Tag

canapa

Naviga

Fin dalla antichità la canapa è stata impiegata non solo per le sue proprietà mediche, ma anche in diversi settori tra i quali quello della carta, il tessile, la cosmesi, la bioedilizia e molto altro.

Attualmente, vista la crescente attenzione ai prodotti green ed ecosostenibili, si è data sempre più risonanza alla coltivazione di canapa e al suo impiego, grazie ai notevoli benefici in termini ambientali che questa coltura apporta.

Difatti, la sua proprietà di coltura biocompatibile ed ecologica, la cui coltivazione non richiede pesticidi, erbicidi o fertilizzanti, ma anzi, bonifica e arricchisce la struttura dei terreni in cui viene introdotta e la capacità di crescere velocemente e con poche risorse, permettono alla canapa di annoverarsi come una delle principali colture ecosostenibili del pianeta.

 CANAPA: CARATTERISTICHE, PROPRIETÀ, USO E BENEFICI

La Canapa, è definita: pianta erbacea delle Cannabacee (Cannabis sativa), alta oltre 2 m, con stelo diritto, fistoloso e peloso e foglie stipolate e picciolate, composte da 5-11 foglioline lanceolate; è estesamente coltivata per la fibra che se ne ricava.[1]

Il frutto è un achenio, correntemente detto seme di canapa, da cui si può ricavare un olio (olio di c.) usato nella fabbricazione di saponi e vernici, in passato per illuminazione, e che, se depurato, ha anche usi alimentari. [2]

Forse originaria dell’Asia centrale, la canapa è oggi coltivata in molti paesi a clima temperato e tropicale per la fibra che da essa si ricava, ma la sua produzione, a causa della concorrenza di alcune fibre artificiali, è in costante declino. [3]

Da molti anni è una pianta protagonista nel panorama dell’industria tessile ed alimentare, grazie agli ampi impieghi e utilizzi vantaggiosi che ne derivano.

Gli utilizzi dei derivati della lavorazione della canapa industriale sono molteplici e molto diversi tra loro. Vanno dall’uso alimentare fino alla bioedilizia e alla cosmesi, passando per la classica filiera del tessuto e della carta.

Recentemente, vi sono stati inoltre, innovativi impieghi in campo ambientale, finalizzati alla bonifica dei terreni soggetti a grave inquinamento.

USO & BENEFICI

La Canapa è considerata una delle prime piante coltivate nella storia dell’umanità i cui antichi reperti più antichi (di cannabis) risalgono all’8.000 a.C. Ciò dimostra che gli esseri umani coltivano, lavorano ed utilizzano questa pianta da millenni.

La Canapa Sativa è certamente una tra le piante più conosciute e diffuse nel mondo.

Appartenente alle Cannabaceae, una famiglia di piante angiosperme dicotiledoni, la Canapa è caratterizzata da piante con fiori senza petali e frutti con un singolo seme. [4]

La canapa sativa è una pianta annuale che cresce senza l’utilizzo di pesticidi e concimi chimici, non necessita di costante manutenzione e irrigazione.

Costituita da un rigido fusto è caratterizzata da foglie palmate di forma seghettata che si estendono tutto intorno allo spazio. Di un colore verde brillante si adatta a tutti i tipi di ambienti bonificando i terreni.

Innumerevoli sono le proprietà della Canapa sativa che viene considerata una delle piante più complete in natura.

Le molteplici essenze si concentrano nell’inflorescenza femminile, che può arrivare a contenere oltre 100 diversi terpeni.

I terpeni rappresentano un gruppo di molecole aromatiche presenti in diverse piante, alimenti ed oli essenziali. Il loro ruolo primario è proteggere le piante da batteri, funghi e parassiti.[5]

In profumeria botanica la canapa rappresenta una nota davvero interessante per profumi da un’incredibile forza olfattiva.

In aromaterapia ha un’azione distensiva, rilassante e riequilibrante. Il suo aroma è fresco, dolce, erbaceo, una carezza di rugiada che rasserena lo spirito, un canto vibrante di felicità e di fiducia.

OLIO ESSENZIALE DI CANAPA

L’olio essenziale della canapa sativa è prodotto dai fiori delle piante femmine o ermafrodite attraverso distillazione in corrente di vapore. La varietà della canapa sativa produce tipicamente alti livelli di Cannabidiolo (CBD) il quale conferisce alla pianta molteplici effetti benefici e terapeutici, tra i quali, effetti antinfiammatori e antidolorifici. La coltivazione per la produzione dell’olio essenziale deve seguire delle chiare specifiche: la coltivazione è senza utilizzo di additivi chimici e senza pesticidi in modo che l’olio essenziale risulti puro e 100% naturale.

OLIO ESSENZIALE DI CANAPA BENEFICI

L’olio essenziale è un prezioso concentrato di terpeni presenti naturalmente nella Canapa, i quali agiscono positivamente sulla sfera psico-fisica della persona combattendo ansia, stress, insonnia, mal di testa e cefalee. Tramite l’energia sottile della pianta, la Canapa ha lo scopo di rilassare e distendere corpo e mente inducendo una sensazione di calma e serenità. Ideale diffusa in ambienti rilassanti per beneficiare appieno delle sue potenzialità aromaterapiche.

