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Il Futuro è un tema ovviamente incerto, soprattutto se pensiamo agli ultimi 2 anni di pandemia e di collasso mondiale dell’economia e della vivibilità a livello sociale, comunicativo, artistico, sportivo e in generale relazionale.

Al di là dei giudizi sul tipo di politica attuata dai nostri leader negli ultimi due anni, è importante focalizzarsi non tanto su ciò che è accaduto, ma su cosa potremmo fare in attivo per migliorare il nostro futuro.

Il punto fondamentale sul quale ognuno di noi dovrebbe focalizzarsi è senza dubbio migliorare le nostre prospettive di istruzione, lavoro, opportunità di formazione con varie esperienze, vivibilità sul pianeta, gestione corretta delle risorse ambientali, l’accesso alla sanità e alle cure mediche, la possibilità di muovere beni, dati e persone liberamente tra tutti gli stati a livello europeo ed internazionale per motivi di lavoro, commercio, scambio di informazione o viaggi.

Oltre a questi temi più locali o nazionali, ci sono i Grandi Temi che rimangono sempre fondamentali e per i quali una azione concreta è tutt’ora richiesta, quali il migliorare la condizione economica, sociale, lavorativa, di istruzione e di salute di tutti i paesi ancora in via di sviluppo, combattere le Grandi Cause quali la fame nel mondo, lo spreco di risorse, i problemi ambientali, le discriminazioni raziali, religiose, etniche, di sesso, la disparità sociale e così via.

Non a caso, vorremmo oggi analizzare un interessante progetto che l’Italia porterà avanti nei prossimi anni su spinta di un più grande piano dell’Unione Europea al fine di ottimizzare e migliorare la situazione economica e sociale di tutti gli stati membri dell’Unione.

Il PNRR, acronimo di Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, è il documento strategico che il Governo italiano ha predisposto per accedere ai fondi del programma Next generation EU (NGEU).

Il Next Generation EU, meglio noto in Italia con il nome informale di Fondo per la ripresa, è un fondo dal valore di 750 miliardi di euro approvato nel luglio del 2020 dal Consiglio europeo al fine di sostenere gli Stati membri colpiti dalla pandemia di COVID-19.

Non a caso, già prima della Pandemia, l’Italia era in piena crisi economica, sociale e ambientale con notevoli ritardi rispetto agli paesi europei in termini di problemi di produttività, di tessuto produttivo frammentato e una scarsa propensione all’adozione di nuove tecnologie, tanto nel settore privato quanto nella Pubblica Amministrazione.

Per tale motivo, il progetto del Fondo di Finanziamento del Next Generation è di vitale importante per risollevare le sorti dell’Italia, la quale, per avere accesso ai Fondi ha presentato una seria di pacchetti di investimenti e riforme proprio attraverso il Piano di PNRR.

Ancora più interessante per noi, in sede di tema di Green Lifestyle, è la concreta attenzione che finalmente le grandi Istituzioni e a la politica hanno destinato ai Temi di Ecosostenibilità ambientale e alla loro gestione, ponendo l’accento su quanto, la corretta gestione delle risorse ambientali sia una delle chiavi di successo per il nostro futuro.

Vediamo di seguito in dettaglio il Progetto del PNRR: proponiamo un riassunto di come sia strutturato e in cosa consista il PNRR, quali siano i principali interventi previsti e gli ambiti economici, sociali e tecnologici maggiormente interessati dall’attuazione del Piano.

CARATTERISTICHE DEL PNRR

Il PNRR è un piano suddiviso in 6 Missioni principali con la descrizione delle maggiori priorità di investimento per l’arco temporale 2021-2026, con il fine ultimo di rilanciare la struttura economico-sociale del Paese puntando in particolare sulle leve della digitalizzazione, della transizione ecologica e dell’inclusione sociale.

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è stato approvato il 13 luglio 2021 la cui strategia prevede una serie di investimenti e riforme per combattere la crisi pandemica.

Esso fa parte di un sistema di fonti di finanziamento più ampio e il suo sviluppo è previsto per l’arco temporale dal 2021 al 2026.

All’interno del quadro delle fonti di finanziamento rientrano non solo non solo il Next Generation EU (investimenti e riforme UE a favore dell’innovazione ecologica e digitale, della formazione dei lavoratori e dell’equità) ma anche finanziamenti della politica di coesione europea per il periodo 2021-2027, risorse ordinarie statali e risorse aggiuntive dedicate agli interventi complementari al PNRR.

