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cannabinoidi

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Come riportato nei precedenti articoli, vi è una STRETTA CORRELAZIONE tra i cannabinoidi e gli effetti benefici sull’organismo umano.

Ovviamente non tutti i cannabinoidi, come abbiamo visto hanno gli stessi effetti.

I cannabinoidi o cannabinoli sono sostanze chimiche di origine naturale e biochimicamente classificati come terpenofenoli.

Sono composti accomunati dalla capacità di interagire con i recettori cannabinoidi.

 I fitocannabinoidi sono terpenoidi bioattivi trovati in alcune piante angiosperme, piante epatiche e funghi.

Inizialmente si pensava che fossero solo presenti nella Cannabis sativa ma successivamente è stata scoperta la presenza nella specie Rhododendron, in alcuni legumi, nel genus Radula delle piante epatiche e in alcuni funghi.

Tra i più famosi da noi analizzati abbiamo riscontrato il THC (è uno dei maggiori e più noti principi attivi della cannabis e può essere considerato il capostipite della famiglia dei fitocannabinoidi) e il CBD ( è un composto chimico scoperto nella Cannabis sativa essiccata e nell’hashish nel 1940. È uno dei 142 fitocannabinoidi identificati nelle piante di Cannabis sativa. Si trova anche nelle foglie della cannabacea filogeneticamente più vicina alla Cannabis sativa, il luppolo, e può essere prodotto anche per sintesi chimica).

I cannabinoidi, come per le piante se vogliamo sono presenti indirettamente anche nel corpo umano sotto forma di recettori per cannabinoidi e tali recettori sono gestiti dal nostro Organismo attraverso il Sistema Endocannabinoide umano.

Il Sistema Endocannabinoide Umano viene definito come: “un sistema biologico di comunicazione tra le cellule. Si tratta di uno dei più complessi e più importanti sistemi del nostro corpo, che contribuisce a regolare gran parte delle funzioni vitali. Inoltre, il suo compito è anche quello di mantenere l’omeostasi dell’organismo, cioè il suo delicato equilibrio interno, che viene messo a repentaglio dalle condizioni esterne dell’ambiente”.[1]

Come nel caso del sistema oppioide che reagisce agli oppioidi (morfina, codeina), l’organismo umano dispone di un sistema recettore distinto per i cannabinoidi.

Il sistema endocannabinoide (ECS) contiene i recettori dei cannabinoidi (CB) e influenza l’attività di molti altri sistemi del nostro organismo.

I fitocannabinoidi della pianta di cannabis funzionano in modo simile agli endocannabinoidi prodotti naturalmente dall’organismo.

Il cervello umano e altri organi contengono i recettori dei cannabinoidi (CB) presenti in natura e le sostanze chimiche che si legano a essi e li gestiscono attraverso il sistema endocannabinoide (ECS).

Il ruolo dell’ECS è quello di mantenere la capacità del nostro corpo di funzionare normalmente influenzando il funzionamento di altri sistemi. Ricopre un ruolo cruciale nel nostro sistema nervoso e regola molteplici processi fisiologici. Tra questi è compresa la regolazione della risposta al dolore, l’appetito, la digestione, il sonno, l’umore, l’infiammazione e la memoria.

L’ECS influenza anche le soglie di crisi (ad esempio nell’epilessia), la coordinazione e altri processi come il sistema immunitario, la funzione cardiaca, l’integrazione sensoriale (tatto, equilibrio, senso dello spazio), la fertilità, la fisiologia ossea, il sistema centrale di risposta allo stress (HPAA), lo sviluppo neurale e la pressione oculare.

Gli endocannabinoidi (che consistono nei cannabinoidi prodotti internamente dal corpo umano),  sono le molecole di segnalazione molto diffuse nell’organismo, i quali agiscono sui recettori dei cannabinoidi o li stimolano e che si legano agli stessi recettori sensibili al THC.

Questi composti agiscono in modo simile ai fitocannabinoidi che a loro volta si legano a quegli stessi recettori.