 CANAPA: USO E BENEFICI NELL’INDUSTRIA TESSILE,  COSMESI,  BIOEDILIZIA, ALIMENTARE & CO

 COLTIVAZIONE DEI CANAPA IN ITALIA[6]

Già da tempi molto antichi è possibile ricostruire la storia della coltivazione di canapa in Italia.

Recenti ritrovamenti sul lago di Albano, nei pressi di Roma, hanno dimostrato che la canapa fosse presente allo stato selvatico in Europa già intorno all’11.000 secolo a.C.

L’Italia per un lungo arco di tempo ne è stata la seconda produttrice più grande del mondo: dalla produzione tessile (vestiti, carte e tessuti tradizionali ricamati), a materiali di costruzione di bioedilizia (mattoni, vele e corde per la navigazione) cosmetici, sostanze alimentari, prodotti oleosi e molto altro ancora. Per questo viene da sempre definita “sativa utile” una pianta incredibilmente versatile.

Nella tradizione contadina l’economia italiana si basa dalla prima metà del’900 sulla produzione di prodotti alla canapa totalmente ecologici di alto livello qualitativo.

La mentalità del riciclo si attuava nel quotidiano lavorando ogni singola parte della pianta in modo intelligente e innovativo.

Nonostante i cambiamenti socio-culturali avvenuti nel tempo, la cultura della canapa si è radicata nella nostra identità sociale e storica. Intere generazioni sono cresciute al fianco di questa preziosa risorsa conferendole rispetto e valore.

CANAPA INDUSTRIALE: IMPIEGHI [7]

Anticamente impiegata per l’utilizzo di carta e abiti nell’industria tessile, è ancora impiegata in altri settori quali isolanti per l’edilizia, in ambito cosmetico, filtri carburanti e oli CBD.

Più nello specifico, Il cannabidiolo (CBD) è un composto chimico scoperto nella Cannabis sativa essiccata e nell’hashish nel 1940. È uno dei 142 fitocannabinoidi identificati nelle piante di Cannabis sativa.

La canapa non a caso, differenza della Cannabis (e della marijuana), conosciuta da molti, sviluppa livelli di THC irrisori e ricche dosi di CBD (cannabidiolo).

Per THC si intende il Δ-9-tetraidrocannabinolo, il più importante principio attivo contenuto nella cannabis o canapa. Si tratta di un componente psicoattivo, ovvero, di un principio che esercita azioni sul sistema nervoso centrale. Può essere considerato il capostipite della famiglia dei fitocannabinoidi.

Sono noti vari isomeri del THC, due dei quali presenti naturalmente nella cannabis. Il più rilevante è l’isomerom (-)-trans, noto farmacologicamente come dronabinol.

È una sostanza psicotropa prodotta dai fiori di cannabis, può essere ingerito, comunemente fumato o inalato grazie ad un vaporizzatore. Con proprietà antidolorifiche (Es: farmaci contenenti THC come il Sativex o il Bedrocan, sono usati per il trattamento del dolore), euforizzante, antinausea, antiemetico, anticinetosico, stimolante l’appetito, che abbassa la pressione endooculare, ed è capace di abbassare l’aggressività.[8]

Visto che per molti consumatori è meglio evitare gli effetti psicoattivi associati al THC, la canapa è diventata la pianta preferita dagli agricoltori che coltivano materia prima per la realizzazione di prodotti contenenti CBD.

La canapa viene poi lavorata in modo simile alla cannabis, per creare burro, edibili, oli e molto altro.

Prima di acquistare prodotti professionali contenenti CBD, è opportuno cercare un fornitore affidabile. La produzione di CBD di alta qualità richiede complesse lavorazioni, ma il settore non è ancora pienamente regolamentato.

LA CANAPA NEL SETTORE TESSILE (abbigliamento & fibre)[9]

Tra le prime piante ad essere trasformate in fibre, la canapa ha dei reperti antichissimi: in Cina sono stati ritrovati resti di fibra di canapa risalenti all’8.000 a.C.

Oggi, la canapa viene ancora impiegata per realizzare vestiti ed è tornata in auge nel settore della moda.

Difatti, gli abiti in fibra di canapa vengono spesso associati alla “moda hippy” (le tuniche e i pantaloni ampi in canapa).

Tuttavia, gli stilisti stanno utilizzando il tessuto per creare capi di abbigliamento moderni, in grado di sfidare questo pregiudizio.

LA CANAPA & LA CARTA[10]

L’uso della canapa è esteso anche alla produzione di fibre di carta, al pari dell fibra di legno.

Se fino al 1800 la canapa era impiegata come prima fonte per la produzione di carta venne successivamente sostituita dal legno.

Si pensi che la canapa sia in realtà più adatta alla produzione di carta in quanto rispetto al legno contiene una maggiore quantità di cellulosa che dona struttura alla pianta: maggiore è il contenuto di cellulosa, maggiore sarà la capacità della pianta di produrre carta di qualità, con minor impiego di sostanze chimiche per la lavorazione.

