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Fin dalla antichità la canapa è stata impiegata non solo per le sue proprietà mediche, ma anche in diversi settori tra i quali quello della carta, il tessile, la cosmesi, la bioedilizia e molto altro.

Attualmente, vista la crescente attenzione ai prodotti green ed ecosostenibili, si è data sempre più risonanza alla coltivazione di canapa e al suo impiego, grazie ai notevoli benefici in termini ambientali che questa coltura apporta.

Difatti, la sua proprietà di coltura biocompatibile ed ecologica, la cui coltivazione non richiede pesticidi, erbicidi o fertilizzanti, ma anzi, bonifica e arricchisce la struttura dei terreni in cui viene introdotta e la capacità di crescere velocemente e con poche risorse, permettono alla canapa di annoverarsi come una delle principali colture ecosostenibili del pianeta.

 CANAPA: CARATTERISTICHE, PROPRIETÀ, USO E BENEFICI

La Canapa, è definita: pianta erbacea delle Cannabacee (Cannabis sativa), alta oltre 2 m, con stelo diritto, fistoloso e peloso e foglie stipolate e picciolate, composte da 5-11 foglioline lanceolate; è estesamente coltivata per la fibra che se ne ricava.[1]

Il frutto è un achenio, correntemente detto seme di canapa, da cui si può ricavare un olio (olio di c.) usato nella fabbricazione di saponi e vernici, in passato per illuminazione, e che, se depurato, ha anche usi alimentari. [2]

Forse originaria dell’Asia centrale, la canapa è oggi coltivata in molti paesi a clima temperato e tropicale per la fibra che da essa si ricava, ma la sua produzione, a causa della concorrenza di alcune fibre artificiali, è in costante declino. [3]

Da molti anni è una pianta protagonista nel panorama dell’industria tessile ed alimentare, grazie agli ampi impieghi e utilizzi vantaggiosi che ne derivano.

Gli utilizzi dei derivati della lavorazione della canapa industriale sono molteplici e molto diversi tra loro. Vanno dall’uso alimentare fino alla bioedilizia e alla cosmesi, passando per la classica filiera del tessuto e della carta.

Recentemente, vi sono stati inoltre, innovativi impieghi in campo ambientale, finalizzati alla bonifica dei terreni soggetti a grave inquinamento.

USO & BENEFICI

La Canapa è considerata una delle prime piante coltivate nella storia dell’umanità i cui antichi reperti più antichi (di cannabis) risalgono all’8.000 a.C. Ciò dimostra che gli esseri umani coltivano, lavorano ed utilizzano questa pianta da millenni.

La Canapa Sativa è certamente una tra le piante più conosciute e diffuse nel mondo.

Appartenente alle Cannabaceae, una famiglia di piante angiosperme dicotiledoni, la Canapa è caratterizzata da piante con fiori senza petali e frutti con un singolo seme. [4]

La canapa sativa è una pianta annuale che cresce senza l’utilizzo di pesticidi e concimi chimici, non necessita di costante manutenzione e irrigazione.

Costituita da un rigido fusto è caratterizzata da foglie palmate di forma seghettata che si estendono tutto intorno allo spazio. Di un colore verde brillante si adatta a tutti i tipi di ambienti bonificando i terreni.

Innumerevoli sono le proprietà della Canapa sativa che viene considerata una delle piante più complete in natura.

Le molteplici essenze si concentrano nell’inflorescenza femminile, che può arrivare a contenere oltre 100 diversi terpeni.

I terpeni rappresentano un gruppo di molecole aromatiche presenti in diverse piante, alimenti ed oli essenziali. Il loro ruolo primario è proteggere le piante da batteri, funghi e parassiti.[5]

In profumeria botanica la canapa rappresenta una nota davvero interessante per profumi da un’incredibile forza olfattiva.

In aromaterapia ha un’azione distensiva, rilassante e riequilibrante. Il suo aroma è fresco, dolce, erbaceo, una carezza di rugiada che rasserena lo spirito, un canto vibrante di felicità e di fiducia.

