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Chi di noi non ama gli avocado?

Questo frutto verde e burroso dal gusto ineguagliabile è uno dei frutti di maggior successo dell’ultimo secolo.

Da alimento grasso per viziosi, oggi viene considerato un Supercibo, che andrebbe mangiato tutto l’anno.

La storia di successo senza eguali dell’avocado nel XXI secolo deriva dal suo consumo no stop durante tutto il corso dell’anno lo rende tra i frutti più apprezzati, gustati e super richiesti.

Utilizzato negli antipasti, è ormai onnipresente in quasi tutti i menù, soprattutto in numerosi piatti gourmet e in generale è molto gettonato dagli amanti del fitness e degli spuntini light, sfiziosi e salutari.

La sua diffusione capillare a livello globale ne ha fatto un vero Guru dei Superfood, un elemento immancabile nella dieta di ognuno di noi, tanto da renderlo famoso, di moda e super gettonato in ogni parte del mondo.

La sua fortuna risiede non solo nel fatto di essere un frutto ricco di grassi vegetali che apportano benefici, ma anche dall’essere stato introdotto dalla fine degli anni ‘70-’80 come frutto di tendenza salutare e benefico per la salute, quale piatto principale negli aperitivi e negli spuntini dei VIP e degli sportivi e amanti del benessere.

Tutta la fama dell’avocado ha tuttavia un retrogusto amaro, fatto di corruzione, giochi di potere tra produttori, politici e malavitosi, sfruttamento indiscriminato delle risorse del territorio, distruzione e annientamento dell’ambiente e di habitat fondamentali per l’equilibrio del pianeta, sfruttamento della manodopera a basso costo, discriminazione raziale ed etnica e una lotta di potere feroce per il controllo di un mercato dal valore di miliardi di dollari.

Riportiamo di seguito tutti vati ambiti e relative dinamiche.

L’AVOCADO OGGI NEL MONDO: situazione globale[1]

Nel mondo, al giorno d’oggi vengono consumate circa 5 milioni di tonnellate di avocado ogni anno.

La potenza economica dell’avocado come super motore di una industria di successo messicana nell’ industria alimentare ha un valore di più di 2,5 miliardi di dollari l’anno.

I profitti sono numerosi per i coltivatori che considerano la produzione di avocado come una benedizione.

Tuttavia, il suo commercio si è trasformato nel tempo in una maledizione, a causa della dilagante corruzione nel territorio messicano e sudamericano che in generale ha sviluppato nel tempo numerosi crimini per costringere i coltivatori locali al pagamento del pizzo e ha portato ad estorsioni di denaro dal commercio locale con omicidi e rapimenti alle famiglie dei coltivatori che si rifiutavano di piegarsi alla mano corrotta dei signori degli avocado.

Come fonte di guadagno l’avocado è molto importante in america latina, ma è anche fonte di oppressione, estorsioni e omicidi.

In Cile ad esempio, la produzione di avocado è una parte fondamentale del commercio nazionale, ma prosciuga le scarse risorse idriche del territorio.

Chiamato Oro Verde è un prodotto molto gettonato al quale tutti provano ad arrivare.

CALIFORNIA: STORIA E CAUSE DELLA DIFFUSIONE DELLA COLTIVAZIONE DELL’AVOCADO NEGLI STATI UNITI

In California, l’avocado si è trasformato da sapore locale a superstar mondiale, grazie all’imprenditorialità dei produttori locali che circa dagli anni ’60 trasformarono le coltivazioni di arachidi o le produzioni di pollame in coltivazioni di avocado, le prime a diffondere l’avocado a livello capillare.

Per la coltivazione degli avocado si necessita di un clima mite, umidità, temperatura a 22 gradi.

Sono frutti molto delicati e se restano per più di 4 ore ad una temperatura minore di 0 gradi subiscono danni e per questo, si preferisce la coltivazione in collina in quanto l’aria fredda tende a scendere, mentre la calda salendo mantiene le condizioni ottimali per la coltivazione di questi frutti.

In California si produce il 95% della produzione americana di avocado, grazie alla presenza di pendii giusti e microclimi più adatti. I 2/ 3 delle coltivazioni della California sono concentrati in due contee specifiche.

L’avocado viene definito localmente come pera alligatore, ma il suo nome  deriva da ahuacatl, termine azteco per “testicolo”.

