerlo raggiungere deve spingere al catalizzatore centrale di una strategia di successo: la MOTIVAZIONE.

Senza tale ingrediente, unito a tenacia, dedizione, costanza e pazienza nessuna strategia potrà mai riuscire.

L’obiettivo più comune in ambito fitness è certamente il “rimettersi in forma” o il ricominciare ad allenarsi in maniera costante post festività natalizie e per l’inizio del nuovo anno dove tutti ci sentiamo in dovere di fare qualcosa.

Per iniziare un percorso virtuoso che permetta di sentirsi meglio, più in forma, e che ci permetta di raggiungere lo step successivo nella scala del nostro obiettivo di forma fisica che vogliamo raggiungere suggeriamo di seguire questi semplici consigli.

1.FISSA I TUOI OBIETTIVI

Il primo passo sempre e comunque per ogni strategia che si possa definire tale è CAPIRE cosa vogliamo ottenere. Fissare i tuoi obiettivi scrivendoli su un pezzo di carta aiuterà a mettere a fuoco l’obiettivo e non perderlo di vista nel tempo. L’obiettivo deve essere CHIARO, SEMPLICE E RAGGIUNGIBILE. Non serve fissare obiettivi troppo audaci e impossibili, bisogna cercare di diversificare gli scopi e spalmarli nel tempo:

  • obiettivi più piccoli e facile da raggiungere in pochi step con un lasso temporale più ristretto.
  • obiettivi più ambiziosi e lontani vanno posizionati a Lungo Termine.

Gli obiettivi possono essere NUOVI: l’inizio di una nuova disciplina sportiva, o MIGLIORATIVI: migliorare le performance e il livello di difficoltà delle discipline già seguite.

2. PROVA UN NUOVO TIPO DI ALLENAMENTO

Con l’arrivo del nuovo anno per raggiungere la giusta dose di motivazione necessaria a portare a casa l’obiettivo, possiamo sfruttare il fattore NOVITA’. Iniziare un nuovo tipo di workout, disciplina o abilità permettere di fare leva sul fattore curiosità e di spingerci fuori dalla nostra comfort zone, portandoci a provare, sperimentare, imparare e entusiasmarci per cose nuove.

La scelta del nuovo workout solitamente è bene farla affidandosi ad un PT esperto o ad una piattaforma di allenamento professionale di esperti. Pagare per il nuovo allenamento è meglio che acquistarlo gratuitamente in quanto lo sforzo economico permette di non darlo per scontato e abbandonarlo facilmente, conferendogli un valore che siamo poi obbligati a far fruttare e che evita di farci mollare prima del tempo.

3.WORKOUT MATE: trova un compagno di workout

Certamente allenarsi da soli e ben focalizzati sui propri obiettivi è molto bello, ma è altrettanto esaltante cercare di condividere tali obiettivi con un compagno di allenamento che non solo sarà al nostro fianco in tutto il percorso, ma ci permetterà di sentirci motivati, ben focalizzati e anche in qualche momento di cedimento potrà farci ritornare sulla retta via.

Che sia un partner, un amico o un conoscente, scegliere il giusto compagno di allenamento deve portare arricchimento al workout: ci motiva, ci si aiuta ma non si deve perdere tempo in chiacchiere tralasciando l’obiettivo.

4.PARTECIPA AI GRUPPI DI INTERESSE ONLINE

Sui social, e online è ricco di COMMUNITY focalizzate su determinate discipline, sport, tipi di allenamento. Seguire tali gruppi di interesse con i quali condividere dubbi, incertezze, informazioni, recensioni può arricchire notevolmente il percorso che si vuole affrontare, rendendolo sempre interessante e accattivante. Tale scambio genere motivazione, confronto, senso di appartenenza e soprattutto, permette di scambiarsi idee e opinioni su un percorso comune.  

5. UTILIZZA NUOVI PRODOTTI

Per non perdere la motivazione e cercare di mantenerla alta nel tempo può aiutare la scelta di acquistare degli outfit sportivi nuovi da voler sfoggiare, un nuovo smartwatch che tracci le attività sportive, che possa motivarci a vedere quanto siamo attivi e i margini di miglioramento.

Tutte questi piccoli oggetti devono essere delle novità che non vediamo l’ora di sfruttare e che ci permettono di rimanere carichi sul nuovo obiettivo stabilendo una nuova routine costante e bene bilanciata.

6. FISSA UN PUNTO DI INIZIO

Per raggiungere i nostri obiettivi bisogna sempre iniziare fissando un punto di partenza: il punto zero.

Si inizia misurando i dati del nostro corpo (misure, dati clinici ecc.) per monitorare nel tempo i cambiamenti positivi e gioire dei propri successi mantenendo sempre alta la concentrazione e la motivazione. Ogni step raggiunto passo dopo passo sarà certamente un nuovo scatto per andare avanti e ambire ogni giorno di più al gradino successivo.

In ogni caso, qualunque sia la vostra scelta strategica, ricordatevi che i vostri obiettivi sono solo VOSTRI e che non esistono obiettivi migliori o peggiori, esistono solo gli obiettivi che ci portano a sentirci meglio con noi stessi, semplici o complessi che siano.

A Natale tutti vogliono fare il regalo giusto, ma spesso non è facile indovinare il regalo perfetto per ognuno.

I regali sono sempre un dono prezioso, un bel gesto che se fatto di cuore è davvero apprezzato.

E se i regali piacciono a tutti, perché ricevere un dono significa ricevere un pensiero da chi ci ama e ci vuole bene, che cosa c’è di meglio che fare un regalo che faccia bene dal punto di vista del BENESSERE?

Invece di regalare i soliti regali scontati e consumistici, quali vestiti e oggetti che spesso diventano obsoleti e finiscono nel dimenticatoio diventando altra fonte di spreco e accumulo inutile in casa, sarebbe interessante e stimolante regalare prodotti e soprattutto esperienze che giovino al benessere psico-fisico ed energetico.

Scopriamo insieme delle idee carine ed originali su possibili regali per il benessere di corpo, mente e spirito.

PRODOTTI WELLNESS

Certamente una prima idea classica che piace molto ed è facilmente trovabile in tantissime forme consiste in prodotti per il benessere per la cura della persona:

  • Creme e prodotti per la cura della pelle di corpo e viso
  • Trucchi e cosmesi naturale
  • Prodotti per i capelli
  • Trattamenti di estetica, massaggi e trattamenti di bellezza
  • Profumi, bagnoschiuma e altri prodotti simili sempre naturali e vegan!

INTEGRAZIONE

Un altro spunto potrebbe essere regalare prodotti che siano naturali, a base di erbe quali ad esempio:

  • Integratori naturali a base di erbe, vitamine, estratti e altro
  • Tisane, infusi, tè molto ricercati e con particolari caratteristiche
  • Cibi particolari utili per la dieta e regime alimentare: barrette, bevande energetiche, pasti sostitutivi e simil.

PRODOTTI PER IL BENESSERE INTERIORE

Un altro campo da esplorare consiste nel mondo delle discipline olistiche, più incentrate sul benessere interiore e spirituale che mirano a placare le sommosse interiori e aiutano la concentrazione, il rilassamento, la riflessione e lo studio della propria spiritualità:

  • Aromaterapia con oli essenziali
  • Cristalloterapia con cristalli sia a bracciale sia come oggetti singoli o misti
  • Incensi, oli, aromi in generale
  • Lampade di sale dell’Himalaya.

LE ESPERIENZ: condividi con chi ami

Infine, perché non concentrarsi sulle AZIONI invece che sugli oggetti.

In fin dei conti FARE è più bello di AVERE. Le esperienze sono il bagaglio culturale più importante, il dono più prezioso che abbiamo, le esperienze sono RICORDI, attimi unici collezionati condivisi con coloro che amiamo, che restano per sempre, gli oggetti vanno via, si rovinano, si rompono, si usurano, ci annoiano, i ricordi no.

Le esperienze da provare che giovano al nostro benessere psico-fisico ed energetico sono infinite e quelle belle da condividere ancora di più:

  • Una cena romantica sotto le stelle
  • Una gita fuori porta per rigenerare i pensieri, magari in un posto naturale
  • Un campeggio nel bosco
  • Una gita a cavallo
  • Una escursione di sub
  • Una uscita per il surf
  • Arrampicata su roccia
  • Una giornata nella neve
  • Un concerto
  • Uno spettacolo teatrale
  • Un picnic in mezzo alla natura
  • Una mostra
  • Una giornata in spa
  • Dei libri motivazionali per migliorare se stessi o approfondire un argomento che ci piace
  • Libri di esperienze: nei quali trovare esperienze da condividere e fissare dei ricordi mano a mano che si procede nella lettura.
  • Un volo in paracadute
  • Un giro su corse da rally
  • Un viaggio on the road
  • Una cena su un treno d’epoca con intrattenimento musicale
  • Un ritiro di yoga
  • Un camp sportivo
  • Una gara o competizione sportiva
  • Una esperienza un horror escape room o un parco divertimento
  • Una esperienza di kayac, canoa, bird watching
  • Un campo avventura (con percorsi di abilità e agilità).

La lista potrebbe continuare in eterno, non importa cosa venga scelto, l’importante è sperimentare, provare, uscire dalla comfort zone e soprattutto CONDIVIDERE CON LE PERSONE CHE AMI, perché in fondo fare un regalo significa donare amore e voglia di fare stare bene l’altro, e nulla è migliore del poter stare bene con la giusta compagnia.

Non a tutti piace la pioggia, spesso associata a tristezza, nostalgia e un mood un po’ pessimista, eppure, la pioggia quale elemento naturale, fluido e vivo ha degli effetti benefici per il nostro benessere psicofisico che molti non conoscono.

La pioggia è acqua, un elemento fondamentale dei 4 che conosciamo e in quanto tale, ha un’energia intrinseca: lava la terra, lava le strade, lava ogni superficie con la quale entra in contatto, pulisce e porta via detriti, particelle, elementi.

Allo stesso modo, osservare la pioggia, il lento incessante getto, il suo scroscio, il piovigginare, le goccioline, di fatto è come avviare una pulizia interiore, un vero e proprio lavaggio di pensieri, problemi, preoccupazioni, ansia, stress e paure.

La pioggia lava via il negativo, e porta via il positivo.

Quando piove, respirare il profumo della pioggia è un vero antistress naturale.

Difatti, annusare il profumo della terra bagnata e dell’atmosfera intrisa di pioggia, migliora l’umore, quasi fosse una seduta di terapia anti stress completamente gratuita e naturale.

L’ESPERIENZA DELLA PIOGGIA

La pioggia è molto comune in molti parti del mondo, dalle località più soggette a siccità a quelle più piovose, e sicuramente ognuno di noi avrà sperimentato almeno una volta lo stare sotto la pioggia senza la fretta di correre al riparo, semplicemente godendosi la sensazione di assaporarne il profumo, il tocco liscio e morbido sulla pelle, quasi setoso e il suo profumo, particolare.

Anche uscire di casa subito dopo un temporale e percepire l’odore della terra bagnata e della atmosfera intrisa di acqua piovana, è una azione che porta inevitabilmente una innata sensazione di gioia e piacere.

Non a caso, il profumo della pioggia viene considerata anche dalla scienza parte dei “profumi buoni”, ossia odori capaci, secondo gli esperti di neuroscienza, di esercitare effetti benefici tangibili sulla nostra psiche.

Tale definizione è stata confermata confermata anche il team di ricercatori del Dipartimento di Neurobiologia e Comportamento della Stony Brook University di New York.