OLIO ESSENZIALE DI CANAPA

L’olio essenziale della canapa sativa è prodotto dai fiori delle piante femmine o ermafrodite attraverso distillazione in corrente di vapore. La varietà della canapa sativa produce tipicamente alti livelli di Cannabidiolo (CBD) il quale conferisce alla pianta molteplici effetti benefici e terapeutici, tra i quali, effetti antinfiammatori e antidolorifici. La coltivazione per la produzione dell’olio essenziale deve seguire delle chiare specifiche: la coltivazione è senza utilizzo di additivi chimici e senza pesticidi in modo che l’olio essenziale risulti puro e 100% naturale.

OLIO ESSENZIALE DI CANAPA BENEFICI

L’olio essenziale è un prezioso concentrato di terpeni presenti naturalmente nella Canapa, i quali agiscono positivamente sulla sfera psico-fisica della persona combattendo ansia, stress, insonnia, mal di testa e cefalee. Tramite l’energia sottile della pianta, la Canapa ha lo scopo di rilassare e distendere corpo e mente inducendo una sensazione di calma e serenità. Ideale diffusa in ambienti rilassanti per beneficiare appieno delle sue potenzialità aromaterapiche.

 CANAPA: USO E BENEFICI NELL’INDUSTRIA TESSILE,  COSMESI,  BIOEDILIZIA, ALIMENTARE & CO

 COLTIVAZIONE DEI CANAPA IN ITALIA[6]

Già da tempi molto antichi è possibile ricostruire la storia della coltivazione di canapa in Italia.

Recenti ritrovamenti sul lago di Albano, nei pressi di Roma, hanno dimostrato che la canapa fosse presente allo stato selvatico in Europa già intorno all’11.000 secolo a.C.

L’Italia per un lungo arco di tempo ne è stata la seconda produttrice più grande del mondo: dalla produzione tessile (vestiti, carte e tessuti tradizionali ricamati), a materiali di costruzione di bioedilizia (mattoni, vele e corde per la navigazione) cosmetici, sostanze alimentari, prodotti oleosi e molto altro ancora. Per questo viene da sempre definita “sativa utile” una pianta incredibilmente versatile.

Nella tradizione contadina l’economia italiana si basa dalla prima metà del’900 sulla produzione di prodotti alla canapa totalmente ecologici di alto livello qualitativo.

La mentalità del riciclo si attuava nel quotidiano lavorando ogni singola parte della pianta in modo intelligente e innovativo.

Nonostante i cambiamenti socio-culturali avvenuti nel tempo, la cultura della canapa si è radicata nella nostra identità sociale e storica. Intere generazioni sono cresciute al fianco di questa preziosa risorsa conferendole rispetto e valore.

CANAPA INDUSTRIALE: IMPIEGHI [7]

Anticamente impiegata per l’utilizzo di carta e abiti nell’industria tessile, è ancora impiegata in altri settori quali isolanti per l’edilizia, in ambito cosmetico, filtri carburanti e oli CBD.

Più nello specifico, Il cannabidiolo (CBD) è un composto chimico scoperto nella Cannabis sativa essiccata e nell’hashish nel 1940. È uno dei 142 fitocannabinoidi identificati nelle piante di Cannabis sativa.

La canapa non a caso, differenza della Cannabis (e della marijuana), conosciuta da molti, sviluppa livelli di THC irrisori e ricche dosi di CBD (cannabidiolo).

Per THC si intende il Δ-9-tetraidrocannabinolo, il più importante principio attivo contenuto nella cannabis o canapa. Si tratta di un componente psicoattivo, ovvero, di un principio che esercita azioni sul sistema nervoso centrale. Può essere considerato il capostipite della famiglia dei fitocannabinoidi.

Sono noti vari isomeri del THC, due dei quali presenti naturalmente nella cannabis. Il più rilevante è l’isomerom (-)-trans, noto farmacologicamente come dronabinol.