LA CANAPA & LA PLASTICA[11]

L’utilizzo della canapa ha molteplici applicazioni anche in ambito della produzione di plastica.

Viene difatti utilizzata per produrre differenti tipi di plastica. È interessante ricordare che negli anni ’40, Ford ideò persino un prototipo di auto in plastica ricavata da canapa e soia.

Sebbene l’auto non venne mai prodotta, esiste una celebre fotografia di Henry Ford che colpisce il suo progetto con un’accetta per dimostrarne la resistenza.

Oggi viene utilizzata una miscela di fibra di vetro, fibra di canapa, kenaf e lino per realizzare pannelli compositi per automobili. La plastica di canapa viene usata anche per ottenere rivestimenti per tende da doccia, custodie CD e DVD, e molto altro.

LA CANAPA & IL CARBURANTE [12]

La canapa, come tutte le altre piante produce oli essenziali vegetali.

Dagli oli essenziali vegetali della canapa è possibile produrre carburante, nello specifico, lavorando ulteriormente l’olio di canapa per ottenere biodiesel.

È possibile fermentare la pianta per creare etanolo o metanolo. Tuttavia, la produzione di canapa per carburante è piuttosto limitata, poiché i biodiesel e biogas attualmente in commercio vengono realizzati con materiali più economici.

LA CANAPA & IL FILTRAGGIO[13]

Per la realizzazione di filtri tra cui le bustine da tè e i filtri da caffè, o i filtri per l’olio viene impiegata la canapa.

Vista la grande resistenza della fibra di canapa, soprattutto in condizione umide, questa pianta è il materiale ideale per la produzione di filtri per sostanze liquide.

Difatti, Le bustine da tè sono realizzate con un mix di fibre di canapa e legno, oltre a polimeri plastici. Sono disponibili anche filtri e bustine in pura canapa, lavabili e riutilizzabili.

LA CANAPA NELL’EDILIZIA

Nel campo dell’edilizia l’impiego della canapa viene finalizzato all’ottenimento di diversi materiali da costruzione in particolare quelli utili per l’isolamento termico.

Nei Paesi Bassi, in Irlanda, e in molte altre nazioni del mondo si utilizza la canapa come materiale isolante per l’edilizia

Grazie all’impiego della canapa è possibile realizzare pannelli di fibra e truciolati, e persino un’alternativa al cemento con i cosiddetti “mattoni di canapa”, poiché più resistenti, leggeri ed ecologici.

LA CANAPA & LA COSMESI

Nel settore della Cosmesi si attua da sempre un largo impiego della canapa per la creazione di creme, lozioni, balsami, e gel ricavati da questa pianta.

Questo dipende dalla disponibilità di un vasto assortimento di sostanze benefiche per la pelle, incluse vitamine e acidi essenziali presente all’interno della pianta.

Non a caso, le creme ricche di CBD a base di canapa vengono utilizzate per il trattamento di determinate condizioni, tra cui eczema, artrite, eruzioni cutanee, infiammazioni o irritazioni.

LA CANAPA & LA PURIFICAZIONE DI ACQUA & SUOLO

Talvolta definita come coltura “spazzina”, la canapa viene largamente impiegata per attuare la purificazione di acqua e suolo.

Per la purificazione delle acque si utilizza la canapa per depurare le acque reflue o eliminare il fosforo dagli escrementi del pollame. Ciò permette agli agricoltori di evitare l’uso di erbicidi, aspetto fondamentale per chi desidera coltivare secondo metodi biologici.

Una delle applicazioni più interessanti relative alla canapa si realizzò negli anni ’90, quando diversi esemplari vennero piantati nella zona di Chernobyl in Ucraina e si mostrarono potenzialmente in grado di ripulire i terreni contaminati.

LA CANAPA PER USO ALIMENTARE

In ambito alimentare famosi sono i semi di canapa, considerati un vero superfood e apprezzati su larga scala per il loro valore nutrizionale, e per il contenuto di proteine, calcio, ferro, acidi grassi essenziali e molto altro. Vengono considerati un supercibo e venduti come integratori alimentari.

Si utilizza la canapa anche per la produzione di olio e latte vegetali e viene impiegata come additivo a bevande quali birra e vino. Inoltre, i semi di canapa rappresentano una valida alternativa al classico mangime per animali.

Se in passato in Oriente i semi di canapa venivano considerati un ottimo alimento povero utili per combattere i periodi di carestia, oggi, grazie alle loro interessanti proprietà e la ricchezza di sostanze nutrienti, sono diventati un ingrediente piuttosto ricercato nella moderna cucina occidentale, dove vengono utilizzati anche per sopperire alle carenze conseguenti a regimi dietetici restrittivi.

 PROTEINE DELLA CANAPA: PROPRIETÀ E CARATTERISTICHE [14]

I semi di canapa contengono proteine dagli innumerevoli vantaggi e benefici per l’organismo.