I cannabinoidi vegetali, come suddetto, sono detti fitocannabinoidi. Sono i costituenti unici della pianta di cannabis. Il tetraidrocannabinolo (THC) e il cannabidiolo (CBD) sono gli elementi costitutivi principali. Vi sono altri cannabinoidi ma di questi se ne sa molto meno.

La scoperta degli endocannabinoidi deriva dal lavoro di un gruppo di ricercatori del National Institute of Mental Healt (NIMH), tra i quali la ricercatrice, Lisa A. Matsuda, nel 1990 formulò la presenza di una rete di recettori, attivati dai cannabinoidi.

Tale scoperta deriva del lavoro degli scienziati che intenti a capire in che modo il principio attivo delta-9-tetraidrocannabinolo (THC) interagisse con l’organismo, trovarono i recettori CB1.

La presenza di tali ricettori fu oggetto di molta curiosità da parte della comunità scientifica e dopo due anni di studi, si giunse ad una nuova scoperta: la presenza di cannabinoidi prodotti dall’organismo (chiamati appunto endocannabinoidi), ovvero di molecole di segnalazione molto diffuse nell’organismo, che si legano agli stessi recettori sensibili al THC. Questa prima sostanza identificata venne chiamata Anandamide e poco dopo venne individuato un secondo tipo di endocannabinoide. Questo si legava non solo con i CB1, ma anche con un secondo tipo di recettore: così vennero scoperti anche i CB2.

Nelle specie animali, dai mammiferi, ai rettili agli invertebrati è presente il sistema endocannabinoide e se pensiamo che l’animale più primitivo in cui sia stata trovata questa “segnaletica” è lo schiavo marino, un animale evoluitosi oltre 600 milioni di anni fa è plausibile ritenere che il sistema biologico fosse già presente, prima dell’arrivo della cannabis sulla Terra.

CARATTESTICHE DEL SISTEMA ENDOCANNABINOIDE UMANO [2]

TRE sono gli elementi utili a descrivere il sistema endocannabinoide quale sistema complesso di comunicazione delle cellule: gli endocannabinoidi, i recettori e gli enzimi.

  1. ENDOCANNABINOIDI: sono molecole che registrano le variazioni delle condizioni esterne e attivano i recettori, per trasmettere dei segnali alle cellule, così da permettere loro di innescare una risposta. Le prime due molecole del sistema conosciute sono state l’Anandamide e il 2-Arachidonoilglicerolo (2-Ag), che sono già presenti nel nostro organismo e vengono rilasciate “su richiesta”. Una volta eseguita la propria funzione, gli endocannabinoidi vengono distrutti.
  2. RECETTORI: recettori CB1 e CB2, che si trovano nella membrana di diversi tipi di cellule. Uno studio del 2005 ha mostrato che i CB1 sono presenti soprattutto nelle cellule nervose dell’encefalo (neuroni) del Sistema Nervoso Centrale (SNC) e sono distribuiti in particolare nella corteccia, nell’ippocampo, nell’amigdala, nei gangli e nel cervelletto, responsabili del movimento, delle funzioni cognitive complesse, dell’apprendimento, della memoria e delle emozioni. Recettori CB1 sono presenti anche nelle cellule di polmoni, muscoli, organi riproduttivi, fegato e nel sistema cardiovascolare. Il CB2, invece, sono espressi principalmente a livello periferico e sono presenti nelle cellule di ossa, milza, colon, pancreas e nel sistema immunitario. ll recettore CB1 si trova in una serie di regioni del cervello che controllano varie funzioni fisiche e comportamentali. I cannabinoidi influenzano quindi, la risposta sensoriale e motoria (movimento), la frequenza cardiaca, le reazioni emotive, l’appetito e la nausea/vomito, la sensibilità al dolore, l’apprendimento e la memoria e il processo decisionale di alto livello. Il compito dei recettori degli endocannabinoidi è regolare il rilascio di altri messaggi: i CB1, infatti, interferiscono con i neurotrasmettitori, per proteggere il SNC (sistema nervoso centrale) dalla sovra stimolazione, mentre i CB2 regolano l’attività del sistema immunitario.
  3. ENZIMI: hanno il compito di degradare le molecole, una volta che hanno svolto la loro funzione. In questo modo, viene evitato un accumulo degli endocannabinoidi all’interno dell’organismo.

