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Il Bosco Verticale di Milano è forse uno degli esempi di eccezionale commistione tra tecnologia e architettura eco sostenibile. Si trova a Milano, su ideazione dello Studio Boeri. Costruito dal 2007- 2014.

“Il Bosco Verticale è l’edificio-prototipo di una nuova architettura della biodiversità, che pone al centro non più solo l’uomo, ma il rapporto tra l’uomo e altre specie viventi. Il primo caso costruito, a Milano nell’area Porta Nuova, è formato da due torri alte 80 e 112 m, che ospitano nel complesso 800 alberi (480 alberi di prima e seconda grandezza, 300 dalle dimensioni più ridotte, 15.000 piante perenni e/o tappezzanti e 5.000 arbusti. Una vegetazione equivalente a quella di 30.000 mq di bosco e sottobosco, concentrata su 3.000 mq di superficie urbana. Il progetto è così anche un dispositivo per limitare lo sprawl delle città indotto dalla ricerca del verde (ogni torre equivale a circa 50.000 mq di case unifamiliari). Al contrario delle facciate “minerali” in vetro o pietra, lo schermo vegetale del Bosco non riflette né amplifica i raggi solari, ma li filtra, generando un accogliente microclima interno senza effetti dannosi sull’ambiente. Nello stesso tempo, la cortina verde “regola” l’umidità, produce ossigeno e assorbe CO2 e polveri sottili.

Il concept del Bosco Verticale, l’essere cioè “una casa per alberi che ospita anche umani e volatili”, definisce non solo le caratteristiche urbanistiche e tecnologiche ma anche il linguaggio architettonico e le qualità espressive del progetto. Sul piano formale, le torri sono infatti caratterizzate principalmente dai grandi balconi tra loro sfalsati e a forte sbalzo (circa tre metri), funzionali a ospitare le grandi vasche perimetrali per la vegetazione e a permettere la crescita senza ostacoli degli alberi di taglia maggiore, anche lungo tre piani dell’edificio. Nello stesso tempo, la finitura in gres porcellanato delle facciate riprende il colore bruno tipico della corteccia, evocando l’immagine di una coppia di giganteschi alberi da abitare, ricca di implicazioni letterarie e simboliche. Il contrasto con una serie di elementi in gres bianchi – i marcapiani dei balconi e alcuni moduli sul fronte dei davanzali – introduce un ritmo sincopato nella composizione, che spezza e “smaterializza” la compattezza visiva dei corpi architettonici, amplificando, ancor di più, la presenza vegetale. Più che come superfici, le facciate possono essere osservate come spazi tridimensionali: non solo per lo spessore e la funzione della cortina verde, ma anche sul piano estetico-temporale, in ragione della ciclica mutazione policromatica e morfologica nei volumi delle piante.

Nelle varie stagioni, le variazioni nel colore e nelle forme della struttura vegetale generano un grande landmark cangiante, fortemente riconoscibile anche a distanza: caratteristica che ha generato in pochi anni l’immagine del Bosco Verticale come nuovo simbolo di Milano. Questo principio di variazione agisce anche in relazione ai diversi trattamenti sui lati delle torri e ai vari piani, dove la scelta e la distribuzione delle essenze rispecchia criteri sia estetici sia funzionali all’adattamento agli orientamenti e alle altezze delle facciate. Risultato di tre anni di studi condotti insieme a un gruppo di botanici ed etologi, lo sviluppo della componente vegetale ha preceduto la stessa vita edilizia del complesso. A partire all’estate 2010, le piante destinate a essere impiantate sulle torri sono state infatti pre-coltivate in una speciale “nursery” botanica – allestita al vivaio Peverelli, vicino a Como –, al fine di abituarle a vivere in condizioni simili a quelle finali.