Il Governo Italiano per l’attuazione del Piano si avvale di un sistema di coordinamento su indirizzo del Ministero dell’Economia con annesse strutture di valutazione e controllo e con l’aiuto a livello locale, di task force per aiutare le amministrazioni locali a migliorare le capacità di investimento e la semplificazione delle procedure amministrative.

OBIETTIVI E AMBITI DI APPLICAZIONE

La struttura del PNRR ha come asse centrale l’obiettivo di sviluppare 3 principali diramazioni condivise a livello europeo:

  1. DIGITILIZZAZIONE E INNOVAZIONE
  2. TRANSIZIONE ECOLOGICA
  3. INCLUSIONE SOCIALE

L’obiettivo primario del Piano è combattere gli effetti della pandemia in termini di rallentamento dello sviluppo economico, mentre l’obiettivo secondario è cercare di sanare e risolvere tutti quei problemi strutturali che hanno portato il nostro paese ad una vera e propria recessione in termini economici e di innovazione negli ultimi 20 anni, causata non solo da una debole dinamica in termini di investimenti, da una incapacità amministrativa nel settore pubblico, ma anche da fattori strutturali come  disparità di reddito, di genere, generazionali e territoriali.

Secondo le stime ufficiali grazie all’attuazione del PNRR il Governo prevede entro il 2026 un aumento del PIL di 3,6 punti percentuali e aumento dell’occupazione dei 3,2 punti percentuali.

Il Piano si struttura in quattro aree:

  • Obiettivi generali
  • Riforme e Missioni
  • Attuazione e monitoraggio
  • Valutazione dell’impatto macroeconomico

I Fondi a disposizione per l’Italia e il Piano PNRR per la realizzazione della sezione Riforme e Missioni è di circa 223,91 miliardi di euro.

Le Risorse derivano dai due fondi di Next Generation EU (NGEU) maggiori:

  • Recovery and Resilience Facility (RRF), per 210,91 miliardi
  • REACT-EU, per 13 miliardi.

Nel complesso, il 27 per cento delle risorse è dedicato alla digitalizzazione, il 40 per cento agli investimenti per il contrasto al cambiamento climatico e più del 10 per cento alla coesione sociale.[1]

MISSIONI E RIFORME DEL PIANO

Nella strategia del Governo il Piano prevede lo sviluppo di 16 componenti suddivisi in 6 MISSIONI in ognuna delle quali sono presenti RIFORME per l’attuazione efficace degli interventi previsti.

Vi sono 63 RIFORME TOTALI:

  • Riforme orizzontali (o di contesto), innovazioni strutturali dell’ordinamento volte a migliorare l’equità, l’efficienza, la competitività e il quadro economico del Paese;
  • Riforme abilitanti, funzionali a garantire l’attuazione del Piano e in generale a rimuovere gli ostacoli amministrativi, regolatori e procedurali che condizionano le attività economiche e la qualità dei servizi erogati;
  • Riforme settoriali (contenute nelle singole Missioni), innovazioni normative relative a specifici ambiti di intervento o attività economiche, destinate a introdurre regimi regolatori e procedurali più efficienti nei rispettivi ambiti settoriali;
  • Riforme concorrenti, cioè misure non comprese direttamente nel Piano, ma necessarie alla realizzazione degli obiettivi generali del PNRR (come ad esempio la riforma fiscale o il potenziamento del sistema di ammortizzatori sociali).[2]

LE 6 MISSIONI SI SUDDIVIDONO INVECE NELLE SEGUENTI CATEGORIE[3]:

  1. MISSIONE 1 – Digitalizzazione, competitività, cultura e turismo: promuovere la transizione digitale nella PA, nelle infrastrutture di comunicazione e nel sistema produttivo, migliorare la competitività delle filiere industriali e rilanciare due settori che distinguono l’Italia: il turismo e la cultura.
  2. MISSIONE 2 – Rivoluzione verde e transizione ecologica: incentivare la sostenibilità sociale ed economica, con interventi che coinvolgono aree come l’agricoltura, la gestione dei rifiuti, l’utilizzo di fonti di energia rinnovabili e la biodiversità del territorio.
  3. MISSIONE 3 – Infrastrutture per una mobilità sostenibile: modernizzare e potenziare la rete ferroviaria (soprattutto nel Sud), ottimizzare e digitalizzare il trasporto aereo, garantire l’interoperabilità della piattaforma logistica nazionale per la rete dei porti.
  4. MISSIONE 4 – Istruzione e ricerca: colmare le carenze nel sistema dell’istruzione lungo tutte le fasi del ciclo formativo, dall’asilo nido fino all’università, rafforzando i sistemi di ricerca e offrendo nuovi strumenti per il trasferimento tecnologico.
  5. MISSIONE 5 – Inclusione e coesione: investire nelle infrastrutture sociali, rafforzare le politiche attive del lavoro, sostenere l’alternanza scuola-lavoro e l’imprenditoria femminile, con particolare attenzione alla protezione di individui fragili, famiglie e genitori.
  6. MISSIONE 6 – Salute: rafforzare la prevenzione e l’assistenza tramite l’integrazione tra servizi sanitari e sociali e la digitalizzazione del SSN, potenziare il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) e la Telemedicina, promuovere la formazione del personale sanitario e la ricerca scientifica.

Da questo specchietto si evince sicuramente che in ogni ambito delle varie Missioni la spinta del Piano ha un focus importante sicuramente sull’Innovazione digitale in diversi ambiti dal Turismo alla Cultura, dall’Agricoltura alla Logistica, dall’Istruzione al Lavoro, dalla Sanità alla Pubblica Amministrazione.

Nella visione del Piano difatti, le tecnologie digitali ricoprono un ruolo chiave il cui sviluppo permetterà di raggiungere gli obiettivi di produttività e occupazione stimati, in tutte le 6 MISSIONI suddette.

Tuttavia, in questa sede, visto il tema di Green Lifestyle vogliamo tuttavia focalizzarci sulla Missione 2, la Rivoluzione verde e transizione ecologica in quanto è molto significativo il fatto che all’interno di un Piano economico-sociale di tale rilevanza si sia posto forse per la prima volta, la giusta attenzione ai temi ambientali che spesso vengono tralasciati o solamente citati in maniera sommaria ma in concreto le azioni che vengono poi svolte sono molto minimali.

LA MISSIONE 2- Rivoluzione verde e transizione ecologica

La Missione 2 del PNRR, “Rivoluzione verde e transizione ecologica”, è quella dove il Ministero della Transizione ecologica svolge il maggior numero di attività.

La Missione si prefigge di colmare le lacune strutturali che ostacolano il raggiungimento di un nuovo e migliore equilibrio fra natura, sistemi alimentari, biodiversità e circolarità delle risorse, in linea con gli obiettivi del Piano d’azione per l’economia circolare varato dall’Unione europea.

La Missione è articolata in quattro componenti, ognuna delle quali, a sua volta, contiene una serie di investimenti e riforme (negli elenchi sono presenti esclusivamente le attività della Missione svolte dal Mite).[4]

In Appendice abbiamo riportato nel dettaglio le componenti dettagliate di tute le varie attività, ma in ogni caso, dal testo si evince sempre di più l’importanza che le Istituzioni riservano finalmente al ruolo fondamentale dei temi ambientali.

Interessante è l’enfasi che nella Missione 2 si pone sul tema della Agricoltura del settore Primario

Difatti, il PNRR prevede lo stanziamento di 5,2 miliardi di euro per il comparto agricolo, con un’enfasi specifica sul tema dell’innovazione tecnologica.

Gli ambiti di interesse di questo finanziamento ricoprono la logistica, l’agrisolare e i contratti di filiera – rientra l’ammodernamento delle macchine agricole.

Si definisce quindi con il termine Agricoltura 4.0, il nuovo concetto di agricoltura che prevede un’importante innovazione sui mezzi utilizzati per le attività agricole: sistemi di assistenza alla guida o di guida autonoma, sistemi satellitari installati sui mezzi per il tracciamento delle operazioni svolte in campo, sensori per il monitoraggio della qualità e della quantità dei raccolti, ecc.

Il PNRR mira attraverso questo provvedimento a dare una spinta al processo di aggiornamento delle macchine agricole in uso, per favorire l’innovazione complessiva del comparto con indubbi benefici sulla sostenibilità ambientale.