Spesso commercializzate in polvere per un più semplice applicazione nell’integrazione, le proteine della canapa sono complete ricche di amminoacidi e per questo, molto indicate per coloro che seguono una alimentazione vegetariana e vegana.

A seguito del processo di spremitura dei semi (dal quale si ottiene l’olio di canapa),  si genera un residuo solido che viene macinato e dalla cui farina ottenuta vengono scorporate le fibre.

Da tale processo si ottengono le proteine.

La lavorazione è quindi molto semplice, a basse temperature senza solventi o contaminazioni varie.

I benefici derivanti dalle proteine della canapa oltre a rappresentare un valido integratore per vegetariani e vegani, si riverberano sulle principali funzionalità del nostro organismo:

  • Nutrimento muscolare.
  • Regolarità intestinale, grazie alla componente in fibre.
  • Ccontrollo dei fattori di rischio cardiovascolaricome colesterolo e glicemia grazie alla presenza di grassi essenziali polinsaturi come l’acido linoleico, il gamma linoleico (omega 6) e l’acido alfa-linoleico (omega 3).
  • Aaumento dell’energia fisicagrazie al complesso vitaminico B1, B2, B6
  • Riduzione della stanchezza.
  • Controllo del pesograzie al senso di sazietà.

Solitamente in commercio si fa uso dei semi di canapa eduli, i quali, venduti a scopo alimentare, sono ricavati dalla pianta di cannabis sativa, che si differenzia dalla cannabis indica (classificata in base a differenti criteri sia come sottospecie, che come varietà a parte) per l’assenza di componenti ad azione psicotropa, in effetti non presenti in quantità che si possano definire sotto qualche aspetto rilevanti. È buona norma, nella scelta, privilegiare coltivazioni biologiche di provenienza e qualità certificata.

I semi di canapa si differenziano per l’avere come caratteristica distintiva, l’alto contenuto di proteine a medio valore biologico (pari circa al 20% del peso totale).

Questo comporta che i semi di canapa siano riconosciuti utili a soddisfare il fabbisogno giornaliero di proteine, maggiormente se nell’ambito di una dieta vegetariana o vegana, che potrebbe risultare carente di amminoacidi essenziali.

Oltre che come fonte di proteine, i semi di canapa sono fonte di fibre insolubili con un vantaggio non indifferente al benessere generale dell’organismo.

Similmente ad altri semi, possono essere acquistati sia in forma integrale che decorticata, anche se in forma integrale conservano il maggiore apporto di fibre.

Dal punto di vista dell’apporto lipidico, i semi di canapa nel quadro nutrizionale già positivo annoverano anche la proprietà di possedere acidi grassi essenziali. Gli Omega 3 e gli Omega 6 forniti in proporzioni ottimali dai semi di canapa contribuiscono, all’interno di una dieta sana, a contrastare colesterolo alto e ipertensione, e quindi all’efficienza del sistema cardiocircolatorio.

Anche l’utilizzo a crudo dai semi dell’olio vegetale che se ne ricava permette di avere una ottima fonte di acido linoleico. Quando viene spremuto a freddo l’olio di semi di canapa conserva intatte e in parte potenzia le proprietà dei semi e viene impiegato non solo come alimento, ma anche come ingrediente di creme e unguenti, in quanto estremamente nutriente per pelle e capelli nell’industria cosmetica.

L’olio di canapa è possibile acquistarlo facilmente nei negozi online. E’ un prodotto davvero pregiato con alcune eccellenti proprietà alimentari. Infatti è ricco di acidi grassi essenziali, appartenenti al tipo omega 6 e omega 3 (in una proporzione di 3 a 1, valore considerato ottimale per l’alimentazione). Inoltre è anche ricco di vitamina E, che è un antiossidante naturale.

L’olio di canapa ha un sapore delicato e molto gradevole, può essere utilizzato come condimento a crudo, per non perderne i benefici. Purtroppo, essendo la produzione di canapa alimentare alimentare limitata, il prezzo di mercato è, per il momento, un po’ elevato.

Dal punto di vista alimentare, anche come apporto di vitamine e sali minerali i semi di canapa si contraddistinguono: forniscono anche una buona dose di minerali, in particolare calcio, ferro e magnesio. Sono infine, una fonte di vitamina E, nota per le proprietà antiossidanti e per l’azione rigenerante sulla pelle, che contribuisce a nutrire dell’interno.

Altro importante variante ottenuta dalla canapa è la farina di canapa Questa si ottiene dalla macinazione del panello, vale a dire il residuo rimasto dalla spremitura del seme.

A livello di proprietà ricalca i valori nutrizionali dei semi e dell’olio, che abbiamo visto in precedenza. Qui evidenziamo che si tratta di una farina molto leggera, contiene infatti circa il 20% in meno di calorie rispetto alle normali farine. In secondo luogo, essendo priva di glutine, è l’ideale per una dieta celiaca.

IMPIEGO IN CUCINA [15]

L’uso in cucina dei semi di canapa è vario: si può impiegare la polvere proteica come integratore ai normali alimenti sia a caldo sia a freddo: nelle zuppe, nei succhi di frutta, nello yogurt.

