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Spesso si sottovaluta l’importanza dell’esercizio fisico nella vita quotidiana.

Molte persone si domandano come mai continuino ad avere problemi sia fisici, sia psicologici nonostante siano convinti di seguire uno stile di vita SANO.

La realtà dei fatti è che spesso si sottovaluta l’importanza di un sano e REGOLARE allenamento.

L’allenamento deve essere regolare e ben bilanciato per dare i suoi frutti. Un allenamento sregolato è purtroppo inutile e anzi, porta le persone a scoraggiarsi presto e lasciar perdere distruggendo ogni possibilità di miglioramento del proprio status di benessere.

Restare ATTIVI e adottare uno stile di vita corretto sono due degli aspetti fondamentali per migliorare il proprio stato di salute.

Prevenire l’insorgenza di patologie gravi quali l’ipertensione, le malattie cardiovascolari, l’ictus e il diabete o anche solamente limitarne i danni in tempo corrispondono alle azioni necessarie per migliorare lo stato di salute del nostro corpo.

Il grande pregio dell’attività fisica consiste non solo nell’essere un valido strumento di prevenzione ma anche, nell’aumentare l’efficienza della nostra vita quotidiana migliorandone i livelli di forza, resistenza, flessibilità e benessere.

Andiamo più nel dettaglio:

Le principali tipologie di attività fisica

Nell’esercizio fisico esistono diverse tipologie di allenamenti in corrispondenza dei diversi e specifici benefici da voler raggiungere. Esistono 4 principali tipologie di attività fisica: aerobica, anaerobica, il rinforzo muscolare e lo stretching.

L’esercizio anaerobico:  

  • ideale per aumentare il tono muscolare e la massa magra
  • si svolge principalmente in palestra attraverso pesi liberi o macchinari isotonici.

L’attività fisica aerobica:

  • stimola l’apparato cardiorespiratorio e migliora il metabolismo: ad esempio una corsa/ nuotata.

Il rinforzo muscolare:

  • aiuta a mantenere i muscoli efficienti, in modo da essere pronti ai sovraccarichi, sia in palestra che nella vita quotidiana.

Lo stretching:

  • riduce il rischio di infortuni e traumi in quanto migliora l’elasticità e stabilizza la postura.

Prevenzione e attività fisica

L’argomento Prevenzione è stato al centro di numerosi dibattiti negli ultimi anni e maggiormente si è parlato del legame tra sport e prevenzione: si è dimostrato difatti, in numerosi studi la stretta correlazione ed importanza tra l’esercizio fisico e il benessere del corpo e della mente.

Diversi sono i livelli nei quali agisce la prevenzione:

  1. Prevenzione primaria: previene l’insorgere della patologia
  2. in caso di patologia diagnosticata, aiuta nella diagnosi allo stadio iniziale e nella risoluzione in caso di complicazioni limitate.

Nel caso 1 (di prevenzione primaria) lo svolgimento di una sana e regolare attività fisica, abbinata ad un’alimentazione equilibrata, comporta l’ottenimento di uno stato di salute migliore da un punto di vista qualitativo.

 Nel caso 2 (una patologia già in corso nel soggetto) l’azione della attività fisica è fondamentale per sanare e “riparare” le condizioni fisiologiche dell’individuo, come ad esempio in caso di sovrappeso o ipertensione arteriosa. Sotto tali condizioni il movimento è da considerarsi una effettiva terapia di riabilitazione.

Benefici attività fisica regolare

I principali benefici dell’attività fisica consistono sia nel giovamento di svariate funzioni del nostro corpo e psiche, sia nel miglioramento del livello cardiovascolare, muscoloscheletrico, metabolico e psicologico.

I principali benefici del movimento fisico sono:

  • Miglioramento dell’apparato cardiovascolare: l’attività fisica riduce la frequenza cardiaca, migliorando l’elasticità dei vasi sanguigni e contribuendo a mantenere bassa la pressione arteriosa.
  • Apparato muscoloscheletrico più forte: un incremento della massa muscolare e ossea si traduce in maggiore forza e flessibilità muscolare, utile difesa contro l’osteoporosi. Il movimento è inoltre previene dalle cadute ed infortuni nei soggetti più anziani.
  • Metabolismo migliore: la massa grassa si riduce ed aumenta la massa magra, il consumo energetico aumenta, favorendo il controllo del peso corporeo e sconfiggendo così il sovrappeso.
  • Benefici psicologici: lo sport induce ad un atteggiamento propositivo e ottimista e serve a misurarsi con i propri limiti. L’appartenenza a gruppi sportivi consente inoltre, di sviluppare relazioni sociali e favorisce l’inclusione.

Credit to: https://urbanfitness.it

Da poco passato, il mese di ottobre, viene solitamente associato alla prevenzione del tumore al seno e cogliamo l’occasione per ricordarne i benefici, per incoraggiare le lettrici a prendere parte attivamente al fenomeno.