È una sostanza psicotropa prodotta dai fiori di cannabis, può essere ingerito, comunemente fumato o inalato grazie ad un vaporizzatore. Con proprietà antidolorifiche (Es: farmaci contenenti THC come il Sativex o il Bedrocan, sono usati per il trattamento del dolore), euforizzante, antinausea, antiemetico, anticinetosico, stimolante l’appetito, che abbassa la pressione endooculare, ed è capace di abbassare l’aggressività.[8]

Visto che per molti consumatori è meglio evitare gli effetti psicoattivi associati al THC, la canapa è diventata la pianta preferita dagli agricoltori che coltivano materia prima per la realizzazione di prodotti contenenti CBD.

La canapa viene poi lavorata in modo simile alla cannabis, per creare burro, edibili, oli e molto altro.

Prima di acquistare prodotti professionali contenenti CBD, è opportuno cercare un fornitore affidabile. La produzione di CBD di alta qualità richiede complesse lavorazioni, ma il settore non è ancora pienamente regolamentato.

LA CANAPA NEL SETTORE TESSILE (abbigliamento & fibre)[9]

Tra le prime piante ad essere trasformate in fibre, la canapa ha dei reperti antichissimi: in Cina sono stati ritrovati resti di fibra di canapa risalenti all’8.000 a.C.

Oggi, la canapa viene ancora impiegata per realizzare vestiti ed è tornata in auge nel settore della moda.

Difatti, gli abiti in fibra di canapa vengono spesso associati alla “moda hippy” (le tuniche e i pantaloni ampi in canapa).

Tuttavia, gli stilisti stanno utilizzando il tessuto per creare capi di abbigliamento moderni, in grado di sfidare questo pregiudizio.

LA CANAPA & LA CARTA[10]

L’uso della canapa è esteso anche alla produzione di fibre di carta, al pari dell fibra di legno.

Se fino al 1800 la canapa era impiegata come prima fonte per la produzione di carta venne successivamente sostituita dal legno.

Si pensi che la canapa sia in realtà più adatta alla produzione di carta in quanto rispetto al legno contiene una maggiore quantità di cellulosa che dona struttura alla pianta: maggiore è il contenuto di cellulosa, maggiore sarà la capacità della pianta di produrre carta di qualità, con minor impiego di sostanze chimiche per la lavorazione.

LA CANAPA & LA PLASTICA[11]

L’utilizzo della canapa ha molteplici applicazioni anche in ambito della produzione di plastica.

Viene difatti utilizzata per produrre differenti tipi di plastica. È interessante ricordare che negli anni ’40, Ford ideò persino un prototipo di auto in plastica ricavata da canapa e soia.

Sebbene l’auto non venne mai prodotta, esiste una celebre fotografia di Henry Ford che colpisce il suo progetto con un’accetta per dimostrarne la resistenza.

Oggi viene utilizzata una miscela di fibra di vetro, fibra di canapa, kenaf e lino per realizzare pannelli compositi per automobili. La plastica di canapa viene usata anche per ottenere rivestimenti per tende da doccia, custodie CD e DVD, e molto altro.

LA CANAPA & IL CARBURANTE [12]

La canapa, come tutte le altre piante produce oli essenziali vegetali.

Dagli oli essenziali vegetali della canapa è possibile produrre carburante, nello specifico, lavorando ulteriormente l’olio di canapa per ottenere biodiesel.

È possibile fermentare la pianta per creare etanolo o metanolo. Tuttavia, la produzione di canapa per carburante è piuttosto limitata, poiché i biodiesel e biogas attualmente in commercio vengono realizzati con materiali più economici.

LA CANAPA & IL FILTRAGGIO[13]

Per la realizzazione di filtri tra cui le bustine da tè e i filtri da caffè, o i filtri per l’olio viene impiegata la canapa.

Vista la grande resistenza della fibra di canapa, soprattutto in condizione umide, questa pianta è il materiale ideale per la produzione di filtri per sostanze liquide.

Difatti, Le bustine da tè sono realizzate con un mix di fibre di canapa e legno, oltre a polimeri plastici. Sono disponibili anche filtri e bustine in pura canapa, lavabili e riutilizzabili.