Annusare la terra bagnata e l’odore della aria intrisa di pioggia, annusandone il loro profumo riesce a migliorare il nostro umore abbassando i livelli di tensione, ansia e stress.

IL COLORE DELLA PIOGGIA

Secondo il principio della cromoterapia il verde corrisponde alla tonalità di colore che apporta pace interiore, serenità e rilassamento di corpo e mente. Quale portavoce dei colori del bosco, del prato e della natura in generale, il verde è il colore del relax.

La pioggia, quale elemento naturale che disseta, nutre, alimenta, fa crescere e rende rigoglioso (amplificandone la tonalità) il verde della natura di prati, boschi e foreste, è di fatto legata intrinsecamente a questo colore. Ad esempio, avrete notato che dopo un temporale passeggiando in un parco il colore verde sembra accentuato e più intenso.

Questa intensificazione della tonalità del verde genere una sensazione di ristoro con un effetto benefico sulla mente, distenendo i nervi e scansando i pensieri negativi.

Annusare la pioggia si riattiva indirettamente il colore verde portatore di armonia, equilibrio, calma e benessere.

LA PIOGGIA NON E’ NEGATIVA

Come sappiamo la correlazione tra sole, presenza di luce e positività è molto forte, e spesso porta indirettamente ad associare la pioggia, che solitamente è in assenza di sole, alla tristezza e alla malinconia.

Sicuramente una giornata di sole con la sua luce arreca una sensazione di rinata energia, benessere e positività, ma anche un temporale e l’atmosfera che ne segue possono rappresentare una esperienza rigenerante.

Possono infatti, essere considerati una esperienza rigenerante quale fonte di nutrimento, che possa lavare via i pensieri negativi e assecondare un umore positivo e propositivo.

La pioggia disseta, nutre e alleggerisce la mente con un carico di endorfine non indifferente, è una vera e propria rinascita a tutti gli effetti, così come la nuova vita che si genera dal suo nutrimento alla terra.

Per godere di tutto ciò uno dei modi migliori è passeggiare nel verde sotto la pioggia o dopo un temporale (ancora meglio se primaverile o estivo).

O se non si può uscire affacciarsi alla finestra, spalancandola o mettendosi in balcone e godere del profumo della pioggia, stemprando stress e tensioni, magari con una bella tisana calda, sotto una coperta morbida e ben coperti, accanto al fuoco da soli o in compagnia di chi si ama, è certamente un altro modo per godere a pieno di tutti i benefici della pioggia.

Dicembre = NATALE.

Dicembre è il mese del Natale, delle luci e decorazioni natalizie, delle ricette speciali, delle tavole imbandite, dei regali, dei bambini e della famiglia.

Dicembre è anche il mese dei sognatori, in quanto il Natale ci ricorda ogni anno che è possibile esprimere dei desideri e che se veramente ci crediamo possono avverarsi.

E cosa c’è di più bello per prepararsi al Natale di cimentarsi e sperimentare tante nuove idee per decorazioni natalizie raffinate ed originali?

Per creare la giusta atmosfera e ricreare lo spirito natalizio non bisogna sottovalutare l’importanza delle decorazioni e della Tavola di Natale ben imbandita.

Pigne, candele, decorazioni con le foglie sono le decorazioni più gettonate che non devono mai mancare, e oggi qui riproponiamo idea originali per apparecchiare e decorare la tavola di Natale con decorazioni raffinate, di classe ed eleganti.

GLI STILI

Gli stili nell’apparecchiare la tavola sono molti, ma è importante scegliere uno stile in particolare e ricreare tutte le decorazioni della casa in modo che siano coordinate e ben abbinate.

Decorare con gusto significa essere attenti ai colori, alle forme, agli accostamenti, alla gusta combinazione di luci e colori che stiano bene con il resto della casa e si intonino al meglio con ogni particolare.

Addobbare non si riduce a comprare una semplice tovaglia rossa natalizia alla quale abbinare i tovaglioli e i bicchieri.

Di seguito proponiamo diversi stili che si adattano a differenti gusti e tipologie di casa.

MISE EN PLACE: l’allestimento complete per rievocare il valore della Famiglia

La mise en place è un termine francese della ristorazione che sta ad indicare l’apparecchiatura, cioè il completo allestimento della tavola. Sebbene la mise en place sia una tradizione che in molti rifiutano è comunque un classico della tradizione che non muore mai. Questo evergreen è sempre ben accetto, perché elegante e stiloso.

Apparecchiare con una mise ne place non significa tuttavia buttare sulla tavola tutti i vari servizi da tavola che abbiamo, senza un nesso tra i vari elementi, ma si concretizza nel rimettere a tavola i vecchi servizi di famiglia, le posate della nonna, la tovaglia di famiglia e in generale tutti gli oggetti classici appartenenti alle generazioni del proprio nucleo familiare.

La tavola, come elemento centrale protagonista del Natale, riesce a riportare tutta la famiglia insieme a sedersi allo stesso tavolo, per desinare e per trascorre del tempo insieme collezionando ricordi piacevoli e importanti.

Per questo motivo la tavola è un elemento importante per il quale nulla va lasciato al caso e ogni elemento ha la sua importanza e anzi, una attenta cura dei dettagli farà sicuramente la differenza.

Per una mise en place impeccabile si consiglia di apparecchiare la tavola scegliendo la tovaglia adatta, posizionando i piatti e il tovagliolo al centro, eventualmente con un segnaposto.

Ricordare sempre che la forchetta va a sinistra e il coltello a destra, il bicchiere va posto a 1 cm dalla punta del coltello.

È possibile anche aggiungere un piattino per il pane posizionando per chi lo desideri dei fiori e altre decorazioni al fine di personalizzare ancora di più la tavola di Natale.

I COLORI DELLA TAVOLA DI NATALE: come abbinarli al meglio

I colori della tavola di Natale sono molto importanti, per questo, una possibile idea originale sarebbe abbinare i colori della tavola alle pareti di casa, soprattutto se colorate.

Con tale accorgimento si creerà continuità con la tavola scegliendo la colorazione del vostro muro per addobbi e decorazioni.

Se adorate le tavole romantiche, il rosa antico tenue è il colore più indicato, soprattutto se di tonalità delicata e pastello.

Anche il viola è un colore molto particolare ma che se ben combinato con il rosso e il verde acido crea degli effetti molto affascinanti.

Se vi piacciono i classici, certamente la combinazione oro e avorio è la più chic, e per una tavola più moderna e giovane l’argento è molto elegante e raffinato come alternativa all’oro.

E’ interessante anche giocare con i contrasti coloratissimi come con il verde, rosa, viola e persino l’arancione.

Se l’abbinamento classico verde e rosso vi sembra troppo pesante meglio imbandire la tavola con il bianco e il rosso, comunque tradizionale e chic, ma più leggero, fresco e delicato. Questo classico binomio può essere interpretato in modi diversi e permette facilmente di adattarsi al design e allo stile della casa. Se si sceglie questo binomio in versione moderna si potrà giocare molto sulle forme geometriche degli elementi decorativi: piatti quadrati, bicchieri rotondi, posate essenziali, centrotavola conici, tutto avrà un aspetto formale e rigoroso, proprio come vuole il design minimalista.

Per chi ami l’arredamento shabby chic, è possibile usare i colori bianco e rosso con lo stile geometrico sia per addobbare l’albero sia per decorare la tavola di Natale. Aggiungendo anche candele bianche, merletti di pizzo, pigne e ramoscelli, quali elementi facilmente reperibili e a basso costo, si creerà una perfetta tavola natalizia in stile shabby chic.

LA SCELTA DEI TESSUTI

Per decorare la tavola in maniera elegante e raffinata bisogna ricordare l’importanza della scelta dei tessuti della tovaglia. Se la tavola da pranzo è in legno naturale è bene evitare l’utilizzo della tovaglia, se invece si tratta di un tavolo da pranzo moderno meglio optare per tessuti nelle nuances naturali.

Nella palette cromatica vi sono tantissime scelte di colori, ma per la tavola di Natale meglio sempre optare per le tonalità più discrete e chiare, come il bianco, il beige e le sfumature dei verdi e dei marroni.

Se optate per una tovaglia bianca e delle decorazioni oro o argento, l’atmosfera delle feste non potrà essere più preziosa. La tovaglia bianca, semplice o preziosa con pizzi e merletti diventa difatti, la base su cui potersi sbizzarrire con le decorazioni a tema, da posizionare giocando con abbinamenti di colori classici o audaci.

Se invece si prediligono tavole più gioiose meglio optare per tovaglie colorate damascate o scozzesi. La lista delle stampe natalizie alle quali attingere per le decorazioni è molto lunga: stelle di Natale, agrifogli, bacche rosse, alberelli, pupazzi di neve, Babbi Natale, fiocchi, ghirlande, cuoricini, fiori, stelline o scenari innevati.

DECORAZIONI FAI DA TE

Molto caratteristiche sono le decorazioni che si posizionano sulla tavola: i centrini, i segnaposto, il centro tavola e molto altro. Se desiderate avere delle decorazioni molto particolare certamente crearle in autonomia renderà il tutto più interessante. Ad esempio, si potrebbe optare per delle conchiglie o spighe o fiori particolari uniti a oggetti non convenzionali.

Per una tavola molto raffinata si può utilizzare il vetro per ogni decorazione.

Molto impegnativo nell’utilizzo, ma dall’effetto suggestivo è il muschio, per decorare vasetti, porta candele, centrotavola natalizi o sistemato qua e là sulla tavola apparecchiata.

Un elemento che non deve mai mancare è la decorazione a base di pigne da posizionare in ordine o sparse sulla tavola, molto adatte per chi ama lo stile country e quello rustico, le decorazioni natalizie con le pigne sono facili da realizzare e totalmente ecologiche.

Anche i rami d’abete, delle piantine, bacche rosse, rami secchi, sono tutti elementi decorativi molto green e allo stesso tempo Natalizi.

La GIUSTA ATMOSFERA: luci, candele, musica e profumi

Qualsiasi sia la scelta della vostra tavola, nessun addobbo o decorazione potrà essere perfetto se non accompagnato dalla giusta atmosfera.

Per rendere l’ambiente della casa caldo, accogliente, raffinato, elegante e affascinante non possono mancare le giuste luci, magari creando una atmosfera calda e accogliente con lampade a luce soffusa, colore caldo o evitando le luci forti prediligendo luci di una piantana o di lampade più piccole.

Anche l’uso di lampade di sale, molto belle, dalla proprietà benefiche e con la luce calma e distensiva color oro rosato, o ancora, l’uso di proiettori per il soffitto che proiettano luci e motivi molto differenti aiutano a creare una atmosfera molto intima ed elegante.

La scelta di luci decorative da attaccare alla porta, alle tende, al camino, o di piccole lampade con motivi di luci decorative è una ottima opzione per una atmosfera davvero seducente.

Le candele sono un altro espediente per illuminare e rendere tutto l’ambiente molto intimo, chic e delicato, da posizionare sia sulla tavola sia nell’ambiente della casa, su comodini, tavolini, sugli scaffali e anche al bagno per intrattenere gli ospiti anche in questo ambiente.

Anche la musica è fondamentale: la scelta della giusta playlist non può mancare, con melodie natalizie o lounge, jazz, classiche, basta che siano messe di sottofondo, come colonna sonora rilassante ma mai invadente del contesto.

Infine, per rendere l’invito a casa una vera esperienza sensoriale a 360 gradi non possono mancare i diffusori di aromi per una aromaterapia che intrattenga l’ospite in maniera delicata, coprendo anche gli odori della cucina e rendendo l’atmosfera ancora più raffinata.

