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Febbraio è un bellissimo mese invernale breve ma ricco di opportunità.

Le attività da svolgere sono sempre tante, ma certamente per chi ama l’aria aperta, quelle in mezzo alla natura innevata sono sempre le più affascinanti.

Che sia in coppia, da soli o con amici, viaggiare, sperimentare nuove attività sportive, culturali e artistiche sarà comunque molto interessante.

Di seguito riportiamo alcuni spunti divertenti da poter provare per questo febbraio 2023.

VIAGGI NELLE CAPITALI EUROPEE

Al primo posto citiamo i viaggi romantici nelle capitali europee che di inverno diventano ancora più affascinanti perché spesso innevate, che ricordano un clima natalizio di luci colori e magia.

Tra tutte suggeriamo Vienna, sempre romantica ed elegante, Porto, molto pittoresco, Budapest, Praga e Venezia (chicca tutta italiana molto apprezzata anche all’estero).

TERME

Altra opzione molto interessante e anche indicata per il proprio benessere è concedersi una giornata o meglio un we alle terme, ad una spa, magari con massaggi e trattamenti annessi.

Tale attività è una esperienza rigenerante sia per la mente, sia per il corpo e permette di riconnettersi con se stessi e svuotare la mente.

ARTE E CULTURA

Con l’inverno si può approfittare di tutti quegli eventi teatrali, mostre, spettacoli e concerti che solitamente in estate risultano a volte troppo claustrofobici. Sfruttare il freddo per eventi culturali, artistici, gastronomici e simil è un ottimo modo di passare del tempo di qualità a febbraio.

LA NEVE & GLI SPORT ALL’ARIA APERTA:

Ultimo ma non meno importante, la relazione con la NEVE: sicuramente tutti gli sport all’aria aperta che siano in mezzo ad una natura innevata sono meravigliosi e perché non approfittare di questo mese freddo per provarli?

Viaggiare è come una droga: quando inizi non puoi smettere.

Ogni viaggiatore sa cosa comporti viaggiare: l’adrenalina della partenza, il piacere della scoperta di nuovi posti, la magia dei profumi, dei sapori e della cultura di altri posti, le bellezze naturali e culturali e le nuove conoscenze, i nuovi amori ed amicizie.

Le esperienze migliori della vita spesso sono riconducibili ad un viaggio la cui memoria la si porterà sempre nel cuore.

In autunno, come nelle altre stagioni, viaggiare è una bellissima esperienza che se incline a seguire l’andamento della stagione può diventare una attività ancora più interessante, in quanto è il momento dell’anno più malinconico, ricco di giornate brevi ma piene di colori intensi e caldi che ricordano l’infanzia, gli istinti più passionali e che riportano la mente alle memorie del passato.

L’autunno non solo è la stagione perfetta per muoversi e scoprire le attività locali quali sagre, feste di paese e fiere, ma è anche l’occasione d’oro per scoprire i borghi, le città d’arte, immergersi in musei, cultura, arte e spettacoli, il tutto coronato da colori caldi ed intensi che incorniciano le cittadine e i borghi in maniera davvero suggestiva.

Le città in autunno cambiano colori e si mostrano sotto nuove luci e sfumature, con una atmosfera romantica e vibrante allo stesso tempo nostalgica, che colpisce la parte più introversa e intima della nostra aurea energetica.

Per chi amasse la natura, l’autunno è certamente la stagione del colore, dove ammirare il foliage e i paesaggi naturalistici è una occasione davvero pazzesca per gli appassionati di fotografia e paesaggi.

Di seguito riportiamo le mete più indicate e suggestive per l’autunno sia oltreoceano, sia in Europa, sia in Italia.

 

LE METE EUROPEE ED OLTREOCEANO DELL’AUTUNNO

Le mete oltreoceano ed europee più interessanti in autunno sono molteplici:

  • Vermont-Stati Uniti. Periodo migliore per andare: ottobre-novembre

È davvero la location n° 1 dove passare l’inverno con i suoi boschi colorati, le feste di paese e la magia dell’autunno nei parchi naturali nei quali migliaia di appassionati di foliage, accorrono ogni anno in questa parte del pianeta per ammirarne tutta la bellezza. Come location, non solo è davvero suggestiva ma è adatta alle famiglie e ai viaggi on the road.

  • Francoforte-Germania

Questa meta europea è certamente molto interessante non solo dal punto di vista paesaggistico ma soprattutto culturale in quanto ogni anno viene celebrata una tra le fiere culturali più importanti a livello europeo: la Fiera del Libro seguito dagli amanti del libro e da svariate case editrici.

  • Amsterdam-Paesi Bassi

Se siete amanti dei posti freddi, piovosi e malconici nessuna città potrà essere più adatta di Amsterdam in autunno, nella quale mettendo da parte le attrazioni di droghe e sesso tipiche di sempre, si potrà apprezzare in questa stagione il suo lato più romantico e nostalgico. Ottobre è certamente un periodo indicato per tale mood, ma se amate il freddo olandese, a novembre vi accompagnerà alla scoperta della capitale introducendovi alla magia del natale con i famosi mercatini natalizi sui canali.

  • Nuova Scozia-Canada

Con i suoi tratti costieri suggestivi e particolari, questa regione del Canada è certamente ricca al pari del Vermont di paesaggi stupendi, natura incontaminata, colori incredibili. La differenza con il cugino statunitense sopra citato è che oltre ai parchi con boschi mozzafiato, qui in Canada si potrà beneficiare anche dell’Oceano atlantico con le sue spettacolari migrazioni di balene che, a fine settembre, raggiungono il picco massimo di presenza lungo le coste.

Per tale motivo, se si volesse sperimentare l’esperienza incredibile del whale watching settembre risulterà il mese migliore, mentre per ammainare il foliage resta ottobre il periodo più indicato.

  • Berlino-Germania

Berlino è una altra meta europea da non perdere assolutamente in autunno, soprattutto per via del festival of lights (il festival delle luci) durante il quale ogni anno si può assistere allo spettacolo di città completamente illuminate da miriadi di luci colorate.

In aggiunta a questo interessante evento di ottobre, a novembre invece la città è ricca di interessanti mercatini di Natale davvero caratteristici ed interessanti.

  • Caledonia-Scozia

Quale posto migliore delle Higlands Scozzesi per trovare un luogo selvaggio, misterioso, tenebroso e suggestivo? Questo luogo molto suggestivo è ancora più surreale e affascinante in autunno per via delle sue terre brulle, prive di vita, che in molti considerano uno degli angoli più affascinanti dell’Europa. Vi sono molti modi interessanti per visitare questo luogo, sia in macchina sia a piedi, ma certamente visitarle in treno è forse la modalità più suggestiva. Da non perdere è il treno da Londra al territorio delle Highlands, molto romantico e consigliato anche per i viaggi di nozze alternativi. Come periodo certamente ottobre risulta essere il periodo migliore.

  • New York-USA

Cosa c’è di più bello di Central Park carico di colori e paesaggi autunnali? Novembre è sicuramente il mese nel quale, tra eventi culturali e feste locali quali Halloween, giorno del Ringraziamento, il Black Friday e la maratona, visitare la Grande Mela risulterebbe più interessante che in altri periodi,

Nonostante i prezzi siano più alti e ci sia più gente che in altri periodi dell’anno, lo sforzo economico vale tutto lo spettacolo che si potrà ammirare.

  • Zermatt-Svizzera

Visitare un posto come la Svizzera nel mese di novembre/ dicembre significa certamente poter cogliere delle vere bellezze quali ad esempio, la prima neve per i classici viaggi autunnali che sanno già di inverno.

Si consiglia di aproffittare del ponte dell’8 dicembre per visitare una tra le perle delle Alpi Svizzere. Sia in estate sia in inverno troverete numerosi eventi, fiere, festività ed eventi molto belli, nonché le prime orde di sciatori-turisti amanti della neve e dello sci.

  • Normandia-Francia

Anche nel suolo francese la magia dell’autunno viene riproposta a pieno nelle terre selvagge, desolate e brulle della Normandia con le sue atmosfere uniche e location al limite tra il magico e il surreale.

La perla della Normandia è certamente Mont-Saint-Michelle che risulta a tutti gli effetti un posto avvero esoterico e unico nel suo genere. Il periodo perfetto sarebbe fine settembre in quanto dopo potreste trovare clima rigido e troppo piovoso.

  • Camargue-Francia

Altra perla francese è la città di Camargue, nella quale sono famose le gradazioni di rosso dell’isola Maguelone i cui alberi incandescenti si specchiano nell’acqua piatta delle lagune. Uno spettacolo assicurato da non perdere.

  • Balcani

La vera attrattive di questa pare dell’Europa dell’est sono gli innumerevoli villaggi di campagna nei quali la natura è incontaminata e i colori d’autunno rendono i paesaggi ancora più belli. Se si ama la storia e l’atmosfera dell’Europa dell’est non si può non visitare queste località.

  • Plitvice-Craozia

La città di Plitvice offre uno spettacolo davvero bello nel suo Parco Nazionale ricco di boschi e cascate (più di 100) che assumono colorazioni dorate e che insieme ai numerosi laghi navigabili in barca attraverso canali comunicanti, risultano una attrattiva molto particolare. Tra i posti da non perdere che valgono la pena di essere visitati raccomandiamo il borgo di Buje in Croazia, a confine con la Slovenia, ricco di vigneti ed uliveti interrotti dal mare turchese. È possibile inoltre fare un tour alla scoperta dei migliori vini dell’Istria e di molti paesini dal ritmo lento.

  • Montenegro

Da non perdere in questa località è sicuramente il lago Skadar, uno dei laghi più grandi dei Balcani. Confinante sia in Montenegro, sia in Albania, la sezione appartenente al Montenegro fa parte di un Parco Nazionale Protetto, nel quale è possibile viaggiare alla scoperta di monti, monasteri medievali e piccole città.

  • Bled-Slovenia

La vera chicca che qui proponiamo è il Lago di Bled in Slovenia, che in autunno diventa ancora più suggestivo: i colori del foliage rendono questo luogo meraviglioso, senza contare il fatto che non vi è la solita folla di turisti presente nel periodo estivo. In questa zona è possbile visitare castelli spettacolari, chiese medievali sullo sfondo delle Alpi Giulie. In questa zona ci sono molte attività da fare come l’escursionismo, il kayak e il canyoning.

  • Budapest, Praga e Parigi

Tra le altre mete europee certamente non potevano mancare Budapest, Praga e Parigi.

Città perfetta da visitare in autunno, Budapest offre una miriade di attrattive tra le quali le sponde del Danubio con i suoi canali navigabili, gli scorci poetici del centro storico di Buda e di Pest, e le terme cittadine.

Praga è una città fiabesca che accentua questa sua connotazione in autunno ancora di più, mentre Parigi è sempre Parigi, nella quale dedicarsi alla visita dei quartieri alternativi e di Village Saint-Paul, il quartiere che sembra fermo all’epoca medioevale nel cuore della città.

  • Mete africane: Marocco e Canarie

Con il loro clima caldo e secco, le mete africane quali Marocco e Canarie ben si prestano per essere visitate nel mese autunnale per chi amasse la stagione calda e l’estate sempre presente in ogni viaggio.  Le Canarie sono invece il posto dell’eterna primavera e ben si collocano per chi amasse il clima primaverile tendente al caldo e non amasse la stagione autunnale.

  • Florida, California e Costa Rica

Per chi amasse l’estate ad ogni costo certamente visitare in autunno Florida e California è una buona occasione e per chi amasse la giungla deve visitare in ’America Latina la Costa Rica quale meta perfetta in questo periodo che coincide con la stagione secca. Da evitare il resto del Centro e Sud America in quanto in piena stagione delle piogge.

 LE METE IN ITALIA PIU’ INDICATE PER L’AUTUNNO

In Italia certamente la stagione autunnale si presta notevolmente alla scoperta dei Borghi medioevali e rinascimentali quali destinazione perfette per assaporare le temperature più fresche, la tranquillità dei luoghi di provincia o dei piccoli paesini, la visita dei tradizionali ristorantini di provincia della campagna e dintorni, più semplici e genuini.

Tra le destinazioni più interessanti italiane consigliamo la Val d’Orcia con i suoi paesini, le Cinque Terre, il Piemonte e l’Abruzzo.

Per i Borghi, riportiamo la lista dei Borghi più belli d’Italia che possa essere da spunto per scegliere eventuali mete in giornata fuori porta o per più giorni.

  • SIENA
  • ROMA
  • SPELLO
  • URBINO
  • VAL D’ORCIA
  • BOLOGNA
  • VENEZIA
  • VERONA
  • MILANO
  • VAL PUSTERIA
  • TRENTINO ALTO ADIGE
  • VAL DI FASSA.

 

 

 

 

 

La stagione autunnale è ricca di colori quanto di attività da svolgere sia al chiuso, sia all’aperto.

Difatti, l’autunno offre diversi spunti sia per chi prediliga maggiormente le attività intellettuali, artistiche o introspettive, sia ancora le attività all’aperto che possano sfruttare le giornate di sole e cielo terso.

Di seguito riportiamo delle proposte per le attività più interessanti da svolgere nella stagione del foliage multicolore, da praticare da soli, in compagnia di amici, in coppia o in famiglia.

ATTIVITA’ AL CHIUSO

Per quanto riguarda le attività al chiuso certamente la stagione autunnale è un periodo perfetto per dedicarsi a hobby lasciati in sospeso che magari non si conciliano bene con la stagione estiva, quali ad esempio:

  • Leggere un buon libro: sviluppa la fantasia, è perfetto per arricchire la propria conoscenza e cultura, permette di spaziare tra tantissimi argomenti e non annoiarsi mai, è rilassante e si concilia bene con tisane, infusi e in generale bevande da sorseggiare con lentezza.  E’ un ottimo toccasana per prendersi un momento solo per sè, riflettere, pensare e assecondare sogni, progetti o idee.
  • Arte: in autunno quale miglior modo di passare il tempo se non andare ad una esposizione in galleria per acquistare dei pezzi d’autore o vedere le ultime novità artistiche del momento, visitare un museo, una mostra d’arte o semplicemente passeggiare per una città d’arte visitando anche chiese, abazie, castelli, residenze e in generale attrazioni culturali.
  • Teatro: anche per il teatro, quale miglior periodo dell’autunno per dedicarsi alla partecipazione di rappresentazioni culturali se non quello autunnale. Con l’arrivo dell’autunno riapre la stagione degli spettacoli e si ha moltissima scelta.
  • Musica & Concerti: per chi ama la musica, sicuramente l’autunno può essere l’occasione giusta per gustarsi musica da sala, musica dal vivo in locali, concerti di musica classica o moderna e in generale musica anche a casa ascoltata in compagnia o da soli.
  • Cinema: con l’arrivo del fresco riaprono i cinema e si scatenano le programmazioni da settembre a natale dei film di maggior successo o più promettenti e premiati. Interessante è anche andare a vedere dei film di nicchia o di settore più particolari.
  • Balletto & Opera: per chi ama la danza, l’opera e le poltrone in velluto rosso, la stagione autunnale offre ottime opportunità di frequentare i bellissimi palcoscenici dei Teatri dell’Opera davvero maestosi e scenografici, con una rassegna di numerosi spettacoli più classici o le novità del momento.
  • Eventi culturali: in autunno spesso riparte la stagione dei cocktail party con numerosi eventi culturali tra letture, fiere, spettacoli, cene o apertivi a tema culturale vario, tour gastronomici alla scoperta dei piatti e prodotti locali, tutte ottime occasioni per scoprire cose nuove o frequentare persone e posti nuovi.
  • Feste, cene ed eventi a casa con amici e parenti: sicuramente non mancano in autunno le occasioni per fare cene o eventi a casa, in modo da valorizzare la propria casa e godersi del tempo in compagnia dei propri cari godendo dei comfort del proprio nucleo casalingo.
  • Sport al chiuso & Hobby: sicuramente questo periodo si concilia bene con tutti quegli sport al chiuso che non necessitano di spazi aperti e degli hobby che sono magari più riflessivi e meno di azione fuori casa, come gli scacchi, il biliardo, i giochi da tavola, il disegno, il canto, suonare uno strumento, seguire dei gruppi di interesse sui social, o la moda, la fotografia, un corso di cucina, di ricamo, un corso di teatro ecc.ecc.

ATTIVITA’ ALL’APERTO

Sebbene le temperature vadano ad abbassarsi e i primi accenni di freddo già si facciano sentire, ci sono comunque delle attività all’aria aperta che è ancora possibile svolgere in autunno godendosi la natura e il piacere della buona compagnia.

  • Passeggiata nel verde: sicuramente lo spettacolo mozzafiato delle foglie e dei colori autunnali non è un evento da perdere per nessun motivo. Si possono organizzare piacevoli passeggiate nel bosco, sia a piedi sia in biciletta, ammirare le bellezze dei colori autunnali, prendersi una pausa dallo stress della routine di tutti i giorni. Si possono scegliere sia i parchi vicino casa, sia dei percorsi interessanti di trekking in luoghi fuori città dove fare belle passeggiate in natura con amici in relax.
  • Raccogliere i frutti di stagione: se vi è una attività tipica della stagione autunnale è certamente la raccolta dei frutti di stagione quali funghi, tartufi, castagne, nocciole, olive, grappoli d’uva, da poter condividere come attività in famiglia o con gli amici divertente e unificante.
  • Picnic: altra attività molto interessante potrebbe essere quella di organizzare un picnic con i prodotti autunnali tipici, sia dolci sia salati, apprezzando i momenti di intimità con famiglia, partner e amici.
  • Fotografia: senza dubbio per gli amanti della fotografia il foliage autunnale è un evento da non perdere, che permette di giocare con i colori, la luce, i panorami sempre ricchi e diversi e di occupare il tempo libero facendo un hobby che si ama con passione e godendosi le meraviglie naturali allo stesso tempo.
  • Campeggio nel bosco: come alternativa alla passeggiata in giornata, per chi ama trekking e vita on the road certamente, organizzare un campeggio nel bosco con amici e famiglia nel we potrebbe essere una ottima occasione per fuggire dal caos della città, ritagliarsi del tempo per sé, disintossicarsi dai social e smartphone e godersi del sano tempo di qualità.
  • Tuffo in piscina: per chi avesse la piscina a casa o possa andare in un centro sportivo un ultimo tuffo in piscina potrebbe essere una ottima occasione per godersi ancora l’acqua.
  • Sub al mare: stranamente in autunno il mare si riscalda, lasciando fuoriuscire tutto il calore accumulato durante l’estate. Per questo le immersioni di subacquea diventano piacevoli e poco stressanti in quanto la calca estiva è andata scemando e gli spot per le immersioni rimangono più agevoli e meno affollati.
  • Kayak & Canoa: come sport outdoor la stagione autunnale si presta benissimo a queste due discipline che sono certamente molto accattivanti e divertenti da condividere con amici e famiglia e permettono di godere anche dei paesaggi naturali scoprendo corsi d’acqua, fiumi e ruscelli circondati da colori sgargianti.
  • Arrampicata: per chi ama gli sport adrenalinici, certamente una esperienza in falesia o su parete bene si presta alla stagione autunnale in quanto non vi sono le temperature tropicali estive né quelle rigide invernali. Inoltre, si tratta di un ottimo allenamento funzionale che può aiutare a scoprire e innalzare il proprio livello di fitness.

Qualsiasi sia l’attività che si voglia svolgere, al chiuso o all’aperto, questa stagione offre tantissimi spunti che è importante non accantonare in quanto ogni esperienza arricchisce, nutre la mente o lo spirito e ci fa stare bene.

 

Con il cambio stagione arrivano tanti cambiamenti anche in ambito salute.

Le temperature cambiano, il freddo aumenta, le giornate si accorciano, ci sono più sbalzi di temperatura e ci si ammala più facilmente.

I classici primi raffreddori, tosse, influenze leggere, mal di gola, sono solo alcuni dei tipici segni dei malanni stagionali che come ospiti indesiderati si ripresentano ogni anno puntualmente.

Con i primi freddi si parla sempre di malanni come “l’influenza”, anche se più correttamente dovrebbe chiamarsi disturbo simil influenzale, in quanto l’influenza vera e propria come patologia virale raggiunge il suo picco alla fine dell’inverno.

Tali disturbi possono dimostrarsi molto fastidiosi e debilitanti per la vita lavorativa, scolastica e in generale per tutte le attività quotidiane.

Vediamo in dettaglio le tipologie di disturbi e come attuare una efficace prevenzione naturale.

I MALANNI STAGIONALI

  • raffreddore
  • mal di gola
  • tosse
  • febbre
  • spossatezza

Questo elenco è forse il più comune dei disturbi simil influenzali tipico delle mezze stagioni, in particolare del periodo autunnale.

Il motivo per il quale sopraggiungono questi primi malanni dipende dall’equilibrio delle difese immunitarie del nostro organismo.

LE DIFESE IMMUNITARIE [1]

Le vie respiratorie dispongono di un sistema efficace in grado di intrappolare microbi, polvere, smog, polline e in generale qualsiasi sostanza estranea all’organismo e potenzialmente dannosa.