LA CANAPA NELL’EDILIZIA

Nel campo dell’edilizia l’impiego della canapa viene finalizzato all’ottenimento di diversi materiali da costruzione in particolare quelli utili per l’isolamento termico.

Nei Paesi Bassi, in Irlanda, e in molte altre nazioni del mondo si utilizza la canapa come materiale isolante per l’edilizia

Grazie all’impiego della canapa è possibile realizzare pannelli di fibra e truciolati, e persino un’alternativa al cemento con i cosiddetti “mattoni di canapa”, poiché più resistenti, leggeri ed ecologici.

LA CANAPA & LA COSMESI

Nel settore della Cosmesi si attua da sempre un largo impiego della canapa per la creazione di creme, lozioni, balsami, e gel ricavati da questa pianta.

Questo dipende dalla disponibilità di un vasto assortimento di sostanze benefiche per la pelle, incluse vitamine e acidi essenziali presente all’interno della pianta.

Non a caso, le creme ricche di CBD a base di canapa vengono utilizzate per il trattamento di determinate condizioni, tra cui eczema, artrite, eruzioni cutanee, infiammazioni o irritazioni.

LA CANAPA & LA PURIFICAZIONE DI ACQUA & SUOLO

Talvolta definita come coltura “spazzina”, la canapa viene largamente impiegata per attuare la purificazione di acqua e suolo.

Per la purificazione delle acque si utilizza la canapa per depurare le acque reflue o eliminare il fosforo dagli escrementi del pollame. Ciò permette agli agricoltori di evitare l’uso di erbicidi, aspetto fondamentale per chi desidera coltivare secondo metodi biologici.

Una delle applicazioni più interessanti relative alla canapa si realizzò negli anni ’90, quando diversi esemplari vennero piantati nella zona di Chernobyl in Ucraina e si mostrarono potenzialmente in grado di ripulire i terreni contaminati.

LA CANAPA PER USO ALIMENTARE

In ambito alimentare famosi sono i semi di canapa, considerati un vero superfood e apprezzati su larga scala per il loro valore nutrizionale, e per il contenuto di proteine, calcio, ferro, acidi grassi essenziali e molto altro. Vengono considerati un supercibo e venduti come integratori alimentari.

Si utilizza la canapa anche per la produzione di olio e latte vegetali e viene impiegata come additivo a bevande quali birra e vino. Inoltre, i semi di canapa rappresentano una valida alternativa al classico mangime per animali.

Se in passato in Oriente i semi di canapa venivano considerati un ottimo alimento povero utili per combattere i periodi di carestia, oggi, grazie alle loro interessanti proprietà e la ricchezza di sostanze nutrienti, sono diventati un ingrediente piuttosto ricercato nella moderna cucina occidentale, dove vengono utilizzati anche per sopperire alle carenze conseguenti a regimi dietetici restrittivi.

 PROTEINE DELLA CANAPA: PROPRIETÀ E CARATTERISTICHE [14]

I semi di canapa contengono proteine dagli innumerevoli vantaggi e benefici per l’organismo.

Spesso commercializzate in polvere per un più semplice applicazione nell’integrazione, le proteine della canapa sono complete ricche di amminoacidi e per questo, molto indicate per coloro che seguono una alimentazione vegetariana e vegana.

A seguito del processo di spremitura dei semi (dal quale si ottiene l’olio di canapa),  si genera un residuo solido che viene macinato e dalla cui farina ottenuta vengono scorporate le fibre.

Da tale processo si ottengono le proteine.

La lavorazione è quindi molto semplice, a basse temperature senza solventi o contaminazioni varie.

I benefici derivanti dalle proteine della canapa oltre a rappresentare un valido integratore per vegetariani e vegani, si riverberano sulle principali funzionalità del nostro organismo:

  • Nutrimento muscolare.
  • Regolarità intestinale, grazie alla componente in fibre.
  • Ccontrollo dei fattori di rischio cardiovascolaricome colesterolo e glicemia grazie alla presenza di grassi essenziali polinsaturi come l’acido linoleico, il gamma linoleico (omega 6) e l’acido alfa-linoleico (omega 3).
  • Aaumento dell’energia fisicagrazie al complesso vitaminico B1, B2, B6
  • Riduzione della stanchezza.
  • Controllo del pesograzie al senso di sazietà.

