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Nella vita ci sono poche cose che non si possono comprare, e alcune di queste sono le emozioni e i sentimenti.

Certamente un sentimento potente, che può cambiare il corso della nostra vita è la GRATIDUTINE.

Questa influente emozione ci porta a vivere meglio ed apprezzare l’essenza stessa di ciò che abbiamo e di ciò che siamo.

In un mondo fatto di continua ed asfissiante ricerca del “di più” l’unica arma che abbiamo per essere felici e apprezzare la nostra vita è ESSERE GRATI.

Questo sentimento ci rende LIBERI dall’essere assoggettati a bisogni continui di volere sempre più cose, sempre più soldi, potere, affermazione, riconoscimento, e sempre più degli altri.

Solo attraverso la GRATITUDINE si può gioire del presente, viverlo a pieno ed evitare di desiderare sempre qualcos’altro anelando al futuro troppo incerto e non godendosi a pieno la vita nell’attimo presente.

La gratitudine, come tutte le emozioni può essere gestita o allenata, come un vero e proprio esercizio fisico in modo da insegnare a noi stessi ad autodisciplinarsi nell’essere grati alla vita ogni giorno, in modo da stabilizzare i nostri pensieri su energie positive attirando sempre di più altri pensieri carichi di positività e scacciando via le frequenze negative che attirano depressione, ansia, stress e ci impediscono di essere felici.

Un ottimo modo per esercitare questo sentimento è la cosiddetta CAMMINATA della Gratitudine ideata da Tony Robbins, il padre della PNL internazionale, saggista e life coach motivazionale, che ha pensato a questa attività come un allenamento giornaliero aiuti la propria mente a sviluppare la gratitudine.

Questo tipo di allenamento così particolare, permette soprattutto ad inizio giornata fin dalle prime ore del giorno, di ottimizzare il proprio risveglio e di assumere maggiore consapevolezza della nostra energia positiva canalizzando le giuste emozioni portatrici di benessere nella nostra AURA energetica e mentale.

DEFINIZIONE e CARATTERISTICHE

La camminata della gratitudine è un allenamento mentale che permette di prendere consapevolezza di se stessi in un’ottica positiva e motivante al fine di migliorare il nostro livello di pensieri, di canalizzare le energie positive e sintonizzarsi su pensieri ricchi di positività che migliorano il proprio umore e ci rendono felici, rilassati e spensierati.

Questo tipo di attività aiuta a manifestare una mentalità positiva, carica di entusiasmo per la vita e per i propri obiettivi e progetti personali.

La teoria alla base ella camminata della gratitudine è la Legge di Attrazione, la quale sancisce che il pensiero sia una frequenza che in caso di positività attira altri pensieri (frequenze) della stessa natura, ossia positivi, permettendo di generare un canale di positività continuo che porta esperienze positive, giovando al proprio benessere e portando soddisfazione e felicità.

Il pensiero governa le nostre azioni e se vogliamo nella nostra vita positività dobbiamo attirarla e pensare in maniera positiva, al contrario, se ci focalizziamo sulla negatività otterremo solo pensieri negativi ed esperienze di questo tipo.

La Gratitude Walk, nome originale della Camminata della Gratitudine è fonte di notevoli benefici per il proprio benessere psico-fisico poiché permette di liberarsi dai pensieri tossici, smaltire lo stress e i pensieri negativi e di migliorare l’umore donando un senso di felicità e appagamento non indifferente.

Il principio alla base di questo allenamento si fonda nella Scienza della Psicologia positiva, la quale sancisce che per portare avanti il proprio cammino di luce dobbiamo liberarci dalle sensazioni, energie e pensieri negativi per focalizzarci invece sugli aspetti positivi che la vita ci offre per vivere al meglio i momenti e le esperienze che la vita ci porta, attirando verso di noi solo il meglio e il positivo.

BENEFICI

Svariati sono i benefici che la camminata della Gratitudine apporta sia a livello fisico che psichico:

  • Miglioramento della qualità del sonno
  • Miglioramento della circolazione sanguigna
  • Miglioramento dell’umore

COME SI FA

Per eseguire la Gratitude Walk non esiste un metodo più giusto o sbagliato come afferma lo stesso Tony Robbins.

Conta solamente lo stato d’animo con il quale portiamo avanti la camminata, il modo con cui la affrontiamo ed esprimiamo la nostra gratitudine verso noi stessi, la vita e verso gli altri.

Il segreto consiste nel concentrarsi sull’essere grato e presente in quel momento con tutta la nostra essenza esprimendo la propria gratitudine a pieno, indipendentemente se in silenzio a voce alta, da soli o in compagnia.

Un ottimo modo per sentirsi grati a pieno è guardarsi intorno, focalizzarsi sugli elementi della natura che ci circondano, apprezzandone la bellezza e il loro ruolo nel mondo.