Il muco, che spesso annoveriamo tra i fastidi tipici della stagione fredda, è in realtà una delle armi migliori a disposizione del nostro corpo per difendersi da questi intrusi. Viene prodotto da particolari cellule mucipare, che rivestono naso, trachea e bronchi: lo strato sottile e appiccicoso di muco che ricopre naturalmente le vie respiratorie serve proprio a intrappolare le sostanze estranee che attraverso il naso o la bocca entrano continuamente nel nostro corpo.

Oltre alle cellule mucipare, particolari cellule provviste di una sorta di ciglia, dette cellule ciliate, oscillano per “spazzare via” le particelle catturate dal muco e sospingerle verso l’esterno. Questo sistema di pulizia semplice ma efficace consente di proteggere i polmoni.

IL FREDDO FA MALE ALLA SALUTE?[2]

Il freddo di per sé non fa male alla salute: sono piuttosto gli sbalzi di temperatura e il riscaldamento artificiale a minacciare le nostre difese.

L’aria secca degli ambienti riscaldati inaridisce le mucose, compromettendo la loro capacità di produrre muco, e asciuga lo strato di muco che riveste normalmente le nostre vie respiratorie.

Il passaggio da ambienti riscaldati al freddo esterno inoltre (il tipico colpo di freddo) può far diminuire ulteriormente l’efficienza delle mucose.

Agenti patogeni come batteri e virus, cui normalmente verrebbe impedito l’accesso, riescono così a penetrare in profondità nelle vie respiratorie e possono causare danni anche gravi.

ALLORA PERCHÉ QUANDO FA FREDDO CI SI AMMALA DI PIÙ?

Di tutte le malattie stagionali, solo il 10% è di origine batterica, il resto è virale e i virus sopravvivono con maggior facilità al freddo.

Ma il diffondersi dei malanni di stagione è anche facilitato dalla maggior permanenza delle persone in luoghi chiusi, che nella stagione fredda sono più affollati e meno areati del solito.

Anche il riscaldamento fa la sua parte, come abbiamo visto, rendendo l’aria più secca e le difese meno efficienti.

Ecco quindi che l’autunno e l’inverno sono le stagioni in cui è più facile che si diffonda questo tipo di patologie.

COME SI DIFFONDONO I VIRUS?[3]

Il contagio avviene sia per via diretta che indiretta.

Il virus si diffonde per via diretta attraverso la saliva, attraverso le microscopiche goccioline che emettiamo quando parliamo, tossiamo o starnutiamo.

Ma i virus sono in grado di sopravvivere per qualche ora anche fuori dall’organismo: ciò permette la trasmissione indiretta, attraverso il contatto con le mani o superfici infette.

COME DIFENDERSI?[4]

Il nostro organismo è già dotato di difese importanti, ma a volte hanno bisogno di una mano.

  • Un primo accorgimento che possiamo prendere sempre è quello di proteggere le alte vie respiratorie coprendo bocca e naso con una sciarpa: in questo modo manterremo la giusta umidità;
  • Bisogna ricordarsi inoltre di inspirare con il naso ed espirare con la bocca, per sfruttare anche la funzione di filtro del naso stesso;
  • Un accorgimento semplice ed efficace è quello di lavarsi frequentemente le mani ed evitare di toccare naso, occhi e bocca dopo la permanenza in luoghi affollati e frequentati da altre persone (ad esempio i mezzi pubblici);
  • Per lo stesso motivo, è importante areare di frequente i luoghi affollati;
  • Ricordiamoci di mettere sempre la mano davanti alla bocca quando starnutiamo: un altro consiglio “della nonna” che non è solo buona educazione, ma vera prevenzione, perché la mano farà da barriera verso gli altri impedendo alle goccioline di saliva di raggiungerli;
  • E le Vitamine? Mentre la vitamina D ha un effetto positivo sul sistema immunitario, il ruolo della vitamina C è stato un po’ ridimensionato: fermo il suo ruolo di antiossidante, non sembra infatti avere la capacità di prevenire i malanni stagionali, anche se aiuta a ridurre la durata dei sintomi.

COSA FARE QUANDO L’INFEZIONE È IN ATTO?[5]

Normalmente le infezioni stagionali si risolvono in una decina di giorni. In caso contrario, come anche nel caso in cui siano presenti sintomi molto accentuati, è bene consultare il medico.

In generale, non bisogna assumere antibiotici ai primi sintomi: oltre che inutili nei casi di infezione virale, sono anche dannosi per i batteri “buoni” presenti nel nostro intestino, e che aiutano il sistema immunitario.

Per quanto riguarda invece la tosse, è meglio non assumere sedativi indicati per quella secca se c’è produzione bronchiale, perché impediscono di espellere il catarro.

Ricorda che sono disponibili anche rimedi non farmacologici per il benessere delle vie respiratorie, come lavaggi nasali, aerosol, suffumigi, umidificatori per ambienti e – da non sottovalutare – l’abitudine a osservare cicli di sonno regolari.

LA PREVENZIONE: prevenire è meglio che curare [6]

La migliore arma per prevenire i malanni autunnali è certamente la prevenzione, ancora meglio se fatta in modo naturale.

Di seguito riportiamo alcune misure preventive molto inutili per combattere in modo naturale tosse, raffreddore e gli altri malanni simil influenzali:

  1. Mangiare sano: non saltare mai la prima colazione, fare tre pasti completi che prevedano sempre frutta e verdura, evitare bibite e cibi con troppo zucchero e fare sempre gli spuntini per evitare di arrivare affamati al pasto. Possono sembrare delle banalità ma aiuteranno il nostro sistema immunitario a lavorare al meglio.
  2. Riposare: dormire a sufficienza, ovvero almeno 7 ore per notte, è fondamentale. Una carenza di sonno, infatti, può portare ad un abbassamento delle difese immunitarie. Molto importante è anche trovare del tempo per rilassarsi, in quanto il relax oltre a ricaricare le energie fisiche e psicologiche, tiene a bada lo stress aiutando così le difese immunitarie.
  3. Attività fisica: l’esercizio riattiva la circolazione del sangue e potenzia la funzione immunitaria.
  4. Igiene: i malanni di stagione sono spessi causati da virus che possiamo contrarre in ogni attività quotidiana, proprio per questo la prima regola anti contagio è lavarsi bene le mani. Non solo prima di mangiare, ma anche prima di toccarsi naso, bocca e occhi e ogni volta che rientriamo a casa.
  5. Protezione: per una protezione ottimale è bene usare una strategia in&out. Coprirsi bene indossando cappello e sciarpa già all’arrivo dei primi freddi può aiutare ad evitare il contagio da parte dei virus. Molto utili in fase di prevenzione sono anche gli integratori alimentari a base di Vitamina C, Echinacea, Uncaria e Papaya Fermentata per un’azione dall’interno che vada a stimolare le nostre difese immunitarie.

DIFESE IMMUNITARIE: l’importanza delle VITAMINE[7]

Le vitamine sono fondamentali per il benessere dell’organismo ed è scientificamente dimostrato che un’alimentazione ricca di frutta e verdura apporta la giusta quantità di vitamine, sali minerali, polifenoli, flavonoidi e sostanze antiossidanti che stimolano e rafforzano il nostro sistema immunitario.

Mantenere alte le difese immunitarie, infatti, è la migliore forma di prevenzione contro i malanni di stagione, soprattutto quelli che coinvolgono le vie respiratorie.

In particolare è importante assumere alimenti ricchi di Vitamina C, come ad esempio agrumi, kiwi, ananas, peperoni, pomodori, cavolfiori, broccoli, lattuga e radicchio.

La Vitamina C, infatti, può aiutare sia in fase preventiva che ad accelerare i tempi di guarigione.

Anche le Vitamine B sono fondamentali per un corretto funzionamento del sistema immunitario e per la produzione di anticorpi che difendono l’organismo dalle infezioni tipiche della stagione fredda. Per fare il pieno di vitamina B è bene introdurre nella nostra dieta lievito di birra, fagioli freschi, lenticchie, nocciole, mandorle, cavolo, cavolfiore, latte, soia.

Molto utili sono anche le vitamine A, D ed E per prevenire le malattie di raffreddamento.

SISTEMA IMMUNITARIO: I MIGLIORI INTEGRATORI PER RAFFORZARE LE DIFESE NATURALI[8]

 ECHINACEA

L’assunzione regolare di Echinacea è particolarmente efficace nella prevenzione delle malattie del raffreddamento, influenza, infezioni del sistema respiratorio (raffreddore e tosse) e di quello urinario (cistite). L’Echinacea, infatti contienepolifenoli, acido cicorico e echinacoside, sostanze ad azione immunomodulante e dalle proprietà batteriostatiche ed antivirali.

L’efficacia dell’assunzione di Echinacea è dimostrata da studi scientifici, aumentando l’attività dei globuli bianchi sostiene le difese immunitarie aiutando a prevenire influenza e raffreddore o accelerando i tempi di guarigione.

PAPAYA FERMENTATA

Studi scientifici dimostrano la straordinaria efficacia della Papaya Fermentata nello stimolare le difese immunitarie innate e acquisite e le difese antiossidanti per prevenire l’insorgenza di malattie.

Gli enzimi antiossidanti, selenio e flavonoidi, si potenziano grazie al processo di fermentazione assicurando lo smaltimento delle tossine, garantendo il benessere dell’apparato circolatorio e contrastando l’ossidazione delle cellule prevenendo i danni causati dai radicali liberi. Effetti benefici sono stati riscontrati per molte patologie come influenza, artrosi, malattie autoimmuni, degenerative e neurodegenerative.

PROBIOTICI

La maggior parte delle difese immunitarie (oltre l’80%) ha origine nell’intestino, proprio per questo rafforzare l’equilibrio dell’ecosistema intestinale può avere un effetto positivo sulla salute generale dell’organismo. L’assunzione di Fermenti Lattici Probiotici favorisce l’equilibrio della flora intestinale andando così a stimolare le naturali difese dell’organismo.

DOLORI DA FREDDO: COME PREVENIRE DOLORI MUSCOLARI E REUMATISMI[9]

Le temperature fredde e le giornate umide e piovose portano sempre con sé i dolori tipici della stagione invernale.

I sintomi più classici sono proprio il mal di schiena ed i dolori cervicali ma si possono presentare anche persistenti rigidità muscolari soprattutto al mattino.

Questa tipologia di disturbi è più frequente nelle persone anziane, in cui a causa dell’età si presenta il deterioramento dei tessuti muscolo-scheletrici.

Clima rigido e esposizione prolungata al freddo umido accompagnano la stagione invernale, dobbiamo rassegnarci, ma come prevenire i fastidiosi dolori da freddo?

La prima accortezza è quella di evitare gli sbalzi di temperatura, in quanto sono i primi potenziali responsabili di lesioni muscolari e fastidi dovuti al freddo. Vestire in modo adeguato coprendo bene cervicale, spalle e reni può aiutare a proteggersi dai pericolosi colpi d’aria.

Se ci si allena in inverno o se semplicemente si è particolarmente sensibile al freddo bisogna prestare ancora più attenzione ed arricchire la dieta di cibi ad azione antiossidante come legumi, pesce, aglio, zenzero, frutta secca, frutti rossi e peperoncino.

Mal di schiena e dolori articolari non vanno mai sottovalutati in quanto possono diventare costanti e persistenti portando a patologie croniche come reumatismi articolari, artrite, artrosi, lombalgia e simili.

Per questa ragione se il semplice dolore articolare o il mal di schiena fanno fatica a passare, è bene lasciare a riposo e al caldo la zona infiammata e consultare il medico di fiducia o un fisioterapista.

 

 

 

 

 

[1] Il Dott. Paolo Fanari, Direttore della U.O. di Pneumologia e Riabilitazione Pneumologica di Auxologico Piancavallo

[2] [2] Il Dott. Paolo Fanari, Direttore della U.O. di Pneumologia e Riabilitazione Pneumologica di Auxologico Piancavallo

[3] [3] Il Dott. Paolo Fanari, Direttore della U.O. di Pneumologia e Riabilitazione Pneumologica di Auxologico Piancavallo

[4] [4] Il Dott. Paolo Fanari, Direttore della U.O. di Pneumologia e Riabilitazione Pneumologica di Auxologico Piancavallo

[5] [5] Il Dott. Paolo Fanari, Direttore della U.O. di Pneumologia e Riabilitazione Pneumologica di Auxologico Piancavallo

[6] https://www.ecofarma.it/

[7] https://www.ecofarma.it/

[8] https://www.ecofarma.it/

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Settembre è arrivato e come ogni settembre porta con sé la consapevolezza che un nuovo inizio di un “nuovo anno” (inteso come nuovo anno di impegni e progetti e non solare) sia imminente.

Spesso settembre viene visto come il mese della rinascita, del ricominciare da capo, del ritrovare una propria dimensione, una propria routine dopo i mesi estivi di svago mentale e fisico per ritrovare quel benessere psico-fisico ed energetico che l’estate ha un po’ sconvolto.

Questo mese porta con sé anche un certo senso di ansia e frustrazione, in quanto tutti sappiamo quanto sia importante rimettersi in carreggiata e riprendere i ritmi serrati di scuola, lavoro, allenamento, dieta, impegni di ogni tipo, può portare ad ansia da prestazione.

Tutti questi impegni determinano un senso di Urgenza, un senso di angoscia per la mole di attività da sostenere, che se gestiti male con fretta o con voglia di ottenere tutto e subito con dei risultati immediati, portano solamente a disagi, dispendio di energie e obiettivi non portati a termine in maniera ottimale.

Voler fare tutto bene e fin da subito per ottenere dei risultati immediati porta ad un sovraccarico di tensioni e spesso non ci porta che a risultati temporanei ma non duraturi nel tempo.

Per fare in modo che settembre diventi un mese piacevole e non stressante si può applicare un concetto molto semplice ma potente: GRADUALITA’.

Di seguito tutti i dettagli.

COME RIPRENDERE LE ROUTINE DI SETTEMBRE?

La gradualità è un concetto molto importante perché consiste nell’attuare ogni attività che ci siamo prefissati di ricominciare nel mese di settembre con un approccio molto ben strutturato.

Invece di reimmergerci in una routine fissa e molto fitta fin da subito, potremmo fissare un calendario modulare per tutto il mese di settembre con attività via via di intensità crescenti passando da una settimana alla successiva in maniera misurata.

Nella prima settimana di settembre si può fissare un calendario con routine virtuose che aiutino il nostro organismo a riprendere i ritmi senza forzature e senza sovraccarico.

Sia che siano attività di allenamento, di dieta, di lavoro, di impegni burocratici, di scuola, di studio, commissioni varie, visite mediche di routine, acquisti previsti, spese (tasse, assicurazioni, rate ecc) e molto altro, si potrebbe iniziare con il fissare semplici regole per ricominciare in maniera graduale senza avere uno shock diretto dallo stile di vita e dal mood vacanziero precedente.

Ad esempio si potrebbe iniziare con questi piccoli passi:

PROGRAMMAZIONE & ORGANIZZAZIONE

Nessuna attività sarà mai ottimale senza una buona organizzazione.

La pianificazione è una ottima alleata per evitare stress o sovraccarico di attività nella gestione di tutte le nostre attività.

Per pianificare al meglio settembre si può fare una lista di tutte le attività che abbiamo in mente di svolgere nel mese (ad esempio impegni di lavoro, scuola, studio, hobby, commissioni e svago) e distribuirle nelle 4 settimane del mese in modo da avere una distribuzione ben bilanciata e non eccessiva in alcuni giorni rispetto ad altri. In tale modo, si evitano gli stress e si hanno ogni giorno impegni in modo sostenibile e ben ordinato impedendo così disdette, ritardi o annullamenti.

LA SVEGLIA

Invece di ricominciare settembre con una sveglia molto mattiniera rispetto ai ritmi estivi, si potrebbe iniziare qualche giorno prima dell’inizio di lavoro o scuola a rimettere la sveglia un quarto d’ora prima avvicinandosi via via giorno dopo giorno all’orario solito al quale di mattina ci si sveglia, in modo da abituare il corpo gradualmente senza accusare i primi giorni di sonno ridotto in maniere eccessiva.

E’ importante anche, riabituare il corpo ad andare a letto ad un orario migliore dei ritmi estivi dove si faceva l’alba. Via via che inizia il mese, bisognerebbe anticipare l’orario del letto di una h in modo da riabituare gradualmente il corpo ad avvicinarsi all’orario poiù idoneo per dormire almeno 8 h a notte calcolate in base all’ora della sveglia mattutina.

In generale una buona REGOLE DEL BENESSERE è comunque svegliarsi molto presto la mattina in modo che il corpo si attivi subito, sia pieno di energie velocizzando così anche il metabolismo. Inoltre, il vantaggio dell’essere mattinieri è che svegliarsi presto permette di rimanere sempre in anticipo sulle attività della giornata, avendo del tempo extra per varie attività che ci fanno stare bene, prima di iniziare le attività quali lavoro o scuola che sono d’obbligo e che ci portano stress e pensieri.

Per esempio, svegliandosi alle 6 si ha la possibilità di fare molte cose entro le 9 (orario classico di inizio del lavoro) come sistemare casa, fare magari meditazione, qualche faccenda, leggere un libro, aiutare i figli, accompagnarli a scuola, magari fare una passeggiata, portare fuori il cane, occuparsi dei propri animali da cmpagnia, dedicarsi al proprio partner, fare una corsa, un hobby, sentire della buona musica o comunque, una attività che dia serenità e ci aiuti ad affrontare bene la giornata. In questo modo si prevengono anche gli imprevisti, in quanto, svegliarsi con largo anticipo rispetto all’orario di inizio lavoro regala minuti extra per eventuali eventi inaspettati.

Un altro lato interessante dell’essere mattinieri è che si può vedere l’alba, e già solamente questo evento è un ottimo toccasana, in quanto non solo è un fenomeno naturale molto affascinante, ma il sorgere del sole ci ricorda che ogni nuovo giorno è RICCO DI OPPORTUNITA’ e che avere un nuovo giorno davanti è a tutti gli effetti un DONO che non va sprecato e ci deve sempre ricordare quanto siamo fortunati a poter avere nuove possibilità da cogliere un’altra volta.

COLAZIONE: abitudini alimentari

Anche la routine alimentare in vacanza viene spesso modificata. Si mangia meno sano e di più, con molti sgarri e alimenti grassi.

Per tale motivo a settembre spesso si commette l’errore di voler a tutti i costi ricominciare la dieta o un regime alimentare sano in maniera drastica e immediata. Spesso così, si tende a fare subito dei passi in avanti dal punto di vista dell’approccio salutista ma si rischia di vanificare tutto al primo sgarro o al primo we fuori o uscita dove qualche eccesso di troppo vanifica tutti gli sforzi fatti e ci fa ritornare al punto di partenza.

Per questo è importante approcciarsi alla dieta con una gradualità. Iniziare nella prima settimana di settembre dal ripartire da una sana colazione con frutta, cereali non raffinati, integrali, molti succhi, yogurt, evitare caffè, meglio tisane, centrifughe o estratti, lasciando ancora qualche alimento non proprio Fit magari nella merenda o nel pranzo, per poi riprendere un regime più stretto dalla seconda settimana, passando via via a recuperare del tutto la normale ruotine nutrizionale.

Una regola importante per il CIBO: mangiare sempre con lentezza assaporando il cibo ci permette di apprezzarlo, di gustarlo e di ricordarci che fortuna abbiamo nell’avere a disposizione del buon cibo ogni giorno.

ALLENAMENTO

Lo sport è essenziale per il nostro benessere fisico e difatti, appena rientrati a settembre l’errore comune è quello di fiondarsi in palestra ricominciando una routine molto intensa che porta subito a dolori, infortuni, giorni bloccati a letto, stanchezza e rischio di fare solo danni.

Per questo motivo sarebbe meglio ricominciare ad allenarsi a piccoli passi iniziando magari con esercizi cardio, e con pesi non tutti i giorni, ma inizialmente a giorni alterni riposando tra un allenamento e un altro.

Per rendere più piacevole il ritorno alla routine sportiva è anche consigliato fare sport all’aperto quali passeggiate, erscusione, trekking o corsa in mezzo alla natura, in modo da facilitare la ripresa con la piacevole vista di paesaggi naturali.

Ovviamente, tutti gli sport d’azione, estremi e adrenalici a contatto con il selvaggio e la natura sono super consigliati, sempre però con un pochino di attenzione se non li si pratica da tempo, in quanto essendo sport molto tecnici e spesso pericolosi bisogna essere in ottima forma e mantenere sangue freddo e concentrazione.

 MEDITAZIONE: respira!

Il benessere come sempre ribadiamo con è solo fisico, ma soprattutto mentale ed energetico. Per ritrovare un centro, un equilibrio, un proprio sentiero energetico si può provare con la meditazione, yoga e con la respirazione.

Anche solo pochi minuti al giorno, seduti, con gli occhi chiusi, magari immersi nel verde, in un giardino, sul balcone di casa, o anche nel proprio soggiorno, con la luce del mattino o del tramonto, ascoltando il proprio respiro, ci dona una pace ed una luce interiore che ci permettono di spazzare via i pensieri malsani e focalizzarci sul silenzio, sull’ascolto, sulla propria interiorità. Meditare ci ricorda che non siamo Noi il centro di tutto, ma ne siamo solo una piccola parte e che il mondo non gira intorno a noi e preoccuparsi tanto di fatto non serve a nulla perché ogni singolo problema può essere risolto con la calma e la strategia.

