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A chi non fa piacere fare shopping?

La vera droga del 21 esimo secolo è senza dubbio comprare, l’acquisto compulsivo dal vivo o online che tanto e troppo spesso diventa una vera e propria dipendenza.

E ancora meglio, a chi non piace comprare con i saldi, sconti e promozioni?

Il famoso Black Friday, il venerdì degli sconti e promozioni di tutte le attività commerciali, è il vero portavoce di  tutti gli effetti di questo fenomeno sempre più diffuso ma anche pericoloso.

Il venerdì nero di fine novembre, giorno delle occasioni e dello shopping compulsivo spesso per cose futili e non necessarie, è diventato un autentico problema in tema ambientale.

Difatti, il rito del Black Friday va avanti da diversi decenni ed è sempre più atteso e adorato da molte persone essendo un appuntamento importante sia per il commercio dal vivo, sia per quello online.

Venne istituito dai grandi magazzini americani nel 1924 proprio dopo il Ringraziamento per dare un impulso agli acquisti natalizi ma ad oggi, il giorno nero dello shopping globale è ormai diventato una ricorrenza in tutto il globo e anche in Italia, con tante offerte speciali e promozioni di cui approfittare.

Esiste però un lato oscuro del giorno deò Black Friday, a livello di impatto ambientale che non viene sempre ricordato: il suo effetto ricade non solo sulle tasche dei consumatori, ma anche sull’ambiente.

Difatti, diversi esperti in tutto il globo hanno provato a calcolare l’impatto nella settimana di sconti, in termini di inquinamento atmosferico e le stime che hanno portato alla luce sono numeri “neri” preoccupanti che devono portare a riflettere e agire.

Di seguito scopriamo tutti i dettagli.

LA NASCITA DEL BLACK FRIDAY

Il Black Friday è un evento made in USA, la cui nascita negli Stati Uniti coincide con il venerdì successivo al Giorno del ringraziamento (il quarto giovedì di novembre).

Dagli anni ’20 periodo della sua nascita effettiva, il fenomeno prende piede soprattutto dagli anni ’50 diventando a tutti gli effetti una ottima occasione per i consumatori e le attività, di inaugurare la stagione dei saldi e dello shopping per aiutare il portafoglio dei consumatori ed incentivare lo shopping natalizio che solitamente si svolgeva prima del periodo delle festività di Natale, durante il quale, i grandi magazzini venivano presi d’assalto in maniera caotica e nevrotica dalle orde dei clienti che cercavano le occasioni imperdibili.

Si racconta che il suo nome derivi dall’appellativo utilizzato dai poliziotti di Filadelfia per descrivere il caos che regnava nelle strade della città in quel giorno, definito appunto “venerdì nero”.

Solo a partire dagli anni ’80 il termine Black Friday ha assunto rilevanza nazionale e ancora di più con l’avvento di internet e dell’e-commerce, il fenomeno si è esteso a livello mondiale arrivando addirittura a dare origine a una nuova ricorrenza nel 2005: il Cyber Monday, il “lunedì virtuale” (successivo al Black Friday) dedicato allo shopping on-line direttamente dall’ufficio.

LA DIFFUSIONE DEL BALCK FRIDAY

Tutti i commercianti, sia le multinazionali sia i piccoli commercianti al dettaglio, aderiscono a questo evento ed ogni anno e studiano nuove strategie di vendita e forti scontistiche sui propri prodotti/servizi per indurre i consumatori all’acquisto compulsivo e sfrenato in modo da ottenere lauti guadagni.

Negli ultimi anni, il Black Friday serve soprattutto per incentivare l’acquisto online tramite e-commerce.

Negli USA, nel 2021, si sono spesi 109 miliardi di Euro. Nello stesso periodo, in Italia si è calcolato un volume d’affari di circa 3 miliardi di Euro, di cui 1,8 rappresentati dagli acquisti in rete (+21% rispetto al 2020).

Queste cifre sono destinate ad aumentare di anno in anno, grazie al crescente interesse da parte dei consumatori e il prolungamento della durata delle promozioni, non a caso al giorno d’oggi si parla addirittura di Black Week in quanto le promozioni si sono prolungate per una settimana e non più solo il venerdì canonico.

L’IMPATTO AMBIENTALE DEL BLACK FRIDAY

Sebbene questa iniziativa possa sembrare vantaggiosa dal punto di vista economico sulle tasche del consumatore e anche per le aziende, in quanto permette loro di affinare le tecniche di vendita e ottenere forti guadagni; in termini ambientale, la Black Week è un vero disastro ambientale per il pianeta e la società.

Dopo aver letto i numeri e la diffusione dell’evento capiamo come la mobilitazione causata da un avvenimento di simile portata porti delle conseguenze sull’ambiente non indifferenti.

I fattori chiave della diffusione del giorno del Black Friday e della relativa Black Week sono:

  • La comodità dell’esperienza di acquisto da dispositivo digitale (tablet, pc o smetphone).
  • Possibilità di acquistare con account registrati sui siti e mezzi di pagamento già salvati sui nostri dispositivi.
  • Il maggior agio che le piattaforme di e-commerce possono garantire nell’applicazione degli sconti e promozioni, coupon, tessere fedeltà e modalità di pagamento già verificate in pochi click.
  • La rapidità di consegna a casa dai corrieri (24-48 h o pochi giorni).
  • Risparmio di tempo e mobilità ridotta per il consumatore: si può acquistare senza doversi recare in negozio risparmiando tempo e spostamenti.

Tali aspetti determinano un incremento delle vendite online e un drastico aumento dell’inquinamento da trasporto da parte dei mezzi che consegnano la merce acquistata online.