Non è stato indicato un dosaggio standard, ma viene fornito un range da 1 a 4 cucchiaini al giorno da miscelare agli alimenti che si assumono.

I semi di canapa possono essere consumati sia crudi sia cotti o come aggiunte a prodotti da forno e, al pari della frutta secca e dei cereali, vengono utilizzati per arricchire yogurt e insalate.

La loro conservazione è solitamente a temperatura ambiente, in un contenitore ermetico, al riparo dalla luce e dall’umidità.

Dai semi di canapa si ricava inoltre una farina adatta a diversi usi in cucina, alla produzione di biscotti, lievitati e altri prodotti da forno.

Con la farina di canapa vengono anche prodotte alcune varietà di pasta. Aromatica e nutriente, la pasta di canapa consente di preparare primi piatti particolarmente ricchi di proteine e fibre.

Dai semi di canapa macinati si ricavano anche alcune varianti di tofu (hemp-fu) e di seitan.

L’olio di canapa è invece esclusivamente consumato a crudo, come condimento per arricchire la dieta di acidi grassi essenziali.

Va conservato al riparo dalla luce in un luogo fresco e asciutto, e in frigorifero una volta aperto, perché, come accade anche all’olio di semi di lino, tende a irrancidire.

Forse non tutti sanno che i semi di canapa si possono anche bere. Il latte di canapa (hemp milk) è infatti un latte vegetale prodotto da semi di canapa frullati in acqua e filtrati, naturalmente privo di lattosio ma ricco di nutrienti.

CONTROINDICAZIONI AI SEMI DI CANAPA

Eventuali controindicazioni possono sopraggiungere grazie alla assunzione dei semi di canapa in quantità eccessive.

Questi, potrebbero interferire con l’assunzione di farmaci anticoagulanti; sono semi oleosi e il loro elevato contenuto in grassi potrebbe essere responsabile di fenomeni di diarrea.

Esiste una remota possibilità che i semi di canapa sebbene sgusciati possano essere entrati in contatto con la sostanza psicotropa (THC) della pianta e dare sensibilizzazione.

CONCLUSIONI

Come si può dedurre dai numerosi esempi riportati di sopra, la canapa è una pianta estremamente versatile.

Difficilmente possiamo prevedere come si svilupperà uno specifico settore, ma per il settore della canapa, l’aumento della sua produzione segnala il suo ritorno in numerosi mercati commerciali con l’aggiunta di valore che finalmente il mondo sta veramente cambiando in ottica di estensibilità.

 APPENDICE

Per chi fosse interrato ai semi di canapa in maniera più dettagliata riportiamo interessanti dettagli qui di seguito.

Calorie e valori nutrizionali dei semi di canapa

Elementi principali

Semi di canapa (100 g)
Acqua 4,96 g
Energia 553 kcal
Proteine 31,56 g
Grassi 48,75 g
Carboidrati 8,67 g
Fibre 4 g
Zuccheri 1,5 g

Minerali

Semi di canapa (100 g)
Calcio 70 mg
Ferro 7,95 mg
Magnesio 700 mg
Fosforo 1650 mg
Potassio 1200 mg
Sodio 5 mg
Zinco 9,9 mg

Vitamine

Semi di canapa (100 g)
Vitamina C 0,5 mg
Tiamina 1,275 mg
Riboflavina 0,285 mg
Niacina 9,2 mg
Vitamina B6 0,6 mg
Folato, DFE 110 µg
Vitamina A, RAE 1 µg
Vitamina E 0,8 mg

Grassi

Semi di canapa (100 g)
Grassi saturi 4,6 g
Grassi monoinsaturi 5,4 g
Grassi polinsaturi 38,1 g

Fonte: USDA Food Composition Databases

[1] Oxoford Dictonary

[2] TRECCANI

[3] TRECCANI

[4] https://www.olfattiva.it

[5] https://www.cibdol.it/

[6] https://www.olfattiva.it/

[7] https://www.cannaconnection.it/

[8] UNODC – Bulletin on Narcotics – 1968 Issue 2 – 009, su www.unodc.org.

^ (EN) Leo E. Hollister, Tetrahydrocannabinol Isomers and Homologues: Contrasted Effects of Smoking, in Nature, vol. 227, n. 5261, 1970-08, pp. 968–969, DOI:10.1038/227968a0.

^ (EN) Pubchem, Dronabinol, su pubchem.ncbi.nlm.nih.gov.

^ (EN) G. Mazzoccanti, O. H. Ismail e I. D’Acquarica, Cannabis through the looking glass: chemo- and enantio-selective separation of phytocannabinoids by enantioselective ultra high performance supercritical fluid chromatography, in Chemical Communications, vol. 53, n. 91, 2017, pp. 12262–12265, DOI:10.1039/C7CC06999E.

