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La dieta vegetariana è un regime alimentare che elimina il consumo di carne e pesce (inclusi molluschi e crostacei) ma consente l’impiego di alimenti di “derivazione animale” come le uova, il latte, i formaggi e il miele.

Per tale ragione, la dieta vegetariana è anche detta latto-ovo vegetariana mentre, pur essendo molto simile, si differenzia ulteriormente la dieta latto-vegetariana che vieta anche il consumo di uova e le sue singole componenti (albume-tuorlo).

La dieta vegetariana non è quindi un regime alimentare che esclude completamente i cibi di origine animale e sebbene venga spesso criticata è una dieta sostenibile ed equilibrata.

La dieta vegetariana si differenzia dalla:

  • dieta vegana che rinuncia, oltre ai prodotti di origine animale, anche a tutti i suoi derivati
  • dieta crudista (basata solo su frutta e verdura crude),
  • dieta fruttista (che consente solo frutta, semi oleosi e semi germogliati)
  • dieta eco-vegana (dieta vegana che implica di consumare solo prodotti derivanti da agricoltura di tipo biologico).

Credit to: https://www.my-personaltrainer.it

Molto amata negli ultimi anni analizziamo di seguito alcune info generali su questa dieta.

La dieta vegana consiste in un regime alimentare che elimina il consumo di tutti i cibi di originale animale e prevede dunque, l’assunzione esclusiva di alimenti di origine vegetale.

Un Vegano o Vegan non consuma nessun tipo di alimento di origine animale (niente carne, pesce, latte, latticini, uova e neanche miele) e non compra, utilizza o indossa alcun tipo di prodotto che derivi dalla lavorazione, sfruttamento, impiego, utilizzo e sperimentazione su animali o parti provenienti da essi.

Questo aspetto deriva dalla comprovata condizione di sfruttamento, allevamento e spesso torture e morte alla quale gli animali vengono sottoposti.

Per tale ragione, la scelta di regime vegan non comporta solo una scelta in ambito alimentare, ma una vera e propria filosofia di vita o approccio multi dimensionale al consumo di prodotti provenienti dal mondo animale: difatti, chi è vegano non consuma o utilizza pellicce, scarpe, borse o indumenti fatti con la pelle o piume o altre parti animali), e non approva lo sfruttamento degli animali per motivi di lucro o con finalità di divertimento a spese degli stessi  (è contrario al circo, allo zoo, ai parchi acquatici o a tutti i fenomeni di turismo basato sullo sfruttamento di animali, quali ad esempio le foto con animali esotici chiusi in gabbia e soggetti a continui fastidi da parte dei turisti, giri in carrozzella con cavalli, asini, cammelli, struzzi o qualsiasi altro animale interessato) e non approva alcun tipo di sperimentazione e test su animali.

“Una recente pubblicazione del Ministero della Salute, così come il documento pubblicato nel 2009 dall’ADA (American Dietetic Association), una delle più importanti associazioni di nutrizionisti del mondo, riportano che la dieta vegetariana e la dieta vegana, se correttamente pianificate, possono essere adeguate dal punto di vista nutrizionale”.

I problemi di carenze nutrizionali dovuti alla mancanza di quantità sufficienti di alcuni elementi nutritivi, sono possibili ma molto rare per chi segue una dieta vegana.

Questo perché, nella dieta vegana escludendo completamente gli alimenti di origine animale nella routine abituale, può succede di assumere quantità molto ridotte di quei nutrienti che sono contenuti soprattutto in essi: proteine, zinco, calcio, ferro, vitamina D, acidi grassi omega 3.

In particolare, la mancanza di vitamina B12 è quella preponderante: la B12 viene coinvolta nei processi biochimici, nella sintesi di neurotrasmettitori e nella riproduzione, e per tale motivo serve a svolgere molte funzioni fondamentali per l’organismo.

Poiché la vitamina B12 si trova in abbondanza nei cibi di origine animale, non solo nella carne ma anche in latte e derivati, ed è assente negli alimenti di origine vegetale è bene poter integrare tale mancanza attraverso degli integratori specifici.

C’è da considerare tuttavia, che nella maggioranza dei cibi odierni di origine animale, a causa dell’alto tasso di inquinamento da antibiotici e dallo scarso livello di mangimi forniti in allevamento, il livello di vitamine e componenti alimentari salutari è pressoché zero e dunque, tutti coloro che consumano alimenti di origine animale in realtà hanno forti carenze che andrebbero sanate sempre con integratori.

La dieta vegana, di conseguenza, richiede una semplice accorgimento e non costituisce pericolo per alcune fasce di popolazione come bambini, adolescenti, donne in età fertile, in gravidanza e in allattamento che spesso si tacciano per categorie fragile a rischio se praticanti la dieta vegane.

Credit to: https://www.projectinvictus.it

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