FUNZIONI DEL SISTEMA ENDOCANNABINOIDE [3]

La presenza di recettori di endocannabinoidi è stata rilevata in diversi organismi, umano e animale.

In base a questa localizzazione, sono state sottolineate le diverse funzioni che il sistema svolge, contribuendo alla regolazione di un numero elevato di processi fisiologici.

Secondo lo studio del 2008 pubblicato da John M. McPartland, si sono riscontrate evidenze di come il sistema endocannabinoide influenzi le principali strutture dell’organismo.

Lo scienziato ha evidenziato che, data la presenza dei recettori da oltre 600 milioni di anni, la loro funzione deve essere “importante dal punto di vista evolutivo”.

Non a caso, i CB1 sono stati individuati già negli embrioni del topo, suggerendo un ruolo importante nei processi di sviluppo nel cervello embrionale.

Fondamentale è anche la funzione di neuro protezione svolta dai recettori, che regolano il rilascio dei neurotrasmettitori, evitando la sovra stimolazione del Sistema Nervoso: quando un neurone è molto attivo rilascia endocannabinoidi, che reprimono l’impulso di eccitazione e di inibizione sul neurone.

I recettori dei cannabinoidi sono recettori accoppiati alle proteine G (GPCR). I GPCR si trovano sulla superficie delle nostre cellule. Si dice che questi recettori “agiscono come una casella di posta in arrivo per i messaggi, dialogando con le cellule e quindi con il nostro organismo”. I GPCR svolgono svariate funzioni nel corpo umano. Di conseguenza, molti farmaci, tra cui la cannabis medicinale, agiscono sui GPCR. Gli esseri umani producono endocannabinoidi che interagiscono con i GPCR CB1 e CB2. Quelli più noti sono l’anandamide (AEA) e il 2-arachidonoilglicerolo (2-AG).

Un altro ruolo importante del sistema riguarda i processi dello sviluppo neurologico: gli endocannabinoidi, infatti, influenzano la plasticità sinaptica, che consente al Sistema Nervoso di modificare le connessioni tra neuroni e crearne di nuove.

Fondamentale è anche la azione di immuno-modulazione attuata dai cannabinoidi endogeni i quali svolgono una un’azione antinfiammatoria e agiscono sullo stimolo della fame, sull’umore e sulla mancanza di sonno.

E’ stata individuata anche l’importanza della azione del sistema endocannabinoide anche sulle cellule ossee osservando il comportamento dei topi con osteoporosi: la somministrazione di un cannabinoide sintetico, infatti, provocava danni alle ossa nei topi senza recettori.

Si è dedotto pertanto che “i recettori cannabinoidi sono strumentali nella regolazione della densità ossea”.

I recettori CB1 sono presenti anche nelle terminazioni nervose simpatiche: per questo, con la loro attivazione viene alleviato il “dolore mediato dal simpatico”. In base alla posizione dei recettori dei cannabinoidi, i ricercatori hanno individuato i principali ruoli del sistema endocannabinoide, che interagisce con la memoria, la cognizione, il movimento, l’appetito, le emozioni e il dolore.

Nonostante la sua interazione con i cannabinoidi vada ancora approfondita, la presenza del sistema endocannabinoide in organismi di livello inferiore e la localizzazione dei suoi recettori, suggeriscono il suo ruolo fondamentale.

Infatti, grazie alle capacità comeregolatore della maggior parte dei processi fisiologici di un organismo, il sistema endocannabinoide è considerato uno dei più importanti sistemi presenti nel nostro corpo, utile per il mantenimento dell’omeostasi.

 

[1] https://www.clinn.it/

[2] https://bedrocan.com

https://www.clinn.it/

[3] Clinn.it

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