L’industria dell’avocado, si è sviluppata nel corso del 900 grazie all’interesse nazionale sempre maggiore per la produzione di cibi sani.

La scoperta che L’avocado Fuerte fosse ricco di sostanze nutritive, e sostanze quali potassio, fibre e grassi monoinsaturi raccomandati dai medici ne incrementò notevolmente la produzione.

Nel corso degli anni ’70, la coltivazione e produzione di avocando nel sud della California iniziò l’ascesa e i margini di guadagno erano alti.

I coltivatori pubblicizzavano l’avocado quale lussuoso frutto esotico del west coast per raffinati chef casalinghi.

Gli anni ’70 sanciscono l’ascesa e la fine dell’avocado Fuerte con l’arrivo di una nuova varietà, l’avocado Hass.

Questa varietà era comparsa alla fine degli anni ’20, nata dall’albero del cortile di un postino della California, e negli anni ’70 si affermò grazie alle sue indubbie qualità: era più cremoso e con la buccia più spessa e ruvida resisteva meglio al trasporto, aveva un periodo vegetativo più lungo ed era più piccolo del Fuerte in modo che i consumatori lo potessero finire prima che potesse marcire.

Inoltre, essendo più maneggevole, facile da trasportare e impacchettare, veniva commercializzato più facilmente (in una sola cassetta a parità di dimensioni della stessa, di avocado Hass ne entrano più del doppio della varietà Fuerte).

Il suo gusto e le sue dimensioni erano molto apprezzati dai consumatori e la sua ascesa diede uno slancio non indifferente all’industria dell’avocado.

Negli anni ’80, un problema di immagine minacciava la produzione degli avocado: con la diffusione degli amanti del fitness e della linea, l’avocado sembrava troppo unto e grasso, ma per garantire gli interessi dell’industria coltivatori venne costituito il Comitato per l’avocado della California, che in cambio di una percentuale dei profitti dei coltivatori proteggeva l’immagine pubblica dell’avocado.

L’immagine di un avocado salutare e buono era però stata introdotta dal Comitato che era comunque sovvenzionato dai coltivatori, nonostante ciò, negli anni ’70 e ’80 la coltivazione degli avocado è cresciuta ancora di più: venivano coltivati in ogni punto della California con un tasso di crescita fortissimo e tra il ’70 e l’85 gli acri dei terreni agricoli destinati alla coltivazione di avocado sono più che quadruplicati e il valore economico dei loro raccolti è passato da meno di 25 milioni di dollari a 162 milioni.

Molti professionisti delle grandi città che si ritiravano nelle campagne per una vita più tranquilla comprando dei terreni, iniziarono ad investire nella coltivazione di avocado vedendo come nelle zone limitrofe chi possedesse terreni li avesse destinati a questa tipologia di coltivazione in cambio di cospicui profitti.

Molti ex allevatori di bestiame o di produzione per mangimi di bestiame comprarono terreni sui quali investire nell’industria dell’avocado.

Nel 1998 la coltivazione di avocado sembrava essere un trend in forte ascesa come ottimo investimento sul quale puntare soprattutto perché in un anno il valore di un acro del terreno per la coltivazione di avocado era salito del 27%.  Mentre i frutteti della Contea di San Diego, un terzo del raccolto per lo Stato, venivano distrutti per fare spazio a nuove case.

In questo modo, la riserva di avocado, ossia l’offerta, si stava riducendo, mentre la domanda pro capite per questo frutto sarebbe cresciuta, con grossi vantaggi per i produttori.

La incredibile crescita appena descritta nella produzione di avocado veniva tutelata dal Governo Stati Uniti, che protesse la California dalla concorrenza dei competitor stranieri, soprattutto dal Messico, al fine di evitare che si imponessero sul mercato.

 MESSICO: LA SUPER POTENZA DELL’AVOCADO

La nascita dell’industria dell’avocado ha radici nel territorio del Messico.

Luogo di crescita ideale per l’avocado, con copiosi raccolti in grado di minare l’intera produzione americana.

Per tale motivo, per anni il Governo Statunitense tenette chiusi i confini all’importazione di avocado messicano per molto tempo.

Nel 1993, con la firma del contratto NAFTA da parte di Stati Uniti, Canada e Messico, venne sancito il libero scambio di beni aprendo il mercato e i propri confini ad una nuova ondata di scambi e commerci.