CURA IL TUO CORPO: attua il selfcare 

Il corpo è il nostro tempio e durante le vacanze spesso le routine di cura e benessere vengono tralasciate. Per tale motivo settembre è una ottina occasione per riprendere i ritmi con i quali ci prendiamo cura del nostro corpo con amore. Che siano trattamenti di bellezze, Wellness Routine con massaggi, impacchi, creme, integratori, massaggi o terapie dal fisioterapista o di medicina alternativa sono tutte attività che generano benessere e ci fanno sentire meglio. Sono consigliate soprattutto trattamenti per la cura della pelle, vessata dal sole e dal mare e trattamenti linfodrenanti per combattere l’accumulo di liquidi e gonfiore.

CHECK UP MEDICO

Settembre è anche il mese della cura medica, soprattutto per la prevenzione e la valutazione della propria condizione fisica. Prendersi cura di noi stessi significa anche capire come ci sentiamo e come sta il nostro organismo. In questo mese è fondamentale fare tutte le visite di routine che siano cardiologo, endocrinologo, ginecologo, dentista, senologo, dermatologo e analisi cliniche e mediche ed ecografiche. Il corpo va CURATO e prenderci cura di noi e sapere lo stato del nostro organismo è fondamentale per capire la nostra situazione e sentirci meglio in caso qualche cura sia necessaria.

COLTIVA I TUOI HOBBY

Per ritornare ad una routine virtuosa del benessere e sentirci nuovamente a posto con noi stessi, in salute, in forma, felici e bene centrati dedicarsi al dovere rispettando le scadenze, le nuove regole che ci siamo imposti su nutrizione, allenamento, impegni lavorativi va benissimo, ma può essere molto dispendioso dal punto di vista energetico e spesso stressante.

Per questo, dedicarsi e ritagliare del tempo ai propri hobby, passioni e alle cose che ci piacciono NON DEVE PASSARE IN SECONDO PIANO.

NON DIMENTICARTI DEI TUOI SOGNI: non siamo freddi corpi senza anima, abbiamo uno spirito, una energia potente, USALA!

Impiega quello spazio interiore che hai dentro di te per riempirlo con ciò che ami che sia la lettura, il disegno, la musica, i viaggi, il cinema, il tempo con le persone che ami. Fai del tuo tempo il tuo TEMPIO: così come un tempio viene curato dai monaci, viene decorato, venerato, rendi il tuo tempo uno spazio da curare, da colmare con ciò che ti rende felice.

Per ritornare alla routine normale non occorrono escamotage, vie brevi, prodotti magici che dimezzano i tempi e amplificano gli effetti.

Ciò che serve è COSTANZA, LA CALMA E LA PIANIFICAZIONE.

Solo con una buona routine graduale otterrai effetti duraturi ed efficaci.

Chi di noi abbia mai passeggiato in un bosco, al parco, sulle rive di un fiume, vicino ad un lago, sulla spiaggia ammirando la potenza del mare o in montagna, ammirando la maestosità dei monti o in generale immersi in un qualsiasi cotesto naturale, avrà sicuramente notato quel senso di benessere e quello stato di euforia, calma e serenità che si crea dentro di noi.

Gli uccellini che cantano, il mare con il suo rumore delle onde, la foresta che con il vento respira e parla; tutti questi suoni, uniti ai colori della natura, delle foglie, dell’acqua, delle montagne, del verde in generale e degli animali, conferisce uno stato di benessere e di serena consapevolezza di sé che restituisce un senso di pace interiore e ci fa avvicinare al nostro centro interiore energetico.

Non a caso, gli studi e il mondo scientifico hanno riconosciuto la cosiddetta Terapia Forestale (derivante dal Forest Bathing- Bagno nella Foresta) o Eco Therapy (Eco Terapia) come una vera e propria terapia che si ottiene passeggiando in un bosco, in un parco, striandosi lungo un corso d’acqua, percorrendo sentieri di montagna i cui benefici si riscontrano in uno stato di ritrovata energia e stato d’animo sereno, calmo ed appagato, accompagnato da una serie di sensazioni positive quali allegria e spensieratezza.

Questa terapia naturale incoraggia e motiva le persone ad approcciarsi alle cure naturali in maniera concreta, potendo subito ottenere i numerosi risultati positivi, creando allo stesso tempo delle ottime e solide relazioni positive con l’ambiente naturale.

La Terapia Forestale deriva dalla terapia della Forest Bathing ed ha origini lontane ed antiche, di provenienza giapponese.

La Forest Bathing deriva dalla terapia giapponese chiamata Shinrin-yoku: un’espressione giapponese che ha un significato molto profondo e complesso e che non può essere tradotta con una sola parola in altre lingue. Possiamo definirla infatti come: “trarre giovamento dall’atmosfera della foresta” o “Forest Bathing” appunto.

Con la Eco Therapy o Terapia Forestale si declinano i veri tratti della medicina complementare e se ne riconoscono a tutti gli effetti i benefici e i grandi vantaggi.

I diversi studi effettuati in oltre 30 anni hanno portato alla luce i numerosi benefici ed impatti sul benessere psico-fisico ed energetico in termini di effetti diretti degli ambienti forestali sulla salute mentale e fisiologica dei visitatori.

In un libro di Federica Zabini per la prima volta sono raccolte tutte le evidenze scientifiche sui benefici psicofisici dello stare a contatto con la natura inserendo e coniando la Forestfulness come la nuova Mindifulness ambientata nei boschi.

DEFINIZIONE

Scegliere l’Eco Terapia significa approcciarsi al mondo naturale con l’intento di ritrovare una connessione profonda con esso attraverso cuore, mente e spirito: un mix di sensi, pensieri e sentimenti che si concretizza nel fare diversi tipi di attività in un contesto naturale:

– Trascorrere del tempo in un bosco o in un giardino.
– Sedersi accanto ad un ruscello, un fiume o una fonte d’acqua.
– Ammirare il paesaggio durante un viaggio.
– Dedicarsi al giardinaggio e prendersi cura delle piante.
– Interagire con gli animali domestici, compresi cani, gatti e cavalli, conigli e tutti gli animali in generale.

L’Eco Terapia si fonda sul principio che allontanarsi dai propri ritmi e routine abituali per approcciarsi agi spazi verdi e ai diversi ecosistemi permetta di beneficiare del potere curativo che la natura esercita sull’uomo declinandosi nell’istantaneo senso di benessere che si viene a creare appena entriamo in contatto con gli elementi naturali.

Per sperimentare l’innato benessere derivante dall’ attaccamento e dalla connessione ancestrale che l’uomo ha nei confronti di Madre Natura si può trascorrere tempo all’aria aperta cercando una interazione con gli esseri viventi di fauna e flora.

IL LEGAME CON LA NATURA: senso di Benessere

Il legame forte che si ritrova nel rapporto uomo-natura è stato individuato come conseguenza della “biofilia” ovvero dell’attrazione istintiva che l’uomo prova per la natura e le altre forme di vita. La matrice comune dei benefici del contatto con gli elementi naturali è la sensazione di benessere e di rilassamento che si prova davanti a scenari naturali.

La concezione della Foresta da sempre viene considerata come spazio di iniziazione e crescita nell’universo fiabesco, archetipo presente nell’inconscio collettivo secondo Jung e un luogo dove può iniziare una trasformazione importante in grado di investire anche la dimensione interiore.

Di tutti i benefici sono soprattutto quelli psicologici i più immediati da osservare.

Passare del tempo in foreste e parchi, o semplicemente contemplare gli alberi, aiuta le difese immunitarie, riduce lo stress, diminuisce la pressione sanguigna, migliora lo stato d’animo e induce rilassamento.

E’ di comune opinione nel mondo scientifico che trascorrere almeno 120 minuti alla settimana in natura, anche non consecutivamente, si può associare ad una probabilità significativamente maggiore di buona salute o di benessere.

CARATTETISTICHE & RISULTATI SCIENTIFICI

Per definire i benefici della Terapia Forestale e l’impatto che ha sull’uomo gli studi si sono direzionati “dalle funzioni fondamentali delle grandi foreste rispetto al sostentamento della vita umana sul pianeta – dalle malattie al clima – per passare, attraverso l’analisi del rapporto ancestrale tra uomo e foresta, a esporre in dettaglio i risultati della ricerca scientifica rispetto ai benefici offerti dalla frequentazione dei boschi grazie alla mediazione di tutti i nostri sensi. Si tratta di benefici significativi, ad ampio spettro e spesso duraturi, per esempio rispetto alla salute mentale e alle difese immunitarie”[1]

Grazie al lavoro del Club Alpino Italiano in collaborazione con l’Istituto per la BioEconomia del Consiglio Nazionale delle Ricerche e il Centro Regionale di Riferimento in Fitoterapia presso l’ospedale Careggi a Firenze è stato possibile mettere insieme analisi e ricerche grazie al contributo di tutti i medici, biologi, forestali, fisici e psicologi, che hanno dato conferma della valenza scientifica del ruolo terapeutico che la natura ci offre.

Quello si evince dalla mole di tale ricerca è che la Terapia Forestale conferisce un benessere immediato per i sensi e per l’umore contraddistinto da una vera e propria fuga, evasione e rifugio immersivo terapeutico dallo stress, i pensieri e le ansie di tutti i giorni.

Tale valore terapeutico si accentua ed assume connotati rafforzati se pensiamo al periodo di pandemia appena finito che ha sradicato completamente tenuta e l’integrità delle sicurezze emotive, sfociando in un vero e proprio disagio sociale.

Oltre agli effetti più immediati, si riscontrano anche gli effetti a lungo termine, tra i quali ritroviamo gli effetti positivi sul sistema immunitario e sullo stress ossidativo dell’organismo.

BENEFICI PER I SENSI [2]

La vista. La sola stimolazione visiva con immagini forestali, disponibili su schermo televisivo e per soli 90 secondi, porta a benefici psicologici e, spesso, fisiologici. Una ricerca condotta in Italia, con la partecipazione del CAI e del CNR, e il coinvolgimento di quasi 100 partecipanti, ha dimostrato che la visione e l’ascolto di un video forestale in condizioni di isolamento dalla natura (come per esempio in situazioni di stretto lockdown) sono efficaci per la produzione di un significativo rilassamento psicologico a breve termine (riduzione dei livelli percepiti di ansia), mentre vedere e ascoltare un video urbano produceva gli effetti opposti.

Il tatto. Toccare il legno ha un effetto terapeutico, anche in ambienti indoor. La stimolazione tattile quando si entra in contatto con il materiale legno, inducono un rilassamento fisiologico. Tale rilassamento è dimostrato dalla riduzione dell’attività cerebrale, dal potenziamento dell’attività nervosa parasimpatica e dall’inibizione dell’attività nervosa simpatetica, dalla diminuzione della pressione sanguigna, della frequenza cardiaca e del livello dell’ormone dello stress. Ecco perché la meditazione con l’albero è lo step finale della terapia forestale.

L’olfatto. I composti organici volatili biogenici emessi dalle piante e dal suolo forestale sono dotate di attività antiossidanti, antinfiammatorie e rilassanti. Uno degli spettacoli più belli che prova la loro presenza è l’effetto Tyndall, ovvero la bruma leggermente azzurra che aleggia al di sopra delle foreste, un fenomeno che si realizza quando i raggi luminosi vengono diffusi da particelle sospese nell’aria.

Passeggiare nella foresta in maniera regolare, ad esempio almeno una o due volte al mese, è un’utile pratica per prendersi cura della propria salute grazie anche agli effetti benefici dell’inalazione dei COV forestali rilasciati dagli alberi nell’aria. Per massimizzare gli effetti per prima cosa bisogna escludere tutti i device tecnologici, passeggiare, contemplare e unire pratiche di respirazione e rilassamento.

I BENEFICI DELL’ECO-TERAPIA

BENEFICI MEDICI

E’ stato notato come il nostro corpo riesca a guarire più velocemente attraverso la semplice osservazione della natura. Secondo alcune ricerche, i pazienti in ospedale hanno una ripresa più rapida e avvertono meno dolore se sono raggiunti da immagini, panorami e suoni della natura o se possono osservare dei dipinti di paesaggi naturali o ascoltare dei suoni registrati provenienti dal mondo naturale. Tutte queste azioni hanno effetti positivi sul recupero della salute.

BENEFICI EMOTIVI

La vita di tutti i giorni richiede elevati livelli di concentrazione per compiere le azioni quotidiane in ogni contesto in cui ci relazioniamo, dalla casa, alla famiglia o al lavoro. Queste azioni possono provocare irritabilità, stanchezza e stress. Il contatto con la natura può contribuire a migliorare il benessere generale, garantendo un vero e proprio effetto ristoratore, i cui effetti benefici si scoprono nel trascorrere tempo all’aria aperta e sono evidenti sia sugli adulti che sui più giovani. Una vacanza in campeggio, una bella nuotata o una corsa nel parco possono aiutarci a sentirci più pazienti e sicuri di noi stessi.

BENEFICI TERAPEUTICI

Grazie a recenti ricerche, si è dimostrato come il diretto contatto con la natura possa offrire un supporto da non sottovalutare a coloro che soffrono di disturbi come l’ansia o la depressione. In alcuni istituti scolastici si incoraggiano gli insegnanti a trascorrere del tempo all’aria aperta – anche per una breve camminata – con i bambini iperattivi, così che in classe e nelle altre attività della giornata possano concentrarsi di più. In caso di malattie gravi, l’eco-terapia potrebbe rappresentare un supporto interessanti alle normali cure.

BIOFILIA

Come già riportato la biofilia si tramuta in una vera e propria connessione uomo-natura che si convalida nella certezza che non si possa vivere una vita sana e completa lontano dalla natura. Basandoci su questa affermazione, è stato dimostrato da un gruppo di studiosi olandesi che la natura può aiutarci a vedere il nostro futuro in chiave positiva. Osservare un paesaggio naturale rigoglioso – anche in fotografia – sarebbe d’aiuto per aprire i propri orizzonti verso prospettive esistenziali decisamente più rosee.

SILVOTERAPIA

La Silvoterapia è la Pratica finalizzata a migliorare il benessere della persona attraverso il contatto con gli alberi nel loro ambiente naturale: abbracciare un albero e sentirsi subito meglio. si base sul rapporto dell’uomo con gli elementi naturali in particolare con piante ed alberi: abbracciare un albero per sentirsi meglio. È stato verificato che si ottengono numerosi vantaggia ed effetti terapeutici appoggiandosi con la schiena al tronco degli alberi e posizionando la mano destra nella zona del plesso solare. La mano sinistra è a contatto con il retro della schiena – nella zona dei reni – e l’albero stesso. È necessario respirare a lungo e profondamente per avvertire una nuova sferzata di energia.

ORTOTERAPIA

L’ortoterapia o terapia basata sul piacere di dedicarsi alla coltivazione di un piccolo orto o delle piante che si tengono in casa, è stata introdotta come supporto alle cure convenzionali in diversi ospedali, nel mondo e anche in Italia. In queste realtà dove è nato un orto-giardino curativo dedicato ai malati di Alzheimer si sono visti notevoli risultati in termini di benefici per benessere e salute dei pazienti. Non a caso, prendersi cura del proprio orto è un vero e proprio antistress naturale e per chi avesse la possibilità di coltivare delle piantine aromatiche in ufficio o sul luogo del lavoro potrà godere di benefici nella produttività sul lavoro e nella concentrazione.

GARDEN THERAPY

La garden therapy o horticultural therapy si intende una riabilitazione attraverso la natura, che comprende la piantagione e la cura di fiori, piante e ortaggi, ma anche programmi di educazione ambientale e paesaggistica e progetti di sostegno per persone con vari problemi, come quelli connessi all’invecchiamento. Vera forma di terapia olistica, è utile a promuovere la salute ed il benessere interiore associando la cura del giardino, con particolare riferimento a piante e fiori, e in alcuni casi all’aromaterapia al benessere psico-fisico. Nella garden therapy, infatti, la stimolazione positiva del nostro olfatto da parte dei profumi emanati dalle corolle e dalle erbe aromatiche si tramuta in una sensazione di serenità, infonde speranza e desiderio di impegnarsi.

PET THERAPY

La Pet Therapy è la terapia della cura del contatto con gli animali domestici e non, la quale consente agli ammalati o alle persone in difficoltà di migliorare le proprie condizioni di vita e di salute. In diversi parte del mondo è consentito ad esempio a cani e gatti accedere alle strutture ospedaliere sia pubbliche che private, in modo che i pazienti possano trarre beneficio dalla loro compagnia.

  

APPENDICE

DIFFERENZA TRA BAGNO FORESTALE E TERAPIA FORESTALE[3]

L’ “immersione forestale” è la frequentazione libera, contemplativa e in assenza di esercizio fisico o, al più, brevi passeggiate. Mentre il cosiddetto «bagno di foresta», locuzione tradotta in inglese come forest bathing e derivata dal giapponese «Shinrin-Yoku», ne rappresenta un’evoluzione che prevede l’organizzazione di attività di promozione della salute come brevi camminate e semplici attività rilassanti, spesso con accompagnamento di una guida e limitato a una singola sessione. La «terapia forestale», invece, è molto più strutturata. Prevede itinerari guidati dove mettere in pratica precise attività, tra cui camminata consapevole, meditazione, esercizi del respiro, yoga, esercizi di Qi-Gong (si riferisce a una serie di pratiche e di esercizi collegati alla medicina tradizionale cinese e in parte alle arti marziali che prevedono la meditazione, la concentrazione mentale, il controllo della respirazione e particolari movimenti di esercizio fisico) e semplici attività manuali. La terapia forestale è spesso organizzata in programmi a lungo termine con sessioni ripetute in foresta e talvolta dirette a specifici gruppi di persone, generalmente condotte da professionisti in stretta collaborazione con operatori sanitari, permettendo di ottenere i migliori risultati per la salute.

IL PROTOCOLLO DI TERAPIA FORESTALE

La terapia forestale, chiamata «Forestfulness» si basa su vere e proprie sessioni terapeutiche, svolte con persone qualificate, ispirate al protocollo di Mindfulness, in cui l’elemento naturale diventa protagonista. La camminata consapevole diventa così un modo di essere pienamente consapevoli del momento presente, senza giudizio e con un’attitudine di accettazione e curiosità. Il protocollo messo a punto da Cai e Cnr si compone di sei passaggi:

La giusta attitudine: ovvero l’intenzione e l’empatia con cui si affronta il bagno nella foresta. Dimenticare l’attaccamento: ovvero entrare nel bosco con leggerezza, lasciando andare tutti i pensieri e le emozioni pesanti, il chiacchiericcio mentale e le proiezioni nel futuro. **Camminare consapevolmente: **la camminata consapevole è una delle pratiche principali della Mindfulness e camminare in ambienti naturali può abbassare la pressione sanguigna e i livelli di cortisolo. Respirare il bosco: l’attività immaginativa, di visualizzazione nel “respirare il bosco” assorbendone l’energia, abbinata a una specifica tecnica di respirazione finalizzata allo scarico delle tensioni e alla ricarica energetica, trasporta progressivamente in quel processo di identificazione con l’ambiente dal potere liberatorio. L’uso dei sensi: attraverso l’aromaterapia sia con i profumi direttamente percepibili, sia con l’inalazione di certi composti organici volatili, detti BVOC. Oppure utilizzando la vista, osservando intenzionalmente il paesaggio circostante o un oggetto in particolare. La meditazione con l’albero: è l’incontro finale con se stessi sulla scia di un simbolismo ancestrale e archetipo. L’albero è simbolo di radicamento alla terra e, allo stesso tempo, rappresenta un impulso vitale con la sua determinazione a proiettarsi verso il cielo, in cerca del sole e della luce.

[1] Federica Zabini

[2] La Terapia Forestale-Alice Rosati

[3] La Terapia Forestale-Alice Rosati

Chi vive o è cresciuto con un animale lo sa.

La magia che racchiudono nelle loro stranezze, simpatiche facce e occhi sinceri e profondi rende gli amici a 4 zampe unici e speciali.

La loro purezza, fedeltà ed immensa sensibilità e dolcezza li rendono delle anime pure prive di cattiveria, invidia o malignità.

Sono gli amici più fedeli, leali, onnipresenti, sensibili e dolci potremmo mai trovare e riempiono la vita del fortunato che li ha accanto di gioia, amore incondizionato e felicità.

Sono uno dei regali più belli la vita possa concedere, oltre all’amore per l’anima gemella, per la propria famiglia, per un figlio, un amico e l’amore per se stessi.

Se cercate l’amore vero, sincero e incondizionato, sicuramente lo troverete negli occhi di un amico a 4 zampe, che sia un cane, un micio, un uccellino, un roditore, un rettile o finanche un pesce.

Se nella vita non avete ancora sperimentato la magia dell’amore vero, adottate un amico peloso e sarà lui a salvare voi, non viceversa.

Gli animali sono una salvezza per molti versi: aiutano a non sentirsi mai soli, sono sempre presenti, sanno quando stai male e ti aiutano a superare i momenti più bui. Riescono a capire gli stati d’animo e sono sempre pronti ad aiutarti e consolarti.