Solitamente in commercio si fa uso dei semi di canapa eduli, i quali, venduti a scopo alimentare, sono ricavati dalla pianta di cannabis sativa, che si differenzia dalla cannabis indica (classificata in base a differenti criteri sia come sottospecie, che come varietà a parte) per l’assenza di componenti ad azione psicotropa, in effetti non presenti in quantità che si possano definire sotto qualche aspetto rilevanti. È buona norma, nella scelta, privilegiare coltivazioni biologiche di provenienza e qualità certificata.

I semi di canapa si differenziano per l’avere come caratteristica distintiva, l’alto contenuto di proteine a medio valore biologico (pari circa al 20% del peso totale).

Questo comporta che i semi di canapa siano riconosciuti utili a soddisfare il fabbisogno giornaliero di proteine, maggiormente se nell’ambito di una dieta vegetariana o vegana, che potrebbe risultare carente di amminoacidi essenziali.

Oltre che come fonte di proteine, i semi di canapa sono fonte di fibre insolubili con un vantaggio non indifferente al benessere generale dell’organismo.

Similmente ad altri semi, possono essere acquistati sia in forma integrale che decorticata, anche se in forma integrale conservano il maggiore apporto di fibre.

Dal punto di vista dell’apporto lipidico, i semi di canapa nel quadro nutrizionale già positivo annoverano anche la proprietà di possedere acidi grassi essenziali. Gli Omega 3 e gli Omega 6 forniti in proporzioni ottimali dai semi di canapa contribuiscono, all’interno di una dieta sana, a contrastare colesterolo alto e ipertensione, e quindi all’efficienza del sistema cardiocircolatorio.

Anche l’utilizzo a crudo dai semi dell’olio vegetale che se ne ricava permette di avere una ottima fonte di acido linoleico. Quando viene spremuto a freddo l’olio di semi di canapa conserva intatte e in parte potenzia le proprietà dei semi e viene impiegato non solo come alimento, ma anche come ingrediente di creme e unguenti, in quanto estremamente nutriente per pelle e capelli nell’industria cosmetica.

L’olio di canapa è possibile acquistarlo facilmente nei negozi online. E’ un prodotto davvero pregiato con alcune eccellenti proprietà alimentari. Infatti è ricco di acidi grassi essenziali, appartenenti al tipo omega 6 e omega 3 (in una proporzione di 3 a 1, valore considerato ottimale per l’alimentazione). Inoltre è anche ricco di vitamina E, che è un antiossidante naturale.

L’olio di canapa ha un sapore delicato e molto gradevole, può essere utilizzato come condimento a crudo, per non perderne i benefici. Purtroppo, essendo la produzione di canapa alimentare alimentare limitata, il prezzo di mercato è, per il momento, un po’ elevato.

Dal punto di vista alimentare, anche come apporto di vitamine e sali minerali i semi di canapa si contraddistinguono: forniscono anche una buona dose di minerali, in particolare calcio, ferro e magnesio. Sono infine, una fonte di vitamina E, nota per le proprietà antiossidanti e per l’azione rigenerante sulla pelle, che contribuisce a nutrire dell’interno.

Altro importante variante ottenuta dalla canapa è la farina di canapa Questa si ottiene dalla macinazione del panello, vale a dire il residuo rimasto dalla spremitura del seme.

A livello di proprietà ricalca i valori nutrizionali dei semi e dell’olio, che abbiamo visto in precedenza. Qui evidenziamo che si tratta di una farina molto leggera, contiene infatti circa il 20% in meno di calorie rispetto alle normali farine. In secondo luogo, essendo priva di glutine, è l’ideale per una dieta celiaca.

IMPIEGO IN CUCINA [15]

L’uso in cucina dei semi di canapa è vario: si può impiegare la polvere proteica come integratore ai normali alimenti sia a caldo sia a freddo: nelle zuppe, nei succhi di frutta, nello yogurt.