A chi non fa piacere fare shopping?

La vera droga del 21 esimo secolo è senza dubbio comprare, l’acquisto compulsivo dal vivo o online che tanto e troppo spesso diventa una vera e propria dipendenza.

E ancora meglio, a chi non piace comprare con i saldi, sconti e promozioni?

Il famoso Black Friday, il venerdì degli sconti e promozioni di tutte le attività commerciali, è il vero portavoce di  tutti gli effetti di questo fenomeno sempre più diffuso ma anche pericoloso.

Il venerdì nero di fine novembre, giorno delle occasioni e dello shopping compulsivo spesso per cose futili e non necessarie, è diventato un autentico problema in tema ambientale.

Difatti, il rito del Black Friday va avanti da diversi decenni ed è sempre più atteso e adorato da molte persone essendo un appuntamento importante sia per il commercio dal vivo, sia per quello online.

Venne istituito dai grandi magazzini americani nel 1924 proprio dopo il Ringraziamento per dare un impulso agli acquisti natalizi ma ad oggi, il giorno nero dello shopping globale è ormai diventato una ricorrenza in tutto il globo e anche in Italia, con tante offerte speciali e promozioni di cui approfittare.

Esiste però un lato oscuro del giorno deò Black Friday, a livello di impatto ambientale che non viene sempre ricordato: il suo effetto ricade non solo sulle tasche dei consumatori, ma anche sull’ambiente.

Difatti, diversi esperti in tutto il globo hanno provato a calcolare l’impatto nella settimana di sconti, in termini di inquinamento atmosferico e le stime che hanno portato alla luce sono numeri “neri” preoccupanti che devono portare a riflettere e agire.

Di seguito scopriamo tutti i dettagli.

LA NASCITA DEL BLACK FRIDAY

Il Black Friday è un evento made in USA, la cui nascita negli Stati Uniti coincide con il venerdì successivo al Giorno del ringraziamento (il quarto giovedì di novembre).

Dagli anni ’20 periodo della sua nascita effettiva, il fenomeno prende piede soprattutto dagli anni ’50 diventando a tutti gli effetti una ottima occasione per i consumatori e le attività, di inaugurare la stagione dei saldi e dello shopping per aiutare il portafoglio dei consumatori ed incentivare lo shopping natalizio che solitamente si svolgeva prima del periodo delle festività di Natale, durante il quale, i grandi magazzini venivano presi d’assalto in maniera caotica e nevrotica dalle orde dei clienti che cercavano le occasioni imperdibili.

Si racconta che il suo nome derivi dall’appellativo utilizzato dai poliziotti di Filadelfia per descrivere il caos che regnava nelle strade della città in quel giorno, definito appunto “venerdì nero”.

Solo a partire dagli anni ’80 il termine Black Friday ha assunto rilevanza nazionale e ancora di più con l’avvento di internet e dell’e-commerce, il fenomeno si è esteso a livello mondiale arrivando addirittura a dare origine a una nuova ricorrenza nel 2005: il Cyber Monday, il “lunedì virtuale” (successivo al Black Friday) dedicato allo shopping on-line direttamente dall’ufficio.

LA DIFFUSIONE DEL BALCK FRIDAY

Tutti i commercianti, sia le multinazionali sia i piccoli commercianti al dettaglio, aderiscono a questo evento ed ogni anno e studiano nuove strategie di vendita e forti scontistiche sui propri prodotti/servizi per indurre i consumatori all’acquisto compulsivo e sfrenato in modo da ottenere lauti guadagni.

Negli ultimi anni, il Black Friday serve soprattutto per incentivare l’acquisto online tramite e-commerce.

Negli USA, nel 2021, si sono spesi 109 miliardi di Euro. Nello stesso periodo, in Italia si è calcolato un volume d’affari di circa 3 miliardi di Euro, di cui 1,8 rappresentati dagli acquisti in rete (+21% rispetto al 2020).

Queste cifre sono destinate ad aumentare di anno in anno, grazie al crescente interesse da parte dei consumatori e il prolungamento della durata delle promozioni, non a caso al giorno d’oggi si parla addirittura di Black Week in quanto le promozioni si sono prolungate per una settimana e non più solo il venerdì canonico.

L’IMPATTO AMBIENTALE DEL BLACK FRIDAY

Sebbene questa iniziativa possa sembrare vantaggiosa dal punto di vista economico sulle tasche del consumatore e anche per le aziende, in quanto permette loro di affinare le tecniche di vendita e ottenere forti guadagni; in termini ambientale, la Black Week è un vero disastro ambientale per il pianeta e la società.

Dopo aver letto i numeri e la diffusione dell’evento capiamo come la mobilitazione causata da un avvenimento di simile portata porti delle conseguenze sull’ambiente non indifferenti.

I fattori chiave della diffusione del giorno del Black Friday e della relativa Black Week sono:

  • La comodità dell’esperienza di acquisto da dispositivo digitale (tablet, pc o smetphone).
  • Possibilità di acquistare con account registrati sui siti e mezzi di pagamento già salvati sui nostri dispositivi.
  • Il maggior agio che le piattaforme di e-commerce possono garantire nell’applicazione degli sconti e promozioni, coupon, tessere fedeltà e modalità di pagamento già verificate in pochi click.
  • La rapidità di consegna a casa dai corrieri (24-48 h o pochi giorni).
  • Risparmio di tempo e mobilità ridotta per il consumatore: si può acquistare senza doversi recare in negozio risparmiando tempo e spostamenti.

Tali aspetti determinano un incremento delle vendite online e un drastico aumento dell’inquinamento da trasporto da parte dei mezzi che consegnano la merce acquistata online.

Gli aspetti negativi del Black Friday e Black Week sono molteplici

  1. Inquinamento per emissioni CO2: uno studio britannico condotto nel 2020 ha stimato in circa 429 mila tonnellate di CO2 l’impatto del Black Friday per le consegne nel solo Regno Unito, l’equivalente di 435 voli A/R tra Londra e New York. Uno studio riporta come gli italiani che acquisteranno online e nei negozi fisici durante l’intera settimana contribuiranno all’immissione in atmosfera di circa 400mila di tonnellate di CO2 a livello globale.
  2. Altro aspetto da tenere in considerazione è quello relativo all’utilizzo di packaging e materiali poco sostenibili per la logistica.
  3. Aumento viabilità cittadina: l’aumento di persone in cerca di prodotti genera un aumento nel flusso di spostamenti e viabilità cittadina, generando traffico, ingorgi, disagi, confusione, percentuale di incidenti, inquinamento e altro con conseguenze negative sull’inquinamento atmosferico e il cambiamento climatico.
  4. Percorsi lunghi e con più passaggi per il pacco in transizione: il percorso che compie un prodotto prima di giungere a destinazione è spesso tortuoso e coinvolge più centri di spedizione passando da diversi paesi, nazioni, città, regioni aumentando la viabilità dei mezzi di trasporto mezzi.
  5. Molti materiali per l’imballaggio: per garantirne l’integrità si ricorre a imballaggi particolari, costituiti da cartone ondulato, pluriball, trucioli, polistirolo, foam, tutti materiali spesso non riciclabili che producono un accumulo di scarti senza eguali.
  6. Spreco di prodotti e generazione di rifiuti difficili da smaltire: inoltre, non è da sottovalutare il problema rappresentato dalla schiera di articoli perfettamente funzionanti – dispositivi elettronici in primis – abbandonati in favore degli ultimi modelli in circolazione. Questo eccessivo ricambio produce ingenti quantità di RAEE (Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche), le cui operazioni di smaltimento presentano ancora diverse criticità.
  7. Generazione di resi e ulteriore trasporto e relativo inquinamento: con l’aumento degli acquisti, aumentano anche i possibili errori e dunque i possibili resi con conseguente generazione di traffico, trasporto, inquinamento, e ulteriore spedizione con nuovo pacco con tutti i problemi annessi.

Tutti questi fattori negativi ci portano a riflettere: conviene chiedersi come poter fare, da consumatori, per contenere il più possibile questa ondata.

Tra over-produzione, grandi movimentazioni e trasporti poco sostenibili, il Black Friday è prima di tutto una giornata nera per il nostro Pianeta che, tra un acquisto d’impulso di troppo e infiniti resi, paga il conto di un consumismo sfrenato.

COME LIMITARE I DANNI DEL BLACK FRIDAY

Quali consumatori responsabili dell’ambiente e del futuro del pianeta possiamo intraprendere delle azioni per limitare i danni:

  • Se non si riesce a fare a meno di acquistare prodotti o si vuole usufruire delle promozioni meglio scegliere di acquistare prodotti ECOSOSTENIBILI di enti certificati che possano realmente dare un contributo in termini ambientali, per compensare le emissioni di CO2.
  • Scegli brand ecosostenibili: dalla tutela della biodiversità, alle iniziative sociali, fino alla scelta del biologico e delle formule, in prodotti non alimentari, con ingredienti biodegradabili e naturali, prediligi brand attenti alle tematiche sostenibili e ambientali in ogni settore.
  • Ridurre gli imballaggi: possibilmente è bene scegliere di acquistare prodotti presso i negozi locali in modo da evitare la spedizione, imballaggi inutili ed inquinanti dei pacchi.
  • Se si compra online scegli il packaging 100% sostenibile.
  • Promuovi l’artigianato locale: scegli pezzi di artigianato locali per aiutare il commercio del luogo e promuovere la scelta di prodotti non inquinanti, pezzi unici fatti a mano.
  • Evita di comprare in modo compulsivo, scegli con cura i tuoi acquisti: domanda a te stesso se realmente hai necessità di comprare un determinato prodotto, evita di comprare cose inutili che non userai mai, agisci consapevolezza per evitare sprechi, generazione di rifiuti, risparmiare soldi ed accumulo di prodotti futili che mettono solo più disordine in casa.
  • Promuovi il second hand (prodotti di seconda mano già usati, rivenduti o regalati): scegli di prolungare la vita ai tuoi prodotti più possibile riparando i capi vecchi, incentivando il recupero dell’usato e scegliendo di rivendere quelli che non usi più in modo da evitarne la produzione di nuovi e guadagnando qualcosa per ricompensare il prezzo iniziale che hai ormai pagato. Inoltre, scegli di acquistare l’usato, in modo da evitare nuova produzione e sprechi.
  • Aderisci ad iniziative nuove ed ecosostenibili- il Blu & Green Friday: segui gli enti e le associazioni che promuovono e sponsorizzano eventi e shopping ecosolidale, ecosostenibile e di aiuto per il pianeta, come ad esempio le iniziative Blu e Green, progetti e iniziative culturali, per trovare soluzioni concrete alle problematiche che minacciano il pianeta. Tali progetti sono per la salute e  a favore dell’oceano, dei corsi d’acqua e laghi, delle foreste, delle specie in estinzione. Acquistando i prodotti per salvare degli animali maltrattati, per promuoverne l’adozione o la salvaguardia nel loro ecosistema, per aiutare i volontari alla loro cura, mantenimento, per aiutare le associazioni che combattono contro inquinamento, deforestazione, che aiutano le specie protette o ancora che agiscono per il pianeta si potranno fare dei regali solidali, attenti al pianeta e con un significato profondo a fin di bene.

 

Lunghe camminate nel verde, spazi verdi curati molto ampi, natura e aria aperta.

Il golf non è uno sport per vecchi o solo per ricchi, è uno sport interessante, molto tecnico e anche benefico per la salute.

Come valore aggiunto, è uno sport che si pratica nel verde, all’aria aperta e permette di beneficiare dunque, anche del contatto con la natura.