Esistono due tipi di prevenzione, la primaria e la secondaria ed entrambi gli approcci sono importanti e vanno conosciuti più da vicino. Riportiamo di seguito alcuni estratti dell’articolo dell’IRCCS Ospedale San Raffaele:

“Il tumore alla mammella nel nostro paese colpisce ogni anno circa 50.000 persone e rappresenta il cancro più frequente tra le donne.  Benché possa colpire anche donne in giovane età, l’incidenza aumenta con il passare degli anni e la maggioranza dei casi viene diagnosticata nelle pazienti over 50.

La sopravvivenza al tumore al seno, anche a lungo termine, è tra le più elevate in ambito oncologico: a 5 anni dalla diagnosi, essa si attesta quasi al 90% grazie al miglioramento delle tecniche diagnostico-terapeutiche e all’attenzione sempre più alta verso la prevenzione e le sue attività”.

Le cause

I fattori di rischio non modificabili

Solo il 5-10% di tutti i tumori al seno può essere ricondotto alla presenza di specifiche mutazioni del DNA ereditate da uno dei genitori (come avviene per i geni BRCA1 o BRCA2).

Ciò significa che, in tutti gli altri casi, il tumore insorge a causa di una combinazione tra:

  • predisposizione genetica, ancora poco nota
  • l’ambiente e i suoi effetti.

Sicuramente per chi ha una storia familiare caratterizzata dalla presenza del tumore al seno o all’ovaio, che è un fattore di rischio non modificabile, è consigliato consultare un chirurgo senologo per valutare un eventuale approfondimento del rischio genetico e l’eventuale partecipazione a programmi di sorveglianza e intervento dedicati.

I fattori di rischio modificabili

“Tuttavia, essendo l’incidenza di questo tumore così elevata, per prevenirne l’insorgenza, è consigliato per tutti intervenire sui fattori di rischio così detti ‘modificabili’, che riguardano dunque i nostri comportamenti” afferma il Dott. Oreste Gentilini, primario dell’Unità di Chirurgia della Mammella e responsabile della Breast Unit dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano.

Definiamo ora la differenza tra la prevenzione primaria del tumore al seno, che interviene sui fattori di rischio, e sulla prevenzione secondaria, ossia la diagnosi precoce.

Che cos’è la prevenzione primaria

“La prevenzione primaria rappresenta il primo strumento che ognuno di noi, nella vita quotidiana, può – e deve – mettere in atto” prosegue il dottore.

Infatti, questa modalità di prevenzione consiste nella modifica di quei comportamenti che possono essere considerati fattori di rischio. Come fare? Seguendo uno stile di vita sano!

Ecco i consigli dell’esperto sul tema:

  • evitare il fumo
  • bere alcolici con moderazione
  • praticare attività sportiva regolarmente
  • tenere sotto controllo il peso
  • seguire una dieta equilibrata, ricca di alimenti vegetali.

Che cos’è la prevenzione secondaria

La prevenzione secondaria è l’altra forma di prevenzione che riveste un ruolo cruciale nella lotta al tumore al seno.  Questa modalità preventiva si traduce nella diagnosi precoce tramite esami che, com’è dimostrato scientificamente, può ridurre la mortalità per tumore alla mammella.

Gli esami per la prevenzione del tumore al seno

“Nelle donne tra i 50 e i 70 anni, la mammografia con cadenza biennale può ridurre la mortalità fino al 40%. Mentre, nelle donne tra i 40 e i 50, sottoporsi a una mammografia annuale può ridurre il tasso di mortalità fino al 20%” spiega il Dott. Pietro Panizza, primario dell’Unità di Radiologia Senologica dell’IRCCS Ospedale San Raffaele.

La mammografia quindi è lo strumento di prevenzione secondaria più adeguato nelle donne dai 40 anni in poi, fino a raggiungere le donne over 70, dove il rischio di insorgenza, aumentando con l’età, è piuttosto elevato. Naturalmente, essa può e deve – in certi casi – essere associata all’ecografia, preferibilmente eseguita dallo stesso radiologo.

La raccomandazione è comunque quella di aderire almeno al programma di Screening Mammografico dell’ATS, che prevede mammografia gratuita, ad invito, ogni anno, nelle 45/49enni e biennale nelle 50/74enni.

“Per le più giovani invece, in assenza di familiarità, non è consigliata la mammografia; è suggerito invece praticare l’autopalpazione, dopo l’inizio delle mestruazioni, quando il seno è più valutabile.  Nella fascia 30-40 anni, infine, è consigliabile iniziare a sottoporsi a controlli periodici, supportati dall’ecografia mammaria, con la cadenza suggerita dallo specialista in base alla tipologia del seno e alla storia familiare” conclude il dottore”.

Credit to: https://www.hsr.it

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