^ Cannabis: Proprietà chimico-farmacologiche

[9] https://www.cannaconnection.it/

[10] cannaconnection.it

[11] cannaconnection.it

[12] cannaconnection.it

[13] cannaconnection.it

[14] https://www.cure-naturali.it/

[15] -https://blog.everli.com

-Curenaturali

In natura, come nella vita, la fama marchia le persone e anche gli elementi senza risparmiare nessuno.

Nel tempo, piante come la Cannabis non hanno ricevuto la giusta attenzione che meritavano per la loro nomea legata al mondo degli stupefacenti.

Esistono legami, proprietà ed impieghi specifici e spesso contraddittori all’interno del vasto panorama della flora naturale che nel tempo hanno suscitato l’interesse e le attenzioni di studiosi, ricercatori, scienziati e appassionati.

Seppur vero che la Cannabis viene ancora impiegata nel mondo della droga come psicoattivo, è stato spesso sottovalutato il suo grande apporto in termini positivi sulla salute dal punto di vista medico-curativo.

Canapa e Cannabis sono due facce della stessa medaglia interconnesse tra loro poichè entrambe piante facenti parte della stessa famiglia, con proprietà e vantaggi (è il caso di dire) STUPEFACENTI.

Come moltissime piante, la Canapa, è una specie dai molteplici ed incredibili benefici, che nel tempo, vista la sua declinazione in Cannabis (spesso chiamata erroneamente Marijuana), intesa solamente in veste negativa quale droga, è stata ingiustamente accantonata o non più completamente sfruttata.

Tuttavia, grazie a numerosi studi, ricerche e recenti scoperte, che sono parte di un filone molto copioso di studi portati avanti dai ricercatori da diversi anni, oggi, in questo articolo, vogliamo mettere in luce i numerosi benefici apportati dalla Canapa, dalla sua vicina parente la Cannabis e la stretta correlazione tra i cannabinoidi e il sistema Endocannabinoide umano.

Vediamo di seguito tutti i dettagli.

Per maggiore chiarezza e per facilitarne la lettura, abbiamo distinto in tre articoli differenti le varie parti, uno sulla canapa, uno sulla cannabis e uno sul sistema endocannabinoide umano.

CANAPA & CANNABIS: DEFINIZIONE E DIFFERENZE

Prima di iniziare con le varie specifiche parti dell’articolo, iniziamo con il chiarire alcuni punti chiave e definizioni.

Una prima definizione:

CANAPA: Pianta annua, dioica, delle dicotiledoni amentifere, attualmente inclusa nella famiglia delle cannabacee (Cannabis sativa), a foglie opposte o alterne, composte da 5 o 9 o 11 foglioline lanceolate; i fiori sono disposti, negli individui maschili, in pannocchie terminali o ascellari, nei femminili in glomeruli raccolti in una infiorescenza compatta; il frutto è un achenio, correntemente detto seme di c., da cui si può ricavare un olio (olio di c.) usato nella fabbricazione di saponi e vernici, in passato per illuminazione, e che, se depurato, ha anche usi alimentari. Forse originaria dell’Asia centrale, la canapa è oggi coltivata in molti paesi a clima temperato e tropicale per la fibra che da essa si ricava, ma la sua produzione, a causa della concorrenza di alcune fibre artificiali, è in costante declino.

CANNABIS: (Linnaeus, 1753) è un genere di piante angiosperme della famiglia delle Cannabaceae. Secondo alcuni comprende un’unica specie, la Cannabis sativa, la pianta storicamente più diffusa in occidente, a sua volta comprendente diverse varietà e sottospecie; secondo altri invece si distinguono tre specie, C. sativaC. indica e C. ruderalis. Originaria dell’Asia centrale e sacra per gli hindu, la pianta era indicata in sanscrito con i termini bhangavijaya e ganjika; in hindi, ganjaÈ generalmente accettata l’ipotesi secondo cui la canapa sia giunta nelle Americhe dopo Colombo; tuttavia alcuni scienziati hanno trovato residui di cannabis, tabacco e foglie di coca in numerose mummie (1500 a.C.) scoperte in Perù.

Dalle sue infiorescenze essiccate è possibile ottenere la marijuana, un complesso di molecole che agiscono principalmente a livello del sistema nervoso centrale e periferico.

Le molecole più note sono il THC-ovvero il delta-9-tetraidrocannabinolo– e CBD –il cannabidiolo.

Anche se canapa e cannabis appartengono alla stessa specie vegetale, sono due piante che presentano delle differenze importanti da non sottovalutare

Non soltanto esteriormente, ma anche dal punto di vista del chemiotipo (componenti chimici).

A titolo di esempio: la canapa possiede concentrazioni di THC decisamente inferiori, mentre nella Cannabis e dunque anche nella marijuana e hashish (che derivano entrambi dalla cannabis), questo cannabinoide è presente in quantità abbondanti.

Canapa e cannabis vengono prodotte per ragioni completamente diverse, pertanto devono essere coltivate in specifiche condizioni ambientali.

La cannabis destinata alla produzione di marijuana e hashish è stata allevata e selezionata per sviluppare esemplari femmina che producono grandi quantità di fiori.