È molto utile per rafforzare il sistema cardiovascolare ed è ottimo per il cuore.

Non solo mantiene allenate le articolazioni e le ossa, ma agisce anche positivamente sul cervello e assicura il benessere della mente.

Inoltre, aiuta a dimagrire ed è un ottimo modo per mantenersi in forma.

Scopriamo di seguito tutti i dettagli.

DEFINIZIONE & CARATTERISTICHE

Riportiamo le parole dell’Enciclopedia Treccani: “Secondo la definizione del Concise Oxford Dictionary “Il golf è un gioco per due persone, o coppie, che consiste nel colpire una pallina dura con mazze dalla testa di ferro e di legno fino a farla entrare in una serie di buche ricavate da una superficie erbosa levigata, poste a varie distanze le une dalle altre e separate da piste e ostacoli. Scopo del gioco è imbucare la pallina col minor numero possibile di colpi”.

Il golf, a ogni livello, è uno sport di grande complessità tecnica e rappresenta una continua sfida al miglioramento e quindi con sé stessi; la maggiore difficoltà è probabilmente l’aleatorietà: nemmeno il più grande dei campioni può conoscere con certezza assoluta l’esito di ogni suo tiro e questo da un lato genera il gusto dell’incertezza, dall’altro garantisce entusiasmo man mano che l’abilità cresce e l’aleatorietà diminuisce.

La soddisfazione che si prova a ogni singolo colpo ben giocato, la sensazione di potenza e precisione che può dare una palla ben impattata, la constatazione di essere riusciti a giocare esattamente il colpo pianificato tenendo conto del vento, della pioggia, dell’umidità e di tutti gli altri fattori costituiscono l’autentica essenza di questo sport.

Componente tutt’altro che trascurabile del golf è il suo inscindibile legame con l’ambiente naturale in cui si pratica”.

 ALLENAMENTO & BENEFICI DEL GOLF

Definiamo qui in dettaglio gli esempi del tipo di allenamento che un golfista svolge normalmente e del relativo beneficio:

  • Il golfista trasporta molto peso per molto tempo: il golfista normalmente, durante il suo giro, trasporta molte mazze, addirittura fino a quattordici, poi nella sua sacca ha palle, guanti, scarpe chiodate, il tee e molto altro.
  • Camminate per lunghe distanze: cammina per più di quattro ore, per l’attività di trasferimento da buca a buca, percorrendo più o meno cinque chilometri, se si calcolano le 18 buche standard, che si devono rifare per quattro volte.
  • Affronta terreni non lineari: le diciotto buche poste nei campi di gara, alternano verdissimi campi perfettamente rasati (farway), a rough, dove tutta l’erba è alta, folta e non curata, a laghetti e depressioni sabbiose (bunkers), creando una splendida oasi di verde, sebbene spesso vicinissima anche alle più grandi metropoli. In tale modo il golfista affronta terreni molto diversi da loro alternando varie difficoltà di allenamento cardio.
  • Allenamento sia aerobico che anaerobico: un allenamento in mezzo alla natura aerobico, quando si compie il percorso, anaerobico nel momento in cui si esegue il colpo per mandare la pallina verso la buca, sviluppando così una forza veloce e grande coordinazione.
  • Consuma un buon livello di calorie: il consumo energetico viene stimato intorno 5 Kcal/min, di conseguenza un impegno medio-basso, adatto anche a tutti coloro che non hanno mai praticato esercizio fisico e a chi soffre di cardiopatie non gravi, fungendo da buon mezzo per la riabilitazione cardiovascolare.
  • Tecnica, precisione e coordinazione: sia i movimenti per calcolare il tiro, sia lo swing, ovvero, il complesso movimento che si compie con la mazza per mandare la palla in buca, richiedono una buona tecnica, coordinazione, flessibilità e forza per colpire e lanciare a grandi distanze (sino anche a 600 metri) e con la massima precisione possibile.
  • Preparazione atletica: per giocare bene a golf e prevenire infortuni, è quindi importante una buona preparazione atletica. I grandi campioni, e i giocatori esperti e di livello, infatti, passano molto tempo correndo e rinforzandosi in sala pesi, per ottenere una perfetta condizione fisica. Molto utilizzato nella preparazione lo stretching, sia in fase di allenamento sia di riscaldamento, poiché l’elasticità è una delle qualità motorie più importanti in questo sport, specie quando si esegue lo swing che comporta, durante la rotazione del busto, l’allungamento di tutte le fibre muscolari.
  • Tonificazione: tutti i giocatori sono dediti alla tonificazione muscolare. Particolarmente interessati esercizi di tonificazione generale del cingolo scapolare, dei dorsali e rotatori del tronco, dell’avambraccio.
  • Esercizio mentale: una enorme rilevanza ha la componente mentale, tant’è che molti giocatori praticano yoga, per coniugare nel migliore dei modi mente e corpo, gesto atletico, concentrazione e strategia di gioco.
  • Perfezione della tecnica: dal punto di vista tecnico, come accade d’altronde in tutti gli sport individuali o di squadra, per raggiungere la precisione nel tiro sono necessarie molte ore di pratica al fine di autonomizzare il corretto gesto.

UNO SPORT PER TUTTI

È uno sport per tutti in quanto sebbene siamo sempre più longevi, grazie all’enorme progresso medico, la nostra qualità di vita, soprattutto in chi ha superato abbondantemente gli ‘anta’, è migliorata ben poco.

Negli adulti si registrano alti tassi di sedentarietà e abitudini alimentari scorrette e poco sane, mentre nei giovani si riscontra la dipendenza esagerata dai PC, Tablet e vari dispositivi digitali. Entrambe le categorie sono sempre più pigre e poco propense allo sport sano.

Per tale motivo, se una disciplina sportiva impegnativa per questi soggetti è forse poco adatta (scarsa preparazione fisica e mentale, indolenza, tendenza a socializzare solo virtualmente), il golf, praticato in scenari naturistici meravigliosi, richiedendo una forma atletica non eccezionale, ma una coordinazione e concentrazione molto sviluppate, è la soluzione ideale.

Proprio grazie ai suoi benefici psico-fisici, il golf sta vivendo nel mondo un periodo di grande sviluppo con milioni di praticanti.

 

 LA STORIA: nascita, sviluppo e il golf moderno[1]

La storia del golf ha una tradizione secolare, ma le sue origini sono spesso argomento di dibattito, per la mancanza di certezza su date e luoghi nei quali è stato registrato un primo rudimento di questo sport. Risalgono molto probabilmente ai tempi dell’Impero Romano e al simile gioco della paganica, nel quale si utilizzavano bastone e palla di cuoio imbottita di piume.

Un’attività ludica che i legionari potrebbero aver trasmesso nei primi anni d.C. ai celti delle Highlands, fino a contribuire allo sviluppo del golf moderno in Scozia.

Simile alla paganica il jeu de mail era praticato in Francia con mazza e palla di legno, così come la versione successiva detta chole.

Nel 14esimo secolo era invece diffuso in Inghilterra anche il gioco della cambuca (con una pallina di legno), nato nei dintorni di Roma dopo la caduta dell’Impero, mentre nel Medio Evo, sia in Scozia che nei Paesi Bassi, è stata confermata la presenza di un gioco che i contadini facevano con pietra e bastoni.

Lo storico del golf Steven van Hengel sostiene che si praticava fin dal 1297 con mazze e palle sulle dune di sabbia (d’inverno sui corsi ghiacciati), un gioco chiamato spel metten kolve (o colf, kolven e colven).

La ricerca storica documenta la somiglianza di regole, attrezzature, nomi e una crescita in parallelo fra il golf in Scozia e il colf in Olanda, paesi nei primi secoli del millennio commercialmente in ottimi rapporti. Ipotesi confermata anche dai pittori fiammingo-olandesi che fra il 1400 e il 1600 hanno rappresentato partite di colf su terra e su ghiaccio, in patria e anche all’estero.

Anche sull’etimologia della parola “golf” non ci sono certezze: se derivata dalla parola scozzese goulf che significa “colpire o schiaffeggiare”, o dall’olandese kolf, che significa “mazza”.

In Olanda il colf andò in seguito perdendo d’importanza declinando per l’avanzare di quello scozzese, e divenne di moda il kolf, una sorta di minigolf giocato nei cortili e sotto le tettoie delle locande.

Non godeva inoltre della protezione della casa reale olandese, al contrario di quelle di Scozia e Inghilterra.

La regina di Scozia Maria Stuarda, condannata al patibolo nel 1587, venne accusata di aver giocato a golf pochi giorni dopo l’assassinio del marito, mentre suo figlio Giacomo I era un bravo giocatore, cosa che ne ha favorito la diffusione.

Le sfide di golf sotto gli Stuart avvenivano fra individui e coppie, ed è qui che sono nate le gare di match-play. Le regole erano diffuse oralmente, i campi non avevano dimensioni definite, e si giocava spesso sui mitici links, campi coperti di vegetazione bassa e adibiti anche al pascolo, a fondo sabbioso, vicini al mare e dal drenaggio perfetto.

Nel 2005 una testimonianza proveniente della Lanzhou University ha riacceso il dibattito sulle origini del golf, affermando che un gioco simile fosse già presente anche in Cina, fin dalla Dinastia Tang Meridionale.

Ma al di là delle origini controverse, queste erano comunque tutte forme antenate di uno sport ancora in divenire.

 

STORIA DEL GOLF: LA NASCITA DEL GIOCO MODERNO IN EUROPA

Quel che è certo è che i pionieri del golf vero e proprio furono gli scozzesi, fornendo regole, attrezzature e campi.

Il primo documento ufficiale di storia del golf che ne dimostra l’esistenza, fu il decreto emanato dal re di Scozia Giacomo II, che nel 1457 ne bandì l’attività in quanto considerata distrazione da quelle fondamentali (come tiro con l’arco e arti marziali) per la difesa del regno.

Il più antico percorso ancora esistente è la cosiddetta casa del golf di St.Andrews vicino a Edimburgo, dove si giocava già nel XV secolo.

Il golf club più antico è del 1744, il Gentlemen Golfers di Leith, luogo nel quale sono state redatte le prime regole del golf. Il fondatore fu William St. Clair di Roslin, gran maestro ereditario della massoneria scozzese, che ebbe un ruolo fondamentale per la conservazione dello spirito del golf.

Le norme furono poi riscritte nel 1754 dal Royal and Ancient Golf Club of St.Andrews, che ancora oggi ne detiene i diritti per l’Europa, con le famose 13 regole del golf. Risale a quella data anche la scelta del campo a 18 buche (in realtà le 9 buche raddoppiate) e la nascita dello storico old course.

Ecco una massima che fa luce sulla storia del golf moderno:

“Giochi con mazze e palle esistono da molti secoli, ma il golf come lo conosciamo oggi, giocato su 18 buche, ha chiaramente avuto origine in Scozia.” (un portavoce di St.Andrews)

In questi anni nacque spontaneamente anche la figura del caddie: vedetta di gara, portava anche tutti i bastoni necessari, ed è il primo, vero e proprio professionista del golf, fino a diventare consigliere fidato, ricercato e ben remunerato.

Nell’epoca inglese della Regina Vittoria, i caddies erano veri padroni del gioco e soprannominati captains. Tom Morris il vecchio e Tom Morris il giovane ne sono esempi emblematici, anche nell’aspetto: un golf ancora d’altri tempi, ben documentato dal film Tommy’s Honour del 2016.