Tutti i coltivatori di avocado del territorio statunitense furono contrari alla stipula del NAFTA, in quanto ne percepivano la minaccia sapendo come fosse più conveniente e facile importare avocado dal Messico piuttosto che aiutare la produzione locale. Inoltre, i produttori statunitensi sapevano che la produzione messicana fosse 10 o 15 volte superiore la loro e li avrebbe letteralmente schiacciati.

Con l’apertura graduale del mercato americano degli Stati Uniti agli avocado messicani dal 2007, le previsioni di una totale disfatta del mercato locale vennero contraddetti, in quanto l’ondata messicana risollevò il mercato degli USA: se prima gli avocado erano presenti solo in alcuni periodi dell’anno in quanto frutti stagionali, la produzione locale produceva solo per alcuni periodi mentre con l’arrivo dei prodotti messicani che venivano prodotti tutto l’anno vennero riempiti quei buchi temporali che l’offerta locale non era mai stata in grado di sanare.

Con l’arrivo degli avocado messicani i consumatori furono più felici perché poterono consumarli tutto l’anno e nonostante la domanda crescente, la grande fornitura da parte del Messico ne ha tenuti bassi i prezzi per molto tempo.

Solo negli USA, negli ultimi 10 anni il consumo di avocado è più che raddoppiato.

Il mercato dura tutto l’anno ed è dominato dalla produzione Messicana.

Negli Stati Uniti si consumano tra le 997 e il 1 milione e 130 mila tonnellate, e in California la produzione è circa di 130 mila tonnellate, dunque una piccola parte rispetto alla domanda richiesta e consuamata nel solo mercato degli Stati Uniti.

LA PRODUZIONE MESSICANA: IL MICHIOCAN

Con l’entrata in vigore del NAFTA, un solo stato rispettava i requisiti necessari per importare avocado nel territorio degli Stati Uniti: il Michoacan, il primo esportatore di avocado dal Messico verso gli USA.

Questo stato ha fatto la sua fortuna con la produzione e il commercio di avocado per gli stati Uniti, con un posto di lavoro su 5 legato a questa industria.

Un terzo di tutta la produzione di avocado consumata nel mondo viene generata nel Michoacan:

vengono prodotti circa un milione e 451 tonnellate di avocado ogni anno.

Oltre un milione di avocado al giorno della varietà Hass, che costituisce l’80 % del raccolto mondiale di avocado totali, vengono processati nelle grandi fabbriche ed impianti di lavorazione, imballaggio e confezionamento degli avocado.

La presenza di sempre più macchinari tarati per questa varietà ci fa comprendere come il loro dominio sia forte anche in futuro.

IL COSTO SANGUINOSO DEL GUADAGNO DELL’INDUSTRIA MESSICANA DELL’AVOCADO

La redditività e i profitti ottenuti dalla entrata in vigore del NAFTA e della libera circolazione degli avocado dal Messico agli USA ha avuto un costo sanguinoso in termini di vite.

L’avocado essendo molto redditizio si è ben presto trasformato in una calamita per i guadagni facili e dunque, per corruzione e la violenza nello spietato crimine organizzato messicano.

Le città la cui maggiore entrata si basa sulla produzione e commercio dell’avocado sono veri e propri campi di battaglia e teatri di guerra: con intere città che si reggono sul business degli avocado e delle armi automatiche.

Il tasso di violenza e criminalità in tali città è altissimo e vi sono spesso gruppi armati di irregolari non governativi che dirigono le grandi fabbriche e le esportazioni del commercio dell’avocado.

L’apertura dei mercati grazie alla stipula del NAFTA, è stata provvidenziale per il crimine organizzato in quanto è concisa con il periodo nel quale i vecchi cartelli che guadagnano con il narco traffico erano allo sbando.

Tali cartelli si stavano dividendo in gruppi sempre più piccoli a causa dei continui scontri e battaglie tra loro per la supremazia.

Negli anni ’90, il Cartello del golfo, che guadagnava dal traffico di droga, governava il proprio business con la corruzione, pagando mazzette ai funzionari del governo e alle forze dell’ordine.

Nel Michoacan, la prosperità del business del narco traffico andava di pari passo con quella dell’avocado e vigeva una legge non scritta secondo la quale i narcotrafficanti non toccavano la popolazione locale civile, secondo un codice di condotta che tutti i narcotrafficanti tentavano di rispettare più possibile.

