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La scoperta del cibo locale fa sempre parte del rito di ogni buon viaggiatore, per assaporare a pieno il paese che si sta visitando attraverso l’emozione della scoperta di un nuovo paese e di una nuova cultura. Tuttavia, può capitare di incontrare cibi davvero bizzarri e spesso negativamente stupefacenti.

Di seguito una lista di alcuni cibi davvero bizzarri:

  1. Casu Marzu, Sardegna

Se giochiamo in casa, L’Italia, partendo dalla Sardegna annovera non poche stranezze.

Il casu marzu, letteralmente formaggio marcio, è conosciuto come il formaggio dei vermi, ossia formaggio pecorino cremoso e piccante sul quale si trovano le larve provenienti dalle uova della mosca casearia, che si nutrono direttamente del formaggio. Non si trova al commercio in quanto vietato, se non in casi particolari perché fornito direttamente dal produttore.

  1. Balut, Filippine

Il balut, specialità tipica delle Filippine e di alcuni altri paesi del Sud-Est Asiatico, è l’uovo di anatra o gallina fecondato e bollito quando l’embrione è quasi completamente formato nel guscio. Secondo la tradizione viene consumato direttamente dal guscio, con sale e aceto. Essendo un cibo di strada è facile trovarlo durante un viaggio nelle Filippine, nel Laos o in Vietnam.

  1. Huitlacoche, Messico

Tipico della ricca cucina messicana, l’huitlacoche, è un piatto ereditato dalla tradizione culinaria di epoca pre-ispanica. Consiste nel fungo parassita del mais, che si sviluppa fra i grani delle pannocchie. È un ingrediente usato come condimento di quesadillas e tacos: ha colore bianco-grigio al naturale e si trasforma in nero durante la cottura. Mentre in molti paesi del mondo questo fungo viene debellato poiché dannoso per il mais, in Messico è considerato il “tartufo messicano” e se ne fomenta la coltivazione.

  1. Fugu, Giappone

La cucina giapponese spesso mondialmente riconosciuta per il sushi e il sashimi, annovera una sfida particolare nel consumo del fugo (pesce palla). Nel paese del Sol Levante il pesce palla viene considerato una rarità e prelibatezza. La peculiarità di questa pietanza è la presenza in alcuni degli organi del pesce di una sostanza velenosa chiamata tetrodossina, che può essere estirpata solo a seguito di un’accurata preparazione/procedura atta ad evitare la contaminazione dei tessuti del pesce. Con l’elevato rischio di intossicazione mortale, il fugo viene preparato esclusivamente da chef in possesso di un’apposita licenza conquistato a seguito del superamento di un esame che certifichi l’idoneo livello di preparazione.

  1. Hákarl, Islanda

In Islanda si degusta l’hákarl, lo squalo putrefatto: poiché le sue carni fresche sono tossiche, per poterlo consumare è necessario lasciarlo essiccare e fermentare. La putrefazione elimina la tossicità, e potrete mangiare lo squalo senza problemi…se riuscirete a non farvi scoraggiare dal suo fortissimo e disgustoso odore! La carne di squalo putrefatto si trova in tutti i supermercati islandesi, non avrete quindi nessuna scusa per evitarlo.

  1. Sannakji, Corea

In Corea, nella tradizione locale vi è il sannakji, una prelibatezza a base di nakji, una qualità di piccolo polpo. Il piatto è particolare perché il polpo viene servito ancora vivo, tagliato in piccoli pezzi e le ventose dei suoi tentacoli rendono davvero strano questa pietanza in quanto sono ancora attive nel momento in cui il piatto è servito. Sentire le ventose che si attaccano alla bocca dà una sensazione davvero bizzarra, originale e pericolosa

  1. Ragni fritti, Cambogia

In Thailandia e Cambogia, nella zona di Skoun uno dei tradizionali spuntini consiste in ragni fritti. Vi sono allevamenti di ragni in buchi nel terreno o si possono catturare vivi nella foresta. Solitamente consumati impanati in sale e zucchero e fritti in olio con aglio. La particolarità consiste nel fatto che non si tratta di ragni piccoli ma di grandi tarantole asiatiche, grandi anche come il palmo della mano. Chi li ha provati con coraggio sostiene che assomiglino a gamberetti fritti….

  1. Uova dei cent’anni, Cina

In Cina le uova di anatra o quaglia conservato in argilla, calce, sale e cenere per molte settimane e mesi costituiscono i cosiddetti Uova dei cent’anni. Si riconoscono perché hanno un aspetto preistorico come fossero veri e propri fossili, se vengono aperte il tuorlo è di colore grigio scuro tendente al verde e l’albume è ormai grigio gelatinoso, ha un sapore salato e viene servito freddo, come antipasto o contorno.

  1. Larve di falena, Australia

Nella tradizione aborigena, vengono consumate le larve di falena che crescono solitamente nel deserto australiano. Sono considerati un piatto altamente proteico e sono ormai un piatto sempre più presente in alcuni ristoranti esclusivi cittadini che vogliono trasmettere le tradizioni culinarie aborigene. Questi ristoranti servono anche formiche, ragni e locuste, altri tipici cibi aborigeni. Il sapore delle larve viene considerato a metà tra pollo e gambero e di solito si gradiscono meglio se saporite e cotte al barbecue.

  1. Caffé Black Ivory, Thailandia

In Thailandia, un’altra tradizione culinaria molto bizzarra è il caffè Black Ivory, una bevanda molto apprezzata e rara in Thailandia. Questo strano tipo di caffè è ottenuto dai chicchi ingeriti dagli elefanti e recuperati successivamente dai loro escrementi. Tramite il processo di digestione dei chicchi da parte dei pachidermi, permette alle proteine del caffè di decomporsi rendendo la bevanda finale meno amara della classica. Per un kg di caffè Black Ivory sono necessari 33 kg di chicchi e per tale motivo viene venduto a 50 dollari a tazza, un prezzo veramente stellare e lo si può trovare solo in alcune strutture di lusso. Una parte del ricavato della vendita, viene devoluto in beneficenza per la salvaguardia degli elefanti.

 

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