Le piante di canapa possono essere di sesso femminile, ma quelle coltivate per scopi industriali sono generalmente maschi e non producono fiori. Anche questi esemplari vengono allevati in modo selettivo e coltivati in condizioni che favoriscono la crescita verticale e lo sviluppo di steli lunghi e spessi.

I maggiori impieghi della canapa legale in Italia sono la base di alimenti (nella produzione di semi, olio, farina, biscotti, condimenti) tessuti, carte, cosmetici, materiali edili, sportivi, accessori di moda ma anche aromaterapici come l’impiego dell’olio essenziale.

In Italia negli anni ‘30 la coltivazione della canapa occupava 85 mila ettari di terreno vantando il titolo di seconda produttrice mondiale per quantità dopo l’Urss e prima per qualità.

Solo dopo il 1950, con l’avvento della produzione di fibre sintetiche, la canapa ha smesso di essere un’importante fonte di guadagno per l’economia italiana fino ad essere posta quasi nel dimenticatoio.

DIFFERENZE TRA CANAPA, CANNABIS & MARIJUANA

Nel corso del tempo si sono verificate diverse incomprensioni riguardo la differenza tra canapa e cannabis e conseguentemente tra canapa, cannabis e marijuana.

La marijuana scientificamente viene definita come la sostanza psicoattiva derivante dalle infiorescenze della pianta femminile della cannabis (anche chiamata canapa a volte).

La cannabis è riconosciuta dalla maggioranza degli studiosi come Cannabis sativa L. della quale si distinguono tre varietà: la cannabis sativa (utile), cannabis indica (indiana) e cannabis ruderalis (russa o americana) tutte con dimensioni, origini, concentrazioni, percentuali e principi attivi differenti.

Il termine marijuana etimologicamente non ha alcun significato. Veniva così definita dai messicani per il suo effetto stupefacente ad uso ricreativo.

Nel corso della storia sono stati inventati diversi termini per identificare la marijuana sempre in riferimento alle infiorescenze essiccate per essere successivamente fumate, benché la canapa abbia una storia molto più prestigiosa e vi siano innumerevoli veicoli per beneficiare di tutte le sue qualità.

Indubbiamente la sua ‘fama di stupefacente’ ha indebolito la grande storia della canapa, tra le piante più complete e utili che la natura ha da offrire.

Ad oggi importanti ricerche scientifiche hanno permesso a questa pianta di riacquistare valore e interesse.

 CANAPA SATIVA LEGALE & CANNABIS LEGALE[2]

La Cannabis Legale detta anche Cannabis Light, Marijuana light o Canapa Light è un’infiorescenza proveniente dalla stessa pianta: la Cannabis Sativa.

La Cannabis legale viene anche definita Canapa sativa legale, per la quale si intende la varietà sativa, quella che nella legge n.242 del 2 dicembre 2016 permette la libera coltivazione di canapa con contenuti di THC inferiori allo 0,2%.

La canapa legale si definisce quindi, anche cannabis light, o anche cannabis legale, ossia la varietà di cannabis che presenta una percentuale di THC estremamente ridotta, tanto da eliminarne gli effetti psicotropi.

In Italia i valori di riferimento di THC che rendono una pianta di cannabis light legale si attestano tra lo 0,2% e lo 0,5%.

La pianta della canapa produce infatti una vasta gamma di cannabinoidi – finora ne sono stati scoperti oltre 100 tipi – tra cui i due più famosi sono certamente il THC (tetraidrocannabinolo) e il CBD (cannabidiolo).

Il THC è la componente responsabile dell’effetto psicoattivo della marijuana e dell’hashish, quello che conferisce la sensazione di sballo e di alterazione delle facoltà mentali.

La pianta di canapa non produce livelli di THC così alti da essere inebrianti, contenendo invece una grande quantità di CBD. Quest’ultimo è pur sempre un cannabinoide ma non ha una composizione in grado di produrre effetti psicoattivi.

Al contrario le numerose proprietà della canapa sativa, come quella antidolorifica o quella antidepressiva, derivano proprio dall’elevata concentrazione di CBD.

Questa è la caratteristica più lampante che differenzia la canapa sativa dalla cannabis e anche dunque, dalla marijuana. È anche il discrimine utilizzato da molti Governi, i quali definiscono canapa sativa legale la canapa che contiene livelli di THC entro i limiti previsti dalle leggi.

Come suddetto, a questa concentrazione di THC il consumo di cannabis light non presenta controindicazioni per la salute ed anzi, diversi studi recenti mostrano come il consumo di cannabis legale possa avere diversi effetti benefici grazie alla sua alta concentrazione di CBD (cannabidiolo).

Il CBD, anche detto cannabidiolo, è una delle sostanze che si trovano all’interno delle piante di canapa ed è presente in alte concentrazioni nelle diverse varietà di cannabis legale.

Fino a pochi anni fa gli studi sulla cannabis light erano pochi e le interessanti proprietà del CBD erano dunque poco note. Grazie però allo sviluppo del commercio di cannabis legale, l’attenzione verso il CBD ed i suoi effetti benefici è andata via via crescendo.