Con l’introduzione dei Los Zetas, un commando di truppe armate o truppe derelitte, addestrate da consulenti israeliani, americani e francesi che vennero ingaggiate dai narco trafficanti, la violenza sulla popolazione locale crebbe a dismisura.

Il cartello del Golfo, fu il primo a reclutare questi gruppi di elitè, che abituati alle paghe basse delle forze dell’ordine e alle condizioni di rischio nelle quali lavoravano non ci pensarono due volte a essere assoldati dai ricchi narcotrafficanti che offrivano paghe 5-10 volte superiori, migliori condizioni lavorative e sostegno in caso di morte alle loro famiglie.

Tale situazione durò fino alla fine degli ’90, quando i Los Zetas formarono un proprio cartello, sperimentando una nuova ondata di affari: estorsioni e rapimenti della popolazione locale.

IL cambiamento delle organizzazioni criminali messicane consisteva non più solo nella produzione di droga destinata al narco traffico, ma anche a spremere quanti più soldi possibili dalle risorse locali disponibili, ossia delal industria dell’avocado nel nostro caso.

Con la apertura dei mercati, il libero scambio dell’accordo NAFTA, la conseguente esportazione di avocado verso gli Stati Uniti e il grosso margine di profitto all’orizzonte, le bande e i cartelli delle organizzazioni criminali hanno iniziato a vessare e fare violenze sul gruppo di piccoli produttori di avocado che erano passati dall’essere semplici produttori al guadagnare milioni grazie alla esportazione verso il suolo americano.

Con questo nuovo giro di soldi, le bande davano mazzette e tangenti ai funzionari agricoli per avere la lista dei nomi e indirizzi dei produttori e agricoltori di avocado più ricchi.

Molti produttori di avocado diventati ricchi subirono attacchi, rapimenti per riscatti milionari, torture, uccisioni e minacce da parte di cartelli e bande.

Questi attacchi dipendevafcno dal fatto che in Michoucan la maggioranza della produzione agricola di avocado avviene in terreni di meno di 10 ettari e un terreno di 10 ettari fruttava anche più di 100 mila dollari l’anno anche con i prezzi molto bassi.

Nel 2006, Enrique Calderon, il presidente del momento decise di agire contro i cartelli al fine di annientarli attraverso una invasione interna del Michoacan, uccidendo e arrestando i capi dei cartelli, che però sopravvissero, dividendosi in bande criminali più piccole.

Con il commercio della droga arrestato e con i guadagni ormai compromessi da tale mossa governativa, le bande puntarono sull’estorsione come fonte di guadagno primario.

I Los Zetas iniziarono a uccidere e imbrogliare i loro alleati locali che ribellandosi fondarono un nuovo gruppo: la Familia Michoacana, un gruppo nazionalista di rivolta nato come controffensiva al Los Zetas.

La familia MIchoacana si considerava essere un gruppo composto da veri messicani, attaccati alla loro terra, al contrario dei Los Zetas visti come mercenari e assassini.

I componenti della Familia Michoacana venivano considerati dei liberatori della patria dai residenti locali, proprio perché combattevano i Los Zetas, ma presto divennero aguzzini di primo livello che si sostituirono ai Los Zetas e che puntavano a spremere la popolazione e le risorse locali sempre di più.

Se non bastasse, in quel periodo, il guacamole prese piede nella cultura americana come spuntino leggero, gustoso e immancabile soprattutto se consumato con patatine davanti ad una partita di football.

Nondimeno, attraverso la pubblicità del periodo si arrivò a consumare guacamole finanche al super bowl, e ancora oggi oltre il 6 % delle importazioni di avocado dal Messico sono destinate al consumo per questo evento durante quel singolo we.

Nel solo 2009, da stime del governo Messicano le bande criminali hanno ricavato oltre 150 milioni di dollari dall’industria dell’avocado. Lo stato del Michoacan, detenne il numero più elevato di rapimenti e di richieste di pizzo nei confronti dei produttori di avocado.

Nel 2010 la Familia Michoacana si divise ancora, con il nuovo gruppo scissionista chiamato i Cavalieri Templari che basò il suo guadagno sulle estorsioni all’industria dell’avocado.