Se è vero che focalizzarsi sul positivo è importante, lo è ancora di più ripensare alle proprie esperienze negative in senso POSITIVO, individuarle come tasselli della propria vita che seppur all’apparenza negativi ci hanno insegnato qualcosa e ci hanno portato e crescere, migliorarci e capire chi siamo davvero; perché se è vero che le nostre azioni positive ci rendono felici, è vero anche, che dalle esperienze negative impariamo ad apprezzare veramente il positivo, perché ci rendiamo conto di quanto sia raro essere felici e in pace con se stessi.

Solamente attraverso l’accettazione dei propri lati bui e delle proprie esperienze negative potremo trovare la luce e vederne il lato positivo anche su qualcosa che alla apparenza lati buoni non ne ha.

Queste linee guida sono semplici ma preziosi consigli che se applicati ogni giorno potranno certamente giovare al vostro umore e insegnarvi ad apprezzare il presente vivendolo con felicità.

Questa disciplina di cui tanto si parla recentemente, è davvero profonda, perché permette di auto regolamentare il proprio equilibrio psico-fisico in maniera autonoma e consapevole.

L’approccio mindfulness è “E’ un atto che parte dall’attenzione e dal modo in cui la usiamo ed è talmente semplice che questa stessa semplicità ne rappresenta la vera difficoltà. Noi facciamo molta fatica ad essere semplici. Da un lato, una capacità progressiva di maggiore presenza al qui e ora ci apre a esperienze inaspettate, alla ricchezza del momento presente, alla pienezza del vivere. Dall’altro, la pienezza dell’esperienza comprende necessariamente anche il suo lato “negativo”: il disagio, la sofferenza, il dolore. E qui si gioca uno degli aspetti più interessanti di questo approccio che ci chiede e ci insegna a non respingere e a non negare questa dimensione ma a farne motivo di crescita e persino di creatività. Questo è l’aspetto cui si riferisce la parola “accettazione/accoglienza”

Questo approccio accetta e non denigra il dolore e rende la disciplina per questo molto interessante e controcorrente in quanto accetta ed elabora l’aspetto negativo della vita senza respingerlo entrando in relazione più diretta col il disagio e la sofferenza, imparando a rivolgere piena attenzione al disagio, a tutto ciò che ci disturba, al dare spazio a ciò che non vorremmo, alla sofferenza e al dolore. “In questo senso è un lavoro “contro natura”, un andare “controcorrente”, perchè la tendenza automatica, istintiva che abbiamo è fare esattamente l’opposto. Ma se lo sperimentiamo, allora possiamo scoprire che in questa “mossa” apparentemente incomprensibile troviamo una possibilità sorprendente di fare spazio, di lasciar essere e quindi di essere meno condizionati, meno oppressi anche dalle condizioni che ci portano disagio. E, paradossalmente, facendo questo ci mettiamo nelle migliori condizioni possibili per trovare, quando ci sono, le vie e i modi più efficaci per gestire o risolvere le cause di sofferenza. A volte anche attingendo a intuizioni creative”.

Credit to: https://mindfulnessitalia.

Da molti anni questa disciplina è protagonista indiscussa di molti ambiti della psicologia, psicoterapia e filosofia.

Definiamola: “una parola inglese che vuol dire consapevolezza ma in un senso particolare. Non è facile descriverlo a parole perché si riferisce prima di tutto a un’esperienza diretta. Tra le possibili descrizioni è diventata “classica” quella di Jon Kabat-Zinn, uno dei pionieri di questo approccio. “Mindfulness significa prestare attenzione, ma in un modo particolare: a) con intenzione, b) al momento presente, c) in modo non giudicante”. Si può descriverla anche come di un modo per coltivare una più piena presenza all’esperienza del momento, al qui e ora”.

Spesso viene associata alla meditazione proprio perché si basa sulla meditazione consapevole (principale tradizione ereditata dal Buddhismo classico) e può essere definita “un livello introduttivo, iniziale di pratica di meditazione che sia adeguato e adatto a contesti quotidiani, all’esperienza di vita normale che sperimentiamo tutti i giorni. In sintesi un approccio che possa aiutarci a metterci in una diversa relazione col disagio, che prima o dopo, in un modo o nell’altro, tutti sperimentiamo”.

Non corrisponde tuttavia ad una tecnica di rilassamento, spesso scambiata per questo tipo di pratica in realtà non lo è poiché non è né un trance né un modo per “svuotare la mente e raggiungere il vuoto”. Non consente inoltre di essere un facile metodo di facile raggiungimento del benessere psico fisico né tantomeno una sorta di “spa emozionale”.

Erroneamente viene associata ad una sorta di “buonismo psicologico che ci permette di accettare tutto, accogliere acriticamente quello che ci accade, ad essere passivi nel nome dell’accettazione”.

 

Credit to: https://mindfulnessitalia.it

 

 

 

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