Non è stato indicato un dosaggio standard, ma viene fornito un range da 1 a 4 cucchiaini al giorno da miscelare agli alimenti che si assumono.

I semi di canapa possono essere consumati sia crudi sia cotti o come aggiunte a prodotti da forno e, al pari della frutta secca e dei cereali, vengono utilizzati per arricchire yogurt e insalate.

La loro conservazione è solitamente a temperatura ambiente, in un contenitore ermetico, al riparo dalla luce e dall’umidità.

Dai semi di canapa si ricava inoltre una farina adatta a diversi usi in cucina, alla produzione di biscotti, lievitati e altri prodotti da forno.

Con la farina di canapa vengono anche prodotte alcune varietà di pasta. Aromatica e nutriente, la pasta di canapa consente di preparare primi piatti particolarmente ricchi di proteine e fibre.

Dai semi di canapa macinati si ricavano anche alcune varianti di tofu (hemp-fu) e di seitan.

L’olio di canapa è invece esclusivamente consumato a crudo, come condimento per arricchire la dieta di acidi grassi essenziali.

Va conservato al riparo dalla luce in un luogo fresco e asciutto, e in frigorifero una volta aperto, perché, come accade anche all’olio di semi di lino, tende a irrancidire.

Forse non tutti sanno che i semi di canapa si possono anche bere. Il latte di canapa (hemp milk) è infatti un latte vegetale prodotto da semi di canapa frullati in acqua e filtrati, naturalmente privo di lattosio ma ricco di nutrienti.

CONTROINDICAZIONI AI SEMI DI CANAPA

Eventuali controindicazioni possono sopraggiungere grazie alla assunzione dei semi di canapa in quantità eccessive.

Questi, potrebbero interferire con l’assunzione di farmaci anticoagulanti; sono semi oleosi e il loro elevato contenuto in grassi potrebbe essere responsabile di fenomeni di diarrea.

Esiste una remota possibilità che i semi di canapa sebbene sgusciati possano essere entrati in contatto con la sostanza psicotropa (THC) della pianta e dare sensibilizzazione.

CONCLUSIONI

Come si può dedurre dai numerosi esempi riportati di sopra, la canapa è una pianta estremamente versatile.

Difficilmente possiamo prevedere come si svilupperà uno specifico settore, ma per il settore della canapa, l’aumento della sua produzione segnala il suo ritorno in numerosi mercati commerciali con l’aggiunta di valore che finalmente il mondo sta veramente cambiando in ottica di estensibilità.

 APPENDICE

Per chi fosse interrato ai semi di canapa in maniera più dettagliata riportiamo interessanti dettagli qui di seguito.

Calorie e valori nutrizionali dei semi di canapa

Elementi principali

Semi di canapa (100 g)
Acqua 4,96 g
Energia 553 kcal
Proteine 31,56 g
Grassi 48,75 g
Carboidrati 8,67 g
Fibre 4 g
Zuccheri 1,5 g

Minerali

Semi di canapa (100 g)
Calcio 70 mg
Ferro 7,95 mg
Magnesio 700 mg
Fosforo 1650 mg
Potassio 1200 mg
Sodio 5 mg
Zinco 9,9 mg

Vitamine

Semi di canapa (100 g)
Vitamina C 0,5 mg
Tiamina 1,275 mg
Riboflavina 0,285 mg
Niacina 9,2 mg
Vitamina B6 0,6 mg
Folato, DFE 110 µg
Vitamina A, RAE 1 µg
Vitamina E 0,8 mg

Grassi

Semi di canapa (100 g)
Grassi saturi 4,6 g
Grassi monoinsaturi 5,4 g
Grassi polinsaturi 38,1 g

Fonte: USDA Food Composition Databases

[1] Oxoford Dictonary

[2] TRECCANI

[3] TRECCANI

[4] https://www.olfattiva.it

[5] https://www.cibdol.it/

[6] https://www.olfattiva.it/

[7] https://www.cannaconnection.it/

[8] UNODC – Bulletin on Narcotics – 1968 Issue 2 – 009, su www.unodc.org.