Inoltre, sono dei compagni di vita giocherelloni, simpatici, buffi, strani e avventurosi, che potrai portare con te in molte situazioni diverse (gatti e cani soprattutto).

Gli animali sono saggi maestri di vita che insegnano senza esserne coscienti, sono un esempio di virtù, di nobiltà d’animo, di purezza di intenti e di spirito.

Sono privi di elementi negativi, amano tutti senza distinzioni, senza discriminazioni o alcun tipo di cattiveria, malizia o invidia.

Sono incapaci di odiare o giudicare o fare del male e se attaccano lo fanno per difesa o per paura ma mai per ferire l’altro.

I benefici da parte degli amici perlosi non si esauriscono in una vita di amore e felicità, ma come se non bastasse, aiutano e portano vantaggi e benefici sul nostro benessere dal punto di vista della salute e curano patologie e malattie gravi attraverso specifiche funzioni della PET Therapy, (la terapia degli amici a 4 zampe).

Vediamo dunque, tutti i benefici di una vita insieme agli amici pelosi e dei vantaggi  che apportano dal punto di vista del benessere e della salute.

 ANIMALI DA COMPAGNIA: MEBRI DELLA FAMIGLIA

Avere un animale da compagnia porta innumerevoli vantaggi non solo sull’umore, ma anche dal punto di vista della salute fisica, psicologica e relazionale.

Oltre alle gioie immediate che si ottengono nello stringere, prendersi cura e curare un peloso cucciolo o non, la condivisione della vita con gli animali ha comprovati benefici e vantaggi non indifferenti sulla salute e benessere in termini di legame uomo-animale.

Gli studi riportano che chi vive con un animale persegue una vita sana e felice ricca di emozioni e di amore.

Gli animali vengono considerati come parte integrante della famiglia, entrano a tutti gli effetti nel nucleo familiare e a loro si dedicano cure, attenzioni e accorgimenti come agli altri membri della famiglia, al punto che il loro benessere e la loro felicità risultano fondamentali.

Alcuni studi hanno dimostrato che a volte, si preferisca addirittura la loro presenza rispetto a quella degli altri familiari in quanto, essendo sempre buoni e puri danno meno problemi di partner e figli.

Impressionante è il livello di comprensione, sinergia e complicità che la vita con il proprio animale da compagnia riserva nello stretto e viscerale legame uomo-animale sotto molti punti di vista.

E’ sorprendente come nonostante non parliamo la stessa lingua, i nostri animali ci comprendono, ci capiscono in ogni nostro atteggiamento, prevedono addirittura le nostre mosse, i nostri stati d’animo.

Capiscono veramente tutto: quando siamo arrabbiati, offesi, tristi, quando giochiamo, quando andiamo a lavoro, quando li portiamo a spasso, quando stiamo per partire o per tornare, percepiscono i nostri stati d’animo e spesso mettono pace nei litigi tra familiari e per amore loro si interrompono liti o discussioni pur di non stressarli o farli stare male, poiché soffrono veramente quando qualcuno in famiglia litiga o non è in armonia.

Percepiscono ogni cosa, sono capaci di dare amore ed essere sempre presenti e con loro sensibilità aiutano a superare tutti i momenti più bui.

Alcuni studi hanno portato alla luce come nel tempo gli animali da compagnia si siano EVOLUTI per entrare in sintonia con gli esseri umani, il nostro comportamento e le nostre emozioni.

I cani, ad esempio, sono in grado di comprendere molte delle parole che usiamo, ma sono ancora più bravi a interpretare il nostro tono di voce, il linguaggio del corpo e i gesti.

E come ogni buon amico umano, un cane fedele ti guarderà negli occhi per valutare il tuo stato emotivo e cercare di capire cosa stai pensando e provando.

I BENEFICI SULLA SALUTE

Indipendentemente da quale tipo di animale da compagnia si scelga, a parte i più famosi cane e gatto, che sia una tartaruga, un serpente, un pesce o un pappagallino, tutti gli animali è stato osservato abbiano degli effetti benefici sulla salute e sul benessere psicofisico.

Guardare i pesci in un acquario ad esempio, al pari di accarezzare un cane o un micio, può aiutare a ridurre la tensione muscolare e la frequenza cardiaca.

Gli studi hanno dimostrato che i proprietari di animali domestici hanno meno probabilità di soffrire di depressione rispetto a quelli senza animali domestici.

Inoltre, chi possiede animali risulta avere livelli di pressione sanguigna più bassi in situazioni di stress rispetto a quelle senza animali domestici.

Giocare con un cane o un gatto può aumentare i livelli di serotonina e dopamina, che calmano e rilassano.

Uno dei motivi di questi effetti terapeutici è che gli animali domestici soddisfano i bisogni umano di base del tatto, dell’affetto e della considerazione.

Anche i criminali in prigione mostrano cambiamenti a lungo termine nel loro comportamento dopo aver interagito con gli animali domestici, molti dei quali sperimentano affetto reciproco per la prima volta.

Accarezzare, abbracciare o toccare in altro modo un animale amorevole può rapidamente calmare e lenire il dolore o la rabbia se in stato di stress o ansia.

La compagnia di un animale domestico può anche alleviare la solitudine e la maggior parte dei pets sono un ottimo stimolo per un sano esercizio fisico, che può aumentare sostanzialmente il proprio umore e alleviare la depressione.

Gli animali a 4 zampe sono dei veri e propri catalizzatori di salute in quanto:

  • Aiutano in maniera attiva la gestione di stress, ansia, depressione (soprattutto le fusa del gatto)
  • Aiutano la salute del cuore e della apparato circolatorio
  • Aiutano a gestire gli attacchi di panino e mitigare la rabbia
  • Spingono e incoraggiano all’allenamento fisico, motorio e all’uscire di casa e scoprire il mondo
  • Riducono la tensione muscolare e cardiaca

Oltre ai benefici sulla salute fisica sviluppano dei BENEFICI PSICOLOGICI- RELAZIONALI:

  • Allenano la pazienza
  • Evitano il senso di solitudine
  • Alleviano la depressione: il contatto con un pelosetto stimola il contatto fisico, l’affetto e la comunicazione.

Numerosi studi confermano che le persone che condividono la loro vita con un animale avvertono meno il senso di tristezza e sperimentano miglioramenti negli stadi depressivi quando giocano o interagiscono con il loro amico a quattro zampe: si sperimenta infatti l’aumento di ossitocina, la stimolazione della produzione di serotonina e dopamina e la diminuzione del cortisolo; tutti questi ormoni aiutano ad abbassare i livelli di stress e sono un ottimo antidoto contro la depressione.[1]

  • Aumentano il senso di protezione e sicurezza
  • Sviluppano le cure parentali, il senso di responsabilità, l’ attenzione genitoriale e il sacrificio
  • Prendersi cura di un animale aiuta i bambini a sviluppare la sicurezza in se stessi, rafforzano l’autostima.

Gli animali ci rendono responsabili nella loro cura e ci insegnano a porci delle priorità. Oltre ad essere affettuosi compagni di giochi per bambini e ragazzi, insegnano loro ad essere responsabili e rispettare gli animali.

Gli scienziati hanno concluso che i proprietari di animali domestici hanno più probabilità di sviluppare maggiore autostima. È stato anche osservato che bambini e bambine con difficoltà a leggere ad alta voce o con altri disturbi nel linguaggio, davanti al loro animale domestico, rafforzano la loro sicurezza e fiducia in sé stessi.

  • Sviluppano la compassione, l’amore, la fedeltà, la capacità di non giudicare, accettare ed apprezzare il diverso
  • Uniscono la famiglia, generando senso di branco, appartenenza
  • Aiutano le riconciliazioni, fermano gli scontri e sviluppano il senso di condivisione
  • Aumentano la socializzazione, il senso di appartenenza
  • Per i single o le persone rimaste sole sono un ottimo modo di conoscere nuove persone, socializzare o semplicemente uscire di casa e non rimanere soli cadendo in depressione.

STILE DI VITA SANO CON GLI ANIMALI DOMESTICI

L’adozione di un animale da compagnia porta dei cambiamenti sostanziali nell’acquisizione di uno stile di vita sano, giocando un ruolo importante nell’alleviare i sintomi di depressione, ansia, stress e disturbo bipolare.

Prendersi cura di un animale domestico può aiutare a cambiare stile di vita optando per una scelta più sana, genuina ed autentica. 

Portare un cane a fare una passeggiata, un’escursione o una corsa sono modi divertenti e gratificanti per inserire un sano esercizio fisico quotidiano nel proprio programma.

Gli studi hanno dimostrato che i proprietari di cani hanno una maggiore propensione a soddisfare le loro esigenze di esercizio quotidiano, le quali, oltre che fare bene alla persona giovano enormemente anche all’animale dal punto di vista della sua salute.

Legare con un animale approfondirà la connessione tra uomo-aniamle e sradicherà la maggior parte dei problemi comportamentali nei cani, rendendolo un cane socializzato, equilibrato e non aggressivo e manterrà il proprio animale in forma e in salute.

La compagnia può aiutare a prevenire le malattie e persino ad aggiungere anni alla tua vita, mentre l’isolamento e la solitudine possono scatenare sintomi di depressione.

Prendersi cura di un animale vivo e attivo può aiutare a sentirsi necessario e desiderato e distogliere l’attenzione dai propri problemi, soprattutto se si vive da soli.

La maggior parte dei proprietari di cani e gatti parla con i propri animali domestici, alcuni addirittura li usano per risolvere i loro problemi.

E niente batte la solitudine come tornare a casa da una coda scodinzolante o da un gatto che fa le fusa.

Inoltre gli animali domestici possono essere un ottimo aiuto sociale per i loro proprietari, aiutandoli a iniziare o mantenere nuove amicizie.

I proprietari di cani si fermano spesso e parlano tra loro durante passeggiate, escursioni o in un parco per cani.

I proprietari di animali domestici incontrano anche nuove persone nei negozi di animali, nei club e nei corsi di formazione.

La compagnia di un animale può offrire conforto, aiutare ad alleviare l’ansia e aumentare la fiducia in se stessi.

Poiché gli animali tendono a vivere nel momento – non si preoccupano di quello che è successo ieri o di quello che potrebbe accadere domani – possono aiutarti a diventare più consapevole e ad apprezzare la gioia del presente.

PET THERAPY[2]

I benefici degli animali da compagnia sulla salute sono palesi ormai da anni.

In presenza di un disagio o una disabilità psichica o fisica, gli animali si sono dimostrati dei veri rimedi come sostegno incredibilmente potente e dagli effetti evidenti sul benessere del paziente.

Su tale principio si fonda appunto la Pet Therapy, la terapia assistita con gli animali che sta prendendo piede ormai da tanti anni sempre di più nel panorama medico-scientifico.

I migliori amici dell’uomo vengono difatti impiegati in ambito sanitario come sostegno e aiuto terapico per persone affette da disturbi, patologie e malattie di vario genere.

La Pet Therapy consiste nell’impiego di animali da compagnia per la cura di specifiche malattie il cui termine fu ideato dallo psichiatra infantile americano Boris M. Levinson, che lo coniò nel 1964 dopo aver notato gli effetti positivi su un paziente autistico suscitati dal suo cane Jingles.

I benefici ormai comprovati da molti malati e in generali dai possessori di un animale da compagnia hanno portato in Italia la costituzione dei cosiddetti “interventi assistiti con gli animali” (IAA), noti alla maggior parte delle persone con il nome di pet therapy.

Un approccio, questo, che si avvale non solo delle caratteristiche degli amici a quattro zampe, ma attuato anche per promuovere la salute e il benessere dei pazienti.

Da diversi studi scientifici si evince che durante le sedute di pet therapy si riduce l’ansia, si abbassa la pressione sanguigna, la glicemia e il battito cardiaco e, successivamente, aumentano i livelli di cortisolo ed endorfine, ormoni del benessere.

Diversi studi scientifici, come riportato sul portale dell’Istituto superiore della sanità, hanno dimostrato l’efficacia dell’impiego di animali come metodo di cura, in particolare nei contesti in cui le persone si possono sentire isolate, come gli ospedali e le case di cura: per il paziente è più facile interagire se si trova di fronte a un interlocutore animale, perché sa che non lo giudica.

Quest’aspetto è molto importante nel trattamento di soggetti affetti da disturbi dello spettro autistico, con difficoltà più o meno marcate nella comunicazione con gli altri.

La pet therapy è rivolta anche a tutti coloro che, dopo essersi chiusi in se stessi a causa di un trauma psicologico, trovano nella presenza di un amico a quattro zampe uno stimolo relazionale e affettivo, ripristinando piano piano l’abitudine al dialogo.

Le sensazioni positive incoraggiano le relazioni interpersonali e permettono di abbattere i muri che spesso i pazienti che si sentono isolati alzano nei confronti del mondo.

Infine, è un approccio efficace contro lo stress: essere in compagnia di un animale diminuisce i livelli di ansia, calma il battito del cuore e accresce la produzione di ormoni del buon umore, come endorfine e dopamina.

Secondo uno studio pubblicato sull’American Journal of Cardiology, avere e coccolare un gatto che fa le fusa, oltre ad abbassare la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa, grazie alle vibrazioni del corpo dell’animale, produce un piacevole senso di distensione psicologica.

I tempi per mettere in piedi la terapia e seguirla per bene sono lunghi e richiedono costanza, formazione e preparazione.

Diversi sono i professionisti che affiancano il malato in questo trattamento tra i quali educatori, veterinari ma anche medici di famiglia o pediatri, specialisti, accompagnatori e assistenti sociali che lavorano e collaborano tra loro affinché grazie agli amici a quattro zampe vi siano sorprendenti effetti positivi sulla salute o anche solo sulla psiche dei pazienti.

L’impegno e il sostegno delle famiglie sono azioni fondamentali in quanto aiuta il paziente e tutto lo staff nell’agire in maniera più bilanciata e coordinata.

Cani e gatti, ma anche cavalli e altri animali da fattoria: la pet therapy lavora per mantenere vivo il contatto con la natura e lo scambio con un altro essere vivente arricchendo la persona in molteplici aspetti: rinforzando la capacità di stare nel presente – come gli animali, che fanno tesoro del passato ma non si pongono domande sul proprio futuro – e di essere aperti verso l’esterno, recuperando o scoprendo la propria istintività, sviluppando la condivisione e il rispetto dei bisogni dell’altro, aiutando a superare traumi e paure, migliorando la conoscenza di sé.[3]

BENEFICI DELLA PET THERAPY[4]

Tutti questi aspetti uniti alla possibilità di conoscersi di più e superare molti blocchi, fisici ed emotivi, rendono la pet therapy un approccio utile davvero a tutti.

Il contatto con gli animali aiuta molto dal punto di vista motorio. Anche per chi soffre di depressione il contatto con un animale è stimolante.

Chi sono le persone che più di tutte possono trarne beneficio? Sicuramente gli anziani e le persone con handicap fisici o psichici.

Negli anziani, soprattutto per coloro che vivono in case di riposo o soffrono molto di solitudine, il contatto con gli animali aiuta a ritrovare serenità e gioia. I pazienti affetti da Alzheimer e da altri tipi di demenza con un’ora e mezza alla settimana in compagnia degli animali sembrano riportare una diminuzione di irrequietezza, dell’insonnia, e perfino delle cadute.

Nelle persone autistiche, la pet therapy si è rivelata importante nel miglioramento della funzionalità sociale e comportamentale.

Grazie al sostegno emotivo, psicologico e di supporto per la riabilitazione motoria, la terapia assistita con gli animali si è rivelata utile anche nei casi di ricovero in ospedale, quando le degenze sono molto lunghe. Con la presenza di un animale, è accertato un miglioramento nelle capacità di recupero e di riabilitazione della persona malata.

Senza contare il dono più prezioso che gli animali riescono a offrire ai pazienti, specie i più piccoli: il sorriso e il gioco.

PET THERAPY IN ITALIA

Tra le specie più utilizzate nella terapia, si ricordano senza dubbio cani e gatti (rispettivamente per la dog e la cat therapy).

Oltre a loro trovano frequente impiego anche cavalli, asini e conigli – nelle fattorie didattiche o nei centri dedicati a questa pratica – particolarmente adatti per l’approccio con i bambini.

Oggi la pet therapy trova applicazione in particolare:

  • nei centri specializzati in questa disciplina, qui sono presenti animali e operatori professionisti, che accolgono gli ospiti e progettano iniziative per favorire l’interazione tra animali e persone. Durante le attività di contatto e di relazione, addestratori e terapeuti identificano le modalità più idonee, a seconda del soggetto con cui si interfacciano.
  • Nelle case di riposo, anziani e malati possono accarezzare un cane, ad esempio, che può essere un buon stimolo per i pazienti che soffrono di deficit neurologici o di depressione senile. In altri casi, gli ospiti delle strutture sono invitati a compiere movimenti interagendo con gli amici a quattro zampe, sotto la guida di un terapista.
  • Negli ospedali, qui la proposta di pet therapy è rivolta soprattutto ai bambini (la presenza degli animali fa diminuire stress, ansia e noia), agli anziani (meno depressione, agitazione e irritabilità) e ai pazienti psichiatrici (l’interazione con un animale li aiuta a rapportarsi con l’esterno). Spesso i benefici derivano anche dalla semplice vicinanza e dal contatto tattile e visivo con cani e gatti.
  • Nelle scuole, gli animali, insieme agli operatori, entrano in classe o nel cortile dell’istituto, dove gli alunni sono invitati a interagire con loro, a dare dei piccoli comandi o ad accudirli, imparando a rispettarli.

Non mancano infine in Italia le iniziative di pet therapy a domicilio: un operatore si reca a casa del paziente con l’animale e lo lascia soggiornare lì per un tempo determinato e con cadenza regolare durante la settimana. Questa soluzione è indicata soprattutto per le persone che non possono muoversi, perché possano beneficiare della compagnia degli amici a quattro zampe.

DOG THERAPY: LA PET THERAPY CON I CANI

La dog therapy, in particolare, viene praticata con l’ausilio di esemplari addestrati, come ad esempio i Labrador, che rappresentano una delle razze più adatte allo scopo, grazie al loro carattere socievole e alla loro docilità. Ma cosa rende particolarmente efficace questa terapia?

I motivi risiedono nella lunghissima storia evolutiva che ha portato alla simbiosi tra esseri umani e cani. Così i cosiddetti “migliori amici dell’uomo” sono in grado, anche attraverso la lettura attenta del linguaggio del corpo, di percepire lo stato emotivo del padrone o del paziente, analizzando le sue secrezioni ormonali grazie a un olfatto molto sviluppato.

I cani riescono così a rilevare emozioni come ansia, preoccupazione, paura tristezza e a reagire di conseguenza cercando un contatto fisico vivace e affettuoso. Il soggetto sentirà così di avere al proprio fianco un compagno fidato e comprensivo con cui aprirsi e, al tempo stesso, sarà incoraggiato a relazionarsi con le altre persone.

 PET THERAPY PER I BAMBINI

La pet therapy trova frequente applicazione in ambito infantile, grazie alla sua funzione di stimolo per lo sviluppo cognitivo ed emotivo.

Un supporto ideale per consentire al bambino di prendere confidenza con la propria capacità di osservazione e la propria abilità empatica.

Il rapporto che si instaura con gli amici a quattro zampe, in particolare, migliora l’empatia e l’autostima, favorendo le relazioni sociali e il corretto inserimento nel contesto scolastico.

Inoltre, con la pet therapy il bambino è invitato a prendersi cura di un altro essere vivente: ciò gli consente di uscire dalla sua “bolla” e di essere maggiormente orientato verso il mondo esterno, con maggiore responsabilità. Crescere in compagnia di un animale può poi fare la differenza soprattutto nei soggetti che mostrano problematiche comportamentali e difficoltà di apprendimento, talvolta legate a episodi di aggressività.

Una ricerca pubblicata su PMC (PuMed Central), l’archivio digitale delle pubblicazioni scientifiche dell’U.S. National of Health’s Institute ha coinvolto 88 bambini affetti da ADHD (disturbo da deficit di attenzione e iperattività), a cui sono stati assegnati in modo casuale dei gruppi di sostegno, alcuni con un cane addestrato e altri no: ebbene, nel primo caso i piccoli hanno mostrato un miglioramento per quanto riguarda l’attenzione e le abilità sociali.

Gli animali, dunque, sono una presenza davvero importante, soprattutto per le persone più fragili o con difficoltà. Un motivo in più per amarli e rispettarli.

 ANIMALI DOMESTICI: I BENEFICI PER OGNI SPECIE[5]

I benefici per la salute degli animali domestici non si limitano solo a cani e gatti.

Se stai pensando di prendere un animale domestico, ecco alcune opzioni meno comuni:

Conigli: un’alternativa per chi è allergico a cani o gatti è un coniglio. Un coniglio può essere un eccezionale animale domestico di famiglia, non richiede una manutenzione così elevata come cani o gatti, ma con molta energia e personalità. Non richiedono molto spazio: un minimo spazio vitale con la possibilità di vagare ogni giorno. Se vivi in ​​un appartamento, un coniglio potrebbe essere l’opzione perfetta. Possedere un coniglio può aiutare a ridurre i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, e ad aumentare i livelli di serotonina (“ormone della felicità”) nel cervello. Anche accarezzare o coccolare un amico peloso può aiutare a ridurre la pressione sanguigna.