Passarono dall’estorcere soldi tramite i rapimenti e minacce o tramite il pizzo ai produttori e agricolturi di avocado, al voler detenere il controllo totale dell’industria e del mercato.

Iniziarono a stabilire delle quote per i coltivatori, incendiare magazzini e camion per obbligare i produttori ad accettare tali quote.

Raggiunto il massimo potere, i cavalieri Templari controllarono tutto il territorio e attuarono tantissimi abusi di ogni tipo sulla popolazione locale.

Con l’aumento della produzione la rovinarono appositamente, la diminuirono per evitare il crollo dei prezzi, come fossero un OPEC dell’industria dell’avocado.

Nel 2011, le esportazioni di avocado dal Michoacan hanno sfiorato gli 800 milioni di dollari e i cartelli iniziarono a rapire i parenti dei coltivatori più ricchi.

Per difendersi dai Cavalieri Templari la popolazione locale fondò una banda di difesa chiamata Auto Defenza, un movimento di auto difesa, per barricare le città con mura e difese e perquisendo le persone in entrate alla città al fine di difendere i campi di avocado e le famiglie di agricoltori.

IL problema, come sempre, fu che in questa banda entrarono anche i cirminali, che volevano distruggere i Cavalieri Templari solo per prendere il loro posto nel controllo del business dell’avocado.

La popolazione locale, venne decimata, perché i locali con armi improvvisate di fortuna provarono a farsi giustizia da soli.

I soldi derivanti dal business degli avocado dominano la vita politica,sociale, ed economica e la milizia del gruppo di Auto Defenza ha un buon rapporto con il governo federale in tutto il Michoacan.

Il vero potere non era nelle mani del Governo federale ma nelle mani dei ricchi agricolturi che hanno istituito nel tempo milizie personali per la propria auto difesa e quella della popolazione locale controllando di fatto i governi locali.

Le auto defenzas furono integrate nella polizia di stato (gli sono state date autopattuglie come simbolo del potere, armi e divise di ordinanza) solo per dire che siano sotto il controllo dello stato.

Come regione degli avocado, la proclamazione del potere delle auto defezas sono ancora oggi un vero e proprio resoconto del fallimento delle autorità governative federali.

Il Michoacam rimane tutt’oggi uno dei posti più pericolosi del Messico.

 CHILE: l’IMPATTO DELL’AVOCADO SULLE RISORSE IDRICHE

In Chile, in molti paesini e villaggi vicini a corsi d’acqua, fiumi, canali e sorgenti la situazione idrica è catastrofica.

Se prima del 2008 la popolazione locale riusciva ad accedere ad acqua potabile senza problemi da queste fonti, dopo il 2008 fino ad oggi, la popolazione è costretta ad affidarsi ad autobotti di fortuna che arrivano di tanto in tanto sporadicamente, senza vere garanzie.

L’acqua di molti canali e fiumi è stata prosciugata a casa delle coltivazioni di avocado che si trovano intorno a tali villaggi.

Nel Cile centrale la siccità è letteralmente esplosa negli ultimi 10 anni per colpa della produzione di avocado, che richiesti in quantità maggiori ogni anno per tutto l’anno necessitano sempre di più di acqua e terreni per la coltivazione.

La coltivazione dell’avocado è così fondamentale per la economia e l’agricoltura del Chile, tanto da superare le esigenze di acqua potabile della popolazione locale e avere la priorità sulle vita degli stessi Chileni.

L’ACQUA: IL PROBLEMA DELLA GESTIONE DELLE RISORSE IDRICHE NELLA PRODUZIONE DELL’AVOCADO

L’acqua rimane un problema importante nel processo produttivo dell’avocado: occorrono circa 68 litri per produrre un solo avocado.

Per tale motivo, l’acqua rimane la risorsa più importante nella guerra al controllo del business dell’avocado.

Tornando al territorio del Cile la provincia di Petorca è la zona dove si produce la maggiore produzione di avocado.

L’accesso alle risorse idriche in Cile è molto dispotico: viene concesso per la produzione dell’avocado ma non alla popolazioni locali.

In Cile il sistema dei diritti dell’acqua deriva dalle idee degli economisti cileni che negli anni ’70 studiavano negli USA nella Università di Chiacago seguendo le idee del Guru e Professore di economia Milton Freedaman, resposnabile delle teorie sul Mercato libero negli Stati Uniti.