Allan Robertson di Prestwick fu il miglior professionista del tempo, il primo a entrare nel culto popolare, tanto che, dopo la sua morte, per designare il suo successore nacque nel 1860 il British Open Championship, la più antica e prestigiosa gara del calendario.

Tom Morris il giovane lo vinse per quattro edizioni consecutive (1868-1872), prima di morire prematuramente nel 1875, a soli 24 anni.

Storie di golf affascinanti quanto tristi, come quella di Jamie Anderson di St. Andrews, morto povero all’ospizio nonostante ben tre vittorie (1877-78-79).

 

STORIA DEL GOLF: DALLA GRAN BRETAGNA AGLI STATI UNITI

Oltreoceano, grazie agli olandesi già dal secolo precedente si giocava nella Carolina del Sud e soprattutto in Georgia, culla del golf americano. Terminata la guerra d’indipendenza, si deve aspettare fino al 1888 per sentire parlare ancora di golf; il primo percorso venne ricavato in un frutteto, poi nel 1891 sorse a Shinnecock Hills, Long Island, il primo golf permanente degli Stati Uniti.

La United States Golf Association (USGA) nacque nel 1894, e ancora oggi redige le regole del golf americano. Nello stesso anno organizzò il primo US Amateur Championship, nel 1895 il primo US Open, gara che avrebbe pochi anni dopo affiancato il British Open quanto a prestigio, sulla spinta di una enorme diffusione del golf.

Il contributo decisivo alla trasformazione del golf in sport di massa fu offerto dalle nuove tecnologie (palline di gomma e nuovi bastoni), che decretarono anche il passaggio del primato dalla Gran Bretagna agli Stati Uniti.

Il British Open continuò a proporre momenti irripetibili nella storia del golf, e soprattutto personaggi: come Harry Vardon che vinse 6 titoli, come l’amateur Francis Ouimet che vinse lo US Open 1913, come il francese Arnaud Massy che con la sua vittoria provocò l’esplosione del golf transalpino, come il plurivincitore Walter Hagen, o ancora come la stella degli anni Trenta Bobby Jones, al quale è dedicato il film Bobby Jones.

Fu proprio il “Genio del golf” a fondare il mitico campo di Augusta, sede ancora oggi del mitico Augusta Masters, uno dei quattro Major annuali, unico a disputarsi sempre sul medesimo percorso.

La storia del golf arriva poi nel dopoguerra, con guadagni ormai astronomici e campioni del calibro di Sam Snead, Ben Hogan, Arnold Palmer, Jack Nicklaus, fino ad estendersi a macchia d’olio in tutti i continenti.

L’avvento negli anni Novanta del fenomeno Tiger Woods fa del golf uno sport di portata mondiale. Di questa evoluzione sono protagonisti anche giocatori europei con un nome su tutti, quello dello spagnolo Severiano Ballesteros.

 

LE ORIGINI DEL GOLF IN ITALIA

Nel Belpaese, da sempre c’è poca cultura di questo sport, benché la storia del golf racconti, come detto, di origini nell’Impero Romano.

Nel Settecento a Roma il conte di Albany giocava a Villa Borghese e le sfide della comunità britannica si tenevano nella residenza storica Villa Doria Pamphili.

The Rome Golf Club è datato 1898, con soci in prevalenza inglesi ed americani, che giocavano sui prati delle ville romane: Villa Doria Pamphili appunto, ma anche Villa Borghese, oltre ad un percorso fuori Porta San Giovanni. Tra i primi club di golf in Italia, anche se in quegli anni nacquero anche:

  • Sorrento Golf Club (1895);
  • Varese Golf Club (1897);
  • Florence Golf Club (1899);
  • Sanremo Golf Club (1901)

Nel 1903 cambiò nome, diventando Circolo del golf di Roma dell’Acquasanta, ancora oggi il golf club più antico d’Italia.

Un titolo che spesso viene assegnato anche al Golf Club Ugolino: è vero che la pratica del gioco del golf iniziò a Firenze nel 1889 grazie alla folta colonia inglese che realizzò un percorso sui terreni a nord, ma il percorso attuale venne inaugurato solo nel 1934.

Nel primo dopoguerra sorsero i primi circoli nelle grandi città, anche se il golf era esclusivamente stagionale, e riservato a pochi.

La prima gara nel 1905, poi nel 1927 a Milano la fondazione della FIG, poi spostata a Roma ed entrata a far parte del CONI.

I professionisti di quel periodo erano tutti britannici, mentre i giocatori italiani cercavano di apprendere il golf, pur senza le possibilità dei colleghi. Uscirono comunque grandi nomi come Pietro Manca, Ugo Grappasonni, Aldo Casera, e tanti altri.

Il conflitto mondiale cancellò il golf italiano, con una faticosa ricostruzione che iniziò nel 1946 a Rapallo con l’Associazione golfistica italiana, che tornerà ad avere il titolo e i diritti di federazione CONI nel 1959.

Nell’Italia del secondo dopoguerra il golf è quasi sconosciuto, poco considerato rispetto agli altri sport, ed il giocatore di golf proviene da famiglie benestanti. L’unico capace di mettersi in mostra è Baldovino Dassù.

Arriva poi Costantino Rocca, che contribuisce alla vittoria europea nella Ryder Cup 1995 e 1997, finisce secondo all’Open e infila 4 vittorie sull’European Tour.

Negli ultimi anni tanti nuovi giocatori stanno portando il golf italiano alla ribalta: i fratelli Francesco ed Edoardo Molinari, Matteo Manassero, Renato Paratore, Nino Bertasio, e tanti altri.

Ma, cosa più importante, con l’assegnazione a Roma della Ryder 2022 e con tante iniziative promosse dalla FIG, in Italia la storia del golf comincia adesso.

 

 

 

 

 

[1] https://www.golfpiu.it

In autunno spesso assistiamo ad una significativa ed inaspettata caduta dei capelli dovuta al cambio stagione.

Non è strano, che a seguito dello stress subito dai capelli durante la stagione estiva, dovuto al sole, salsedine, vento, mare, sbalzi di temperatura, si assista in autunno ad una maggiore caduta dei capelli la cui causa principale è l’esposizione al sole che indebolendo la chioma ne predispone la caduta.

Tuttavia esiste comunque una naturale caduta dei capelli stagionale tipica del periodo autunnale che ricorre ogni anno in questo periodo.

Tale fenomeno viene definito “effluvio stagionale” (caduta di capelli stagionale quale fenomeno naturale che colpisce particolarmente in primavera e in autunno).

A questo fattore esterno si somma il naturale ricambio fisiologico dei capelli che avviene di solito tra settembre e novembre.

Tale cambiamento e la relativa caduta sono processi che toccano sia uomini, sia donne e può essere contrastato con differenti cure, rimedi e contromisure naturali e con i giusti prodotti ed accorgimenti.

IL CICLO NATURALE DEI CAPELLI & LA CADUTA DEI CAPELLI STAGIONALE

Come abbiamo definito sopra, la caduta dei capelli stagionale è un fenomeno del tutto naturale.

Si stima che si perdano ogni giorno in media tra i 50 e i 70 capelli, ma in determinati periodi dell’anno, soprattutto nel cambio di stagione si arriva a perderne molti di più.

capelli hanno un loro ciclo vitale che dura in media dai due ai sei anni e si divide in tre fasi:

  • Prima fase, laanagen, è il momento della crescita del capello.
  • Seconda fase, catagen, durante la quale il fusto inizia leggermente a compiere una involuzione.
  • Terza fase, telogen, nella quale il bulbo che si atrofizza e il capello si stacca e cade, per poi rinascere successivamente.

Su un cuoio capelluto sano la gran parte dei capelli si trova in fase anagen, ovvero di crescita. Il rimanente si suddivide tra catagen (la fase di involuzione) e telogen (la fase di riposo, quando cioè il capello cade).

Questa situazione così bilanciata tra le diverse fasi si verifica sempre durante l’anno, tranne nei mesi di gennaio e luglio quando si ha un aumento di strutture che entrano in fase telogen, che ha una durata standard di circa 3 mesi. Al termine di questa fase, ovvero ottobre ed aprile, si possono quindi notare gli effetti dell’aumento della caduta dei capelli.

La capigliatura sia di donne, sia di uomini è quindi soggetta ad un continuo riciclo dei capelli e relativa caduta, che avviene durante tutto l’anno.

Durante i 12 mesi dell’anno si stima che circa il 50 e il 70% dei capelli subisca un ricambio totale, e come suddetto, sebbene avvenga di continuo durante l’anno in alcuni periodi la caduta è più visibile e si intensifica: in primavera e autunno si arriva a perderne circa il 20% in più rispetto ad altri momenti.

LA CADUTA DEI CAPELLI AUTUNNALE: i fattori che catalizzano la naturale caduta

Sebbene in autunno ci sia il naturale ricambio stagionale dei capelli e la loro relativa copiosa caduta, esistono dei fattori catalizzanti che incrementano notevolmente il fenomeno e che con le giuste accortezze possono essere evitati per non incrementare ancora di più il fenomeno naturale della caduta stagionale.

I capelli sono danneggiati dai seguenti fattori con effetto catalizzatore:

  • ESPOSIZIONE AL SOLE: una elevata esposizione ai raggi UV(ultravioletti) può agire sulla nostra chioma rendendo i capelli sfibrati e deboli.
  • SALSEDINE: i frequenti bagni a mare, spesso inevitabili durante l’estate, rendono i capelli secchi e sfibrati causando il cosiddetto “effetto paglia”.
  • CLORO: anche il cloro, come la salsedine tende ad inaridire il capello rendendolo seccodanneggiando soprattutto le lunghezze. In questi casi il consiglio è quello di aiutare i capelli con dei trattamenti specifici che rigenerino e rinforzino i capelli.
  • LAVAGGI FREQUENTI: durante la stagione estiva si tende quasi sempre a passare le proprie giornate in spiaggia e, una doccia a fine giornata è l’unico modo per eliminare la presenza di salsedine. Questo porta ad un continuo lavaggio della cute con prodotti che non sempre sono adattia questa necessità ma che, al contrario, possono ulteriormente peggiorare la caduta dei capelli stagionale. Il segreto è non lavare i capelli troppo frequentemente e scegliere i prodotti adeguati.
  • ALIMENTAZIONE:un regime alimentare squilibrato e povero di sostanze nutritive fondamentali per la nostra cute può influire negativamente sulla salute dei nostri capelli.
  • STRESS:nei periodi in cui siamo particolarmente stressati o abbiamo subito uno shock emotivo, il capello tende ad indebolirsi.
  • FUMO: il fumo modifica la circolazione sanguigna a livello del cuoio capelluto e impedisce l’approvvigionamento dei nutrienti a partire dalla fibra capillare.
  • USO DI PRODOTTI CHIMICI AGGRESSIVItintecoloranti e decoloranti possono causare un diradamento dei capelli. Si consiglia sempre l’utilizzo di prodotti più naturali come l’hennè.
  • IDRATAZIONE: è necessario bere molto per idratare l’organismo e anche la struttura del capello. Se durante l’estate non si sono utilizzati spray protettiviin aggiunta a shampoo e balsamo specifici per il sole è possibile trovare una maggiore quantità di capelli denutriti e disidratati che non ricevendo la giusta idratazione sono morti e caduti.

 

I RIMEDI PER CONSTRASTARE LA CADUTA DEI CAPELLI NEL CAMBIO STAGIONE

Sono diversi gli accorgimenti, prodotti, rimedi e cure naturali che possiamo adottare per contrastare il naturale fenomeno della caduta dei capelli nel cambio stagione.