Come suddetto, e ci teniamo a ripeterlo, attualmente diversi studi dimostrano come il CBD non abbia alcun effetto psicoattivo e porti invece numerosi benefici al sistema immunitario e all’organismo.

E’ proprio grazie al CBD che la cannabis legale è considerata avere un’ampia varietà di effetti terapeutici, tanto da risultare estremamente versatile.

Negli ultimi anni sono stati sviluppati numerosi prodotti a base di CBD che si sono rivelati estremamente utili nelle forme più disparate.

Il CBD, e di conseguenza il consumo di cannabis light, ha dimostrato attraverso diversi studi scientifici di avere diverse proprietà, tra le quali: proprietà analgesiche, anti-infiammatorie, ansiolitiche ed antipsicotiche.

VARIETA’ DI CANNABIS LIGHT

Da un punto di vista scientifico e botanico, la principale distinzione tra i differenti tipi di cannabis deriva da uno studio del 1785 di Jean-Baptiste Lamarck.

Il naturalista francese effettuò uno studio sugli effetti stupefacenti della Cannabis proveniente da due diverse regioni, quella del Medio Oriente e quella proveniente dalle zone equatoriali. I risultati portarono alla distinzione ancora oggi in uso tra Cannabis Sativa e Cannabis Indica. Le due tipologie hanno caratteristiche peculiari che ne definiscono non soltanto gli effetti psicoattivi ma anche il fenotipo.

Parlando di cannabis legale è giusto sottolineare come questa venga classificata come Cannabis Sativa e dunque, con un basso contenuto di THC ed alti livelli di CBD.

Il consumo di cannabis light è indicato soprattutto per persone con uno stile di vita frenetico che possono essere spesso sottoposte a stress. La cannabis legale aiuta a ridurre ansia, stress ed efficacie anche contro l’insonnia.

Sono disponibili diverse varietà ed infiorescenze con diversi livelli di CBD, proprietà e diversi gusti.

L’invito è dunque quello di sperimentare per riuscire a trovare la cannabis light perfetta per voi e le vostre esigenze.

DIFFERENZA TRA CANAPA, CANNABIS, MARIJUANA E HASHISH[3]

DI SEGUITO UN BREVE RECAP PER MAGGIORE CHIAREZZA:

CANAPA: Pianta erbacea delle Cannabacee ( Cannabis sativa ), alta oltre 2 m, con stelo diritto, fistoloso e peloso e foglie stipolate e picciolate, composte da 5-11 foglioline lanceolate; è estesamente coltivata per la fibra che se ne ricava.La fibra tessile ottenuta dagli steli essiccati al sole e quindi messi a macerare in acqua, oppure ottenuta dagli stessi con altri procedimenti industriali (fisici o chimici) o trattamenti microbiologici.

CANNABIS: Genere di pianta della famiglia Cannabacee, con le varietà sativa (canapa) e indica (canapa indiana). La Cannabis, sotto forma di preparati (foglie di marijuana) e resine (hashish), viene utilizzata come sostanza stupefacente. Tra gli effetti più frequentemente descritti: sensazione di benessere, ilarità, alterata percezione del tempo, intensificazione delle sensazioni e delle emozioni. Al di là delle discussioni sociali e politiche sull’uso della C. come stupefacente, essa è stata a lungo un’importante pianta medicinale. Negli ultimi anni si è accumulato un notevole volume di ricerca sulle sue proprietà farmacologiche e le possibili applicazioni cliniche, per es., nella terapia del dolore

MARIJUANA: Uno dei nomi con cui viene indicata in America e in Europa la droga ottenuta facendo seccare i fiori e le foglie della canapa indiana (Cannabis indica): generalmente fumata in sigarette o in pipe, procura uno stato di estatica euforia provocando modificazione delle percezioni uditive e visive e, in forti dosi, alterazioni del comportamento e delle funzioni psichiche.

HASHISH: per Hashish si intende la resina derivata dalla lavorazione della Cannabis ovvero: la sostanza stupefacente il cui nome arabo (ḥashīsh) significa «erba».Viene ricavata dalla Cannabis sativa (varietà indica), per purificazione dell’estratto alcolico privato della componente oleosa volatile o anche per secrezione della pianta in fiore. Ridotto in polvere viene successivamente trasformato in pasta pressata a forma di bastoncini o pani. Il principale componente attivo, il Δ9,-tetraidrocannabinolo, determina ebbrezza; Può essere fumato o assunto per via orale, e i suoi effetti variano a seconda della quantità assunta e della personalità del soggetto. In genere determina euforia, sensazione di rallentamento del tempo, iperemia congiuntivale, aumento di appetito. L’uso continuato provoca intossicazione. È la droga storicamente più diffusa tra le popolazioni musulmane e il suo uso è andato estendendosi ai paesi occidentali a partire dal 19° secolo. L’hashish, che è prodotto, in modi diversi dalla resina, ha normalmente maggiore potenza psicoattiva della marijuana.

 

[1] The Plant List.

[2] https://www.olfattiva.it

[3] Treccani

Pin It