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Non a tutti piace la pioggia, spesso associata a tristezza, nostalgia e un mood un po’ pessimista, eppure, la pioggia quale elemento naturale, fluido e vivo ha degli effetti benefici per il nostro benessere psicofisico che molti non conoscono.

La pioggia è acqua, un elemento fondamentale dei 4 che conosciamo e in quanto tale, ha un’energia intrinseca: lava la terra, lava le strade, lava ogni superficie con la quale entra in contatto, pulisce e porta via detriti, particelle, elementi.

Allo stesso modo, osservare la pioggia, il lento incessante getto, il suo scroscio, il piovigginare, le goccioline, di fatto è come avviare una pulizia interiore, un vero e proprio lavaggio di pensieri, problemi, preoccupazioni, ansia, stress e paure.

La pioggia lava via il negativo, e porta via il positivo.

Quando piove, respirare il profumo della pioggia è un vero antistress naturale.

Difatti, annusare il profumo della terra bagnata e dell’atmosfera intrisa di pioggia, migliora l’umore, quasi fosse una seduta di terapia anti stress completamente gratuita e naturale.

L’ESPERIENZA DELLA PIOGGIA

La pioggia è molto comune in molti parti del mondo, dalle località più soggette a siccità a quelle più piovose, e sicuramente ognuno di noi avrà sperimentato almeno una volta lo stare sotto la pioggia senza la fretta di correre al riparo, semplicemente godendosi la sensazione di assaporarne il profumo, il tocco liscio e morbido sulla pelle, quasi setoso e il suo profumo, particolare.

Anche uscire di casa subito dopo un temporale e percepire l’odore della terra bagnata e della atmosfera intrisa di acqua piovana, è una azione che porta inevitabilmente una innata sensazione di gioia e piacere.

Non a caso, il profumo della pioggia viene considerata anche dalla scienza parte dei “profumi buoni”, ossia odori capaci, secondo gli esperti di neuroscienza, di esercitare effetti benefici tangibili sulla nostra psiche.

Tale definizione è stata confermata confermata anche il team di ricercatori del Dipartimento di Neurobiologia e Comportamento della Stony Brook University di New York.

Annusare la terra bagnata e l’odore della aria intrisa di pioggia, annusandone il loro profumo riesce a migliorare il nostro umore abbassando i livelli di tensione, ansia e stress.

IL COLORE DELLA PIOGGIA

Secondo il principio della cromoterapia il verde corrisponde alla tonalità di colore che apporta pace interiore, serenità e rilassamento di corpo e mente. Quale portavoce dei colori del bosco, del prato e della natura in generale, il verde è il colore del relax.

La pioggia, quale elemento naturale che disseta, nutre, alimenta, fa crescere e rende rigoglioso (amplificandone la tonalità) il verde della natura di prati, boschi e foreste, è di fatto legata intrinsecamente a questo colore. Ad esempio, avrete notato che dopo un temporale passeggiando in un parco il colore verde sembra accentuato e più intenso.

Questa intensificazione della tonalità del verde genere una sensazione di ristoro con un effetto benefico sulla mente, distenendo i nervi e scansando i pensieri negativi.

Annusare la pioggia si riattiva indirettamente il colore verde portatore di armonia, equilibrio, calma e benessere.

LA PIOGGIA NON E’ NEGATIVA

Come sappiamo la correlazione tra sole, presenza di luce e positività è molto forte, e spesso porta indirettamente ad associare la pioggia, che solitamente è in assenza di sole, alla tristezza e alla malinconia.

Sicuramente una giornata di sole con la sua luce arreca una sensazione di rinata energia, benessere e positività, ma anche un temporale e l’atmosfera che ne segue possono rappresentare una esperienza rigenerante.

Possono infatti, essere considerati una esperienza rigenerante quale fonte di nutrimento, che possa lavare via i pensieri negativi e assecondare un umore positivo e propositivo.

La pioggia disseta, nutre e alleggerisce la mente con un carico di endorfine non indifferente, è una vera e propria rinascita a tutti gli effetti, così come la nuova vita che si genera dal suo nutrimento alla terra.

Per godere di tutto ciò uno dei modi migliori è passeggiare nel verde sotto la pioggia o dopo un temporale (ancora meglio se primaverile o estivo).

O se non si può uscire affacciarsi alla finestra, spalancandola o mettendosi in balcone e godere del profumo della pioggia, stemprando stress e tensioni, magari con una bella tisana calda, sotto una coperta morbida e ben coperti, accanto al fuoco da soli o in compagnia di chi si ama, è certamente un altro modo per godere a pieno di tutti i benefici della pioggia.

Dopo l’estate la pelle come ogni altra parte del corpo risente dell’azione del sole e del mare, è sicuramente disidratata e necessita di maggiori cure.

L’utilizzo di elementi naturali nella cura del proprio corpo è sempre da prediligere ad altri mezzi più invasivi.

Oggi vi proponiamo un elemento molto interessante: la spugna di Luffa, una spugna vegetale, ecologica e biodegradabile utile sia per l’igiene personale, sia per le pulizie di casa.