  • ALIMENTAZIONE & INTEGRAZIONE
  • Per combattere la caduta e supportare l’organismo bisogna portare avanti uno stile di vita alimentare sano e bene bilanciato dimenticando gli sgarri estivi e focalizzandoci su una dieta che includa una buona idratazione (almeno 2 litri di acqua al giorno).
  • È necessario assumere tante fibre, vitamine (in particolare quelle del gruppo B), acido folico, ferro e zinco.
  • Poiché i capelli sono costituiti dal 65% al 95% da proteine, soprattutto cheratina, si raccomanda un’alimentazione ricca di proteine (soprattutto se vegetali poiché antiossidanti).
  • Assumere cibi ricchi di Omega3 aiuta l’organismo notevolmente.
  • Infine, è possibile aiutare l’organismo con il supporto di specifici integratori che combattono la caduta dei capelli e aiutano la neoformazione e il rispristino del cuoio capelluto: integratoriricchi di proteinesali minerali e vitamine.
  • TRUCCHI & ACCORGIMENTI

Già in estate e successivamente anche durante la stagione autunnale avviare dei comportamenti rispettosi del capello può giovare notevolmente.

  • Si raccomanda di non esagerare con i trattamenti aggressivi che possono indebolire i capelli, e si consiglia di mantenere bassa la temperatura dell’asciugacapelli e di evitare l’uso di piastre e arriccia capelli.
  • Evitare i lavaggi con acqua troppo calda poiché, perché stressa il fusto indebolendolo.
  • Non pettinare i capelli da bagnati: possono strappare i capelli.
  • Strumenti naturali: prediligere sempre spazzole e pettini di fibre naturali quali legno o altro ed evitare plastica e metallo in quanto le fibre naturali sono più delicate.

 

  • STILE DI VITA SANO
  • SPORT: certamente, oltre ad una sana e ben bilanciata alimentazione, condurre uno stile di vita sano, con molta attività fisica, meditazione, cura del proprio benessere aiuta fortemente il processo di guarigione e contrasto della caduta stagionale.
  • NON fumare: il fumo danneggia fortemente l’organismo.
  • Buon Riposo: dormire bene aiuta indubbiamente. Un collegamento tra la privazione del sonno e perdita di capelli è stato stabilito dai maggiori esperti di capelli. Durante le ore di sonno i capelli e la pelle ricevono nutrimento; è fondamentale dormire almeno sette o otto ore ogni notte. La mancanza cronica di sonno può portare conseguenze alla pelle e ai capelli.
  • NO STRESS: limitare più possibile lo stress giova a tutto l’organismo e ovviamente anche al fenomeno della caduta.
  • Rivolgersi agli esperti: per ogni dubbio o aiuto è sempre bene rivolgersi agli esperti, che sia il parrucchiere, erborista, farmacista e in primis il medico Tricologo, specializzato proprio nella cura dei fenomeni legati al cuoio capelluto.
  • I PRODOTTI GIUSTI

La cura dei capelli è fondamentale in ogni passaggio, dal lavaggio all’asciugatura e per tale motivo la scelta dei prodotti giusti e soprattutto di ottimo livello e poco invasivi è fondamentale.

  • LAVAGGIO: dopo l’estate i capelli sono indeboliti e sfibrati, per tale motivo si raccomanda di diradare i lavaggi, che rappresentano a tutti gli effetti uno stress per i capelli e di lavarli massimo una/due volte la settimana per evitare di impoverire il film idrolipidico che difende la fibra dalle aggressioni esterne.
  • SHAMPOO: Lo shampoo è essenziale non solo per contrastare la caduta dei capelli in autunno, ma anche per permettere una ricrescita più forte e sana. Si raccomanda la scelta di shampoo idratanti, fortificanti e anticaduta. Un adeguato shampoo di questi tipi deve innanzitutto essere delicato, in modo da poterlo utilizzare con frequenza e non deve contenere solfati o parabeni. Bisogna anche fare attenzione alla quantità, basta pochissimo prodotto in quanto sono molto concentrati e vanno diluiti in acqua prima della applicazione sulla cute. IN tale modo il lavaggio risulta più delicato e non rischia di portare via una quantità eccessiva di sebo, utile per preservare la salute del cuoio capelluto.
  • BALSAMO & MASCHERE: è consigliabile l’uso di balsamo e di maschere nutrienti, fortificanti, idratanti molto concentrate specialmente le maschera ristrutturante a base di burri e oli vegetali, ceramidi e cheratina. Se si vuole raggiungere un effetto ancora più soddisfacente bisogna applicare il trattamento idratante (che sia una maschera o un balsamo) in maniera più mirata nelle lunghezze e lasciare in posa per 5-10 minuti.
  • SCRUB: Utile, un paio di volte al mese, effettuare uno scrub al cuoio capelluto, che purifica e stimola i bulbi a produrre più velocemente nuovi capelli.
  • FIALE ANTICADUTA: se la caduta è tangibile, è consigliabile integrare la detersione con delle fiale anticaduta.

Se il problema della caduta non è eccessivo e non si necessitano cure specifiche prescritte da uno specialista tricologo vi riportiamo altri rimedi e cure naturali che possono essere di aiuto.

I RIMEDI NATUALI

  • OLIO DI COCCO: è un olio ricco di antiossidanti e vitamine (soprattutto la E), con proprietà emollienti e nutritive. Per questo motivo è amico dei nostri capelli. Si consiglia di utilizzarlo tramite impacchi che andranno a nutrire i capelli: sciogline un quantitativo indicato per la tua lunghezza dei capelli, diluiscilo con qualche goccia d’acqua e spalmalo sul cuoio capelluto e sulle lunghezze. Tieni in posa per un paio d’ore, 2/3 sono più che sufficienti. Ed infine lava i capelli, anche più di una volta se vedi che rimane un effetto oleoso.
  • HENNE’: è l’estratto utilizzato dalle donne orientali per tingere i capelli, con una azione fortificante. Come si utilizza: per preparare l’impacco basta aggiungere dell’acqua all’hennè finché non si forma un impasto denso. Una volta fatto l’impasto, questo va applicato sia sulla cute che sulle lunghezze. L’impacco può essere fatto 3-4 volte al mese. Perché utilizzare l’hennè: l’hennè è in grado di riequilibrare la cute e donare un effetto volumizzante e lucidante. I capelli vengono nutriti e rinforzati. Se usato con costanza diventa un ottimo e nutriente balsamo naturale.
  • UOVO: le uova promuovono la ricrescita grazie ai loro alti livelli di proteine (soprattutto la cheratina). Maschera all’uovo: una maschera all’uovo è un ottimo rimedio naturale per la perdita dei capelli. Mescola un uovo ed aggiungi un cucchiaio di olio d’oliva in una ciotola. Dopo aver lavato i capelli con lo shampoo, lascia riposare la maschera sui capelli umidi con una cuffia da doccia per almeno 10 minuti. Infine, risciacqua abbondantemente i capelli e se vuoi puoi lavarli con un balsamo idratante.
  • SEMI DI LINO: le proprietà dei semi di lino sono molteplici; la ricchezza di questi semi, ricavati dalla pianta di lino, deriva da numerosi nutrienti. Oltre a normalizzare la produzione di sebo rende il capello più morbido ed è un ottimo balsamo per le doppie punte. Maschera ai semi di lino: per preparare una maschera il primo passo è mettere i semi di lino in una ciotola piena d’acqua e lasciarli in ammollo per una notte intera. Infatti, se lasciamo i semi di lino nell’acqua, questi rilasceranno una sostanza gelatinosa ricchissima di nutrienti, ed è proprio questo l’elemento segreto che renderà i tuoi capelli morbidi e voluminosi. Al mattino seguente dovrai far bollire il tutto in un pentolino per 5 minuti. Successivamente sarà necessario filtrare il contenuto con un colino. Quindi, aggiungere (se si vuole) un olio essenziale profumato all’arancio o al limone ed infine applicare la maschera sui capelli bagnati, subito dopo lo shampoo. Lasciare in posa per almeno 5 minuti e poi risciacquare.

ALTRI RIMEDI: i trucchi salva-chioma

Per mantenere i tuoi capelli sani, forti e ben ancorati è bene seguire una routine che preveda una serie di accorgimenti: ecco per te qualche utile strategia salva-chioma!

  1. Non pettinare i capelli sotto la doccia! Il capello quando è bagnato tende ad essere elastico e quindi più incline a spezzarsi con la presenza di nodi difficili da sciogliere.
  2. Una volta lavati, i capelli non vanno strofinati ma tamponati con un asciugamano, meglio ancora avvolgerli in un turbante.
  3. Quando asciughi i capelli mantieni il phon il più distante possibile e se puoi asciuga solo la chioma lasciando le punte bagnate così da evitare eccessivo calore.
  4. Eliminare la piastra: impara ad amare i tuoi capelli anche al naturale.
  5. Sostituisci le spazzole di ferro con quelle con le setole naturali.
  6. Non tentare di districare i nodi strappandoti i capelli, la fase dello spazzolamento deve essere molto delicata per scongiurare la caduta dei capelli.
  7. Evita di utilizzare gli elastici fatti con parti in ferrogomma o plastica in quanto tendono ad aggrovigliare i capelli ed a spezzarli. Riscopri gli scrunchies.

 

 

 

 

APPENDICE

FAQ: le domande più frequenti sulla caduta dei capelli

Quanto dura la caduta dei capelli in autunno?

La condizione di caduta di capelli stagionale normalmente è fisiologica e quindi, in genere, dura poche settimane. Se però si nota che la caduta dei capelli tende a protrarsi, ci si potrebbe trovare in presenza di una caduta anomala.

Quanti capelli si perdono al giorno in autunno?

Mediamente si stima che ciascuno arrivi a perdere tra i 50 e i 70 capelli al giorno, ma nel periodo autunnale la caduta dei capelli tende ad intensificarsi.

Come prevenire la caduta dei capelli in autunno?

Si possono adottare piccoli e semplici accorgimenti in grado di prevenire la caduta di capelli: fare una dieta equilibrata, massaggiare il cuoio capelluto, mantenere la frequenza degli shampoo con prodotti delicati, risciacquare abbondantemente i capelli e in caso di caduta di capelli in tempi normali si consiglia un trattamento anti-caduta.

Perché in autunno cadono i capelli?

I capelli hanno un loro ciclo di crescita che durante l’autunno e la primavera tende ad accelerare a causa del cambiamento climatico. In questi casi la perdita dei capelli è dovuta al “rinnovamento”. Esistono anche altri fattori responsabili della caduta dei capelli come la predisposizione genetica, la risposta dell’organismo agli ormoni, le diete drastiche che causano numerose carenze di sostanze nutritive, stress prolungato e l’uso di alcuni farmaci.

Cosa fare per evitare la caduta dei capelli?

È possibile agire sul problema assumendo integratori alimentari. Per quanto riguarda l’alimentazione bisogna privilegiare frutta e verdura di stagione, tutti i pesci ricchi di Omega 3latticiniuova e legumi. Infine, in questo periodo, i capelli non andrebbero mai lavati troppo spesso e, in aggiunta, è consigliabile utilizzare prodotti delicati e specifici.

Come curare i capelli in autunno?

Shampoo specifici o integratori possono essere utilizzati sia quando la caduta dei capelli è stagionale, sia quando è legata a fattori come stress, stanchezza o scompensi ormonali, per cui l’organismo ha bisogno di rimettersi in forma.

Il lavaggio frequente dei capelli influisce sulla loro caduta?