^ (EN) Leo E. Hollister, Tetrahydrocannabinol Isomers and Homologues: Contrasted Effects of Smoking, in Nature, vol. 227, n. 5261, 1970-08, pp. 968–969, DOI:10.1038/227968a0.

^ (EN) Pubchem, Dronabinol, su pubchem.ncbi.nlm.nih.gov.

^ (EN) G. Mazzoccanti, O. H. Ismail e I. D’Acquarica, Cannabis through the looking glass: chemo- and enantio-selective separation of phytocannabinoids by enantioselective ultra high performance supercritical fluid chromatography, in Chemical Communications, vol. 53, n. 91, 2017, pp. 12262–12265, DOI:10.1039/C7CC06999E.

^ Cannabis: Proprietà chimico-farmacologiche

[9] https://www.cannaconnection.it/

[10] cannaconnection.it

[11] cannaconnection.it

[12] cannaconnection.it

[13] cannaconnection.it

[14] https://www.cure-naturali.it/

[15] -https://blog.everli.com

-Curenaturali

Madre Terra sta cambiando a causa dello sfruttamento da parte dell’uomo e su questo c’è poco da discutere.

Tutte le azioni barbare intraprese dalla razza umana hanno avuto effetti devastanti sul clima, sul pianeta, sulle specie viventi e in modo più assoluto, condizionano rilevantemente il nostro futuro e l’evoluzione del pianeta.

A dispetto di cosa si possa pensare, non solo l’esterno del pianeta sta risentendo dei danni causati dall’uomo, ma anche l’essenza stessa della Terra.

Non è possibile escludere per certo, che alcuni fenomeni fisici siano accaduti per evoluzione naturale, ma sicuramente, i grandi sconvolgimenti terrestri degli ultimi 50 anni per mano umana, hanno probabilmente influenzato ancora di più, l’evoluzione naturale di alcuni fenomeni fisici potenzialmente pericolosi per il pianeta.

Un interessante Studio pubblicato sulla rivista Earth and Planetary Science Letters svolto da un team internazionale del Politecnico federale di Zurigo ha messo in luce l’incalzante cambiamento che sta intercorrendo nel pianeta: il nucleo interno si sta raffreddando ad un ritmo maggiore del previsto con risultati impattanti sull’evoluzione del pianeta.

Tale affermazione è stata possibile grazie allo studio della conduttività termica di un minerale che si trova al confine tra nucleo e mantello.

La ricerca ha portato alla misurazione della conduttività termica del minerale chiamato bridgmanite, locato al confine tra le rocce viscose del mantello e lo strato bollente di ferro e nichel fusi del nucleo esterno.

Il team di ricerca capeggiato da Motohiko Murakami indica una maggiore conduttività termica del minerale superiore per una volta e mezza la normale condizione, con conseguente rialzo del flusso di calore tra il nucleo e il mantello ancora maggiore del previsto.

Anche la convenzione del mantello ne viene influenza: implicando un raffreddamento più rapido dell’interno della Terra e una conseguente più rapida decelerazione della tettonica a placche che alimenta i moti convettivi.

Per maggiore chiarezza ricordiamo alcune definizione:

  • La struttura interna della Terra: l’interno della Terra è disomogeneo e presenta rocce di diversa densità e composizione.

Le superfici di discontinuità sono superfici sferiche all’interno della Terra in corrispondenza delle quali si verificano brusche variazioni nella velocità e nella direzione di propagazione delle onde sismiche.

Le superfici di discontinuità separano due strati con proprietà fisiche e/o composizione chimica differenti.

In base alla composizione chimica si distinguono tre principali strati:

  • crosta
  • mantello
  • nucleo
  • Il mantello terrestre: uno degli involucri concentrici che costituiscono la terra, un involucro solido plastico compreso tra la crosta terrestre e il nucleo terrestre avente spessore di circa 2890 km. Rappresenta l’84% del volume terrestre. È prevalentemente solido e inferiormente si trova a contatto con il nucleo caldo terrestre ricco di ferro e magnesio, il quale cuba circa il 15% del volume del pianeta. La composizione del mantello è prettamente roccia ultrafemica o ultrabsica, stabile e ad alta pressione.
  • Convezione: intendiamo il fenomeno fisico che riguarda i moti convettivi della terra: ossia il movimento delle rocce all’interno del mantello.