Uccelli. Gli uccelli da compagnia hanno una vita molto lunga. Possedere un uccello significa che puoi goderti tutto l’amore senza dover affrontare il dolore che deriva dalla perdita del tuo animale domestico. Gli uccelli incoraggiano anche l’interazione sociale, che può essere utile se vivi da solo o se sei anziano e vuoi mantenere la mente lucida. Parlare e insegnare trucchi al tuo uccello può promuovere una sana funzione cognitiva.

Pesci. Potresti aver notato acquari in molti studi medici o dentisti, case di cura o altre strutture mediche. C’è una buona ragione per questo. È stato scientificamente provato che tenere e guardare i pesci riduce lo stress e calma la frequenza cardiaca.

Serpenti e lucertole. Potresti pensare che i rettili sembrino freddi, ma gli studi dimostrano che lucertole e serpenti possono attaccarsi ai loro proprietari, riconoscendo coloro che si prendono cura, maneggiano e nutrono. Alcuni potrebbero persino chiedere di essere accarezzati alzando il collo. Un compagno rettiliano potrebbe anche piacere a coloro che hanno un’allergia agli animali pelosi o trovano attraente la loro bellezza esotica e insolita.

SCELTA DELL’ANIMALE DA COMPAGNIA

La scelta di un animale da compagnia è il preludio ad una vita sana, felice e gratificante.

Le persone che scelgono un animale come compagnia tendono ad essere più felici, più indipendenti e si sentono più sicure di quelle senza animali domestici.

In ogni caso, è importante selezionare il tipo di animale che meglio si adatta alle proprie esigenze e al proprio stile di vita per meglio far adattare la vita del nuovo arrivato con la propria ed evitare di lasciare solo e abbandonato il nuovo membro della famiglia in caso non si avesse il tempo necessario e il modo di prendersene cura seriamente.

Scegliere l’animale più adatto dipende dalle disponibilità economiche, di tempo e affettive di ogni membro della famiglia e per questo prima di prendere un animale tutti i familiari devono parlare e stabilire regole e compiti per prendersi cura ognuno con la propria parte del nuovo amico a 4 zampe. Sia cani che gatti offrono tanta scelta di taglie, razze e personalità anche se ADOTTARE RIMANE SEMPRE LA SCELTA MIGLIORE.

Non solo si salvano le vite di pelosi in difficoltà ma si evita randagismo, cattiverie e abbandono di tanti poveri animali che soffrono e necessitano aiutano.

Si farà non solo un gesto d’amore bellissimo ma si salverà una vita che altrimenti o morirebbe o soffrirebbe.

Se un micio o un cane sono troppo impegnativi si può scegliere l’alternativa di conigli, pesci, uccelli o rettili.

FATTORI PER UNA GIUSTA VALUTAZIONE PER INTRODURRE UN AMICO A 4 ZAMPE[6]

Ecco alcune cose da chiedersi quando si cerca l’animale perfetto: Dove vivi? Appartamento o casa?

Ciò determinerà notevolmente la taglia dell’animale più adatto alla tua casa. Ad esempio, un coniglio o un gatto possono essere più adatti in un appartamento di un cane.

Qual è il tuo stile di vita? Orario di lavoro? Se i responsabili della cura dell’animale sono assenti la maggior parte della giornata, a scuola o al lavoro, potresti volere un animale che non abbia bisogno di cure costanti, come un rettile o un pesce.

Con chi vivi? I bambini piccoli o un parente anziano potrebbero essere investiti da un cane di grossa taglia. Ad esempio, rendendo un gatto o un coniglio un’opzione più sicura.

Viaggi molto? Se tendi a essere in viaggio per lavoro o per gioco, allora vorrai un animale domestico che possa essere lasciato solo per lunghi periodi o facilmente accudito da un amico o un vicino. Un pesce o un rettile possono essere più adatti di un cane o di un gatto.

In definitiva, quando scegli un animale domestico, devi essere onesto con te stesso riguardo allo stile di vita che vorresti mantenere e al tipo di animale di cui vorresti prenderti cura. Se hai dei dubbi su come prenderti cura di un animale più grande, inizia in piccolo, prendi un pesce o un mammifero più piccolo.

 

 

[1] https://www.clinicaveterinariadeigiovi.it/

[2] https://www.donne.it/pet-therapy-benefici

[3] https://www.paginemediche.it/

[4] https://www.paginemediche.it/

[5] Francesco Nicolaci

[6] Francesco Nicolaci

“AMATE LE PERSONE E USATE LE COSE, PERCHE’ IL CONTRARIO NON FUNZIONA MAI” (Cit. Minimalism: a documentary about the important Things).

Con questa frase si apre una importante riflessione che abbiamo scoperto per caso leggendo libri e guardando dei documentari sul Minimilismo: vivere meglio senza il superfluo. Prediligere la semplicità, la pienezza, la concretezza all’eccesso, al superfluo, al caos del troppo.

Cosa vuol dire essere minimalista?

“Essere minimalisti non significa non possedere uno smartphone, dormire in un van e vivere senza soldi. Il minimalismo si basa interamente su un concetto: eliminare tutto il superfluo. Vivere di ciò che è necessario ed escludere dalla propria vita tutto il resto”. (Mangiaviviviaggia)

Nella nostra società occidentale, moderna e consumista, piena di input, oggetti e comfort di ogni tipo che dovrebbero donarci appagamento e felicità la vera domanda che viene da porsi è:

SIAMO VERAMENTE FELICI CIRCONDATI DA TUTTI QUESTI OGGETTI?

Con tutti questi comfort e illimitate possibilità dovremmo essere il pianeta più felice del mondo, eppure molte persone si sentono lontane dalla felicità e anzi sono oppresse da ansia, depressione, agitazione, insoddisfazione e si sentono letteralmente ingabbiati in una società nella quale non si sentono liberi, compresi, felici.

Incredibilmente, in una società tanto ricca di tutto, siamo poveri dentro e i livelli di stress e insoddisfazione sono in continua crescita.

QUESTO PARADOSSO DA DOVE DERIVA?

Deriva dall’ECCESSO, DALLA SOVRABBONDANZA DI INPUT, OGGETTI E STIMOLI.

IL CONTROLLO DELLA MENTE CON OGGETTI E INFORMAZIONI

Le nostre vite sono letteralmente controllate dalle INFORMAZIONI E DAGLI STIMOLI: dalle notifiche degli smartphone, alle notizie dei mass-media, alle pubblicità, ai dati e stimoli dei contenuti social e multimediali. Tutte queste informazioni sono sempre in eccesso e spesso completamente inutili.

Siamo costantemente sotto controllo e anestetizzati dalle distrazioni alle quali siamo costretti ad assistere sottoforma di spot pubblicitari, informazioni e contenuti multimediali.

Siamo dipendenti dalla tecnologia e schiavi dell’eccesso di materialismo protagonista indiscusso delle nostre vite.

L’ECONOMIA DEL NOSTRO SECOLO

Se pensiamo alla storia dell’uomo non può non balzare agli occhi come negli ultimi 50 anni del nostro XX secolo l’economia abbia fatto un salto in avanti stratosferico in termini di produttività: produciamo sempre di più e per questo consumiamo sempre di più.

Ma perché consumiamo di più? Consumiamo di più affinché le grandi multinazionali possano arricchirsi sempre di più, crescendo come azienda e moltiplicando i loro profitti o perché’ veramente abbiamo bisogno di consumare di più?

Le domande che dovremmo porci sono:

  • Questa crescita esponenziale del consumismo è davvero sostenibile?
  • E possiamo crescere sempre di più all’infinito?
  • Dove ci porterà questo trend infinito di produzione e consumo sfrenato?

OVVIAMENTE LA RISPOSTA è NO: non è sostenibile produrre sempre di più e all’infinito: il pianeta e’ un sistema chiuso con risorse limitate e prima o poi (più prima che poi) dovremmo fermarci.

Dunque la vera domanda non è se smetterò di consumare in maniera compulsiva e irrefrenabile, ma quando smetterò, se su decisione propria personale o perché’ costretto dal collasso del pianeta.

Tutti prima o poi saremmo costretti a fare i conti con la malattia del nostro secolo: lo shopping e consumismo compulsivo.

SHOPPING COMPULSIVO & LA MANIPOLAZIONE PSICOLOGICA DELLA PUBBLICITA’

Siamo letteralmente invasi da oggetti e roba che compriamo: nelle nostre case, armadi, macchine, cantine, garage. Letteralmente i nostri spazi sono invasi dagli oggetti, per di più inutili e accumulati nel tempo solo per soddisfare il bisogno irrefrenabile di comprare tutto e subito in quel momento non perché veramente ne avessimo bisogno, ma perché CI È STATO FATTO CREDERE DI AVERNE BISOGNO.

Questo bisogno indotto nella nostra mente è alimentato costantemente 24 h su 24, 7 su 7 dalle pubblicità alle quali siamo bombardati su tutti i nostri dispositivi, internet, social media, radio, tv, cartelloni pubblicitari.

Ogni giorno siamo sommersi di messaggi pubblicitari che ci invitano a comprare questo o quell’oggetto facendoci credere che ne abbiamo VERAMENTE BISOGNO, per migliorarsi, per essere più alla moda e soprattutto perché senza non potremmo essere FELICI.

Gli esperti di marketing sanno perfettamente manipolare la psicologia umana giocando sull’ancestrale meccanismo del BISOGNO: se una cosa mi manca, ne sento il bisogno e farò di tutto per ottenerla.

Ci fanno credere ogni giorno di non essere adatti, di essere inadeguati, di non aver raggiunto ancora la felicità perché ancora imperfetti rispetto allo standard che ci propinano negli spot pubblicitari dove vediamo persone sempre bellissime, in forma, super felici, impeccabili, molto sensuali, di successo, accerchiate da oggetti di lusso.

La manipolazione avviene costantemente, attraverso le pubblicità nelle quali, mandando messaggi subliminali o facendoci vedere come dovrebbe essere la vita perfetta e felice con canoni e standard perfetti e progettati a tavolino ci rendono INSICURI, VULNERABILI E INSODDISFATTI, NON ADEGUATI, NON IDONEI e subito dopo ci regalano la SOLUZIONE proponendoci l’ultima uscita di un prodotto sul mercato, l’ultimo modello di macchina, casa, accessori, vestiti, viaggi e hobby di lusso, dispositivi elettronici e ci rendono SCHIAVI DEL CONSUMISMO introiettando nella nostra mente la malsana idea che SE COMPREREMO QUEGLI OGGETTI SAREMO FINALMENTE FELICI E APPAGATI.

E noi cosa facciamo? Andremo a comprare l’ultimo modello, riempendo la casa di cose inutili, che neanche ci servono per le quali proveremo appagamento al momento ma che dopo qualche tempo non ci daranno altro che frustrazione, perché ci avranno già stufato e ne vorremmo sempre di più o altro.

Il cervello umano funziona così: se soddisfiamo un bisogno ne veniamo appagati, ma solamente se abbiamo soddisfatto il bisogno con la COSA GIUSTA O NELLA MANIERA GIUSTA.

Se non ci riusciamo, il cervello formula un altro bisogno e ricomincia la ricerca dell’oggetto o del modo per appagare quel bisogno.

La domanda più giusta da porsi dunque sarebbe: QUESTO OGGETTO VERAMENTE È CIO’ DI CUI HO BISOGNO? MI FARA’ FELICE O POSSO FARE ALTRO?

Il problema di molte persone è che non riescono a capirne la risposta perché NON SI CONOSCONO ABBASTANZA: non sanno veramente chi siano, non conoscono i propri gusti e non sanno cosa desiderare per essere felici.

Questo incredibile non conoscenza di se stessi deriva da una mancanza di amore verso se stessi, da una mancato sviluppo di passioni, hobby o interessi che veramente siano NOSTRI, unici per noi, che ci rendano felici indipendentemente da quello che i mass media e i canoni sociali ci impongano.

Siamo schivi di cliché, di stereotipi che seguiamo alla lettera come automi pensando che così facendo raggiungeremo la vera felicità.

In realtà siamo solo prigionieri delle pubblicità, non sviluppiamo una coscienza, non abbiamo una nostra personalità perché è così che il mondo ci vuole: senza personalità interessi, senza un senso di appagamento ed equilibrio interiore siamo MANIPOLABILI, VULNERABILI, SOGGIOGABILI E CONTROLLABILI in modo da poterci inculcare tutti i bisogni possibili sempre nuovi e necessari per indurci a comprare e spendere sempre di più.

IL bisogno di sentirsi felici è uno di quei bisogni fondamentali al quale tutti aspirano, come anche il bisogno di amore e appartenenza: quando siamo bombardati dalle pubblicità siamo vittime a tutti gli effetti di una manipolazione psicologica che ci detta un vero e proprio dictat nel quale ci dicono come dovremmo essere, a cosa apparteniamo e chi siamo. In questo modo facendo leva sul nostro bisogno di amore e appartenenza ad una comunità ci plagiano come vogliono per adattarsi al canone di uomo medio che necessita tutti i prodotti che ci propongono.

Non a caso nel ‘900 la spesa in pubblicità da parte delle multinazionali è passata da 4 miliardi negli anni 20, a più di 244 miliardi nel 2010 e i canali di comunicazione più utilizzati per la pubblicità si sono spostati dai mezzi quali radio e Tv al grande mondo di Internet e Social Media.

 I colossi come Google, Amazon e il Guppo Meta (FB, IG, WA) detengono il monopolio dei canali di comunicazione della pubblicità attraverso tutti i canali a loro disposizione e hanno sviluppato dei veri e propri strumenti per attuare una pubblicità intelligente e PREVENTIVA che ci studia, analizza e osserva da vicino in ogni momento della giornata, su tutti i nostri dispositivi e capisce e intuisce i nostri gusti, preferenze e da questi parte per plasmare la profilazione del nostro modello tipo al quale sottoporre oggetti e bene da comprare per i quali sicuramente cederemo all’acquisto.

In fin dei conti ci plasmano ad hoc, strutturano la nostra personalità senza che noi ce ne rendiamo conto e si insinuano nel nostro cervello e nella nostra vita facendoci credere che siamo noi a scegliere consapevolmente chi siamo, cosa desideriamo e come vogliamo vivere o essere; in realtà suggerendoci di continuo contenuti e instillandoci bisogni non necessari ci costruiscono a pennello in modo da renderci automi senza personalità fagocitati dal sistema che ci risucchia come un buco nero dal quale non possiamo risalire.

Da qui nasce l’insoddisfazione, da qui anche se compriamo migliaia di beni non ci sentiamo felici: perche? PERCHE’ NON LO ABBIAMO SCELTO NOI, non siamo stati protagonisti della nostra vita, non abbiamo strutturato il nostro pensiero, bisogno e non sappiamo neanche noi cosa davvero siamo e vogliamo.

Senza personalità, senza passioni, senza equilibrio interiore non si è LIBERI.

IL SOGNO AMERICANO: la grande illusione

Da sempre, ci insegnano che se vogliamo essere felici dobbiamo ESSERE DI SUCCESSO.

Ma cosa significa essere di successo? Secondo il canone della società occidentale essere di successo ci insegnano significhi avere una istruzione elevata, frequentare i migliori ambienti, avere un lavoro che ci permetta di spendere tanto, comprare case sempre più grandi, macchine di lusso, vestiti alla moda, accessori elettronici, spendere in locali di lusso, vacanze di lusso.

Una vita nella quale VIVIAMO PER LAVORARE E NON LAVORIAMO PER VIVERE: si lavora a ritmi sempre più frenetici, l’americano medio lavoro quasi 50 h settimanali, non riposa mai, ha a malapena 15 gg di ferie l’anno, non stacca mail lo smartphone, è sempre raggiungibile, non gli è permesso riposare, staccare, rallentare, bisogna essere sempre più produttivi, produrre e lavorare sempre di più per SPENDERE E CONSUMARE DI PIU’.

È un circolo vizioso un vero buco nero dal quale non si esce: LAVORIAMO MORE & MORE per poi spendere sempre di più in oggetti che neanche abbiamo il tempo di goderci, per indebitarci con la carta di credito o con finanziamenti per comprare, comprare e non avere soldi da parte per goderci il tempo o decidere di lavorare di meno e iniziare a VIVERE.

Tutto questo: SIGNIFICA VERAMENTE ESSERE FELICI?

Il sogno americano del successo illimitato, della crescita esponenziale senza misura, del volere ambire sempre al di più, all’oltre, non è altro che la BUFALA COLOSSALE più grande del nostro millennio che ci ha portato solo a GUERRE, CRISI FINANZIARIE, ECONOMICHE, SOCIALI, discriminazioni raziali, etniche, religiose, alla distruzione del pianeta e alla distruzione della nostra società come individui, in quanto non siamo più persone, ma mezzi con i quali arricchirsi, siamo a tutti gli effetti dei portafogli ambulanti dai quali succhiare risorse per produrre e poi altre risorse per spendere.

LA RINASCITA SPIRITUALE PER LA VERA FELICITA’

Questo deve avere una fine, dobbiamo aprire gli occhi e iniziare a pensare, a guardarci allo specchio e chiederci: chi sono io? Cosa desidero veramente?

Capire chi siamo, cosa vogliamo, sviluppare una propria personalità, dei propri interessi scegliendo le attività, le passion e gli hobby che ci fanno stare bene e rendere felici è LA CHIAVE PER RICOMINCIARE E SCOPRIRE CHE IL VERO BENESSERE PARTE DA DENTRO E NON DA FUORI.

Lavorare tanto per avere sempre più soldi non porta altro che frustrazione e insoddisfazione, non lascia spazio al TEMPO DI QUALITA’, CI IMPEDISCE DI STARE CON LA FAMIGLIA, con LE PERSONE CHE AMIAMO, con GLI AMICI, CI IMPEDISCE DI DEDICARE TEMPO PER NOI STESSI, ALLE NOSTRE PASSIONI, HOBBY, GRUPPI DI INTERESSE.

NON DOBBIAMO PER FORZA GUADAGNARE TANTO O AVERE TANTE COSE PER ESSERE FELICI: L’ESSENZIALE È LA VERA RICCHEZZA.

Questo ci insegna il minimalismo: avere il giusto, avere ciò che veramente ci fa stare bene ci rende felici; questo non significa vivere da eremita, isolato e senza nulla, ma significa fare pulizia nella propria vita, togliere il superfluo e vivere di ciò che veramente ci appaga.

Possedere tutte le cose che si accumulano nelle nostre vite ci rende schiavi, non liberi e genera solamente confusione, ansia, caos e insoddisfazione.

Se provassimo ad aprire le nostre cantine, armadi, sgabuzzini e la casa in generale, troveremmo una miriade di oggetti inutili che non ci servono realmente e che magari neanche ricordiamo di possedere e ci renderemmo del senso di stress e confusione che tutto quell’accumulo ci suscita e paradossalmente, più accumuliamo più ci sentiamo vuoti, non appagati: svuotiamo i nostri conti, le nostre carte, ci riempiamo di oggetti e poi ci sentiamo vuoti, non ci sembra mai abbastanza e quindi cerchiamo più oggetti, spendiamo più soldi e non siamo mai felici.

LESS IS MORE

Se per la maggior parte delle persone è impossibile riconoscere di essere vittime del consumismo e dell’eccesso, per il quale siamo completamente controllati e dipendenti dagli oggetti, per altri si è aperto un nuovo spiraglio di luce con l’accettazione di uno stile di vita chiamato appunto Minimalismo, uno stile dove less is more, un lifestyle più vero, autentico, basato sulla sostanza e non sull’apparenza, basato sugli affetti, sentimenti, passioni e non sulle cose, sugli oggetti.

Si abbandona il senso di frustrazione confusione e preoccupazione che l’entrata di un nuovo oggetto può suscitare, per una scelta consapevole degli oggetti che realmente ci rendono felici.

Si abbandona il sentiero del consumismo, nel quale siamo vittime dei nostri oggetti, che umanizziamo e rendiamo protagonisti della nostra vita, per i quali proviamo preoccupazione e timore di perderli, romperli o rovinarli e di cui ce ne occupiamo e prendiamo cura quasi fossero persone.

Siamo fagocitati, soffocati e vittime dei nostri oggetti, che si trasformano inevitabilmente da fonte di piacere in fonte di stress.

Pensiamo di possedere gli oggetti ma sono loro che possiedono noi.

Il materialismo diventa dunque un diversivo da quale i minimalisti fuggono.

“Il minimalismo è un vero e proprio movimento che sta prendendo sempre più piede soprattutto in quelle nazioni come gli Stati Uniti d’America, dove il consumismo sfrenato è diventato quasi una religione per gran parte della popolazione.

Adottare una mentalità minimalista significa iniziare una piccola rivoluzione della propria vita.

In realtà non si tratta di niente di straordinario. Non fatevi ingannare dallo stereotipo che vuole i minimalisti come degli eremiti che vivono ai confini della società”.[1]

ESCLUDERE IL SUPERFLUO

Scegliere di eliminare l’eccesso facendo a meno del superfluo permette di svuotare la mente, liberare i pensieri e ci rende LIBERI di scegliere di cosa abbiamo veramente bisogno e cosa ci faccia piacere.

