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Il teatro offre numerosi spunti interessanti nel settore dell’ENTERTAINMENT perché offre una vasta gamma di diverse tipologie di spettacoli, dalle commedie, alle tragedie, al teatro contemporaneo, agli spettacoli di magia e infine gli spettacoli comici.

Oggi vorrei parlare in particolare dei Comici Romani che amo, seguo e apprezzo molto.

Fermo restando che il Grande GIGI, Gigi Proietti, è stato una colonna portante del Teatro Italiano e che, come comico era imbattibile, ineguagliabile e la sua scomparsa ha lasciato un vuoto incolmabile, mi piace pensare il suo adorato discepolo, allievo e successore sia Enrico Brignano.

In effetti Brignano è stato il suo successore, suo allievo e suo primo vero Discepolo.

Classe 1966, “Enrico Brignano nasce il 18 maggio del 1966 a Roma, nel quartiere di Dragona. Formatosi presso l'”Accademia per giovani comici” fondata da Gigi Proietti, è un comico di successo in molti ambiti del mondo dello spettacolo: ha partecipato come comico di teatro, fiction, film, è stato testimonial di diversi brand e ancora oggi è il numero uno indiscusso nel panorama italiano per livello di comicità e versatilità”.

Difatti, la cosa che colpisce maggiormente è la sua capacità di essere uno Showman a 360 gradi attraverso le interpretazioni di parti super comiche, super drammatiche, di satira, nonché la capacità di destreggiarsi dal ballo al canto senza affanno.

I suoi spettacoli durano 3 h solitamente, ma mai una volta sono scontati, banali, ripetitivi. Alterna con maestria passaggi di spezzoni super comici, che fanno talmente tanto ridere dal non riuscire a trattenere le lacrime e il dolore alla mandibola e allo stomaco tanto si ride forte, a parti riflessive, di satira ma anche di riflessione, spunto per ragionamenti più profondi, che riguardano la società, gli usi e costumi, la politica e in generale i fenomeni sociali. Non mancano mai le canzoni live cantate da lui e dal coro e i balletti a tema, proprio a dimostrare la sua innata padronanza del palcoscenico a 360 gradi.

Le sue grandi abilità sono la padronanza di scene dove interpreta 2 personaggi in contemporanea che dialogano, cambiando prospettiva e creando l’illusione che siano due persone distinte.

Molto toccante è anche il rapporto con il passato, che spesso è l’indiscusso protagonista dei suoi monologhi profondi e toccanti che riportano le foto di famiglia o della sua infanzia e che permettono di immedesimarsi nella malinconia del momento e di ricordarci che in fondo la vita è fatti di affetti e il nostro passato ci definisce.

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