Vediamo di seguito tutte le caratteristiche.

 DEFINIZIONE & CARATTERISTICHE

La spugna di Luffa si ottiene dalla polpa essiccata del frutto della Luffa cylindrico o  Luffa aegyptica, la quale spesso scambiata per una varietà di zucca, è in realtà una pianta della famiglia delle cucurbitacee, stretta parente di zucche, zucchine e cetrioli, originaria dell’Asia e molto conosciuta e coltivata in oriente.

Da questo vegetale nasce un frutto simile al cetriolo o ad una grande zucchina, che ha la particolarità di produrre a maturazione avvenuta una polpa solida, spugnosa ed elastica, che si trasforma in una vera e propria spugna naturale.

Adatta a detergere ogni tipo di pelle, la spugna di luffa è dunque una spugna ecologica, biodegradabile, anallergica e atossica.

Utilizzata per le pulizie domestiche in sostituzione delle normali spugne sintetiche è molto utile per lavare i piatti e una volta consumata o avariata può essere gettata nel compost per concimare l’orto.

Il consumo della Luffa non è molto diffuso nel campo alimentare nonostante la sua commestibilità, per via del sapore amaro e della consistenza molto fibrosa.

UTILIZZO  

Dalla polpa essiccata della luffa si generano delle spugne ecologiche largamente utilizzate per le pulizie domestiche in cucina nel lavaggio dei piatti, per la detersione di superfici lavabili ma soprattutto, per l’igiene personale come spugne corpo da bagno/doccia.

ACQUISTO  

Venduta in commercio in erboristeria, negozi con cosmesi naturale e on-line, viene proposta con diversi formati e dimensioni per adattarsi in maniera versatile a tutti i tipi di persone e ai vari utilizzi.

COLTIVAZIONE DELLA LUFFA

È possibile inoltre, coltivare la propria luffa dal giardino di casa nel terreno o all’interno di vasi capienti, ottenendo così spugne vegetali sostenibili, ecologiche e a costo zero.

La coltivazione della luffa è molto semplice e adatta a tutti: si possono acquistare sia piantine già sviluppate o coltivare i suoi semi acquistabili on line e da un vivaio.

Con una semina che si effettua in primavera tra marzo e maggio e scegliendo un terreno soleggiato e ricco di sostanze organiche si ottengono delle piante di luffa comodamente nel proprio giaridino/orto.

È consigliato per i semi, lasciarli in ammollo in acqua per 12 ore circa prima di interrarli in modo da favore la germinazione.

Vista la grandezza dei fiori prodotti dalla pianta di luffa, è opportuno distanziare i semi di circa 50 centimetri l’uno dall’altro in un’unica fila oppure sistemare i semi in contenitori capienti, in caso di coltivazione in vaso.

Grazie alla sua crescita in verticale la luffa si presta molto per essere posizionata in balcone o in terrazzo (dove solitamente si ha meno spazio), basta scegliere vasi che misurino minimo 30 cm di diametro e 40 cm di profondità. Per aiutare il processo si consiglia di utilizzare materiali drenanti quali ghiaia e argilla da posizione sul fondo del vaso al fine di evitare i ristagni idrici e di arricchire il composto con terriccio composto da sostanze ricche di nutrienti.

Per facilitare la crescita della luffa si consiglia l’utilizzo di reti metalliche per far arrampicare le piante, sia in caso di piante collocate in vaso sia a terra per evitare che il peso dei frutti le distrugga.

L’irrigazione abbandonante e una regolare concimazione sono fondamentali durante tutto il periodo di crescita e sviluppo della pianta.

Anche la prevenzione dai parassiti (soprattutto il mal bianco) va fatta tagliando le parti malate e aggiungendo zolfo.

LA SPUGNA: come ottenerla

A seguito della fioritura e della comparsa dei frutti (simil cetrioli o zucchine verdi) molto verdi si lasciano maturare naturalmente fino a quando non saranno diventati marroni e secchi.

Solo allora si potranno raccogliere i frutti per lasciarli seccare per qualche giorno in un luogo asciutto.

La spugna si ottiene con un processo ben preciso:

  • Eliminazione del picciolo e della buccia
  • Estrazione della polpa dal frutto schiacciandolo più volte dal centro verso l’esterno
  • Rimozione dei semi che possono essere accantonati per una futura risemina
  • Lasciare a bagno in una soluzione di acqua e bicarbonato per qualche ora la polpa rimossa schiacciandola più volte, per eliminare impurità
  • Tagliare la spugna ottenuta in strisce da 2-3 cm legandola ad una cordicella per maggiore comodità
  • Una volta pronta al contatto sebbene sia secca e dura è pronta per l’utilizzo appena viene bagnata diventando morbida e malleabile
  • Ha anche azione esfoliante, utile per peeling e depurazione della pelle
  • Una volta utilizzata si raccomanda di asciugarla molto bene per non incorrere in batteri, muffe che potrebbero proliferare
  • Una volta vecchia e rovinata si può gettare nel compost.
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