Quando possiedi solo il necessario hai modo di riflettere su chi sei, cosa sei e cosa desideri veramente ed inizi a fare selezione nella tua vita delle cose che davvero contano per te: elimini non solo gli oggetti in eccesso, ma fai una vera e propria pulizia spirituale dentro te stesso e degli ambienti che ti circondano.

Impari a selezione le attività che vuoi svolgere, impari a prioritizzare il tempo, ad organizzare al meglio la giornata come realmente ti soddisfa, impari a selezionare non solo gli oggetti ma anche le persone e i gruppi di cui fai parte, iniziando a prediligere le persone vere, gli amici sinceri, le relazioni sane e vantaggiose, che apportano valore e crescita personale, che ti fanno sentire amato, compreso, accettato e supportato.

Inizi a scartare le persone e gli ambienti negativi che tolgono solo tempo, risorse ed energie alla tua persona, prediligendo persone ed ambienti positivi che tirano fuori il meglio di te e ti fanno migliorare, conoscere più a fondo e ti rendono felice.

Diventi selettivo in ogni ambito della tua vita, prediligi la sostanza alla forma, inizi a capire cosa conta ed è importante per te e cosa non lo è.

Dai valore al tuo tempo, alla tua persona, alle persone che incontri, alle tue relazioni, rendi il tuo tempo un tempo di qualità.

Prediligere il necessario, scegliere il giusto permette di attuare una vera e propria pulizia spirituale e di ritrovare se stessi, la nostra essenza e di raggiungere un equilibrio interiore tale da sentirci felici ed appagati diventando la migliore versione di noi stessi non perché qualcuno ce lo impone dall’esterno ma come scelta personale fatta da noi per noi.

Finalmente hai la possibilità di scartare la distrazione e concentrarti su te stesso, su ciò che ti rende davvero felice prediligendo il presente, il momento, il qui ed ora.

Il minimalismo non è altro che un vero e proprio atto di minduflness: vivi il momento, elimini le cose inutili e vivi di emozioni, pensieri e non più di oggetti.

RIPRENDERE IL CONTROLLO DELLA PROPRIA VITA

Scegliere il minimalismo significa riprendere il controllo della propria vita.

Nei momenti di sconforto quando hai la sensazione di non vivere la tua vita a pieno, se pensi di vivere ogni giornata senza lasciare il segno, se non ti senti appagato o protagonista della tua esisstenza, avere meno ti permette di rendertene conto prima che sia troppo tardi.

“Senza le distrazioni tipiche degli oggetti e l’effimera sensazione di piacere che danno subito dopo averli comprati, ci si ritrova a tu per tu con la propria vita.

E quando sei con le spalle al muro, solo con te stesso, non puoi scappare comprando qualcosa di cui non hai bisogno o attaccandoti a uno smartphone”[2].

3 STEP PER DIVENTARE MINIMALISTI[3]

Diventare minimalisti inizia con  semplici azioni: eliminare tutto il superfluo.

Tutto ciò che non serve a nulla va allontanato dalla tua vita.

 Si può iniziare questo percorso seguendo 3 step:

  • Elimina tutte le app inutili dal tuo smartphone. Successivamente, disattiva le notifiche di tutte quelle app che non hanno alcun valido motivo per distrarti: il widget del meteo, l’email secondaria, i social network etc.
  • Prendi tutti i vestiti e gli accessori che non utilizzi mai e mettili in uno scatolone. Non buttarli, perché al termine del tuo tentativo di diventare minimalista potrai regalarli ed evitare sprechi inutili.
  • Prendi tutti gli oggetti che fanno parte della tua vita quotidiana (dagli occhiali da vista alle penne per scrivere) e determina quali sono davvero necessari. Elimina almeno il 50% di questi oggetti.
  • Dopo aver fatto pulizia, molti provano un senso di grande libertà.

 Hai la sensazione di tornare a respirare, di avere più spazio intorno a te. Sembra di poterti finalmente concentrare su ciò che hai accantonato nel corso degli anni. La tua vita è finalmente sotto controllo.

VIVERE MEGLIO VIVENDO CON MENO[4]

Vivere minimalista è una scelta molto personale.

Non è una formula magica per la felicità, ma è un buon modo di fare ordine e tornare ad avere spazio intorno a sé e nella propria mente.

Serve a farti capire se la tua vita sta andando nella direzione che hai scelto oppure se ti stai facendo trascinare da altri. Che siano persone, oggetti o distrazioni.

In fondo non abbiamo bisogno di molto per stare bene. Si può vivere meglio vivendo con meno.

[1] Gianluca Gotto

[2] Gianluca Gotto

[3] mangiavivviviaggia

[4] mangiaviviviaggia

Canapa, cannabis, marijuana sono tre termini troppo spesso confusi.

Quando si parla di “erba” si assiste spesso a una confusione terminologica.

La marijuana è una sostanza psicoattiva che si ottiene facendo essiccare le infiorescenze della Cannabis sativa.

Non tutte le varietà di questa pianta sono però sfruttate a scopo ricreativo: solo quelle che appartengono al genotipo THCAS (volgarmente definite “canapa indiana”) hanno effetti psicoattivi dovuti al contenuto di tetraidrocannabinolo (THC), una sostanza psicotropa che provoca euforia, rilassamento, appetito, disorientamento spazio temporale.

Se il normale contenuto di THC in una pianta di cannabis è pari al 5-8%, oggi sono subentrate colture intensive di varietà che possono arrivare al 38% di THC, cioè 5 o 6 volte di più.[1]

PROPRIETA’ & CARATTERISTICHE[2]

La cannabis ha degli effetti sul corpo umano indotti dal suo utilizzo sono molteplici e dipendono prettamente dalle percentuali delle diverse molecole presenti nel preparato e dalle modalità di somministrazione.

La cannabis è a tutti gli effetti un farmaco, utile in diverse malattie, senza effetti collaterali.

È una sostanza che può indurre dipendenza, e alla lunga provocare danni al fisico e alla mente.

Il dibattito sulla cannabis, con diverse sfumature, ruota da tempo su queste due posizioni in netto contrasto.

Tra gli effetti che comporta il consumo di cannabis, troviamo l’effetto analgesico e rilassante come il principale.

Ciò avviene perché le principali sostanze contenute nella marijuana interagiscono con i recettori endocannabinoidi, particolari proteine responsabili della regolazione di dolore, appetito, umore e memoria.

In condizioni fisiologiche, per regolare queste funzioni, il nostro organismo produce sostanze molto simili –gli endocannabinoidi– a quelle presenti nel vegetale.

La cannabis terapeutica è stata centro di interesse e dibattito per molti medici, ricercatori e pazienti per molti anni.

È utile contro il dolore di il dolore, la spasticità e diversi sintomi che non si risolvono con i farmaci.

In Italia, dal 2006 è possibile ricorrere a preparazioni magistrali a base di cannabis per uso medico e dal 2013 è possibile ottenere la prescrizione per il Sativex, un farmaco usato per ridurre la spasticità dovuta a sclerosi multipla.

L’utilizzo medico della sostanza è stato approvato dal Ministero della Salute che lo ha approvato per trattare, oltre ai sintomi della sclerosi multipla, anche il dolore cronico, la nausea e il vomito causati dalle terapie antitumorali e da quelle per l’HIV, i disturbi legati alla sindrome di Gilles de la Toruette e la perdita di appetito dovuta a cachessia e anoressia.

LE MOLECOLE RESPONSABILI DEGLI EFFETTI SULL’ORGANISMO

Il THC (tetraidrocannabinolo) e il CBD (cannabidiolo) sono gli elementi responsabili rispettivamente dell’effetto farmacologico e dell’effetto per tamponare l’effetto farmacologico.

Al fine di ottenere un effetto terapeutico è fondamentale il controllo del dosaggio.

Se si rispettano gli standard di legge, la cannabis viene difatti considerata un fitoterapico.

E’ bene ricordare tuttavia, all’interno delle infiorescenze sono presenti centinaia di molecole appartenenti alla famiglia dei terpeni e dei flavonoidi fondamentali per ottenere l’effetto farmacologico in quanto aiutano il legame di THC e CBD ai recettori.

L’USO PER PATOLOGIE NEGLI UTLIMI ANNI

Nel 2016 sul mercato erano presenti 5 farmaci (prodotti dall’azienda olandese Bedrocan) a base di cannabis –ognuno contenente una percentuale differente delle diverse molecole attive- utilizzati principalmente per il controllo di nausea, vomito, appetito nei pazienti sottoposti a chemioterapia.

Accanto a questo utilizzo, ben documentato dalla letteratura scientifica, si affiancano alcuni studi sui vantaggi dell’utilizzo della cannabis nel controllo del dolore cronico.

Oltre a queste indicazioni la canmabis a scopo terapeutico viene utilizzata nella gestione del dolore in chi soffre di sclerosi multipla e sindrome di Tourette. Inoltre da alcuni anni è disponibile Sativex, un farmaco contenente solo THC e CBD utile nel controllo degli spasmi muscolari dovuti alla sclerosi multipla.

In questo caso non si tratta dell’utilizzo delle infiorescenze e per questa ragione, in quanto mancano terpeni e flavonoidi, gli studi su Sativex hanno dimostrato che il prodotto non è efficace nel controllo del dolore.

MODALITA’ DI ASSUNZIONE

Innanzitutto una premessa: i cannabinoidi presenti nel mondo vegetale per esplicare la loro azione devono essere attivati mediante un processo chimico noto comedecarbossilazione”.

Si tratta di una reazione che avviene quando le molecole sono sottoposte ad alte temperature, oltre i 100 gradi centigradi.

Ecco perché tra le vie più utilizzate c’è il fumo, la vaporizzazione e l’infusione. La scelta dipende dall’effetto che si vuole ottenere e dalla formulazione farmaceutica di partenza (olio, cartine ecc…).

STUDI E SCOPERTE

In letteratura scientifica esistono numerosi studi e ricerche da molti anni che portano avanti tesi sulle più sensazionali proprietà della cannabis in ambito medico.

Grazie allo studio pubblicato dalla National Academies of Sciences americana nel 2017, la quale ha esaminato la mole delle ricerche che ormai da anni vengono pubblicate sull’uso della cannabis per scopi medici o ricreativo, è stato possibile stabilire per la prima volta con una certa chiarezza quali siano gli effetti positivi e negativi sulla salute dell’impiego della cannabis.

IL THC

La cannabis agisce come farmaco, grazie all’effetto dei cannabinoidi, tra i quali il più famoso è il THC, il quale apporta sia gli effetti psicoattivi della canapa sia delle sue proprietà farmacologiche.

La proprietà fondamentale del THC è la sua innata propensione al legarsi facilmente in maniera specifici ai ricettori presenti sulla superficie delle cellule dell’organismo.

Il nostro organismo solitamente produce in modo naturale molecole quali gli endocannabinoidi, coinvolte in tantissime funzioni fisiologiche, dall’appetito al metabolismo, dalla memoria alla riproduzione.

Sebbene vi sia stato un acceso dibattito tra chi considerava la cannabis come utile ausilio medico e chi invece riteneva i suoi benefici sopravvalutati, e i rischi per la salute non trascurabili, oggi è indubbio che i benefici della cannabis superano gli svantaggi, tutto sta, nella regolazione del suo impiego.

Secondo il rapporto suddetto della National Academies of Sciences americana, che consiste in una vera e propria revisione della letteratura scientifica pubblicata a partire dal 1999 – oltre 10mila studi – è possibile confermare che la cannabis è un trattamento assai efficace del dolore cronico degli adulti, in particolare di quello dovuto alla spasticità in malattie come la sclerosi multipla.

In questo settore l’evidenza viene definita “conclusiva”, e la cannabis un farmaco valido e anche più sicuro rispetto ai farmaci oppioidi.

L’altro campo in cui si conferma efficace è il trattamento della nausea e del vomito indotto dalla chemioterapia nei pazienti affetti da tumori.

Altri effetti positivi sono stati provati (con minore azione probatoria tuttavia) sull’effetto della cannabis medica per contrastare e migliorare i disturbi del sonno per i pazienti affetti da svariate malattie.

Vi sono evidenze (anche se più limitate) che l’uso di cannabis aiuti che aiuti a migliorare l’appetito e la perdita di peso delle persone malate di Aids, a migliorare i sintomi della sindrome di Tourette, una malattia neurologica, o il disturbo d’ansia, tutte condizioni per le quali è stata sperimentata o viene utilizzata dai pazienti.

Non sembra invece che serva in alcun modo per tutta una lista di malattie che vanno dal glaucoma alla sclerosi laterale amiotrofica, dalla sindrome del colon irritabile al morbo di Parkinson e all’epilessia (mancano evidenze sia in un senso, serve a qualcosa, sia nell’altro, non serve a niente).

Più nel dettaglio a livello terapeutico, la pianta può essere utile per diverse applicazioni: ecco quali sono i suoi principali benefici.[3]

Sclerosi multipla

La cannabis terapeutica si è dimostrata efficace nel trattamento della rigidità muscolare e della spasticità causate sclerosi multipla. Secondo diversi studi, l’uso di alcuni cannabinoidi può migliorare alcuni dei sintomi legati a questa patologia. In Italia, il Ministero della Salute ha consentito l’utilizzo della marijuana medica contro la spasticità e, nel 2013 ha approvato l’introduzione di un farmaco apposito, il Sativex, che può essere prescritto con Ricetta RNRL, relativa ai medicinali soggetti a prescrizione medica limitativa, da rinnovare volta per volta, vendibili al pubblico su prescrizione di centri ospedalieri o di specialisti.

Dolore cronico

Già nel 2017, un rapporto delle Accademie Nazionali di Scienze, Ingegneria e Medicina aveva indagato i possibili benefici della sostanza contro il dolore cronico. Il report evidenziava il fatto che i pazienti trattati con cannabinoidi avessero maggiori probabilità di sperimentare una significativa riduzione del dolore. Poi, qualche mese fa, un gruppo di ricercatori canadesi è tornato ad occuparsi della materia con uno studio pubblicato sul Canadian Journal of Anesthesia, che ha valutato l’efficacia della cannabis sul dolore di circa mille pazienti. Tra le persone che hanno completato lo studio, la maggior parte faceva affidamento sulla marijuana per alleviare il dolore e i risultati hanno mostrato un miglioramento nell’intensità del dolore e dei sintomi di salute generale. In Italia, è possibile ricorrere alla cannabis terapeutica per combattere il dolore cronico, nel caso i trattamenti tradizionali non si siano rivelati efficaci.

Nausea e vomito

La cannabis e i cannabinoidi sono stati studiati anche in relazione alla nausea e al vomito causati da radioterapia e chemioterapia, i due principali trattamenti contro il cancro. Diversi studi sono stati condotti in questa direzione e hanno dimostrato i benefici della marijuana medica contro la nausea, il vomito e la perdita di appetito, legati ai trattamenti antitumorali. Un recente studio ha dimostrato l’efficacia del CBD per contrastare e ridurre nausea e vomito. Inoltre, diversi medicinali a base di cannabis sono stati approvati dalla Food and Drug Administration statunitense, utilizzati proprio nel trattamento di questi sintomi. Anche in Italia, il Ministero della Salute approva l’uso della cannabis terapeutica per questo scopo.

Tumori

La marijuana medica può essere efficace anche contro diversi tipi di cancro. Nel 2007, per esempio, un gruppo di ricercatori di San Francisco ha condotto uno studio, mostrando le potenzialità del cannabidiolo (CBD), rivelatosi in grado di inibire uno dei regolatori chiave del potenziale metastatico del cancro al seno. “I cannabinoidi- avevano concluso i ricercatori- riducono la crescita delle cellule aggressive del cancro al seno umano”. Successivamente, nel 2014, i cannabinoidi sono stati identificati anche come inibitori della crescita del glioma, un tumore del Sistema nervoso centrale: studiando l’effetto di THC e CBD, sia da soli che in combinazione con la radioterapia, i ricercatori hanno concluso la possibilità dei cannabinoidi a “stimolare le cellule del glioma a rispondere meglio alle radiazioni ionizzanti e suggeriscono un potenziale beneficio clinico”.

Salute oculare

Già negli anni ’70, i risultati di alcuni studi mostravano che la cannabis terapeutica era in grado di ridurre per qualche tempo la pressione intraoculare, fattore chiave per il glaucoma, una malattia del nervo ottico, garantendo il mantenimento della salute oculare. È stato dimostrato che i cannabinoidi riescono a ridurre la pressione intraoculare se somministrati per via orale, endovenosa o per inalazione, ma non se la somministrazione avviene direttamente sull’occhio. Sembrano efficaci, quindi, pillole e iniezioni di cannabinoidi e il fumo di cannabis.

Alzheimer

Uno studio risalente al 2006 ha dimostrato che il THC è in grado di inibire l’enzima acetilcolinesterasi (AChE), marcatore patologico chiave dell’Alzheimer, prevenendo “l’aggregazione del beta-peptide amiloide (Abeta)”, che forma le placche in grado di uccidere le cellule del cervello. La cannabis terapeutica può essere quindi in grado di rallentare la progressione della malattia.

Infiammazioni intestinali

Già nel 2009, alcuni studiosi britannici individuarono un’interazione tra la marijuana medica e alcune delle cellule del nostro corpo che hanno un ruolo importante nella regolazione delle funzioni intestinali. “Le sostanze chimiche presenti nella cannabis- scrivevano- potrebbero rivelarsi un trattamento efficace per le malattie infiammatorie intestinali, la colite ulcerosa e il morbo di Crohn”. Infatti, test di laboratorio dimostravano il potenziale ruolo di THC e CBD nelle funzioni intestinali. Recentemente, anche un gruppo di ricercatori italiani ha indagato gli effetti della cannabis sull’infiammazione intestinale.

Danno cerebrale

La cannabis sembra avere anche proprietà neuroprotettive, stando agli studi su dati clinici e di laboratorio. Oltre a proteggere il cervello da un trauma, i cannabinoidi possono intervenire anche dopo un danno cerebrale, quale ictus o trauma cranico. Uno studio del 2002 ha mostrato la formazione di cannabinoidi cerebrali endogeni anche dopo un trauma cranico, nel ratto e nel topo. Non solo: “quando somministrati dopo un trauma cranico- spiegavano gli studiosi- riducono il danno cerebrale. Si notano una significativa riduzione dell’edema cerebrale, un migliore recupero clinico e una riduzione del volume dell’infarto e della morte delle cellule dell’ippocampo”.

Artrite reumatoide

I benefici della cannabis terapeutica si estendono anche ai pazienti che soffrono di artrite reumatoide. Una ricerca tedesca ha analizzato l’effetto del CBD in questo campo, mostrando la sua capacità di ridurre la vitalità e la produzione dei principali autori della distruzione articolare. Il CBD sembra quindi avere proprietà antiartritiche, che potrebbero aiutare i pazienti a combattere l’infiammazione.

EFFETTI NEGATIVI & CONTROINDICAZIONI[4]

Per quanto riguarda i possibili effetti negativi sulla salute di chi fuma la marjuana, il rapporto conferma l’idea che è in generale “meno pericolosa” di altre droghe, innanzitutto perché non è mai stata stabilita con certezza neppure una morte per overdose da cannabis.

Non è però neppure così innocua come molti tenderebbero a credere. L’analisi conferma alcuni dei sospetti di danni.

Innanzitutto, i fumatori di lunga data rischiano di più la bronchite e altri sintomi respiratori. Le donne incinte che ne fanno uso hanno una probabilità maggiore di partorire bambini con peso più basso alla nascita. E, in generale, chi la consuma abitualmente ha un rischio più alto di schizofrenia e psicosi. Oltre che di incidenti in macchina.

EFFETTI SU ALTRE PATOLOGIE[5]

Vi sono evidenze poco convincenti che l’uso di cannabis possa peggiorare i sintomi di depressione o le idee suicide e l’ansia, e che abbia a che fare con alcune malattie che talvolta sono state associate al suo consumo, come il cancro ai testicoli o gli attacchi di cuore.

In compenso c’è un’evidenza non definitiva, ma comunque moderata, che peggiori l’apprendimento, la memoria e l’attenzione.

Nessun legame è stato invece stabilito con i tumori comunemente associati al fumo di sigarette, come quello al polmone, e con altri tipi di tumori, asma o malattie cardiovascolari.

EFFETTI COME DROGA E SU ALTRE DROGHE[6]

Sul sospetto che la marjuana sia la porta d’ingresso per consumo di droghe pesanti, il rapporto ha trovato prove da “limitate” a “moderate”.

Mentre ne ha trovato di “sostanziali” sul fatto che più è forte il consumo più si rischia di incorrere successivamente in dipendenza.

Ci sono fattori che fanno rischiare di più (anche su questo aspetto l’evidenza è “sostanziale”) di finire in questa situazione: sono l’essere maschio, il fumare anche sigarette, il fatto di avere un disturbo depressivo e di avere cominciato molto presto.

Altri elementi ritenuti finora fattori di rischio, come il fatto di soffrire di ansia o disturbo bipolare, disturbo da deficit dell’attenzione o dipendenza da alcol o tabacco, sembrano invece meno importanti. Anche per il rapporto, insomma, la marijuana si conferma assai meno pericolosa di altre droghe, ma non così innocua come si tenderebbe a credere.