Ricordiamo che il comparto della meccanica agricola è in effetti ad oggi trainante per il mercato dell’Agricoltura 4.0, perlomeno in Italia: nel nostro Paese, nel 2020, l’Agricoltura 4.0 ha generato un fatturato di circa 540 milioni di euro (dato in crescita rispetto al 2019, nonostante l’impatto dell’emergenza Covid-19).

In coclusione, al di là delle varie tipologie di riforme, speriamo che per una volta il nostro Paese stia investendo le risorse in un progetto serio e il cui valore è inestimabile in termini di possibilità di VITA, poichè investire nell’ecosostenibilità è in realtà l’unica chiave che ci permetterà di sopravvivere bene sul nostro Pianeta.

APPENDICE MISSIONE 2

COMPONENTE 1 (M2C1)

  • Agricoltura sostenibile ed economia circolare
  • Cultura e consapevolezza su temi e sfide ambientali; strategia nazionale per l’economia circolare;
  • programma nazionale per la gestione dei rifiuti; supporto tecnico alle autorità locali;
  • realizzazione nuovi impianti di gestione rifiuti e ammodernamento di impianti esistenti; progetti “faro” di economia circolare;
  • isole verdi.

COMPONENTE 2 (M2C2)

  • Energia rinnovabile, idrogeno, rete e mobilità sostenibile
  • Semplificazione delle procedure di autorizzazione per gli impianti rinnovabili onshore e offshore, nuovo quadro giuridico per sostenere la produzione da fonti rinnovabili e proroga dei tempi e dell’ammissibilità degli attuali regimi di sostegno;
  • nuova normativa per promuovere la produzione e il consumo di gas rinnovabile; semplificazione amministrativa e riduzione degli ostacoli normativi alla diffusione dell’idrogeno;
  • misure volte a promuovere la competitività dell’idrogeno; promozione impianti innovativi (incluso off-shore);
  • sviluppo del biometano secondo criteri per promuovere l’economia circolare;
  • rafforzamento smart grid;
  • interventi su resilienza climatica reti;
  • ricerca e sviluppo sull’idrogeno;
  • installazione di infrastrutture di ricarica elettrica;
  • sviluppo agro-voltaico;
  • promozione rinnovabili per le comunità energetiche e l’auto-consumo;
  • produzione di idrogeno in siti dismessi (Hydrogen Valleys);
  • utilizzo dell’idrogeno in settori difficili da decarbonizzare (hard-to-abate);
  • sviluppo dell’idrogeno.

 COMPONENTE 3 (M2C3)

  • Efficienza energetica e riqualificazione degli edifici
  • Lancio del portale nazionale per l’efficienza energetica degli edifici;
  • rafforzare le attività del piano di informazione e formazione per il settore civile;
  • aggiornare e rafforzare il fondo nazionale per l’efficienza energetica; accelerare la fase di attuazione dei progetti finanziati dal programma prepac; semplificazione delle procedure, in particolare consentendo e riducendo al minimo i controlli formali ex ante;
  • semplificazione delle norme in materia di decisioni condominiali per migliorare l’adozione della misura;
  • gestione dei rifiuti di costruzione secondo i principi dell’economia circolare;
  • rafforzamento dell’ecobonus e del sismabonus per l’efficienza energetica e la sicurezza degli edifici;
  • promozione di un teleriscaldamento efficiente.

 COMPONENTE 4 (M2C4)

  • Tutela del territorio e della risorsa idrica
  • Semplificazione e accelerazione delle procedure per l’attuazione degli interventi contro il dissesto idrogeologico;
  • adozione di programmi nazionali di controllo dell’inquinamento atmosferico;
  • misure per garantire la piena capacità gestionale per i servizi idrici integrati;
  • realizzazione di un sistema avanzato ed integrato di monitoraggio e previsione;
  • misure per la gestione del rischio di alluvione e per la riduzione del rischio idrogeologico;
  • tutela e valorizzazione del verde urbano ed extraurbano;
  • digitalizzazione dei parchi nazionali;
  • rinaturazione dell’area del Po;
  • bonifica del “suolo dei siti orfani”;
  • ripristino e tutela dei fondali e degli habitat marini;

investimenti in fognatura e depurazione

[1] blog.osservatori.net

[2] blog.osservatori.net

[3] blog.osservatori.net

[4] mite.gov.it

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