Tale fenomeno dipende dalla differenza di temperatura fra la superficie della Terra e il nucleo esterno e dalla capacità delle rocce cristalline, sottoposte ad alta pressione e temperatura, di subire deformazioni viscose nel corso di milioni di anni.

La circolazione convettiva di materiale all’interno del mantello che si viene a creare, comporta che il materiale caldo salga verso il confine superiore del mantello, mentre il materiale più freddo (e denso) sprofondi.

 Le rocce calde che salgono verso la superficie si raffreddano durante la risalita poiché cedono calore all’atmosfera e, aumentando la loro densità, aumentano i loro peso e sprofondano nuovamente all’interno del pianeta dove, riscaldandosi nuovamente, ricominciano a risalire nel nuovo ciclo convettivo alimentando così, il moto delle celle convettive in un circolo virtuoso in continuo andamento.

A causa di tale moto convettivo all’interno della Terra, il fenomeno fisico della convezione muove ingentissime masse di materiali e produce notevoli fenomeni geologici sulla superficie.

  • Placche: enormi parti di superficie terrestre creati dalla frammentazione della stessa, causata dai moti convettivi all’interno del mantello. Le placche sono state individuate in una ventina di enormi “frammenti”.

L’estremità superiore del mantello solido a contatto con la crosta forma la litosfera, l’involucro rigido che avvolge il pianeta che si estende fino a 100 Km di profondità.

Le placche sono formate appunto da litosfera, cioè da questa combinazione di crosta e parte superiore del mantello.

  • Tettonica a placche: è il modello di dinamica della Terra su cui concorda la maggior parte degli scienziati che si occupano di scienze della Terra, secondo cui la Terra è divisa in una ventina di placche principali. Secondo la Teoria della Tettonica delle placche, la litosfera (l’involucro rigido più esterno della crosta terrestre) è suddivisa in 20 placche (o zolle) rigide. Le placche, galleggiando, possono allontanarsi l’una dall’altra; avvicinarsi e scontrarsi; avvicinarsi e scorrere l’una accanto all’altra. In particolare quando due placche premono una contro l’altra, si possono avere tre casi:
  • se sono due placche oceaniche, una scivola sotto l’altra in una fossa detta fossa di subduzione. Parte della litosfera oceanica che sprofonda nel mantello fonde dando origine a volumi di magma. Il magma risale verso la superficie terrestre e fuoriesce formando una serie di vulcani.
  • se si tratta di una placca oceanica e di una continentale, la placca oceanica, più pesante, scivola sotto quella continentale. L’oceano tra le due placche si riduce e poi scompare; il fondo dell’oceano emerge; la litosfera oceanica sprofonda nel mantello dando origine a volumi di magma che, risalendo in superficie, generano una serie di vulcani.
  • se si tratta di due placche continentali, nessuna delle due sprofonderà sotto l’altra, ma i loro bordi si accavalleranno l’uno sull’altro dando origine alle montagne.

L’opinione del Dott. Carlo Doglioni, presidente dell’Ingv (l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), è più cauta e atta a sottolineare come nessuno sappia esattamente quanta bridgmanite sia presente tra nucleo e mantello né quale sia la temperatura a quella profondità. “Partire dallo studio di un singolo minerale per estrapolare conclusioni sull’evoluzione dell’intero pianeta mi pare azzardato, anche perché non si tiene conto di evidenze emerse negli anni circa la reale capacità di convezione del mantello” – ha spiegato Doglioni.

Nonostante le varie opinioni contrastanti quel che è certo è che la specie ha il dovere di salvaguardare il PIaneta, la nostra Casa, perchè non solo dipendiamo da essa fortemente, ma soprattutto perchè senza una casa adeguata non si può vivere.

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