COLTIVAZIONE DELLA CANNABIS [7]

In termini di coltivazione si parla di Cannabis Light per indicare delle infiorescenze della cannabis con un basso contenuto di THC. Queste sono derivanti dalla coltivazione delle varietà Sativa, ossia la canapa industriale.

Con l’introduzione della normativa del 2017 si stabiliscono tutti i limiti di una legge dedicata all’uso industriale, e quindi non alla completa legalizzazione della cannabis.

Tale provvedimento ha dato vita a un nuovo stile di produzione e consumo della cannabis nel nostro Paese.

CANAPA E CANNIBIS: UNA STORIA ANTICA[8]

Come abbiamo analizzato precedentemente, la canapa per uso tessile fa parte della tradizione industriale del nostro Paese.

A titolo di esempio ricordiamo che la marina mercantile italiana, fin dopo l’ascesa delle repubbliche marinare, veniva allestita grazie alla fibra di questa pianta.

Fino ai primi anni del Dopoguerra, la coltivazione della canapa ha rappresentato uno dei comparti più vivi del settore agricolo-manifatturiero.

Dopo la Seconda guerra mondiale, però, questa importante coltivazione fu abbandonata. Le principali ragioni furono due.

La prima fu di tipo industriale, a causa del sopravvento del cotone, delle fibre sintetiche e della produzione di cellulosa dal legno (ossia la carta).

La seconda ragione è da ricercare nel proibizionismo, quest’ultimo importato dagli Stati Uniti.

L’interesse per la canapa industriale era forte fi dagli inizi del secolo scorso anche negli Usa

Difatti, si produceva la carta di canapa e si realizzavano materiali per l’epoca innovativi con la fibra di questa pianta. L’olio di cannabis veniva utilizzato per produrre carburante per auto.

E’ oramai storia il fatto che il primo grande produttore di automobili americane, Henry Ford, costruì la Hemp body car, un prototipo di automobile realizzato con fibra di canapa che, tra l’altro, si alimentava con bio-carburante all’etanolo di canapa.

La pianta era in sostanza una materia prima eco-sostenibile che avrebbe potuto alimentare numerosi settori industriali.

Ovviamente, per contrastare l’ascesa della canapa nel settore automobilistiAsopraggiunsero gli interessi dei magnati dell’industria dell’editoria (con il magnate William Randolph Hearst),  e dell’industria chimico-petrolifera.

La minaccia per l’industria del petrolio era tale a causa della diffusione dei prodotti concorrenziali a base di canapa, molto più economici e di qualità superiore.

Ingenti somme per la produzione di fibre derivanti dal petrolio (oggi, tutti conosciamo il nylon e il cellophane) vennero investite da alcune aziende petrolifere come la Du Pont (multinazionale attiva e potente ancora oggi).

Dunque, per evitare il tracollo economico, i vertici dell’azienda sarebbero corsi ai ripari esercitando pressioni politiche per far entrare in vigore una legge proibizionista nei confronti della canapa.

Un’altra teoria, alternativa o aggiuntiva, ma comunque probabile, sul motivo che ha portato gli Stati Uniti alla proibizione della cannabis è da ricercare nel crescente razzismo verso i neri e i messicani, che stava attecchendo anche il quel periodo. Essendone queste popolazioni, generalizzando, forti consumatrici, si divulgò in breve tempo il deprecabile sillogismo:

  • Neri e messicani = Consumo di cannabis
  • Criminalità = Neri e messicani
  • Consumo di cannabis = Criminalità

Con l’attuazione di una vera e propria campagna mediatica di criminalizzazione della cannabis capeggiata dai giornali del gruppo Hearst, gruppo editoriale molto influente sia all’epoca che oggi (la Hearst Corporation controlla Fitch Ratings, una delle tre agenzie internazionali di valutazione del credito più influenti al mondo), la cannabis fu degradata a pianta criminale.

Alla cannabis fu dato l’appellativo di marijuana, parola messicana quasi sconosciuta all’epoca. In questo modo la pianta iniziò ad evocare un Paese, il Messico, contro cui gli Usa avevano da non troppo tempo combattuto una guerra.

Inoltre furono realizzate campagne mediatiche di propaganda razzista basate sulla disinformazione circa i reali effetti della cannabis Indica.

Campagne informative false che miravano a una vera e propria demonizzazione della cannabis. Nei filmati dell’epoca si possono vedere allegre compagnie di amici che, dopo aver assunto “marijuana”, impazziscono nel giro di pochi minuti e finiscono per uccidersi in modo violento l’un l’altro.

Così, nel  1937 fu approvata una legge, la Marijuana tax act, che proibiva, in modo diretto o indiretto, la coltivazione della cannabis per qualsiasi uso, anche industriale o terapeutico.

Da qui in poi molti paesi occidentali, tra cui il nostro, si sono adeguati alla decisione americana (con alcuni distinguo come l’Olanda).

La conseguenza di tutto ciò è che la cannabis, da allora, viene considerata una droga pericolosa, da perseguire con ogni mezzo.

SITUAZIONE ODIERNA NEGLI USA[9]

Oggi sono gli stessi Stati Uniti a rivedere la loro posizione. In molti stati americani, infatti, l’uso e il consumo di cannabis è ritornato ad essere legale. E questo è vero non solo per la cannabis industriale o per quella terapeutica, ma anche per l’erba a uso ricreativo, tanto demonizzato in passato.

L’esempio più lampante è quello della California, dove a partire dai primi giorni del 2018 la marijuana è stata legalizzata.

CANNABIS, CANNABIS LIGHT E CANNABIS TERAPEUTICA, LA NORMATIVA ITALIANA[10]

Per fortuna negli ultimi anni anche nel nostro Paese vi è stata una profonda revisione della legislazione. Questa poneva in passato grossi limiti finanche nella coltivazione della cannabis light, la canapa industriale. Da qualche tempo si cerca di rivalorizzare questa straordinaria pianta, quantomeno per gli usi tecnici e, soprattutto, per quelli terapeutici.

Normativa sulla canapa per uso industriale. La legge 242

Oggi la produzione della cannabis light, ossia la canapa per uso industriale, è di nuovo in auge. L’attuale normativa ne consente la coltivazione, purché il contenuto di thc sia inferiore allo 0,2%.

Un altro appellativo della cannabis light è marijuana leggera. In sostanza è un’erba che non “sballa”, ma rilassa, grazie al buon contenuto di CBD, altro principio attivo della cannabis.
In realtà la nostra legislazione non hai mai vietato la coltivazione della canapa per uso industriale.

Vi è stata però un’errata interpretazione della legge, con la conseguente persecuzione da parte delle forze dell’ordine. Questo soprattutto negli Anni ‘70 e ‘80, quando qualcuno cercava di riprendere la coltivazione della cannabis light, per fibra o per seme.

Questa errata interpretazione è stata prassi fino all’emanazione, nel 1997, di una comunicazione del ministero delle Politiche agricole e forestali, integrata con la circolare n.1 dell’8 maggio 2002. In questo documento si sono disciplinati i limiti per la coltivazione della canapa industriale.

Alla fine del 2016 è stato approvato il decreto di legge numero 242. Questa legge, recante “Disposizioni per la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa” è entrata in vigore il 14 gennaio 2017.

La cannabis light ha incontrato un grandissimo favore da parte del pubblico, soprattutto negli adulti con più di trent’anni. Molti, infatti, ne hanno gradito l’approccio “soft”.

Grazie alle possibilità offerte dalla produzione e dalla commercializzazione della cannabis light, stanno nascendo centinaia di aziende agricole italiane. Sono spesso formate da giovani imprenditori che assumono giovani tecnici e giovani operai, creando anche un notevole indotto economico.

Queste aziende stanno contribuendo in modo importante all’enorme rilancio della coltivazione di cannabis nostrana, da sempre considerata un’eccellenza mondiale.

Insomma, sembra che il consumo a fini ricreativi della cannabis stia uscendo dall’illegalità e dall’ombra lunga delle mafie. Vedremo se tutto questo permetterà di mettere le basi per una vera e propria legge sulla legalizzazione.

Anche per quanto riguarda l’importante aspetto della cannabis terapeutica sono stati fatti negli ultimi anni importanti passi in avanti. Lo stato ne ha iniziato, in uno stabilimento militare di Firenze, una prima produzione.

Questa è prescrivibile e acquistabile (non senza difficoltà) dai pazienti che ne hanno diritto e a cui viene legalmente prescritta.

APPENDICE

CURIOSITÀ SULLA CANNABIS & STORIA [11]

STORIA

La cannabis come abbiamo detto ha una storia antica.

Sebbene le origini esatte della Cannabis sativa (la pianta da cui si ricava la marijuana) non siano note, si pensa possa aver avuto origine in Asia centrale.

Le prime evidenze tangibili del suo utilizzo risalgono al Neolitico (8.000 – 5.000 a.C.), quando veniva utilizzata per produrre fibre tessili e reti da pesca e ne venivano consumati i semi.

Tracce di queste consuetudini sono state trovate in siti neolitici di Cina, Siberia, Taiwan, Turkestan e Hong Kong. Residui di semi di cannabis bruciati sono stati rinvenuti in Romania. La più antica testimonianza letteraria legata alla marijuana usata in ambito medico si troverebbe invece nella letteratura cinese, ma su questo punto non tutti gli storici si trovano d’accordo.

ESPERIENZE “DIVISE”

Gli effetti del consumo di marijuana potrebbero essere diversi a seconda del genere. Uno studio sui ratti compiuto nel 2014 dagli psicologi della Washington State University ha evidenziato che le femmine sono più sensibili agli effetti analgesici del THC e che sviluppano più facilmente tolleranza alla sostanza (cioè devono aumentare la dose per ottenere lo stesso effetto), un fenomeno che può aprire le porte alla dipendenza.

La differenza sarebbe dovuta al ruolo degli estrogeni, i principali ormoni sessuali femminili. In ogni caso, almeno in Italia, i maschi fumano più spinelli rispetto alle ragazze: a ogni consumatrice corrispondono quasi due consumatori maschi.

PERICOLI IN ADOLESCENZA

Completamente unisex sono invece i danni che un consumo costante di marijuana può fare sul cervello – ancora in pieno sviluppo – degli adolescenti, i suoi principali consumatori.

In questo periodo più che in altri il cervello vive una fase di pieno sviluppo, rafforzamento e sfoltimento di precise connessioni neurali.

Il corretto funzionamento delle sue cellule è pertanto essenziale.

Il THC è simile agli endocannabinoidi, neurotrasmettitori naturali del cervello, e interferisce con la loro azione compromettendo le funzioni nervose. Danneggiando le sinapsi e lasciando i neuroni privati del loro naturale sistema di regolazione, il THC può favorire, con il tempo, l’insorgenza di depressione, schizofrenia, psicosi e disturbi nell’apprendimento.

Per alcuni ricercatori, l’uso costante di marijuana in questa particolare fase dello sviluppo finisce col produrre danni permanenti alle connessioni neurali.

 IN MEDICINA

L’azione prolungata del THC è stata anche collegata a danni non neurologici come un rischio raddoppiato di contrarre un tumore ai testicoli (per l’alterazione del sistema endocannabinoide, che è coinvolto anche nella regolazione della sintesi degli ormoni sessuali) e un accentuato rischio di infarto (perché aumenta frequenza di battito e pressione sanguigna).

Tuttavia, i benefici della marijuana in ambito medico – e quindi controllato – sono noti da millenni e includono effetti analgesici sul dolore cronico o di malati terminali, l’attenuazione degli effetti di malattie auto-infiammatorie e di alcuni disturbi legati alle demenze, benefici contro l’artrite, i tremori del Parkinson e gli effetti collaterali della chemioterapia, e buoni risultati nel trattamento di ansia patologica e disturbo post-traumatico da stress.

VARIETA’

La varietà più potente di marijuana è la Sinsimilla, che si ricava impedendo alle infiorescenze delle piante femmine di Cannabis di essere impollinate. La pianta rimane senza semi e produce un alto contenuto di resina, con un’alta concentrazione di THC.

 EFFETTI SUI CANI

Gli animali domestici non sono immuni agli effetti del THC: il “fumo passivo” sortisce sui cani effetti molto più macroscopici di quelli che ha sull’uomo.

E sono in aumento i casi di compagni a quattro zampe che finiscono nei pronto-soccorsi veterinari per aver ingerito per sbaglio pezzetti di hashish lasciati in giro dai padroni. Quando accade, gli animali presentano pupille dilatate, iper eccitamento e movimenti muscolari incontrollati. Gli si somministrano terapie di sostegno e lavanda gastrica e si aspetta, sperando che l’effetto passi nel giro di 24 ore.

FAME CHIMICA

Non è una suggestione: fumare cannabis fa davvero venire fame, e il motivo è da cercare ancora una volta negli effetti del THC. Questo principio attivo si lega infatti a una molecola presente nei neuroni del bulbo olfattivo, la zona del cervello che riceve gli stimoli provenienti dal naso: questo fa sì che la sensibilità agli odori risulti amplificata, aumentando di fatto l’appetito.

LA CANAPA (CANNABIS) E IL LEGAME CON L’ISOLA DI PASQUA

La canapa avrebbe un legame inaspettato anche con i misteriosi Moai dell’Isola di Pasqua. Secondo uno studio della California State University pubblicato nel 2012, per spostare le colossali statue di oltre 4 tonnellate di peso gli antichi polinesiani potrebbero essersi di corde di fibre di canapa intrecciate. Tese da 18 persone, avrebbero fatto percorrere alle sculture anche 100 m in poco meno di un’ora.

VENERAZIONE DELLA CANNABIS

Per i seguaci del rastafarianesimo, un movimento religioso sviluppatosi in Jamaica a partire dal Cristianesimo negli anni ’30 del Novecento (e all’origine della cultura “rasta”) la marijuana è un’erba non solo medicinale, ma anche da usare come ausilio nella meditazione e nella preghiera. Ritengono che il suo uso sia citato nella Bibbia e sia necessario per raggiungere una sorta di illuminazione spirituale.

CONTAMINAZIONE NELLE CITTA’

Uno studio del 2012 condotto in varie città italiane dall’Istituto di Inquinamento Atmosferico di Roma del CNR ha evidenziato tracce di marijuana – non massicce, ma comunque ben rintracciabili – nell’aria attorno al Colosseo e al Pantheon a Roma, e in quella di Torino, Firenze, Bologna, Milano e Napoli, con il capoluogo toscano in cima alla lista per le concentrazioni di “erba” (probabilmente per il gran numero di studenti che ospita).

DIFFERENZE TRA CANNABIS INDICA E SATIVA [12]

La differenza tra cannabis indica e cannabis sativa riguarda diversi aspetti: l’origine, la posizione geografica, il tempo di fioritura, i principi attivi, gli effetti psico-fisici e gli utilizzi.

CANNABIS SATIVA ORIGINI

La cannabis sativa ha origine in zone molto calde ed umide tipicamente Asiatiche, dalla Cina Occidentale all’India Settentrionale tra cui Thailandia, Cambogia, America Centrale, Colombia, Messico e Brasile. La canapa sativa è caratterizzata da foglie lunghe e sottili, un fusto alto e slanciato, tempi di fioritura molto lunghi che possono raggiungere i dieci mesi. Si tratta di una pianta molto resistente, non suscettibile a muffe al contrario della specie indica.

CANNABIS SATIVA EFFETTI

Gli effetti della cannabis sativa vengono chiamati “effetti hight – effetti alti” perché rivolti in particolare alla sfera psichica e celebrare: se assunta aumenta il senso creativo ed euforico.

Le sue qualità si esprimono al massimo grado sugli effetti psico-fisici che offre: aumenta l’energia positiva, contrasta l’ansia e la depressione portando una maggiore creatività e voglia di fare. Riduce la nausea portando un senso di pace e benessere al corpo e alla mente.

 CANNABIS INDICA ORIGINI

La cannabis indica ha origine in zone molto calde e secche tipicamente Mediorientali tra cui Afghanistan, Pakistan, India, Turchia. La canapa indica è caratterizzata da foglie larghe e un fusto corto e robusto, i suoi tempi di fioritura sono brevi, per questo è spesso privilegiata dai coltivatori. Rispetto alla canapa sativa nel momento della fioritura è necessaria attenzione e cura perché soggetta a muffe di vario tipo.

CANNABIS INDICA EFFETTI

Gli effetti della cannabis indica vengono chiamati “effetti stone – effetti pietra” perché rivolti in particolare al corpo e agli aspetti fisici in generale: se assunta aumenta i sensi e le percezioni corporee. Le sue qualità benefiche a livello psico-fisico sono svariate: rilassa e distende i muscoli del corpo migliorando contratture e dolori articolari. Aiuta a contrastare l’insonnia migliorando la qualità del sonno, riduce lo stress e l’ansia portando calma e serenità allo spirito, riduce i dolori e le infiammazioni.

 LA COLTIVAZIONE DI CANNABIS

Coltivare cannabis però non è propriamente un’attività “green”, a meno che non si coltivi all’esterno, o sotto LED a basso consumo energetico. In base a un report pubblicato nel 2011 dal Lawrence Berkeley National Laboratory (USA), per un singolo spinello si producono, nelle coltivazioni indoor, circa 0,9 kg di CO2, l’equivalente di quanto emesso da una lampadina accesa per 17 ore.

[1] Focus

[2] https://www.fondazioneveronesi.it/

[3] https://www.clinn.it

[4] Focus

[5] Focus

[6] Focus

[7] Coltivazionebiologica.it

[8] Coltivazionebiologica.it

[9] Coltivazionebiologica.it

[10] Coltivazionebiologica.it

[11] Focus

[12] https://www.olfattiva.it

Fin dalla antichità la canapa è stata impiegata non solo per le sue proprietà mediche, ma anche in diversi settori tra i quali quello della carta, il tessile, la cosmesi, la bioedilizia e molto altro.

Attualmente, vista la crescente attenzione ai prodotti green ed ecosostenibili, si è data sempre più risonanza alla coltivazione di canapa e al suo impiego, grazie ai notevoli benefici in termini ambientali che questa coltura apporta.

Difatti, la sua proprietà di coltura biocompatibile ed ecologica, la cui coltivazione non richiede pesticidi, erbicidi o fertilizzanti, ma anzi, bonifica e arricchisce la struttura dei terreni in cui viene introdotta e la capacità di crescere velocemente e con poche risorse, permettono alla canapa di annoverarsi come una delle principali colture ecosostenibili del pianeta.

 CANAPA: CARATTERISTICHE, PROPRIETÀ, USO E BENEFICI

La Canapa, è definita: pianta erbacea delle Cannabacee (Cannabis sativa), alta oltre 2 m, con stelo diritto, fistoloso e peloso e foglie stipolate e picciolate, composte da 5-11 foglioline lanceolate; è estesamente coltivata per la fibra che se ne ricava.[1]

Il frutto è un achenio, correntemente detto seme di canapa, da cui si può ricavare un olio (olio di c.) usato nella fabbricazione di saponi e vernici, in passato per illuminazione, e che, se depurato, ha anche usi alimentari. [2]

Forse originaria dell’Asia centrale, la canapa è oggi coltivata in molti paesi a clima temperato e tropicale per la fibra che da essa si ricava, ma la sua produzione, a causa della concorrenza di alcune fibre artificiali, è in costante declino. [3]

Da molti anni è una pianta protagonista nel panorama dell’industria tessile ed alimentare, grazie agli ampi impieghi e utilizzi vantaggiosi che ne derivano.

Gli utilizzi dei derivati della lavorazione della canapa industriale sono molteplici e molto diversi tra loro. Vanno dall’uso alimentare fino alla bioedilizia e alla cosmesi, passando per la classica filiera del tessuto e della carta.

Recentemente, vi sono stati inoltre, innovativi impieghi in campo ambientale, finalizzati alla bonifica dei terreni soggetti a grave inquinamento.

USO & BENEFICI

La Canapa è considerata una delle prime piante coltivate nella storia dell’umanità i cui antichi reperti più antichi (di cannabis) risalgono all’8.000 a.C. Ciò dimostra che gli esseri umani coltivano, lavorano ed utilizzano questa pianta da millenni.

La Canapa Sativa è certamente una tra le piante più conosciute e diffuse nel mondo.

Appartenente alle Cannabaceae, una famiglia di piante angiosperme dicotiledoni, la Canapa è caratterizzata da piante con fiori senza petali e frutti con un singolo seme. [4]

La canapa sativa è una pianta annuale che cresce senza l’utilizzo di pesticidi e concimi chimici, non necessita di costante manutenzione e irrigazione.

Costituita da un rigido fusto è caratterizzata da foglie palmate di forma seghettata che si estendono tutto intorno allo spazio. Di un colore verde brillante si adatta a tutti i tipi di ambienti bonificando i terreni.

Innumerevoli sono le proprietà della Canapa sativa che viene considerata una delle piante più complete in natura.

Le molteplici essenze si concentrano nell’inflorescenza femminile, che può arrivare a contenere oltre 100 diversi terpeni.