Tali idee furono riportate in patria da tali economisti e applicate al sistema di gestione dell’acqua potabile facendole diventare leggi, e nel 1981, con l’avallo del Presidente Pinochet, l’acqua è stata privatizzata.

il modello economico ha implementato la privatizzazione di molte risorse naturali cilene allo scopo di renderne più efficiente la gestione, ma senza la giusta supervisione dello Stato,  privati cittadini e aziende non hanno avuto spazio a causa di ricchi speculatori che si sono accaparrati le risorse idriche migliori.

Sebbene l’avocado non sia di origine cilena, il territorio isolato del Cile ha permesso che la produzione di frutta rimanesse al sicuro dalle malattie esterne.

Tuttavia, l’ente Americano limitava le importazioni di avocado cileno ancora prima del NAFTA.

A metà anni ’90 il Cile aumentò la produzione ed esportazione dell’avocado verso gli Stati Uniti  e le conseguenti richieste per l’accesso alle risorse idriche aumentarono vertigionasamente, soprattutto nelle zone di Ligua e Petrorca.

Molti coltivatori che desideravano più acqua di quella di cui avevano diritto, si appropriarono illegalmente con canali e pozzi segreti delle risorse idriche che deviavano l’acqua dai fiumi verso le piantagioni.

Grazie a quell’acqua sottratta illegalmente e l’apertura del mercato americano, la produzione di avocado in Cile decollò da 50 mila tonnellate a 250 mila tonnellate in soli 10 anni.

Il modello agro industriale ha depredato significativamente e illegalmente e indiscriminatamente tutto il territorio e le risorse idriche portando i due principali fiumi a prosciugarsi completamente, privando la popolazione povera locale l’accesso all’acqua.

Drammatico è stato l’ompatto delle coltivazioni di avocado su tutto il territorio, sulle risorse e sulla popolazione locale. Viene data priorità alla produzione di avocado.

Non per tutti i produttori la produzione di avocado garantisce loro la vita e il sostentamento.

Difatti, molti produttori del fondo valle sono stati schiacciati dai più grandi e potenti e lasciati soli sono stati costretti a chiudere per via della mancanza dell’acqua. I pozzi e i canali a loro destinati sono stati prosciugati a causa della depredazione dei produttori più grandi.

I piccoli produttori non possono permettersi di pagare per l’accesso all’acqua e non essendo in grado di produrre  sono costretti a vendere la loro terra ai coltivatori più grandi.

Il terreno cileno non si presta benissimo alla coltivazione di avocado, in quanto rimane troppo secco, l’unico modo per garantire che l’avocado cresca bene è quello di crescerlo in collina portando la giusta quantità di acqua che necessita.

Per tale motivo, l’accesso alle risorse idriche si è trasformato nel punto cardine della lotta continua per il controllo del potere di questo business.

Oggi in Cile si sono oltre 30 mila ettari destinati alla produzione di Avocado Hass.

Dopo il Perù il Cile è il più grande esportatore di avocado verso l’Europa e verso la Cina.

La Cina di recente, soprattutto per la classe media, ha sviluppato una passione per gli avocado importandoli principalmente dal Cile, con un incremento di 1000 volte negli ultimi 7 anni.

La produzione di avocado garantisce certamente la stabilità economica MA NON PUO’ ANDARE A DISCAPITO DELLO SFTUTTAMENTO DELLE RISORSE AMBIENTALI CON RIPERCUSSIONI SU AMBIENTE E POPOLAZIONE LOCALE.

CALIFORNIA: IL PROBLEMA DELL’ACQUA

Anche in California, alcuni piccoli coltivatori californiani temono per l’accesso alle risorse idriche e temono che in futuro dovranno cedere la loro fetta di mercato (di un mercato che hanno loro stessi fondato negli anni ’70) ai produttori più grandi del Messico del Cile.

Il business degli avocado è stato minacciato dalle enormi stagioni di siccità degli ultimi 10 anni che hanno portato le risorse idriche a prosciugarsi enormemente.

CONCLUSIONI

Non esistono soluzioni semplici per il mercato degli avocado: criminalità, risorse idriche sotto attacco e poco controllate e disastri ambientali sono all’ordine del giorno.

Sta a noi consumatori capire come aiutare il mercato attraverso la richiesto di certificazioni per avocado equosolidali.

[1] Rotten: la guerra degli avocado- Netflix Documtario

 

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