Gli aspetti negativi del Black Friday e Black Week sono molteplici

  1. Inquinamento per emissioni CO2: uno studio britannico condotto nel 2020 ha stimato in circa 429 mila tonnellate di CO2 l’impatto del Black Friday per le consegne nel solo Regno Unito, l’equivalente di 435 voli A/R tra Londra e New York. Uno studio riporta come gli italiani che acquisteranno online e nei negozi fisici durante l’intera settimana contribuiranno all’immissione in atmosfera di circa 400mila di tonnellate di CO2 a livello globale.
  2. Altro aspetto da tenere in considerazione è quello relativo all’utilizzo di packaging e materiali poco sostenibili per la logistica.
  3. Aumento viabilità cittadina: l’aumento di persone in cerca di prodotti genera un aumento nel flusso di spostamenti e viabilità cittadina, generando traffico, ingorgi, disagi, confusione, percentuale di incidenti, inquinamento e altro con conseguenze negative sull’inquinamento atmosferico e il cambiamento climatico.
  4. Percorsi lunghi e con più passaggi per il pacco in transizione: il percorso che compie un prodotto prima di giungere a destinazione è spesso tortuoso e coinvolge più centri di spedizione passando da diversi paesi, nazioni, città, regioni aumentando la viabilità dei mezzi di trasporto mezzi.
  5. Molti materiali per l’imballaggio: per garantirne l’integrità si ricorre a imballaggi particolari, costituiti da cartone ondulato, pluriball, trucioli, polistirolo, foam, tutti materiali spesso non riciclabili che producono un accumulo di scarti senza eguali.
  6. Spreco di prodotti e generazione di rifiuti difficili da smaltire: inoltre, non è da sottovalutare il problema rappresentato dalla schiera di articoli perfettamente funzionanti – dispositivi elettronici in primis – abbandonati in favore degli ultimi modelli in circolazione. Questo eccessivo ricambio produce ingenti quantità di RAEE (Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche), le cui operazioni di smaltimento presentano ancora diverse criticità.
  7. Generazione di resi e ulteriore trasporto e relativo inquinamento: con l’aumento degli acquisti, aumentano anche i possibili errori e dunque i possibili resi con conseguente generazione di traffico, trasporto, inquinamento, e ulteriore spedizione con nuovo pacco con tutti i problemi annessi.

Tutti questi fattori negativi ci portano a riflettere: conviene chiedersi come poter fare, da consumatori, per contenere il più possibile questa ondata.

Tra over-produzione, grandi movimentazioni e trasporti poco sostenibili, il Black Friday è prima di tutto una giornata nera per il nostro Pianeta che, tra un acquisto d’impulso di troppo e infiniti resi, paga il conto di un consumismo sfrenato.

COME LIMITARE I DANNI DEL BLACK FRIDAY

Quali consumatori responsabili dell’ambiente e del futuro del pianeta possiamo intraprendere delle azioni per limitare i danni:

  • Se non si riesce a fare a meno di acquistare prodotti o si vuole usufruire delle promozioni meglio scegliere di acquistare prodotti ECOSOSTENIBILI di enti certificati che possano realmente dare un contributo in termini ambientali, per compensare le emissioni di CO2.
  • Scegli brand ecosostenibili: dalla tutela della biodiversità, alle iniziative sociali, fino alla scelta del biologico e delle formule, in prodotti non alimentari, con ingredienti biodegradabili e naturali, prediligi brand attenti alle tematiche sostenibili e ambientali in ogni settore.
  • Ridurre gli imballaggi: possibilmente è bene scegliere di acquistare prodotti presso i negozi locali in modo da evitare la spedizione, imballaggi inutili ed inquinanti dei pacchi.
  • Se si compra online scegli il packaging 100% sostenibile.
  • Promuovi l’artigianato locale: scegli pezzi di artigianato locali per aiutare il commercio del luogo e promuovere la scelta di prodotti non inquinanti, pezzi unici fatti a mano.
  • Evita di comprare in modo compulsivo, scegli con cura i tuoi acquisti: domanda a te stesso se realmente hai necessità di comprare un determinato prodotto, evita di comprare cose inutili che non userai mai, agisci consapevolezza per evitare sprechi, generazione di rifiuti, risparmiare soldi ed accumulo di prodotti futili che mettono solo più disordine in casa.
  • Promuovi il second hand (prodotti di seconda mano già usati, rivenduti o regalati): scegli di prolungare la vita ai tuoi prodotti più possibile riparando i capi vecchi, incentivando il recupero dell’usato e scegliendo di rivendere quelli che non usi più in modo da evitarne la produzione di nuovi e guadagnando qualcosa per ricompensare il prezzo iniziale che hai ormai pagato. Inoltre, scegli di acquistare l’usato, in modo da evitare nuova produzione e sprechi.
  • Aderisci ad iniziative nuove ed ecosostenibili- il Blu & Green Friday: segui gli enti e le associazioni che promuovono e sponsorizzano eventi e shopping ecosolidale, ecosostenibile e di aiuto per il pianeta, come ad esempio le iniziative Blu e Green, progetti e iniziative culturali, per trovare soluzioni concrete alle problematiche che minacciano il pianeta. Tali progetti sono per la salute e  a favore dell’oceano, dei corsi d’acqua e laghi, delle foreste, delle specie in estinzione. Acquistando i prodotti per salvare degli animali maltrattati, per promuoverne l’adozione o la salvaguardia nel loro ecosistema, per aiutare i volontari alla loro cura, mantenimento, per aiutare le associazioni che combattono contro inquinamento, deforestazione, che aiutano le specie protette o ancora che agiscono per il pianeta si potranno fare dei regali solidali, attenti al pianeta e con un significato profondo a fin di bene.

 

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