I terpeni rappresentano un gruppo di molecole aromatiche presenti in diverse piante, alimenti ed oli essenziali. Il loro ruolo primario è proteggere le piante da batteri, funghi e parassiti.[5]

In profumeria botanica la canapa rappresenta una nota davvero interessante per profumi da un’incredibile forza olfattiva.

In aromaterapia ha un’azione distensiva, rilassante e riequilibrante. Il suo aroma è fresco, dolce, erbaceo, una carezza di rugiada che rasserena lo spirito, un canto vibrante di felicità e di fiducia.

OLIO ESSENZIALE DI CANAPA

L’olio essenziale della canapa sativa è prodotto dai fiori delle piante femmine o ermafrodite attraverso distillazione in corrente di vapore. La varietà della canapa sativa produce tipicamente alti livelli di Cannabidiolo (CBD) il quale conferisce alla pianta molteplici effetti benefici e terapeutici, tra i quali, effetti antinfiammatori e antidolorifici. La coltivazione per la produzione dell’olio essenziale deve seguire delle chiare specifiche: la coltivazione è senza utilizzo di additivi chimici e senza pesticidi in modo che l’olio essenziale risulti puro e 100% naturale.

OLIO ESSENZIALE DI CANAPA BENEFICI

L’olio essenziale è un prezioso concentrato di terpeni presenti naturalmente nella Canapa, i quali agiscono positivamente sulla sfera psico-fisica della persona combattendo ansia, stress, insonnia, mal di testa e cefalee. Tramite l’energia sottile della pianta, la Canapa ha lo scopo di rilassare e distendere corpo e mente inducendo una sensazione di calma e serenità. Ideale diffusa in ambienti rilassanti per beneficiare appieno delle sue potenzialità aromaterapiche.

 CANAPA: USO E BENEFICI NELL’INDUSTRIA TESSILE,  COSMESI,  BIOEDILIZIA, ALIMENTARE & CO

 COLTIVAZIONE DEI CANAPA IN ITALIA[6]

Già da tempi molto antichi è possibile ricostruire la storia della coltivazione di canapa in Italia.

Recenti ritrovamenti sul lago di Albano, nei pressi di Roma, hanno dimostrato che la canapa fosse presente allo stato selvatico in Europa già intorno all’11.000 secolo a.C.

L’Italia per un lungo arco di tempo ne è stata la seconda produttrice più grande del mondo: dalla produzione tessile (vestiti, carte e tessuti tradizionali ricamati), a materiali di costruzione di bioedilizia (mattoni, vele e corde per la navigazione) cosmetici, sostanze alimentari, prodotti oleosi e molto altro ancora. Per questo viene da sempre definita “sativa utile” una pianta incredibilmente versatile.

Nella tradizione contadina l’economia italiana si basa dalla prima metà del’900 sulla produzione di prodotti alla canapa totalmente ecologici di alto livello qualitativo.

La mentalità del riciclo si attuava nel quotidiano lavorando ogni singola parte della pianta in modo intelligente e innovativo.

Nonostante i cambiamenti socio-culturali avvenuti nel tempo, la cultura della canapa si è radicata nella nostra identità sociale e storica. Intere generazioni sono cresciute al fianco di questa preziosa risorsa conferendole rispetto e valore.

CANAPA INDUSTRIALE: IMPIEGHI [7]

Anticamente impiegata per l’utilizzo di carta e abiti nell’industria tessile, è ancora impiegata in altri settori quali isolanti per l’edilizia, in ambito cosmetico, filtri carburanti e oli CBD.

Più nello specifico, Il cannabidiolo (CBD) è un composto chimico scoperto nella Cannabis sativa essiccata e nell’hashish nel 1940. È uno dei 142 fitocannabinoidi identificati nelle piante di Cannabis sativa.

La canapa non a caso, differenza della Cannabis (e della marijuana), conosciuta da molti, sviluppa livelli di THC irrisori e ricche dosi di CBD (cannabidiolo).

Per THC si intende il Δ-9-tetraidrocannabinolo, il più importante principio attivo contenuto nella cannabis o canapa. Si tratta di un componente psicoattivo, ovvero, di un principio che esercita azioni sul sistema nervoso centrale. Può essere considerato il capostipite della famiglia dei fitocannabinoidi.

Sono noti vari isomeri del THC, due dei quali presenti naturalmente nella cannabis. Il più rilevante è l’isomerom (-)-trans, noto farmacologicamente come dronabinol.

È una sostanza psicotropa prodotta dai fiori di cannabis, può essere ingerito, comunemente fumato o inalato grazie ad un vaporizzatore. Con proprietà antidolorifiche (Es: farmaci contenenti THC come il Sativex o il Bedrocan, sono usati per il trattamento del dolore), euforizzante, antinausea, antiemetico, anticinetosico, stimolante l’appetito, che abbassa la pressione endooculare, ed è capace di abbassare l’aggressività.[8]

Visto che per molti consumatori è meglio evitare gli effetti psicoattivi associati al THC, la canapa è diventata la pianta preferita dagli agricoltori che coltivano materia prima per la realizzazione di prodotti contenenti CBD.

La canapa viene poi lavorata in modo simile alla cannabis, per creare burro, edibili, oli e molto altro.

Prima di acquistare prodotti professionali contenenti CBD, è opportuno cercare un fornitore affidabile. La produzione di CBD di alta qualità richiede complesse lavorazioni, ma il settore non è ancora pienamente regolamentato.

LA CANAPA NEL SETTORE TESSILE (abbigliamento & fibre)[9]

Tra le prime piante ad essere trasformate in fibre, la canapa ha dei reperti antichissimi: in Cina sono stati ritrovati resti di fibra di canapa risalenti all’8.000 a.C.

Oggi, la canapa viene ancora impiegata per realizzare vestiti ed è tornata in auge nel settore della moda.

Difatti, gli abiti in fibra di canapa vengono spesso associati alla “moda hippy” (le tuniche e i pantaloni ampi in canapa).

Tuttavia, gli stilisti stanno utilizzando il tessuto per creare capi di abbigliamento moderni, in grado di sfidare questo pregiudizio.

LA CANAPA & LA CARTA[10]

L’uso della canapa è esteso anche alla produzione di fibre di carta, al pari dell fibra di legno.

Se fino al 1800 la canapa era impiegata come prima fonte per la produzione di carta venne successivamente sostituita dal legno.

Si pensi che la canapa sia in realtà più adatta alla produzione di carta in quanto rispetto al legno contiene una maggiore quantità di cellulosa che dona struttura alla pianta: maggiore è il contenuto di cellulosa, maggiore sarà la capacità della pianta di produrre carta di qualità, con minor impiego di sostanze chimiche per la lavorazione.

LA CANAPA & LA PLASTICA[11]

L’utilizzo della canapa ha molteplici applicazioni anche in ambito della produzione di plastica.

Viene difatti utilizzata per produrre differenti tipi di plastica. È interessante ricordare che negli anni ’40, Ford ideò persino un prototipo di auto in plastica ricavata da canapa e soia.

Sebbene l’auto non venne mai prodotta, esiste una celebre fotografia di Henry Ford che colpisce il suo progetto con un’accetta per dimostrarne la resistenza.

Oggi viene utilizzata una miscela di fibra di vetro, fibra di canapa, kenaf e lino per realizzare pannelli compositi per automobili. La plastica di canapa viene usata anche per ottenere rivestimenti per tende da doccia, custodie CD e DVD, e molto altro.

LA CANAPA & IL CARBURANTE [12]

La canapa, come tutte le altre piante produce oli essenziali vegetali.

Dagli oli essenziali vegetali della canapa è possibile produrre carburante, nello specifico, lavorando ulteriormente l’olio di canapa per ottenere biodiesel.

È possibile fermentare la pianta per creare etanolo o metanolo. Tuttavia, la produzione di canapa per carburante è piuttosto limitata, poiché i biodiesel e biogas attualmente in commercio vengono realizzati con materiali più economici.

LA CANAPA & IL FILTRAGGIO[13]

Per la realizzazione di filtri tra cui le bustine da tè e i filtri da caffè, o i filtri per l’olio viene impiegata la canapa.

Vista la grande resistenza della fibra di canapa, soprattutto in condizione umide, questa pianta è il materiale ideale per la produzione di filtri per sostanze liquide.

Difatti, Le bustine da tè sono realizzate con un mix di fibre di canapa e legno, oltre a polimeri plastici. Sono disponibili anche filtri e bustine in pura canapa, lavabili e riutilizzabili.

LA CANAPA NELL’EDILIZIA

Nel campo dell’edilizia l’impiego della canapa viene finalizzato all’ottenimento di diversi materiali da costruzione in particolare quelli utili per l’isolamento termico.

Nei Paesi Bassi, in Irlanda, e in molte altre nazioni del mondo si utilizza la canapa come materiale isolante per l’edilizia

Grazie all’impiego della canapa è possibile realizzare pannelli di fibra e truciolati, e persino un’alternativa al cemento con i cosiddetti “mattoni di canapa”, poiché più resistenti, leggeri ed ecologici.

LA CANAPA & LA COSMESI

Nel settore della Cosmesi si attua da sempre un largo impiego della canapa per la creazione di creme, lozioni, balsami, e gel ricavati da questa pianta.

Questo dipende dalla disponibilità di un vasto assortimento di sostanze benefiche per la pelle, incluse vitamine e acidi essenziali presente all’interno della pianta.

Non a caso, le creme ricche di CBD a base di canapa vengono utilizzate per il trattamento di determinate condizioni, tra cui eczema, artrite, eruzioni cutanee, infiammazioni o irritazioni.

LA CANAPA & LA PURIFICAZIONE DI ACQUA & SUOLO

Talvolta definita come coltura “spazzina”, la canapa viene largamente impiegata per attuare la purificazione di acqua e suolo.

Per la purificazione delle acque si utilizza la canapa per depurare le acque reflue o eliminare il fosforo dagli escrementi del pollame. Ciò permette agli agricoltori di evitare l’uso di erbicidi, aspetto fondamentale per chi desidera coltivare secondo metodi biologici.

Una delle applicazioni più interessanti relative alla canapa si realizzò negli anni ’90, quando diversi esemplari vennero piantati nella zona di Chernobyl in Ucraina e si mostrarono potenzialmente in grado di ripulire i terreni contaminati.

LA CANAPA PER USO ALIMENTARE

In ambito alimentare famosi sono i semi di canapa, considerati un vero superfood e apprezzati su larga scala per il loro valore nutrizionale, e per il contenuto di proteine, calcio, ferro, acidi grassi essenziali e molto altro. Vengono considerati un supercibo e venduti come integratori alimentari.

Si utilizza la canapa anche per la produzione di olio e latte vegetali e viene impiegata come additivo a bevande quali birra e vino. Inoltre, i semi di canapa rappresentano una valida alternativa al classico mangime per animali.

Se in passato in Oriente i semi di canapa venivano considerati un ottimo alimento povero utili per combattere i periodi di carestia, oggi, grazie alle loro interessanti proprietà e la ricchezza di sostanze nutrienti, sono diventati un ingrediente piuttosto ricercato nella moderna cucina occidentale, dove vengono utilizzati anche per sopperire alle carenze conseguenti a regimi dietetici restrittivi.

 PROTEINE DELLA CANAPA: PROPRIETÀ E CARATTERISTICHE [14]

I semi di canapa contengono proteine dagli innumerevoli vantaggi e benefici per l’organismo.

Spesso commercializzate in polvere per un più semplice applicazione nell’integrazione, le proteine della canapa sono complete ricche di amminoacidi e per questo, molto indicate per coloro che seguono una alimentazione vegetariana e vegana.

A seguito del processo di spremitura dei semi (dal quale si ottiene l’olio di canapa),  si genera un residuo solido che viene macinato e dalla cui farina ottenuta vengono scorporate le fibre.

Da tale processo si ottengono le proteine.

La lavorazione è quindi molto semplice, a basse temperature senza solventi o contaminazioni varie.

I benefici derivanti dalle proteine della canapa oltre a rappresentare un valido integratore per vegetariani e vegani, si riverberano sulle principali funzionalità del nostro organismo:

  • Nutrimento muscolare.
  • Regolarità intestinale, grazie alla componente in fibre.
  • Ccontrollo dei fattori di rischio cardiovascolaricome colesterolo e glicemia grazie alla presenza di grassi essenziali polinsaturi come l’acido linoleico, il gamma linoleico (omega 6) e l’acido alfa-linoleico (omega 3).
  • Aaumento dell’energia fisicagrazie al complesso vitaminico B1, B2, B6
  • Riduzione della stanchezza.
  • Controllo del pesograzie al senso di sazietà.

Solitamente in commercio si fa uso dei semi di canapa eduli, i quali, venduti a scopo alimentare, sono ricavati dalla pianta di cannabis sativa, che si differenzia dalla cannabis indica (classificata in base a differenti criteri sia come sottospecie, che come varietà a parte) per l’assenza di componenti ad azione psicotropa, in effetti non presenti in quantità che si possano definire sotto qualche aspetto rilevanti. È buona norma, nella scelta, privilegiare coltivazioni biologiche di provenienza e qualità certificata.

I semi di canapa si differenziano per l’avere come caratteristica distintiva, l’alto contenuto di proteine a medio valore biologico (pari circa al 20% del peso totale).

Questo comporta che i semi di canapa siano riconosciuti utili a soddisfare il fabbisogno giornaliero di proteine, maggiormente se nell’ambito di una dieta vegetariana o vegana, che potrebbe risultare carente di amminoacidi essenziali.

Oltre che come fonte di proteine, i semi di canapa sono fonte di fibre insolubili con un vantaggio non indifferente al benessere generale dell’organismo.

Similmente ad altri semi, possono essere acquistati sia in forma integrale che decorticata, anche se in forma integrale conservano il maggiore apporto di fibre.

Dal punto di vista dell’apporto lipidico, i semi di canapa nel quadro nutrizionale già positivo annoverano anche la proprietà di possedere acidi grassi essenziali. Gli Omega 3 e gli Omega 6 forniti in proporzioni ottimali dai semi di canapa contribuiscono, all’interno di una dieta sana, a contrastare colesterolo alto e ipertensione, e quindi all’efficienza del sistema cardiocircolatorio.

Anche l’utilizzo a crudo dai semi dell’olio vegetale che se ne ricava permette di avere una ottima fonte di acido linoleico. Quando viene spremuto a freddo l’olio di semi di canapa conserva intatte e in parte potenzia le proprietà dei semi e viene impiegato non solo come alimento, ma anche come ingrediente di creme e unguenti, in quanto estremamente nutriente per pelle e capelli nell’industria cosmetica.

L’olio di canapa è possibile acquistarlo facilmente nei negozi online. E’ un prodotto davvero pregiato con alcune eccellenti proprietà alimentari. Infatti è ricco di acidi grassi essenziali, appartenenti al tipo omega 6 e omega 3 (in una proporzione di 3 a 1, valore considerato ottimale per l’alimentazione). Inoltre è anche ricco di vitamina E, che è un antiossidante naturale.

L’olio di canapa ha un sapore delicato e molto gradevole, può essere utilizzato come condimento a crudo, per non perderne i benefici. Purtroppo, essendo la produzione di canapa alimentare alimentare limitata, il prezzo di mercato è, per il momento, un po’ elevato.

Dal punto di vista alimentare, anche come apporto di vitamine e sali minerali i semi di canapa si contraddistinguono: forniscono anche una buona dose di minerali, in particolare calcio, ferro e magnesio. Sono infine, una fonte di vitamina E, nota per le proprietà antiossidanti e per l’azione rigenerante sulla pelle, che contribuisce a nutrire dell’interno.

Altro importante variante ottenuta dalla canapa è la farina di canapa Questa si ottiene dalla macinazione del panello, vale a dire il residuo rimasto dalla spremitura del seme.

A livello di proprietà ricalca i valori nutrizionali dei semi e dell’olio, che abbiamo visto in precedenza. Qui evidenziamo che si tratta di una farina molto leggera, contiene infatti circa il 20% in meno di calorie rispetto alle normali farine. In secondo luogo, essendo priva di glutine, è l’ideale per una dieta celiaca.

IMPIEGO IN CUCINA [15]

L’uso in cucina dei semi di canapa è vario: si può impiegare la polvere proteica come integratore ai normali alimenti sia a caldo sia a freddo: nelle zuppe, nei succhi di frutta, nello yogurt.

Non è stato indicato un dosaggio standard, ma viene fornito un range da 1 a 4 cucchiaini al giorno da miscelare agli alimenti che si assumono.

I semi di canapa possono essere consumati sia crudi sia cotti o come aggiunte a prodotti da forno e, al pari della frutta secca e dei cereali, vengono utilizzati per arricchire yogurt e insalate.

La loro conservazione è solitamente a temperatura ambiente, in un contenitore ermetico, al riparo dalla luce e dall’umidità.

Dai semi di canapa si ricava inoltre una farina adatta a diversi usi in cucina, alla produzione di biscotti, lievitati e altri prodotti da forno.

Con la farina di canapa vengono anche prodotte alcune varietà di pasta. Aromatica e nutriente, la pasta di canapa consente di preparare primi piatti particolarmente ricchi di proteine e fibre.

Dai semi di canapa macinati si ricavano anche alcune varianti di tofu (hemp-fu) e di seitan.

L’olio di canapa è invece esclusivamente consumato a crudo, come condimento per arricchire la dieta di acidi grassi essenziali.

Va conservato al riparo dalla luce in un luogo fresco e asciutto, e in frigorifero una volta aperto, perché, come accade anche all’olio di semi di lino, tende a irrancidire.

Forse non tutti sanno che i semi di canapa si possono anche bere. Il latte di canapa (hemp milk) è infatti un latte vegetale prodotto da semi di canapa frullati in acqua e filtrati, naturalmente privo di lattosio ma ricco di nutrienti.

CONTROINDICAZIONI AI SEMI DI CANAPA

Eventuali controindicazioni possono sopraggiungere grazie alla assunzione dei semi di canapa in quantità eccessive.

Questi, potrebbero interferire con l’assunzione di farmaci anticoagulanti; sono semi oleosi e il loro elevato contenuto in grassi potrebbe essere responsabile di fenomeni di diarrea.

Esiste una remota possibilità che i semi di canapa sebbene sgusciati possano essere entrati in contatto con la sostanza psicotropa (THC) della pianta e dare sensibilizzazione.

CONCLUSIONI

Come si può dedurre dai numerosi esempi riportati di sopra, la canapa è una pianta estremamente versatile.

Difficilmente possiamo prevedere come si svilupperà uno specifico settore, ma per il settore della canapa, l’aumento della sua produzione segnala il suo ritorno in numerosi mercati commerciali con l’aggiunta di valore che finalmente il mondo sta veramente cambiando in ottica di estensibilità.

 APPENDICE

Per chi fosse interrato ai semi di canapa in maniera più dettagliata riportiamo interessanti dettagli qui di seguito.

Calorie e valori nutrizionali dei semi di canapa

Elementi principali

Semi di canapa (100 g)
Acqua 4,96 g
Energia 553 kcal
Proteine 31,56 g
Grassi 48,75 g
Carboidrati 8,67 g
Fibre 4 g
Zuccheri 1,5 g

Minerali

Semi di canapa (100 g)
Calcio 70 mg
Ferro 7,95 mg
Magnesio 700 mg
Fosforo 1650 mg
Potassio 1200 mg
Sodio 5 mg
Zinco 9,9 mg

Vitamine

Semi di canapa (100 g)
Vitamina C 0,5 mg
Tiamina 1,275 mg
Riboflavina 0,285 mg
Niacina 9,2 mg
Vitamina B6 0,6 mg
Folato, DFE 110 µg
Vitamina A, RAE 1 µg
Vitamina E 0,8 mg

Grassi

Semi di canapa (100 g)
Grassi saturi 4,6 g
Grassi monoinsaturi 5,4 g
Grassi polinsaturi 38,1 g

Fonte: USDA Food Composition Databases

[1] Oxoford Dictonary

[2] TRECCANI

[3] TRECCANI

[4] https://www.olfattiva.it

[5] https://www.cibdol.it/

[6] https://www.olfattiva.it/

[7] https://www.cannaconnection.it/

[8] UNODC – Bulletin on Narcotics – 1968 Issue 2 – 009, su www.unodc.org.

^ (EN) Leo E. Hollister, Tetrahydrocannabinol Isomers and Homologues: Contrasted Effects of Smoking, in Nature, vol. 227, n. 5261, 1970-08, pp. 968–969, DOI:10.1038/227968a0.

^ (EN) Pubchem, Dronabinol, su pubchem.ncbi.nlm.nih.gov.

^ (EN) G. Mazzoccanti, O. H. Ismail e I. D’Acquarica, Cannabis through the looking glass: chemo- and enantio-selective separation of phytocannabinoids by enantioselective ultra high performance supercritical fluid chromatography, in Chemical Communications, vol. 53, n. 91, 2017, pp. 12262–12265, DOI:10.1039/C7CC06999E.

^ Cannabis: Proprietà chimico-farmacologiche

[9] https://www.cannaconnection.it/

[10] cannaconnection.it

[11] cannaconnection.it

[12] cannaconnection.it

[13] cannaconnection.it

[14] https://www.cure-naturali.it/

[15] -https://blog.everli.com

-Curenaturali

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