Lavare i capelli spesso, anche tutti i gironi, non fa male e non influisce sulla caduta dei capelli. È però necessario utilizzare shampoo adeguati, in base alla propria cute e ai propri capelli, evitando prodotti aggressivi.

Cosa deve contenere un integratore per essere davvero efficace contro la caduta dei capelli?

Diversi studi hanno dimostrato che la biotina è una vitamina fondamentale per la salute dei nostri capelli e della nostra cute. La sua carenza può portare infatti ad una perdita incontrollata dei capelli, nettamente superiore a quella fisiologica a cui siamo abituati. Tra i sali minerali, lo zinco è in particolarmente efficace per rafforzare i capelli. La Camelia Sinensis, conosciuta comunemente come tè verde, apporta innumerevoli benefici in tutto il nostro organismo, capelli compresi. Il tè verde può prevenire efficacemente la perdita dei capelli sia nelle donne che negli uomini. Infine i semi di lino, ricchi di Omega 3 sono un perfetto alleato per le chiome rovinate e stressate. Sono infatti ottimi per curare la salute del capello secco e crespo, proprio perché hanno funzioni emollienti e protettive.

La luna è l’anima, è il nostro modo di vivere le emozioni, i desideri, i sogni. La terra è la realtà, il luogo in cui lottare con i rimpianti e le delusioni.
(Romano Battaglia)

Chi non è mai rimasto affascinato dalla Luna?

Questa elegante signora della notte vestita in bianco madreperla, vera regina del subconscio, dei desideri, dei sogni, delle emozioni, madre del romanticismo, figlia del cielo, è la compagna più fedele di molti poeti, scrittori ed artisti di ogni tipo.

Da secoli affascina il genere umano, lo strega per meglio dire, ci rende vulnerabili al suo fascino magnetico e ci invita ad investigare sul suo misterioso potere.

La luna è certamente un elemento naturale molto potente la cui energia interagisce nell’universo influenzando la Terra e tutti i suoi elementi naturali, dalle maree ai ritmi biologici.

L’esempio più comune della influenza lunare sulla terra consiste nella influenza sulle maree dovuta alla attrazione gravitazionale tra la Luna e la Terra.

Poiché il potere della Luna influenza tutti gli elementi naturali, la sua azione ha interazioni anche sull’uomo interagendo con la sua psiche, umore ed equilibrio psico-fisico.

Da diversi studi recenti e meno, sono venute alle luce sensazionali scoperte su come l’influenza della Luna non sia esclusiva delle maree, ma ricopra campi molti estesi: dall’umore, agli incidenti stradali, i capelli, le mestruazioni femminili e lo stato emotivo.

Secondo alcuni ricercatori l’intensità della luce lunare è direttamente proporzionale ai sentimenti, ed è per questo che diventiamo particolarmente sensibili quando c’è la luna piena.

Tutti questi effetti sulla nostra psiche, umore, ed equilibrio psico-fisico vengono definiti Lunar Effect (l’effetto Lunare) la cui ipotesi si fonda sul principio che i cicli lunari possano influire sul nostro stato psicofisico e su altri elementi correlati (dal momento migliore per tagliare i capelli per una più rapida crescita) alle azioni umane legate al raccolto (al momento migliore per la semina per far ricrescere le colture in abbondanza).

Di seguito parleremo approfonditamente di tutti i dettagli.

 

UN NUOVO STUDIO SCIENTIFICO: l’influenza della Luna sulla psiche e i condizionamenti delle fasi lunari sull’equilibrio psico-fisico

Secondo uno studio condotto da Mark Filippi, la luna influirebbe direttamente sulla nostra psiche: difatti, i cicli lunari influenzano stato d’animo e umore durante tutto l’arco della vita.

È stato dimostrata la correlazione tra luna e sonno osservando come in prossimità della fase di luna piena l’attività cerebrale collegata al sonno profondo si riduca del 30%.

Le fasi lunari sono state analizzate individualmente e sono emerse delle vere e proprie correlazioni tra quella specifica fase lunare e elementi psicologico-umorali del benessere psico-fisico ed energetico del comportamento umano.

I condizionamenti delle fasi lunari sul comportamento umano hanno portato alla luce la seguente analisi, la quale riporta come ad ogni fase lunare sia legato un determinato atteggiamento o predisposizione psicologica favoriti dalla fase lunare stessa.

I FASE- LA FASE DI LUNA NUOVA: il novilunio

La fase di Luna Nuova è associata all’INIZIO, alla fase di un nuovo capitolo della vita, di nuovi progetti, nuovi propositi o intenzioni, nuovi obiettivi quali ad esempio una nuova attività, un nuovo lavoro, hobby, passione e altro. Sul piano psicologico in questa fase la psiche è predisposta maggiormente ad affrontare in maniera serena il cambiamento. In questa fase si produce una quantità maggiore di acetilcolina il neurotrasmettitore che tende ad influenzare il cervello rendendoci nella prima settimana del ciclo lunare, più sensibili e ricettivi alle amozioni rispetto al solito. Il maggiore apporto di energia deriva principalmente dalla presenza di acetilcolina che viene associata alla memoria e all’apprendimento. In questi giorni dovremmo dedicarci alle attività di gruppo, dal momento che siamo sottoposti a grandi dosi di energia ed empatia.

II FASE- LA FASE DI LUNA CRESCENTE

Questa fase è legata ad un momento di creatività e forte energia da impiegare come risorsa per nuovi progetti ed esperienze. In fase di luna crescente è stato osservato l’aumento dell’ormone della felicità, la serotonina. E proprio quale periodo contraddistinto da una forte carica di energia, il cervello lavora con creatività e concentrazione. In questo periodo, vanno evitate le attività di gruppo e si deve puntare sull’analisi interiore, è il momento per trovare uno spazio solitario per riflettere sul proprio lavoro e le aspirazioni personali (che dovranno però aspettare il cambio di ciclo lunare per essere realizzate). E’ il momento ideale dell’introspezione e della riflessione.

III FASE- LA FASE DI LUNA PIENA: il plenilunio

Contrariamente alla fase precedente, nella fase di Luna Piena sul piano emotivo si scontra una maggiore fragilità, più disequilibri e scompensi, maggiore sensibilità, i sentimenti ed emozioni risultano tesi e anche l’organismo ne risente. In questa fase, possiamo rilassarci e godere di quello che abbiamo seminato. Difatti, la dopamina è presente in quantità elevate, quale neurotrasmettitore associato al piacere, all’empatia e all’eccitazione. Per tale ragione, può essere molto proficuo dedicarsi a momenti di distrazione e intrattenimento durante questa settimana.

IV FASE- LA FASE DI LUNA CALANTE

La fase di luna calante è la più critica di tutto il mese in quanto periodo in cui tendiamo a essere più aggressivi e fragili dal punto di vista emotivo ci troviamo in uno stato di difesa costante, come se qualcosa ci minacciasse dall’esterno e presenta difatti alti tassi di noradrenalina e norepinefrina.La settimana è definita esosomatica (fuori dal corpo) e d è una fase di: fuga o lotta. Possiamo scegliere se scappare o affrontare le avversità e se non sprechiamo la nostra energia riusciremo a superare la fragilità nervosa.Tuttavia, in questa fase si determina una maggiore propensione al superamento delle crisi e alla disintossicazione mentale di scorie sia psicologiche, sia emotive, così come la luna cala, calano anche le nostre negatività interiori.

Quello che ne viene dedotto è che indipendententemente dalle fase lunare che si attraversa, tutte le prestazioni ottimali, l’appetito, sonno, vitalità, umore e simil dipendono dalla luminosità della luna che finisce per controllare le nostre emozioni, sentimenti e i nostri desideri.

 

LUNA & ENERGIA: la relazione Uomo-Luna in un’ottica energetico-spirituale

Dopo aver analizzato l’argomento da un punto di vista scientifico razionale passiamo ad una analisi orientata al livello energetico-spirituale al fine di capire più a fondo la correlazione UOMO-LUNA.

Se vogliamo capire a fondo il rapporto tra Uomo e Luna dobbiamo ricollegarci alla  relazione Uomo-Natura, un concetto molto più ampio con connotazioni spirituali e meno logico-scientifiche.

L’influenza della Luna sull’uomo è stata oggetto di studi in moltissimi culti e religioni fin dalla notte dei tempi e secondo in principi ad esempio della disciplina Vedica che intendiamo derivante dalla Religione Veda, dobbiamo riformulare il nostro punto di vista.

Per religione Veda intendiamo il “complesso di testi sacri quale antichissima raccolta in sanscrito vedico dei popoli arii che invasero intorno al XX secolo a.C. Da tale collezione di testi sacri prende nome la più antica religione delle popolazioni arie dell’India (vedismo) da cui successivamente si svilupperà l’induismo.

Secondo un approccio più olistico, l’influenza della luna, al pari che sugli oceani e maree ricade anche sulle “masse d’acqua” interne all’organismo umano, il quale difatti è composto per il 70-80% di acqua.

Riportando le parole di Janet Shook, una Integrative Health Coach e insegnante spirituale:

l’influenza della luna non ha lo stesso effetto su tutti. Possiamo sentirci in modo diverso o non

sentirci affatto. Ognuno è molto unico. Se siete fortemente influenzati dalla luna o meno, o se ne siete consapevoli o meno, dipende da molti fattori. Quello che sappiamo è che la luna influenza il sistema nervoso e, a sua volta, gli ormoni nel corpo. E gli ormoni sono fortemente influenti sul nostro umore”.

Da un punto di vista più mistico, la luna è legata alla femminilità alla donna, all'”elemento femminile dell’essere, pensato anche come energia ricettiva“.

Come sappiamo, la luna stessa non brilla di luce, ma riflette la luce del sole. Ecco perché la luna è la mente subconscia, la realtà interiore, l’energia passiva e introspettiva“.

Tuttavia, sia gli uomini che le donne possono essere influenzati dalla luna, “per quanto riguarda ciò che fa alla psiche e come influenza la crescita dei capelli, la crescita dei tessuti, l’attività dei parassiti, ecc.”

Luna nuova

“Durante la fase di luna nuova, possiamo pensare al vuoto. È la luna oscura. Nella luna oscura possiamo andare in profondità nei nostri desideri. Possiamo guardare a ciò che sentiamo mancare, o mancare dalla nostra vita, ciò che ha bisogno di guarigione o chiarezza. Il 9, 10, 11 giorno della luna il nostro sistema nervoso è più influenzato dalla luna. Questo è un ottimo momento per digiunare, meditare, purificarsi, o semplicemente sintonizzarsi profondamente su ciò che sta accadendo con voi“.

Luna piena

“Con la Luna Piena sperimentiamo una grande quantità di chiarezza. Dove tutto è illuminato e se riusciamo ad essere reali con noi stessi, possiamo vedere cosa sta succedendo nella nostra vita, rispetto alla luna nuova che è appena passata due settimane prima”.

Infatti, l’influenza della luna sul nostro corpo non inizia e si ferma con la crescita dei capelli e delle unghie. Per esempio, riguardo ai parassiti, Janet mi ha detto che “pulirli con la luna piena è più efficace perché saranno più attivi. Anche gli agricoltori saranno molto consapevoli dell’influenza sulla luna nei cicli di semina”.

Sfruttare l’effetto della luna

Per Janet, l’influenza della luna su di noi è enorme, ma il più delle volte passa inosservata, perché “molte volte le persone non vogliono osservare ciò che gli succede, vogliono controllarlo o negarlo. Ma se seguiamo quello che ci succede, le esperienze delle emozioni, gli ormoni, il corpo, arriviamo alla conoscenza di noi stessi”.