Piuttosto che un oggetto architettonico tout-court, dunque, la presenza della componente vegetale rende il Bosco Verticale assimilabile a un insieme di processi – in parte naturali, in parte gestiti dall’uomo – che accompagnano nel tempo la vita e la crescita dell’organismo abitato. La componente forse più singolare di questo sistema articolato, ormai diffusa nell’immaginario urbano, è costituita dai “Flying Gardeners”: una squadra specializzata di arboricoltori-scalatori che, con tecniche da alpinismo, una volta all’anno si cala dal tetto degli edifici per eseguire la potatura e la verifica dello stato delle piante, nonché la loro eventuale rimozione o sostituzione. Tutte le operazioni di manutenzione e cura del verde sono infatti gestite a livello condominiale, allo scopo di mantenere il controllo dell’equilibrio antropico-vegetale. Centralizzata anche l’irrigazione: i fabbisogni delle piante sono monitorati da un impianto a sonde controllato digitalmente in remoto, mentre l’acqua necessaria è attinta in larga misura dal filtraggio degli scarichi grigi delle torri. L’insieme di queste soluzioni supera il concetto, ancora sostanzialmente antropocentrico e tecnicista, di “sostenibilità” nella direzione di una nuova diversità biologica. A pochi anni dalla sua costruzione, il Bosco Verticale ha così dato vita a un habitat colonizzato da numerose specie di animali (tra cui circa 1.600 esemplari di uccelli e farfalle), stabilendo un avamposto di spontanea ricolonizzazione vegetale e faunistica della città.

Credit to: https://www.stefanoboeriarchitetti.net

Una casa Green è la soluzione per massimizzare la protezione dell’ambiente e il risparmio sulla bolletta. Difatti, una casa green e sostenibile è importante non solo per la salute ma anche per migliorare la qualità di vita e ridurre l’impatto ambientale. La sostenibilità è una e vera propria missione e stile di vita che con i giusti accorgimenti eco-friendly è possibile ottenere.

Un’abitazione efficiente a partire dal tetto

Una casa green è un’abitazione efficiente e attenta all’ambiente, attraverso l’utilizzo di energie rinnovabili che migliorano la produttività energetica e aiutano a risparmiare in bolletta. Partendo dalla parte alta della casa, sul tetto è possibile installare un impianto fotovoltaico costituito da pannelli solari utili ad alimentare tutti gli apparecchi elettronici.

Insieme a un impianto fotovoltaico poi, è possibile montare un accumulatore, un sistema che accumula l’energia elettrica prodotta dai pannelli solari durante il giorno per poterla riutilizzare nelle ore serali. Grazie alla semplice installazione di questi strumenti che utilizzano una fonte energetica rinnovabile, sarà possibile soddisfare il fabbisogno domestico e ridurre l’inquinamento attraverso una diminuzione di anidride carbonica e di altri gas che contribuiscono all’innalzamento dell’effetto serra.

Rinfrescare e riscaldare la casa in modo sostenibile

Per scaldare e rinfrescare la casa esistono poi dei sistemi altamente efficienti. La caldaia a condensazione, ad esempio, è una caldaia ad acqua calda in cui avviene la condensazione del vapore acqueo dei fumi di scarico. In questo modo viene recuperato del calore latente di condensazione e di conseguenza si ha una maggiore efficienza energetica in confronto a una caldaia tradizionale. Anche la pompa di calore ad acqua calda è un metodo funzionale per rendere la casa green. Questo sistema consente di ricavare energia dall’ambiente esterno e usarla per riscaldare l’acqua.

Per garantire una casa fresca invece la scelta di un climatizzatore di classe energetica A+++ che utilizzi un gas refrigerante efficiente ed ecologico è invece la soluzione più consigliata. Un’abitazione green è inoltre ben coibentata, con infissi e vetrate intelligenti, che permettono di avere un’illuminazione naturale e garantire un buon isolamento. Questi strumenti aiutano a evitare le dispersioni termiche e ad avere un risparmio sul fabbisogno elettrico generale.

Queste soluzioni per una casa green e sostenibile sono importanti per favorire la salvaguardia dell’ambiente che per ottenere un risparmio significativo sulle bollette.

Credit to: https://www.eon-energia.com

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