Ma cosa possiamo fare per approfittare di questa conoscenza nella nostra vita quotidiana?

La teoria di Janet è che solamente con la pratica si generano i cambiamenti che vogliamo vedere: “Quando sei consapevole delle diverse fasi della luna, puoi usarlo come un calendario di cambiamento ed evoluzione personale. Con ogni fase fai dei passi: impostazione dell’intenzione, regolazione del sistema nervoso e analisi della tua situazione mentre cambia”, ha aggiunto.

Tuttavia, secondo lei per vedere questi risultati le persone devono essere consapevoli dei cicli della loro vita, “attraverso i cicli dei luminari (Sole e Luna) e la loro relazione. La natura (dove la luna è inclusa) è il mondo reale. Noi costruiamo le nostre vite in istituzioni, idee, abitudini, credenze che sono costruite sopra il mondo reale, e purtroppo, a volte a dispetto di esso”.

La luna stimola la crescita e il sistema nervoso. Sta operando dentro di noi a molti livelli. Più si conosce, più si lavora in armonia con essa, più si è consapevoli di se stessi e delle forze più grandi di questo pianeta. Ma questo dipende da ogni individuo. Quanto connesso, quanto sveglio, quanto consapevole vuoi essere?”.

Per capire il valore di queste due recenti teorie e il loro differente approccio (uno scientifico, l’altro energetico olistico), rivediamo i vari passaggi storici che si sono creati nel tempo per arrivare alla costruzione finale delle teorie suddette.

TEORIA SULL’INFLUENZA DELLA LUNA: origini & storia

L’dea che la luna e i suoi cicli lunari influenzino la nostra psiche è opinione diffusa e ormai sedimentata in tutto il globo (con le dovute variazioni), soprattutto ormai anche tra la maggior parte dei professionisti della salute mentale (Francis et al., 2017) con delle particolari credenze relative soprattutto alla luna piena.

Le radici delle teorie della influenza della Luna risalgono a due discipline un tempo strettamente legate e ad oggi nettamente distinte quali l’astronomia e l’astrologia.

Per astrologia si intende un complesso di credenze e tradizioni il cui scopo è l’interpretazione delle influenze soprannaturali dell’interazione dei pianeti e delle stelle con il comportamento umano, il suo futuro (come individuo o come collettività) che si basa su assunti che andando a studiare la posizione dei corpi celesti rispetto alla Terra riescono a ricavarne deduzioni ed analisi.

In passato i personaggi che si occupavano di astrologia avevano ruoli di spicco nella società, fino al momento in cui l’entrata in scena delle teorie astronomiche ha aperto delle divergenze con i temi astrologici, in quanto il metodo scientifico della astronomia (quale scienza che studia gli atri, il cosmo e le sue proprietà) ne metteva in dubbio alcuni aspetti.

Grazie alla astronomia è stato possibile capire e mettere in luce la correlazione tra le fasi lunari e cicli delle maree, alimentando il filone di studi che approfondirono anche la correlazione tra la luna e la fisiologia animale (Andreatta & Tessmar-Raible, 2020).

L’INFLUENZA DELLA LUNA: ambiti, studi & teorie nella storia moderna

Anche nella branca della psicologia nel tempo hanno preso piede le teorie che mettevano in risalto la profonda connessione tra l’importanza dell’esposizione alla luce sull’umore e in generale sullo sviluppo neuropsicologico e la psiche umana (Bodrosian & Nelson, 2017).

Sapendo della influenza sulla fisiologia animale (e dunque anche di quella umana) e la sua relativa dipendenza dai ritmi stagionali, circadiani (Raible et al., 2017); sappiamo ormai con certezza chel’organismo animale ed umano e le sue funzioni fisioligiche si autoregolano in base alle stagioni, alle ore di luce, e all’alternanza di giorno e notte ( pensiamo al rilascio di melatonina, il principale ormone implicato nella regolazione del sonno, che raggiunge il suo massimo alla sera e raggiunge livelli minimi al mattino).

E sebbene queste correlazioni tra cicli circadiani e fisiologia umana siano ormai ampliamente conosciuti e spiegati, molte teorie si stanno ancora evolvendo riguardo l’influenza delle fasi lunari sul comportamento umano e sulla nostra fisiologia.

Un esempio del potere della influenza lunare è la stretta correlazione tra ciclo mestruale e ciclo lunare, che hanno esattamente la medesima durata di 28 giorni e sebbene molte donne non lo abbiano così sincronizzato sui 28 giorni canonici, sappiamo anche, che chi è molto regolare e lo ha ogni 28 giorni è un soggetto più sano e ben equilibrato dal punto di vista ormonale e ginecologico, mentre chi ha irregolarità sul ciclo, possiede spesso in concomitanza problemi in queste due sfere!

Altri studi molto interessanti hanno approfondito la relazione tra cicli lunari e mestruazioni, fertilità e tasso di natalità (alcuni medici tutt’ora cercano di sincronizzare le nascite con le fasi lunari; Criss & Marcum, 1981; Cutler et al., 1987),

Non a caso, l’influenza della luce lunare sui livelli di melatonina è stata ritenuta un possibile fattore che influenzi concretamente il ciclo mestruale il quale è strettamente legato ai livelli di melatonina.

Vi sono altri studi che hanno analizzato fattori più particolari, con teorie che ipotizzano una relazione tra il manifestarsi di comportamenti violenti (aggressioni, omicidi o suicidi, Zimecky, 2006) o i ricoveri in ospedale/pronto soccorso dovuti a cause accidentali (eventi cardiovascolari o coronarici, emorragie, diarrea, ritenzione urinaria, incidenti stradali) e le fasi lunari.

Da altri studi riguardanti il mondo animale è emersa una correlazione tra cicli lunari e produzione di ormoni (specialmente negli insetti), mentre nella specie dei pesci l’orologio lunare sembra avere influenza sulle dinamiche riproduttive e sull’attività dell’asse ipotalamo-ipofisi-gonadi che ne è alla base.

“È stato studiato come negli uccelli, le variazioni giornaliere di melatonina e corticosterone (un ormone steroideo prodotto dalle ghiandole surrenali principalmente in condizioni di stress) si riducono durante i giorni di luna piena.

Inoltre, I cicli lunari influenzano anche la sensibilità al gusto e la struttura di organuli cellulari della ghiandola pineale in topi studiati in laboratorio.

Sono state infine descritte variazioni cicliche relative alle fasi lunari nell’ampiezza della risposta immunitaria in diversi animali.

È verosimile che alla base di queste variazioni fisiologiche ci siano modulazioni nel rilascio di melatonina e steroidi endogeni, che possono essere innescate dalle radiazioni elettromagnetiche e/o dall’attrazione gravitazionale della luna (Zimecky, 2006)”.

 

LA RELAZIONE LUNA-UOMO: approccio ed evidenze scientifiche del passato

Tutte queste correlazioni tra mondo lunare e mondo animale portano alla conseguente relazione tra Luna ed essere umano.

I primi studi che hanno portato alla luce l’influenza della luna sugli aspetti umani riguardano le indagini sul ritmo del sonno su cui la luna ha ina influenza diretta.

“In un’analisi del 2014 (Turányi et al., 2014) fatta da un centro del sonno su 319 persone, i ricercatori hanno scoperto che la luna piena era associata a un sonno meno profondo o comunque ad una maggiore latenza prima di addormentarsi profondamente.

Studi successivi hanno anche riportato differenze di genere (Della Monica et al., 2015) con le donne che dormono meno e hanno una fase REM più breve nei periodi vicini alla luna piena, rispetto ai maschi che presentano una più lunga fase REM. Anche i bambini sembrano dormire leggermente meno nelle fasi di luna piena (Chaput et al., 2016). Questi risultati sono però stati messi in dubbio da uno studio avente un campione molto esteso (oltre 2000 partecipanti), che non ha trovato alcuna relazione tra fasi lunari e qualità/quantità del sonno (Haba-Rubio et al., 2015)”.

Tali dati sul ciclo sonno-veglia portano alla riflessione di come la qualità del sonno influenzata dalle fasi lunari, abbia delle ripercussioni sui comportamenti psicologici più complessi.

Non a caso, l’oscillazione dei ritmi circadiani ha effetti significativi sui sintomi ansiosi, dell’umore e psicotici dei pazienti psichiatrici.

Per coloro che sono affetti da disturbo bipolare, la correlazione tra ritmi circadiani e la malattia stessa è stato rivelata ancora più forte rispetto agli altri disturbi psichiatrici e difatti, poiché i ritmi circadiani dipendono anche dalla influenza delle fasi lunari, ne consegue che il disturbo bipolare venga influenzato anche dalla Luna.

Degli studi svolti su pazienti bipolari hanno dimostrato la correlazione tra fasi lunari e umore: “il sonno dei pazienti bipolari risultava influenzato dalla luce emessa dalla luna (come osservato dagli studi precedentemente citati), e la minor quantità di sonno nelle fasi di luna piena favoriva la transizione dalla fase depressiva a quella maniacale (Wher, 2018).

Questi cambiamenti potevano essere attutiti modificando la terapia farmacologica o mediante la terapia della luce (o fototerapia), ancora poco diffusa in Italia, ma ampiamente utilizzata all’estero per trattare i disturbi dell’umore (Avery et al., 2019). I pazienti presi in esame sono comunque molto pochi per trarre conclusioni definitive, ma di certo questi dati meritano di essere approfonditi”.

La luna piena ha influenze significative anche su coloro che sono affetti da depressione: il plenilunio può influenzare l’equilibrio psicofisico degli esseri umani, come affermano gli esperti dell’Università di Bradford in Inghilterra, che dopo due anni di ricerche di svariati psicologi britannici,  è stato rilevato nei pazienti analizzati predisposizione alla depressione, maggiore aggressività, ansia e tensione. Sintomi che si manifestano proprio in coincidenza delle fasi di luna piena. Il tutto fa pensare che esista effettivamente una “Sindrome lunare”.

LUNA & UMORE: l’influenza della luna su persone prive di patologie psichiatriche

Se andiamo ad analizzare ora l’influenza della Luna su persone sane, prive di problematiche psichiatriche, esistono effettivamente delle relazioni tra le fasi lunari e le nostre disposizioni psico-emotivo-comportamentali e relazionali, nonché, con la parte più energetico-spirituale meno facilmente analizzabile.

Non a caso, seguendo le credenze popolari nasce la parola lunatico che secondo la definizione più accreditata indica una persona “che ha carattere strano, estroso, incostante, umore instabile e facile ad alterarsi” (Treccani).

Sebbene non vi siano evidenze scientifiche assolute dell’influenza della Luna sulla personalità di un individuo correlata alla sulla sua irascibilità vi sono tuttavia, altre evidenze scientifiche di come la luna piena influenzi il numero di incidenti stradali per i motociclisti: “la luna piena sembra aumentare il numero di incidenti fatali per i motociclisti (Redelmeier & Shafir, 2017). Quest’ultima osservazione controintuitiva (la luce dovrebbe aiutare alla guida) potrebbe essere spiegata dal fatto che la luna piena ben visibile in cielo, potrebbe essere una fonte di distrazione per il centauro, quando magari “spunta” nel suo campo visivo prima di un ostacolo o durante la percorrenza di una curva”.

Anche sull’influenza delle fasi lunari sulla crescita delle colture e dei capelli gli studi in merito non erano in passato ancora molto chiari ed erano poco assoluti, tuttavia, gli studi recenti di cui abbiamo parlato sopra, hanno portato alla luce nuove evidenze scientifiche.

 

 

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